Riforma pensioni 2023, quanto peseranno le raccomandazioni Ue? Ne parliamo con Proietti

In questi giorni il dibattito relativo alla riforma pensioni 2023 non può che andare di pari passo con le ultime raccomandazioni della Commissione europea all’Italia relativamente alle proprie finanze, al nostro Paese é stato chiesto di limitare la spesa corrente. Per questa ragione molti lettori sul sito hanno iniziato a chiederci quanto peseranno queste raccompandazioni in vista della prossima riforma previdenziale, vi é il rischio che resti la Fornero, unica che garantisce sostenibilità finanziaria, e dunque che anche per il 2023 gli incontri tra Governo e sindacati si ridurranno al più a semplici misure tampone e sperimentali?

Della questione ne abbiamo parlato con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, a cui abbiamo proprio chiesto di dirci che sentore ha avuto relativamente alle ultime raccomandazioni del Consiglio UE e cosa conta di fare il sindacato, in particolar modo la Uil, andrà verso una resa o procederà con una continua pressione nei confronti del Governo affinché la Riforma Fornero comunque dal 2023 cambi? Ecco in questo editoriale cosa ci ha risposto.

Riforma pensioni 2023 e raccomandazioni consiglio Ue: ne parliamo con Proietti

“Nella Relazione per paese 2022 che accompagna il documento la RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO UE al nostro Paese la legge Fornero viene definita come ambiziosa e funzionale a ridurre la spesa per le pensioni nel lungo periodo seppur questo effetto di contenimento dei costi nel breve periodo non è percepibile a causa della situazione demografica.

Un chiaro esempio di come per i tecnocrati conti solamente il profilo economico delle pensioni. Definire un’operazione di cassa come gli interventi del 2011 una “riforma ambiziosa” è la prova di quanto sosteniamo da tempo.

In Europa serve un cambio di paradigma in tema economico e sociale, la spesa per le pensioni è un investimento sociale. Un patto tra stato e lavoratori. Una misura per consentire una quiescenza adeguata e dignitosa a chi ha lavorato per decenni e raggiunge un’età avanzata. Continuare a valutare le pensioni solo in relazione al Pil è un errore di impostazione si usa una sola misura per lineare per valutare un fenomeno multidimensionale dimenticandosi che le pensioni vanno valutate anche per l’adeguatezza, la copertura previdenziale e la struttura demografica di un paese.

Riforma pensioni 2023, le pensioni non sono solo Pil ma adeguatezza, copertura previdenziale e struttura demografica

Proietti prosegue, spiegando come andrebbero valutate le pensioni: “Adeguatezza dell’importo che deve essere dignitoso e proporzionato alla storia lavorativa. Copertura previdenziale che deve essere consentire l’accesso alla prestazione a tutti i cittadini a prescindere dalla professione svolta. Infine la struttura demografica di un paese, infatti, se in modo onesto si dicesse che l’investimento per pensioni in Italia è tra i più alti della UE in linea con il fatto che la popolazione Italiana è la più vecchia dei paesi europei (22,8% della popolazione ha più di 65 anni), probabilmente nessuno sarebbe sorpreso di questo dato.

A questo aggiungiamo che nonostante le evidenze, come Italia, continuiamo ad indentificare nella spesa previdenziale elementi che ne sono estranei alterando in negativo il dato inviato in Europa, separare contabilmente la spesa previdenziale da quella assistenziale e dalle altre voci è un’operazione di chiarezza e trasparenza necessaria in un sistema complesso come il nostro.

Per la UIL è il momento di riportare equità sociale nel sistema previdenziale a partire dalla reintroduzione di una piena e diffusa flessibilità di accesso alla pensione per vecchiaia con 62 anni di età anagrafica e per anzianità con 41 anni di contributi.

Bisogna poi dare pensioni dignitose ai giovani futuri pensionati con un meccanismo che integri la pensione nel sistema contributivo e che valorizzi i periodi di formazione, i periodi di disoccupazione non coperti da altri strumenti e che parallelamente tenga conto di altri periodi meritevoli di tutela.

Per la piena equità del sistema e doveroso intervenire riconoscendo il lavoro cura per l’assistenza ad un familiare, che in Italia è sostenuto in particolare dalle lavoratrici, e valorizzando la maternità con una maggiorazione contributiva per i periodi di maternità anche se non coincidenti con periodi di lavoro”.

Ringraziamo come sempre il Segretario confederale della Uil per la disponibilità al confronto, la strada per riformare a pieno l’attuale sistema previdenziale ci pare francamente in salita, molto vi é ancora da fare, si spera che il Governo possa, con l’aiuto del sindacato stesso, tenere sì il considerazioni le raccomandazioni dell’Ue ma fare poi sempre in primis ciò che é meglio per i lavoratori italiani.

