Riforma Pensioni 2023 ultime novità: si a quota 41/42 e flessibilità con penalizzazioni

Nel nostro consueto editoriale del Sabato, Mauro Marino questa settimana ha formulato un ipotesi per una nuova riforma delle pensioni nel 2023. Nell’articolo di oggi abbiamo raccolto alcuni dei moltissimi pareri che sono arrivati in redazione a proposito di questa proposta. Per chi non l’avesse letta può trovare qui la riforma pensionistica proposta da Marino.

Ultime novità Riforma Pensioni 2023: lavoratori promuovono la proposta con quota 41

Il lettore Paolo ci scrive: “Proposta chiara, lineare, condivisibile, ma soprattutto GIUSTA. Ogni lavoratore è una storia a sé, ed è quindi giusto che lasci il lavoro quando comprende e decide che non ce la fa più, accettando le penalizzazioni del caso. E la proposta è giusta anche perché agli stakanovisti sia riconosciuta la loro perseveranza.

Anche Maide ci dice: “Approvo la proposta, è congrua e nel rispetto di tutte le tipologie dei lavoratori”, così come Elena: “Ottima proposta. L’approvo in pieno. Spero che venga sottoposta a chi di dovere. Grazie”. Buona proposta anche secondo Michele: “Credo che partendo da queste ipotesi, si può veramente fare una riforma importante e dare la possibilità/libertà di scegliere se dopo i 62 anni, continuare a lavorare o andare in pensione con una minima penalizzazione”.

Luca solleva un quesito, ma è favorevole: “Finché non si separa la previdenza dall’assistenza non si saprà mai con certezza con quali numeri si ha a che fare, ed è proprio da questo dato che si può a mio parere fare un ragionamento serio e sostenibile riguardante la futura riforma. Poi ben vengano sconti in termine di anni contributivi, personalmente sarei già soddisfatto per i 42 uomini e 41 anni per le donne”.

Riforma Pensioni 2022-2023: ultime novità oggi 9 marzo: i dubbi dei lavoratori

Giampiero risponde al nostro articolo sulla riforma delle pensioni con una interessante riflessione su cosa sarà necessario in futuro: “A medio lungo termine, in cui il sistema sarà interamente contributivo, credo sarebbe opportuno due cose: Uno, rivedere il meccanismo di rivalutazione del montante contributivo, oggi legato all’andamento del PIL, e spesso perdente rispetto alle rivalutazioni delle previdenze integrative che investono i contributi versati, se non addirittura rispetto al TFR lasciato in Azienda: siamo all’assurdo che se i lavoratori si tenessero i contributi INPS e li investissero o li versassero alla previdenza integrativa avrebbero più pensione.

Due, superare la logica “a ripartizione” del nostro sistema pensionistico andando progressivamente verso un sistema “ad accumulo”, meno soggetto alle oscillazioni della demografia, e che offre assai più garanzie al lavoratore di riscuotere davvero la sua pensione.

Cristina invece è d’accordo solo parzialmente e spiega: “Magari! Sembrerebbe troppo bello per essere vero. Come la mettiamo però con i conti pubblici, la crisi bellica e tutto il resto? Mi auguro che chi formula ipotesi tenga presente ogni fattore in ballo, e non si tratti solo di ennesime false speranze. La mia opinione è che in questo preciso momento, visti gli sviluppi storici, lo sforzo dei sindacati dovrebbe concentrarsi nel far innanzitutto riprendere le consultazioni con il governo, che non sarebbe risultato da poco, visto che mi sembra non sia stato fissato nessun incontro fino a “data da destinarsi”. Voi invece cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito!

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60 commenti su “Riforma Pensioni 2023 ultime novità: si a quota 41/42 e flessibilità con penalizzazioni”

  1. Il governo dei BLA BLA BLA sempre più ridicolo pensa al catasto. Con il caro carburanti .governo di tasse. Lontano dai cittadini non eletto da essi impone e basta.

