Con la circolare 197 l’l’INPS chiarisce i criteri e le modalità applicative della rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali. Vediamo quindi quale sarà l’aumento delle Pensioni per il 2022 e chi ne potrà beneficiare in questa utile guida.
Aumento Pensioni 2022, novità dall’INPS: cos’è la perequazione
Lo scopo della perequazione delle pensioni è quello di evitare che i beneficiari dei trattamenti pensionistici siano danneggiati dall’inflazione e che l’importo loro erogato venga annualmente eroso; per tale motivo il predetto importo viene adeguato al costo della vita.
Ogni anno le somme erogate dall’INPS ai cittadini, dunque, subiscono un adeguamento grazie alla perequazione automatica che rivaluta l’importo spettante al beneficiario del trattamento pensionistico e/o previdenziale in base all’andamento del costo della vita. L’aumento viene determinato ricorrendo all’indice ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), indice che viene rilevato ogni fine anno prendendo in considerazione i mesi da gennaio a settembre, ovvero i primi nove mesi dell’anno. Si ottiene così un importo provvisorio che, prendendo in considerazione gli ultimi tre mesi dell’anno (ottobre, novembre e dicembre), viene confermato o aumentato nel corso del primo trimestre dell’anno successivo, tramite un conguaglio.
Aumento Pensioni INPS 2022: Chi beneficia della rivalutazione
Chi potrà beneficiare dell’aumento delle pensioni per quest’anno? E’ bene ricordare che la perequazione è automatica e si applica anche laddove le pensioni non siano integrate dal trattamento minimo. La rivalutazione avviene per i trattamenti pensionistici erogati:
- dalla previdenza pubblica;
- dalle gestioni dei lavoratori autonomi;
- dalle gestioni sostitutive;
- dalle gestioni esonerative;
- dalle gestioni esclusive;
- dalle gestioni integrative;
- dalle gestioni aggiuntive.
- alle pensioni dirette;
- alle pensioni ai superstiti (quali pensioni di reversibilità e pensioni indirette).
Aumento Pensioni: Indice di rivalutazione definitivo per il 2021 e provvisorio per il 2022
L’articolo 1 del decreto MEF (Ministero Economia e Finanze) del 17 novembre 2021 ha stabilito che dal 1° gennaio 2022 la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2020 è determinata in misura pari a 0,0. Ciò significa che non verrà corrisposto alcun conguaglio rispetto a quanto già erogato nell’anno 2021.
L’articolo 2 del decreto MEF del 17 novembre 2021 ha inoltre stabilito che, salvo conguagli in sede di perequazione l’anno prossimo, dal 1° gennaio 2022 la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni è determinata nella misura pari a +1,7.
La perequazione applicata dall’INPS nel mese di gennaio
L’INPS ha voluto assicurare il rinnovo delle pensioni e dei trattamenti previdenziali sin dal mese scorso. Ma i beneficiari dei trattamenti pensionistici che hanno ricevuto un aumento, potrebbero averlo avuto inferiore rispetto a quello che verrà loro erogato per i prossimi mesi. A questo proposito, l’INPS ha già fatto presente che l’eventuale corresponsione delle differenze di perequazione verranno effettuate nel corso del primo trimestre. Volendo esaminare nel dettaglio tali aumenti, dal 1° gennaio 2022, la percentuale di variazione per il calcolo di perequazione delle pensioni, provvisoriamente pari a 1,6%, fa si che:
- l’importo mensile del trattamento minimo delle pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi sia pari a € 523,83 (€ 8,25 in più rispetto all’anno appena passato);
- l’importo annuale del trattamento minimo delle pensioni dei lavoratori dipendenti e autonomi sia pari a € 6.809,79 (con aumento di complessivi € 107,25 rispetto all’anno 2021);
- l’importo mensile dell’assegno vitalizio aumenti di € 4,71 arrivando a € 298,61;
- l’importo annuale dell’assegno vitalizio salga a complessivi € 3.881,93 crescendo di € 61,23 rispetto all’anno appena concluso.
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