Ricordiamo a chiunque desideri riprendere parte delle dichiarazioni qui rilasciateci che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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27 commenti su “Riforma pensioni 2023, quanto peseranno le raccomandazioni Ue? Ne parliamo con Proietti”

  1. E dare la buonauscjta a chi è andato con quota 100 a 62 anni d’età e 40 anni di contributi????è assurdo che per poter vedere i propri soldi bisogna aspettare il 67 anno e quando l’avrai ne riceverai solo una minima parte questo decreto ingiusto e da rivedere grazie giorgio

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  2. Perche’ quando io scrivo non lo pubblicate mai!!!!
    Forse dico cose che possono dar fastidio????
    Ma chiedo ai sindacati se possono fare qualcosa???
    Ad esempio il bonus di 200 euro e’ stato dato ai disoccupati con Naspi e/ o reddito di cittadinanza e NON SPETTA AI DISOCCUPATI CHE NON HANNO NESSUN SUSSIDIO, che forse si trovano in condizioni ancora piu’ precerie rispetto ai disoccupati con sussidi.
    Ma vi pare normale???
    Il governo Draghi lavora con la testa o con i piedi????? !!
    Se potete fare qualcosa, vi ringrazio infinitamente.
    E poi pensate a far avere delle pensioni dignitose a chi ha lavorato una vita e con il sistema misto prima di preoccuparsi delle pensioni di garanzia ai giovani, che devono ancora iniziare a lavorare….
    Sono veramente schifata da tutto….

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  3. Mario ho 63anni e39 di contributi perche dal 2014nessuno non ha voluto assumerà per eta non ricevo RDC.nessun aiuto e meglio andare a lavorare quelli giovani che prendono RDC e ci mandare anoi in pensione le spese sono di meno.

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  4. Visto che la U.E. se la prende con i lavoratori e che non serve meglio sfasciarla.se la media europea ê la pensione a 63 anni e in italia 67 non ê equa quindi…….

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  5. Andare in pensione deve essere uguali per tutti, sia come età fisica, sia come trattamento economico, li in politica lo sanno che ci sono schifezze di regole inventate, 1000 mammalucchi che vengono pagati a peso d’oro, una volta arrivati in pensione, mi correggo , quando decidono loro di andarsene in pensione, questo, vale per tutti gli europei politici, siete tutti dei figli di introcchia, della povera gente onesta che lavora con tanti sacrifici, non ve ne frega niente, voi più quelli già in pensione da secoli, con assegni d’oro, e noi paghiamo , rendetevi conto, State distruggendo tutto

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  6. Sono seccato dei sindacati sono seccato del governo, sono seccato delle forze politiche.
    Ho 62 anni, a oggi con 40 anni di contributi e sono stanco mentalmente e fisicamente , dopo tutti questi anni, di lavorare in una azienda come manutentore di impianti e macchine, di notte e di giorno, con il caldo , con il freddo e con i rischi che comporta.
    Vi assicuro è davvero pesante
    ma pare non sia neanche uno dei lavori usuranti (chissà perché).
    Ma tanto cosa gliene frega ai sindacati, al governo, alle forze politiche , di tutti quelli come me che a 62 anni sono già stati spremuti come limoni?
    Niente, anzi se proprio si vuole una flessibilità in uscita ci dobbiamo accontentare di una pensione da fame.
    Sinceramente non credo più a nessuno , sinceramente nessuno avrà il mio voto alle prossime elezioni e sinceramente spero lo facciano tutti quelli come me.

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  7. In Francia sono contro Macron pe la riforma delle pensioni ,in Italia contro Draghi .
    A Bruxell si deve andare ,i sindacati devono comunicare tra loro e organizzare.
    Un Europa di banchieri non ci serve
    .

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  8. Ma l’Europa interviene solo sull’Italia per la riforma pensioni? E gli altri stati membro va tutto bene? E i nostri politici e sindacalisti che fanno? Nulla . C’è chi studia a essere rieletto vendendo illusioni da una parte e dall’altra solo parole senza fatti concreti. A loro interessa solo riempirsi le tasche non se ne fregano niente della gente che lavora con molti acciacchi fino a 70 anni. È una vergogna. Bisogna far lavorare loro fino a quell’età ma nell’edilizia , ilva, operatori ecologici sotto tutte le intemperie. A partire proprio dalla Fornero.