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  2. Il sindacato deve pretendere l’inserimento della nuova lista usuranti ai lavoratori precoci è illogico e anticostituzionale avere due liste una per ape social e una per quota 41 !!! Il sindacato deve fare pressione perché se un lavoro è usurante a 63 anni lo è anche per chi lo svolge da magari 41 anni

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  3. Buongiorno
    Io raggiungerò i requisiti
    A gennaio 2023
    41 e 10 mesi
    Potrò andare in pensione?
    Lavoro tre mesi di finestra e a maggio sarò in pensione
    Non togliermela per favore
    Saluti

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  4. Buongiorno a tutti
    Non sento piu parlare di quota mamma ecc. Vorrei ritornare sull argomento e. ..visti che la parità si raggiungerà sembra tra piu di 100 anni non capisco perche sulle pensione dobbiamo essere praticamente equiparate !
    In ogni caso le donne che hanno messo al mondo dei figli hanno degli impegni per tutta la vita per cui credo meriterebbero uno sgravio sostanzioso

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  5. una collega mi ha detto: facevi altri 2 anni e poi andavi con la legge fornero; sapete cosa le ho risposto? non esiste; io mi erodo la pensione integrativa accumulata e se devo risparmiare all’inverosimile io lo farò; a proposito di scarpe. una collega , tanti anni fa, mi disse: ti offendi se ti porto le scarpe di mio marito che è morto da poco visto che aveva il mio numero? io le risposi di no; credevo che mi portasse 2-3 paia; mi porto 2 borsoni pieni; credo che quelle scarpe mi basteranno finchè campo; saluti ai gestori del sito;

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  6. Per me la prima proposia Triddico (in pensione dai 62 anni con minime penalizzazioni per ogni anno in meno di lavoro prima dei 67, quando poi esse andranno ad azzerarsi), in aggiunta ai 40 di contributi semza limiti di età, è la soluzione migliore per i lavoratori e per il governo. Ma solo per venir fuori da questo empasse, perché dovrebbe essere affiancato da pari trattamento per politici, sindacalisti, forze armate, dipendenti di Camera e Senato e per tutte le altre categorie privilegiate.

    Pasquale

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  7. Ragazzi qui è ora di scendere in piazza con o senza sindacati , bisogna che ci diamo da fare da soli , tanto a noi non pensa nessuno , noi basta che paghiamo e basta , tutti i giorni le cose aumentano tutte , i nostri stipendi calano , sulle pensioni tutto tace ,cominciamo a fare il passaparola e pubblicare sui social ,questi ci portano alla fame !

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  8. MA SCUSATE I SINDACATI DOVE SONO SPARITI !!!???

    NON AVEVANO FORSE PROMESSO DI PORTARE A CASA IL RISULTATO PER APRILE ???

    CHE VERGOGNA !!! IMBARAZZANTE !!!

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  9. Visto che sono sempre più sporadici i miei commenti perche ormai mi sembra di confrontarmi (io compreso) con i famosi BLA BLA BLA . Quindi vorrei che qualche illustre sindacalista o economista mi spieghi bene la situazione relativa ai 41 precoci
    In primis è necessario un binomio tra una variabile che è imprescindibile ( entro il 19novesimo anno di età devi aver versato almeno un anno di contributivo anche se discontinui).

    Ora passiamo alle variabile secondarie che almeno una si sposi con la prima.

    1 dipendenti in stato di disoccupazione, a causa di un licenziamento individuale o collettivo, per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano terminato da almeno 3 mesi, la fruizione della NASPI o altra indennità spettante;
    2 caregiver, ovvero lavoratori dipendenti ed autonomi che al momento della domanda, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 194;
    3 lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, con una percentuale di invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
    4 lavoratori che svolgono attività usuranti o particolarmente gravose. Le mansioni faticose che permettono questo specifico pre-pensionamento devono essere state svolte per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa e sono specificate dalla legge 67/2011. Ad esse si aggiungono ulteriori professioni indicate nella Legge di Bilancio 2017.

