Pensioni 2023 e la previdenza complementare: L’intervista a Proietti (Uil)

Quando si parla di riforma pensioni e di assegno congruo a garantire una pensione dignitosa spesso si sente riparlare dell’importanza della previdenza complementare come metodo compensativo a pensioni non altissime, oggi ne parliamo, a seguito della relazione svolta dal Covip, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, con il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

Di seguito l’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva in cui spiega i vantaggi della previdenza complementare e dei fondi pensioni e i limiti che potrebbero essere superati. Nei giorni scorsi al riguardo era intervenuto con un editoriale inedito per il nostro sito anche il Professor Giuliano Cazzola.

Pensioni 2023, previdenza complementare: l’intervista a Proietti (Uil)

Pensionipertutti: Domenico Proietti cosa sottolinea a suo avviso relativamente al tema della previdenza complementare la relazione istituzionale dell’attività svolta nel 2021 dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP)?

Domenico Proietti: La previdenza complementare in Italia rappresenta una opportunità ed una necessità per tutte le lavoratrici ed i lavoratori. I fondi pensione italiani hanno ormai una storia quasi ventennale e dal 2005, anno della riforma chiave del settore, ad oggi hanno dato ottima prova della loro efficacia e trasparenza. Infatti, nonostante le diverse crisi finanziarie che dal 2010 si sono ciclicamente riscontrante i nostri fondi hanno continuato a crescere offrendo ottimi rendimenti a costi bassissimi, evolvendosi e strutturandosi per garantire prestazioni sempre più efficienti ai loro iscritti, diventando così un riferimento anche a livello internazionale per trasparenza e partecipazione degli iscritti.

La relazione Covip di oggi ben sottolinea questi risultati. Ma come ricordato dal presidente Padula c’è ancora margine di miglioramento

Pensionipertutti: Può farci degli esempi di miglioramento o indicarci in cosa sono già stati fatti passi in avanti?

Domenico Proietti: Certo, ad esempio l’uso del digitale, che nel periodo pandemico ha avuto ampio spazio nel rapporto tra cittadino ed istituzione, è un valore che anche i fondi pensione possono cogliere.

Alcuni fondi, come il fondo Espero tramite strutture ministeriali, o come il fondo Previdenza Cooperativa, tramite l’utilizzo dello Spid già stanno sperimentando procedure digitali per facilitare e semplificare il rapporto con l’aderente ed in via prospettica per strutturare modelli di adesione online.

Altra importante frontiera per i fondi è quella della comunicazione e del rilancio delle adesioni. Agli ottimi risultati di gestione, fa da contro altare una ancora troppo parziale adesione di lavorati e lavoratrici.

Pensioni 2023, scarsa adesione alla previdenza complementare da cosa può dipendere?

Pensionipertutti: Da cosa può dipendere a suo avviso questa scarsa adesione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici? Il Professor Cazzola in un suo intervento pubblicato oggi su bollettinoadapt.it sostiene ad esempio che “Da molti anni mancano iniziative di promozione e sviluppo; anzi i rendimenti sono stati sottoposti ad una fiscalità ossessiva, mentre, nell’attuale legislatura, nella legge di bilancio per il 2019, sono state messe a rischio, nel tentativo di favorire la previdenza obbligatoria, alcune timide misure di sostegno e incoraggiamento per il finanziamento dei fondi pensione disposti con la legge Dini (legge n.335/1995)“.

Domenico Proietti: Da una parte questa situazione è il riflesso della fragilità del mercato del lavoro che perdura da molti anni, dall’altra è effetto collaterale di una scarsissima cultura previdenziale che in modo omogeneo coinvolge tutti i lavoratori.

Il problema della forte discontinuità lavorativa non costituisce di perse un problema alle iscrizioni, ma è un acceleratore di paure e di sfiducia nei confronti del proprio futuro. Bisogna invece far sapere ai lavoratori che aderendo ad un fondo pensione negoziale e versando una piccola quota a proprio carico si hanno subito dei vantaggi economici rappresentati dal contributo datoriale che, solitamente, raddoppia quella quota e dai vantaggi fiscali, sia sul 730 per la deducibilità che per la tassazione del TFR che è inferiore rispetto a quello lasciato in azienda.

Positive a tal riguardo per motivare le persone ad indirizzarsi verso la previdenza complementare le proposte della COVIP di incentivare le adesioni dei giovani con meccanismi premianti, ma è necessario procedere anche ad una massiccia campagna di informazione e comunicazione per spiegare il vantaggio e l’opportunità di aderire ad un fondo pensione. In questo lo strumento del silenzio assenso è sicuramente quello che in passato ha ottenuto i risultati migliori, per questo stiamo chiedendo che venga varato un nuovo semestre nel quale sollecitare una scelta consapevole tra i  lavoratori e le lavoratrici.

La storia dei fondi pensione è una storia “previdenzialmetne” recente, ma in questi anni i fondi hanno di mostrato di saper evolvere e crescere rapidamente per offrire a tutti i lavoratori e le lavoratrici una pensione integrativa adeguata“.

Ringraziamo il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte delle considerazioni che, trattandosi di esclusiva, é temuto a citare la fonte.

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1 commento su “Pensioni 2023 e la previdenza complementare: L’intervista a Proietti (Uil)”

  1. Dott. Proietti e’ vero quanto scrive in merito ai fondi, ma non è la soluzione, semmai un sistema di risparmio forzoso che nel tempo aiuterà i lavoratori a trovarsi una pensione un tantino + dignitosa, ma non è detto.
    Vero è che gli stipendi sono troppo bassi, che le tasse che gravano sul lavoratore sono troppo elevate, non è accettabile che una persona lavori per piu della metà dell’anno per pagare le tasse”. Vogliamo rendercene conto o no. Come facciamo a chiedere ulteriori forme di risparmio se già gli leviamo piu della meta di quello che incassa. Bisogna provare a fare i conti in una famiglia media che non vive con stipendi da parlamentari o dirigenti. Provare per credere. Se poi hai un affito da pagare, addio, ogni mese devi centillinare i SOLDI, incrociando le dita che non si rompa qualche elettrodomestico e soprattutto che si possa mettere benzina nell’utilitaria per andare al lavoro.
    Questa è la dura realta’. L’inflazione galoppa a doppia cifra, anche se ci vogliono far credere che sia intorno al 6, Ma quando? Era al 6% lo scorso anno prima della guerra….
    Possibile che non ci siano persone oneste che dicono le cose come stanno.

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