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  9. Ma sinceramente non capisco, continuano puntare il dito contro lavoratori che hanno 40 passa Anni di contributi,ma allora in questo Paese chi ha dato tanto deve essere Punito, perché di questo si parla, quando mai ci sarà una vera equità Sociale…

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    • Si la riforma ci vuole, io ho cominciato a lavorare nell’87 con turni di notte di giorno festivi e prefestivi…sono del 1965 e sarei pure stanco e acciaccatello, specialmente alla schiena. Basta !! con questi diktat della UE che subito vengono presi al balzo dai goveni italiani tutti…io penso che con 41 anni di lavoro, specialmente dopo una vita di turni si possa andare in pensione…spero solo che si faccino manifestazioni e scioperi seri per raggiungere questi obbiettivi..

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  10. L’UE ha anche detto che non è corretto congelare l’adeguamento all’aspettativa di vita fino al 2026. Benissimo, allora visto che è diminuita, adeguiamoci.

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  11. La proposta di Tridico potrebbe essere valida per alcuni ma molto penalizzante per altri. Chi ha degli stipendi scarsi si ritroverebbe per anni.. (quanti dipende) a prendere una pensione da fame.
    In ogni caso chi mi assicura che nel frattempo non cambino le carte in tavola? Vado in pensione a 64 con la quota contributiva e a 67 mi dicono che non ci sono i soldi per l’integrazione retributiva e che dovrò attendere altri 2/3 anni. Non è uno scenario da fantascienza, ormai ne abbiamo viste troppe.

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    • La proposta di Tridico sarebbe ottima per uno come lui che verrebbe ancora a prendere col contributivo circa 12 – 15000 euro!!! Niente male, forse pensa che i poveri cristi che hanno lavorato 40 anni abbiano anche queste pensioni magari neanche all’anno ruusciamo ad arrivarci anzi senza il magari non ci arriviamo di sicuro, ma di cosa stiamo parlando….. Ma mi faccia il piacere come diceva il buon TOTO’

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  12. Sono discorsi sensati (quello della separazione fra previdenza e assistenza lo si sente da anni) ma che entrano da un orecchio ed escono dall’altro. I sindacati fanno bene a chiedere i 62 anni e i 41 di contributi perché siamo a livello di contrattazione da souk arabo dove per una maglietta da 3 euro scarsi te ne chiedono 20 e se tu ribassi a 19 sei un fesso.
    Ormai dubito che con questo governo si faccia qualcosa di significativo e finirà come sempre con una misura tampone del piffero in attesa delle prossime elezioni.
    Io dico che se non vogliono mettere le mani alle pensioni quantomeno potrebbero cambiare alcune regole di mera soprravvivenza come introdurre l’orario elastico obbligatorio per gli ultrasessantenni e una naspi di almeno 3 anni per chi, sempre ultrasessantenne, perde il lavoro.

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  13. Vorrei chiedere al dott.Proietti per quale motivo i sindacati non si fanno sentire. Perché non organizzano una manifestazione per la modifica della legge Fornero? Se i sindacati non alzano la voce per il governo questo significa che tutto va bene. È ora di darsi una mossa. I lavoratori sono arrabbiati .

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  14. Proietti Ricorda a tutti che ci sono Quelli del 60 che hanno già pagato con lo scalone E Sono Disoccupati senza speranza di trovare un lavoro
    240 curriculum mandati in 2 anni. Quando finiranno i loro risparmi tutti in comune a chiedere???? Ricordo che io precoce con 41anni versati ho lavorato e sempre pagato le tasse….

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  15. La cosiddetta Ue,, prima di tutto che si diano paghe dignitose ai giovani,che abbiamo un po’ di più di rispetto dei lavoratori Italiani, è non dicono che abbiamo uno dei più peggiori Welfare dell’Europa

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  16. Io sono del parere che se i sindacati avessero potuto optare per l’uscita con 41 anni di versamenti o 62 di età l’avrebbero già fatto nei precedenti incontri, è inutile mettersi contro l’UE quando ha già deciso cosa dobbiamo fare a casa nostra, tutte le belle parole servono solo a racimolare voti e tener buoni i lavoratori i quali ne hanno le scatole piene di essere presi in giro e vedere i propri soldi sperperati in tutte le salse.

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  17. Avrei bisogno di un parere autorevole e di soddisfare una mia curiosità cara Erica è possibile che l’unione europea rompa le scatole solo all’Italia perché ha un debito pubblico molto alto mentre con tutte le altre nazioni silente possibile che abbiano tutti i conti in ordine?