    Bene augurandomi che tutti i presenti su questo sito godono di buona salute e anche i parenti di primo grado godano di buona salute e magari abbiano la schiena piegata ma non rotta rimane solo la voce 1 a disposizione di noi lavoratori precoci.
    Quindi chiedo, ma se io dopo aver la certezza (richiesta INPS) di avere nel mio cassetto previdenziale ben 2132 contributi versati e subito dopo nella prima settimana di lavoro in una settimana faccio 5 ritardi e giustamente mi prendo una lettera di richiamo, nella seconda settimana alzo la voce in un modo poco civile e congruo alle regole e ai diritti del lavoratore e giustamente mi prendo una seconda lettera e alla terza settimana non mi presento un giorno al lavoro senza aver informato il mio datore di lavoro mi prendo giustamente una terza lettera.
    Ricadiamo nella riga LICENZIAMENTO INDIVIDUALE PER GIUSTA CAUSA.
    Mi auguro che la redazione faccia un eccezione alla mia richiesta di avere una risposta chiara da chi sicuramente è più competente
    Saluti

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    • Personalmente cercherei un altra via. Dialoga con il datore di lavoro, ti propone un trasferimento n altra sede distante, ti opponi e quindi scatta il licenziamento per giusta causa. Ti fai tutta la naspi e poi via in pensione.
      Sempre che il datore tdi lavoro ti voglia aiutare e/o abbia altre sedi. Diversamente con lui troverai un altra strada.

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    • Io non sono un esperto, e quindi prendi la mia risposta molto con le molle.
      Ma io credo di sì alla tua domanda, perché avevo un collega, che più o meno era in quella situazione, ed è andata esattamente così.

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  10. Continua il silenzio di Governo e Sindacati sulla riforma pensioni e noi nulla facciamo per richiamare l’attenzione in maniera seria- si deve scendere in piazza uniti e decisi con o senza sindacati e vediamo che succede, visto che stanno trovando come scusa la guerra – tutto il rispetto per il popolo ucraino ma la situazione di noi lavoratori è penosa, ci vuole subito una flessibilità in uscita a partire dai 63 anni , ma con penalizzazioni minime solo sulla quota retributiva per chi ha il misto, al massimo 1,5 % per anno-poi la quota 102 va raggiunta anche senza i 38 anni, perchè mica tutti li hanno , visto le carriere discontinue che ci sono- quindi anche il binomio 65-37, 66-36 e pure le mezze quote 65,5-36,5 e cosi via- la Fornero è stata fatta in pochi giorni e qua si discute ( per modo di dire) da mesi-ormai il sindacato tace e il governo ne giova, visto che se ne frega dei problemi dei lavoratori, d’altronde come tutti i partiti che non spendono più una parola- li attendiamo alle prossime elezioni, quando sarà già scoppiata una bomba sociale incontrollata, perchè questo succederà a breve, e poi vedremo come va a finire se la mobilitazione è fatta in maniera seria alla francese.

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  11. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare….
    Questo silenzio assordante di chi ci governa (mai eletti dal popolo), dei politici (pure loro volta gabana) e dei sindacalisti ci fa pensar male. Poi, in considerazione dei tempi bui che stiamo attraversando, dove bisogna tirare continuamente la cinghia (non ho più buchi e ne avevo già aggiunti 2) mi sento in dovere di fare questa proposta, discutibile da parte di chi ha sudato tanto ma che renda giustizia in parte a tutti noi.
    – accettiamo passivamente quanto contenuto nella legge Fornero a condizione che a tutti i politici, sindacalisti e la Casta in genere ( che negli anni si sono impropriamente approffitati attraverso leggi ad personam) , ecc. ecc. venga ricalcolata la loro pensione e riparametrata a quanto stabilito dalla legge Fornero. In pratica con gli stessi criteri rispettando il principio di uguaglianza.
    Ovviamente per ogni anno di anticipo rispetto a quanto stabilito devono ridursi il compenso del 3%. Doveroso sottolineare che anche i soldi percepiti fino ad oggi in più vanno restituiti.
    Legge uguale per tutti, Fornero, Draghi, politici, sindacalisti, Casta e compagnia cantante, compresa.
    Su via un po’ di sana giustizia. Che fine hanno fatto i principi costituzionali?

    Rispondi
      • Avete capito che delle pensioni di Noi poveri mortali non gliene fregano niente… Loro “ Capetti” si tengono strette le loro pensioni privilegiate magari con 4 anni di Camera o Senato e se ne fregano di guerra e crisi economica. Penso ormai che questo sia chiaro a tutti…Posso solo dire Che vergogna all’italiana…

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    • Mi associo aggiungendo che sarebbe un bel segnale di attenzione alla sostenibilità e alle giovani generazioni che visti i loro saldi netti non li metterebbe neanche in crisi.

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    • Sono d’accordissimo
      Quando sono stata assunta nel 1982 ho firmato un contratto che ad oggi non vale a nulla visto che gli Permettiamo di fare tutto quello che vogliono sui nostri conti per loro non ci sono regole fanno finta di togliersi qualcosa dai loro stipendi d’oro e poi se lo riprendono con gli interessi come si suol dire escono dalla porta ed entrano dalla finestra io mi sono diplomata nel luglio1978 ed il 1 settembre ho iniziato lavorare ma non mi hanno mai assicurato e non mi sono stati versati i contributi ora per 4 anni sino ora per quei 4 anni mancanti mi ritrovo a non poter usufruire di quota 100 paletto età 62 anni al 31.12.2021 39 di contributi 61 di età =100
      E così via quota 102
      40 + 62=102 paletto età 64 sono stanca

      Rispondi
  12. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare….
    Questo silenzio assordante di chi ci governa (mai eletti dal popolo), dei politici (pure loro volta gabana) e dei sindacalisti ci fa pensar male. Poi, in considerazione dei tempi bui che stiamo attraversando, dove bisogna tirare continuamente la cinghia (non ho più buchi e ne avevo già aggiunti 2) mi sento in dovere di fare una proposta disutibile da parte di chi ha sudato tanto ma che renda giustizia in parte a tutti noi.
    – accettiamo passivamente quanto contenuto nella legge Fornero a condizione che tutti i politici, sindacalisti e la casta in genere ( che negli anni si sono impropriamente approffitati di leggi ad personam) , ecc. ecc. venga ricalcolata la loro pensione e riparametrata a quanto stabilito dalla legge Fornero. In pratica con gli stessi criteri rispettando il principio di uguaglianza.
    Ovviamente per ogni anno di anticipo rispetto a quanto stabilito devono ridursi il compenso del 3%. Doveroso sottolineare che anche i soldi percepiti fino ad oggi in più vanno restituiti.
    Legge uguale per tutti, Fornero, Draghi, politici, sindacalisti, Casta e compagnia cantante, compresa.
    Su via un po’ di sana giustizia. Che fine hanno fatto i principi costituzionali?

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  13. Ma dei fragili, immunodepressi, non parla più nessuno?
    Ho fatto la quarta dose e mi sta bene ma consentire a chi ha subito un trapianto di andare in pensione almeno con 41 anni di contributi considerando che rischiamo molto più degli altri di contrarre il covid mi sembrerebbe il minimo.
    Poi in quanto invalidi la patente solo per due anni e poi vedremo……

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  14. Ormai sono solo scambi di incazzature fra noi lettori, i sigg.politici vanno avanti per la loro strada e adesso con la guerra ,che davanti alle nostre pretese non ha paragoni ,sembra cancellare quelle che erano le nostre speranze di poter lasciare il lavoro dignitosamente dopo 41 anni di contribuzione.
    Non mi sembra di chiedere l’impossibile, ma la restituzione di una vita di lavoro, quando mi dicono che non ci sono i fondi io penso che mentano spudoratamente, io come tutti i lavoratori quei soldi li abbiamo versati e li rivogliamo indietro per quello che ci rimane da vivere.