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  18. Salve a tutti sono Roberto 54 anni. Una richiesta x i gestori del sito: Quando fate interviste ai sindacalisti qualcuno ha le palle di chiedere se non si vergognano come ladri per i privilegi pensionistici che hanno ? Sempre se non chiedo troppo….grazie

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  19. Ci siamo stufati di sentire sempre le stesse cose , senza che segua una linea certa e dura da seguire per stanare Draghi dall’angolo in cui si è piazzato, senza nemmeno faticare un pò per rintuzzare i colpi dei partiti e dei sindacati- infatti la verità e che colpi non ce ne sono propri e Draghi tira diritto sorridendo di fronte allo scarso peso sindacale e politico che ci ritroviamo, chiaramente voluto ad arte dai sindacalisti e dai politici che non vogliono volutamente metterlo in difficoltà, con la conseguenza che noi lavoratori siamo condannati a sperare inutilmente, perchè niente si muove sulla riforma pensioni e niente accadrà – ora che poi la Ue fa le raccomandazioni solite a non fare più nulla ed a togliere per sempre le poche cose che ci sono…. quota 102, ape social, opzione donna, siamo all’atto finale- la Fornero ci aspetta senza che questi personaggi che tanto blaterano, facciano qualcosa di costruttivo per aiutarci, ma solo diranno ca…..te per prenderci per i fondelli- Il buon Tridico, tanto criticato e tanto bistrattato , ha tirato fuori ancora una volta l’uscita a doppia quota, dimostrando almeno di immedesimarsi nella triste situazione del nostro tempo, facendo intendere che non vi è alcuna intenzione di fare una vera e propria riforma , degna di questo nome- allora dico ai soliti chiacchieroni illusionisti ….. visto che per fine anno saranno abolite 100, 102, ape social etc, VOGLIAMO ALMENO FAR PASSARE LA PENSIONE A DUE TEMPI ? costa 400 milioni all’anno, come dimostrato da Tridico e farebbe uscire tanti disgraziati , stanchi e malati, che liberamente , facendo due conti avrebbero la possibilità dal 1° gennaio 2023 di essere scarcerati , abbandonando le gabbie in cui ci hanno rinchiuso, rincorrendo le varie opzioni di questi anni che, mentre si avvicinavano, poi sparivano nel nulla, magari per pochi mesi o pochi contributi- avete capito cari sindacalisti e politici? giochiamoci almeno questa carta Tridico, senza parlare o chiedere la luna tipo 62 anni o quota 41, che tanto non avremo mai. E’ l’unica cosa che Draghi potrebbe concedere per il 2023 , al posto di quota 102 , magari con l’assenso della UE, che sarebbe costretta ad ingoiarla per lo scarso costo per lo Stato- poi ci sarà il tempo per sfornarne una riforma diversa , magari con un nuovo Governo più sensibile alle aspettative ed ai problemi dei lavoratori, nati e cresciuti nel momento storico peggiore che poteva capitare, con la certezza di godersi la pensione per pochi anni, mentre altri fortunati della precedente generazione , se la stanno godendo e magari spassando da 20-30-40 anni , alla faccia nostra ed in barba alle nostre piaghe , noi che dobbiamo lavorare fino a 67 anni per pagare la pensione altrui !!!!!!!! IL TEMPO E’ SCADUTO , E’ ORA DI PASSARE AI FATTI !!!!!!!!!!!!

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    • Concordo perfettamente. Ben detto, questo bel discorso dovrebbero riferirlo a Salvini che che sta già mettendo le mani avanti per recampare un po di voti con proposte buone per i gonzi, gia classificate irricevibili da Draghi, saluti

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  20. parole, parole, parole; soltanto parole; a quando i fatti? si preoccupano dei giovani? pensino ai vecchi prima; saluti ai gestori del sito

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  21. Perhé unione europea non ci impone di eliminare il reddito di cittadinanza ?
    Anziché rompere con la riforma delle pensioni dopo che un contribuente ha lavorato per 40 anni

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    • Caro Francesco hai perfettamente ragione ma fanno l’esatto opposto di quello che dici tu anzi lo potenziano e l’hanno potenziato di un miliardo di euro (da 7 a 8) per carità è giustissimo aiutare chi non c’è la fa’ma i giovani devono lavorare!!!!!! Come facciamo noi da 40 e Passa anni però sono furbi chi glielo fa’ fare ai giovani di lavorare, tu lavoreresti fossi al posto loro? Io no peccato che ai miei tempi non c’era sto reddito di cittadinanza adesso sarei con la schiena bella diritta e non avrei le braccia che mi fanno male ecc,. ecc. ecc.

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