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  15. Cari compagni
    Ho 61 anni e 41 anni di contributi, senza lavoro da poco,perché ho mia madre anziana in casa a mio carico.
    Penso che la legge fornero votata da tutti,addirittura anche dalla Bellanova ex ministro dopo ma ex dirigente della cgil prima, sia stata fatta per far morire la gente prima di mandarla in pensione.
    Quindi credo che non ci sia più rispetto dei diritti umani del cittadino da parte di puffetti politici messi li da quelli che io chiamo cicciotti ora li chiamano oligarchi.
    Questo comportamento da parte loro è paragonabile a quello attuale esercitato da biden e putin di conseguenza,quindi contestabile in un solo modo e vi lascio immaginare a tutti quale sia.

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    • Credo che con 41 anni versati e familiare disabile a carico lei abbia i requisiti per andare in pensione: sempre che il familiare usifruisca della L.104.

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  16. L’ipotesi del dott. Marino per una nuova riforma delle pensioni nel 2023 non mi va bene per la parte che concerne la flessibilità in uscita anticipata a partire da 62 anni di età, con penalizzazione del 1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni.
    Se io ho già 41,10 o 42,10 anni di lavoro e ho 62 anni di età, NON DEVO AVERE PENALIZZAZIONI RISPETTO AL CALCOLO MISTO della Fornero, se così viene inteso dal dott. Marino, non capisco come si possa definire “sistema equo” in quanto sarebbe semplicemente peggiorativo del sistema attuale.

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  17. Tra le tante cose giuste e sbagliate che ho letto io dico che i politici tutti ci devono spiegare perché tocca solo a noi degli anni 60 a essere penalizzati dopo tanti anni di lavoro perché pagare gli errori di tutti i precedenti politici che anno mandati in pensione tante persone con pochi anni di contributi e anche con 40 anni di età quindi io non accetto nessuna penalizzazione non mi sta bene perché non ci stanno regalando niente io dico che tutti i soldi di pensione e di stipendio che prendono sono soldi che rubano a noi tutti cioè il popolo che lavora e paga tante tasse per mantenere tanti nulla facenti regalando reddito di cittadinanza e bonus di tutti i tipi perciò bisogna che si reagisce fare come la Francia bisogna che ci prendiamo i nostri diritti quindi io dico che andare in pensione 60 anni con 35 di contributi e più che giusto tutto questo casino l’anno creato loro rubando i nostri soldi facento un debito pubblico che non a nessuna nazione europea.

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  18. Siete consapevoli vero che rimane solo un dialogo tra noi in quanto chi deve decidere è lontano anni luce da una vita che svolgiamo quotidianamente noi comuni mortali. Draghi, Monti, Fornero ecc. ecc. “persone” che se potessero farebbero lavorare tutti sino a che il cuore non cessa di battere, nonostante sia d’accordo con le vostre affermazioni delle nostre proposte democratiche a loro purtroppo nulla importa e qui concludo ce nè anche per noi in quanto diventati popolo da tastiera senza attributi sempre pronti a fare la guerra dei poveri tanto teorici ma poco pratici. Organizziamo manifestazioni civili davanti a palazzo Chigi per sollecitare questi politici inconcludenti a fare qualcosa di tangibile altrimenti con questi commenti ci sfoghiamo internamente ma non andiamo da nessuna parte.

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  19. Salve a tutti leggo commenti e proposte, bene bene. Ma sento un rumoroso silenzio da parte dei padroni mai eletti dal popolo. Io farei un’altra proposta sensata, che dovrebbe fare la parte sinistroide della politica: sacrifici tutti e penalizzazioni per chi ha impropriamente approfittato delle leggi fatte da loro stessi. Politici, compari, sindacalisti tutti al pari dei lavoratori tassarsi sulle pensioni con riduzione del 3% per ogni anno di anticipo rispetto alla legge fornero. Draghi, fornero e compari compresi.

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    • Io ho 64 anni e 37 anni di contributi alla fine mi tocca lavorare fino a 67 assurdo i sindacati che fanno bla bla bla credo che 64 anni siano sufficienti non c’è la si fa più

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  20. ma scusate a 62 anni con almeno 41 anni di contributi con penalizzazione …… devi essere penalizzato per cosa? perchè non sei ancora morto alleviando le casse dello stato dal fardello della tua pensione?
    se ho lavorato giovane vado in pensione prima ! se ho fatto l’università inizio dopo e vado dopo! non c’è nulla di scandaloso!
    i 64 anni fissi per tutti sono l’ennesima presa in giro per chi non ha studiato ( chi va all’università avrà probabilmente una vita lavorativa anche più gratificante!)
    una quota limite senza penalizzazioni ci vorrà per tutti credo!

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    • Perché la tua pensione non è calcolata sui contributi effettivamente versati del siatema contributivo o almeno lo è solo parzialmente la parte 1996/2011. Il sistema contributivo Fornero decorre dal 2012.
      Quindi, la parte di non maturazione su base contributiva diventa a carico dello stato e dei conti pubblici. Ecco perchè avrebbe un costo di diversi miliardi a detta dal governo non sostenibile.

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  21. Questa storia delle penalizzazioni proprio non mi va giù….mi penalizzano perché ho cominciato a lavorare a 14anni e mezzo…vergognatevi… Già da bambino riempivo le vostre pance ….e adesso un bel calcio nel culo

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  22. Ovviamente concordo con i 41 di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica ma dato il momento e questo governo, nonché i sindacati che non si fanno più sentire dopo un ridicolo sciopero il 16 dicembre. Ciò premesso io mi adeguerei alla quota 102 cosi come richiesto dal governo ma che deriva dalla somma contributiva + l’età anagrafica con il minino di contributi (come richiesto di 38 anni). Spiego con esempi:
    -38 di contributi e 64 di età = 102
    -39 + 63; 40+ 62; 41+61; 42+60; 43+59
    Così penso si possa accontentare tutti.

    Rispondi
    • Walter, porta pazienza!
      Ma non ti sei ancora reso conto che il tempo per le proposte è scaduto!
      Scusami, ma se scorri l’archivio dei commenti sul sito, ne troverai qualche chilo di combinazioni.
      Ora, purtroppo, resta spazio solo per manifestazioni e imprecazioni (BIP).
      Un saluto.

      Rispondi
      • Rispondo a Walter ed Ernesto. ok 102 x tutti con il calcolo di Walter ma con un massimo di 43 anni che sarebbero circa i 42×10+3 Fornero. Perciò chi ha iniziato a 15 anni + 43 a 58 anni va i pensione. E a dire di piu per le donne un anno anticipato percio 102 e 4 mesi per ogni figlio con un massimo di un altro anno. E per la vecchiaia a 67 con almeno 35 anni di contributi o prima con penalizzazione. Poi per le varie ( disoccupati fragili 104 ecc ecc ) tutti a 41 senza bisogno di essere precoce. Non credo che sia insostenibile da parte dello Stato.

        Rispondi
    • Non si accontenta nessuno io ho 55 anni e i 41 di lavoro gli ho già fatti secondo te ne dovrei fare ancora ancora ? Io a 57ne faccio 43 che fa 100 cosa dovrei fare 45anni per andare in pensione?

      Rispondi
    • walter; certo che sarebbe giusto; quota 102 pura; purtroppo chi ci governa , da una vita, mette i paletti e tantissime volte , per fregare, mette il minimo d’età; oppure ti dice: aspetta la pensione di vecchiaia oppure aspetta i 40 anni; poi i 40 anni non sono più bastati; se fosse per confindustria non basterebbero nemmeno 45 anni di contributi; come detto noi paghiamo le baby pensioni che hanno sballato il sistema permettendo a persone di 40 anni (età, non contributi) di andare in pensione; e poi siamo soggetti a leggi; qualche volta sono a nostro favore, ma raramente; diciamo che io sono stato sfortunato ; mi viene in mente una legge del 1988 che ha massacrato la mia categoria dei prof. di ginnastica; qualcuno dice: sarei potuto andare via prima ma ho preferito così; io ho un’altro pensiero; se tu non mi dai nessuna opportunità ho la coscienza a posto; la decisione non è mia; se mi dai un’opportunità anche schifosa io la prendo; quella successiva potrebbe essere migliore ma anche peggiore o non esistere proprio; saluti ai gestori del sito e anche a Franco giuseppe; anche al dott. marino

      Rispondi
  23. Dopo I 65 anni,nel nostro corpo avviene qualcosa,cioè inizia la Vecchiaia
    E inutile che facciamo gli ipocriti,diete,palestra,corsa,ed altro…..ma rimangono pur sempre 65 anni…,e secondo me ,che ne ho 65, sarebbe il caso di pensare a riposarsi,per chi lo vuole,anche mentalmente e godersi qualche anno ,ancora con la forza di fare qualcosa…..67 sono troppi, poi chi vuole
    rimanere fino a 90 anni,lo faccia.
    Quindi la proposta, di una piccola penale, anche il 2 per cento ogni anno prima dei 67 e ottima..Adeguarci all’Europa in tutto e non solo per le cose brutte

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    • Giovanni hai spiegato benissimo il concetto. Grazie. Questa gente non ha capito che a una “certa” mancano le forze… sono così arrabbiata che mi viene da piangere!

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  24. Dare la possibilità alla gente di gestire l’uscita dal lavoro dopo i 60 non è solo ragionevole ma anche un dovere. Molte persone trovano faticoso lavorare dopo una certa età e quindi si alla possibilità di scegliere anche con qualche penalizzazione anche perché non siamo immortali ed è giusto poter disporre e godere degli anni che restano da vivere nel miglior modo possibile

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    • Sono d’accordissimo con te Ivana…. ad esempio io sono una insegnante…. e dopo i 60 anni diventa faticoso lavorare con bambini piccoli…. Pertanto é bene e opportuno dare largo ai giovani! PERCIÒ DI SBRIGASSERO A FARE LA RIFORMA!!

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      • teresa, non aver fretta che facciano la riforma; potrebbe essere nettamente peggiore della situazione attuale, dubito che sia migliore; comunque ti capisco; è dura con i bambini piccoli, è dura con i ragazzi e le ragazze delle superiori; forza e coraggio saluti i gestori del sito

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  25. Sono già 40anni di lavoro e la mia prospettiva sarebbe quella di lavorare ancora 2 anni per poi usufruire della pensione ordinaria di anzianità a 61 (42anni e 1 mese). Ho cominciato a lavorare a 19 e non ho perso un anno, per mia fortuna ma perché dovrei andare a 64 con 45 anni?
    A questo punto mi tocca dire che vorrei rimanesse la legge Fornero fino al 2026 come da legge.

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  26. Visto i politici che ci ritroviamo siamo messi male su tutti i fronti.draghi=monti=fornero.poche speranze di riforma pensioni e non solo.

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  27. Concordo con quanto scritto dal sig. Giovanni e mi permetto di precisare quanto segue:
    – le regole indicate devono valere per tutti – politici compresi – forse questo è rimasto nella tastiera o nella mente del sig. Giovanni, ma credo che nel nostro paese è sempre meglio specificarlo.
    Mi spingo oltre dicendo che per politi e casta, dovrebbe essere retroattivo.

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    • I privilegi sono molti e non solo dei politici. Ultimamente i Ministeriali hanno avuto grossi aumenti. I pensionati mi pare zero o quasi.
      Se dico che le regole per le pensioni devono valere per tutti significa per tutti, a parte ragionevoli eccezioni (lavori usuranti e altre situazioni particolari). Nella Costituzione c’è scritto tutto, basta rispettarla. Cosa che non fa e dovrebbe fare il Presidente.

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  28. Fa piacere leggere pensioni con 41/42 anni di contributi con eventuali penalizzazioni io proporrei anche due calci nel fondoschiena dopo aver accettato tale proposta. Sono solo ipotesi quando ti vai a confrontare con i soloni di Palazzo Chigi la musica cambia in più non hai uomini di spessore in grado di controbattere minimamente proposte indecenti che arrivano dai governanti di turno. Personalmente mi sono arreso vuoi andare in pensione? Ebbene ti ci mando ma con una pensione da fame tenendo presente che il sistema non è più quello di prima e le percentuali si sono abbassate ulteriormente. O scendiamo in piazza ( dubito fortemente) o continueremo a parlare del sesso degli angeli.

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  29. Credo sia giusto dare la possibilità di lasciare il lavoro con una età stabilita con un minimo di penalizzazione (62-63-64) uguale per tutti, ma lasciare la possibilità a chi vuol restare anche oltre i 66 anni fino magari a 70 con incentivi.
    Oltremodo sarebbe opportuno mandare in pensione anticipata anche chi ha invalidità riconosciute, non solo chi ha oltre il 70%, ma anche chi ha dal 20% in su, con ovviamente una corretta proporzionalità.

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  30. Dopo 41 anni e un diritto sacrosanto andare in pensione . VI È GIÀ UNA FORTE PENALIZZAZIONE CON IL COEFFICIENTE DI RIVALUTAZIONE IN COSTANTE RIBASSO ANNO DOPO ANNO BASTA SOPRUSI AI LAVORATORI . CE LO RICORDEREMO ALLE PROC ELLE ELEZIONI CARI GOVERNO….

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  31. Gentile Sig. Giovanni se lei si candidasse in politica, avrebbe già il mio pieno appoggio, quello che ha scritto è molto giusto ed equo, sfido chiunque a dire il contrario, politici compresi.

    Rispondi
  32. Sono sempre contrario alle quote. Penalizziamo alcuni in favore di altri. Secondo me possono esserci solo 4 modi di pensionarci rispettando la Costituzione:
    1) pensione di vecchiaia a 66 anni per riduzione aspettativa di vita;
    2) contribuzione max 41 o 42 anni, con un minimo anagrafico di 60 ( bisogna anche considerare per quanti anni prendi la pensione.
    L’ aspettativa di vita vale anche al contrario);
    3) pensione anticipata non perché sei donna, che sarebbe incostituzionale, ma perché sei donna che hai lavorato e avuto figli;
    4) pensione anticipata per tutti, INPS e Casse Private obbligatorie, dai 62/64 anni, con penalizzazioni ragionevoli.
    Lasciatemi concludere dicendo che, per molti, lavorare dopo i 60 anni, è doloroso e faticoso e il lavoro, comunque, non si trova.
    Io ho quasi 64 anni e tra Covid e acciacchi vari non cerco neanche il lavoro da quasi 4 anni.
    E’ per questo che il sistema previdenziale non deve essere rigidamente concepito ma facoltativo.
    Un saluto a tutti, sperando che ognuno pensi al bene comune, come fanno nel Nord Europa, e non solo ai propri interessi personali come fanno i popoli Latini.

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    • Sig.Giovanni forse lei si è dimenticato di considerare chi ha iniziato a lavorare a 14 anni e si ritroverebbe come dice lei a 60 anni con 46 anni di contributi ….le aggiungo che queste persone magari oltre che ad essere precoci svolgono lavori usuranti inseriti solo nella Ape social e non applicati alla pensione anticipata ordinaria !!!!! Come vede ogni lavoratore ha la sua storia !!!! Aggiungo che i sindacati devono inserire nella si spera futura trattativa la nuova lista usuranti anche ai precoci !!!! Se un lavoro è usurante lo è anche per chi lo svolge da quarant’anni non solo gli ultimi sette perché hai 63 anni e sei disoccupato !!!!

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      • No non mi sono dimenticato. Resto dell’idea che che 60 anni sia un limite minimo ragionevole. Alla prossima occasione spiegherò il perché.Siamo nel campo belle opinioni rispettabili. Io ho fatto ragioneria e militare. Rispetto a chi ha cominciato a pagare contributi a 14 anni ho un ritardo di 8 anni.

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