Per quanto riguarda le pensioni anticipate con quota 100 continuano ad arrivare molte domande all’INPS, ma un dato che bisogna evidenziare subito è quello che la maggior parte dei richiedenti è uomo. Per le donne infatti non è facile avere carriere contributive continue e questo le sta penalizzando.
Vediamo le parole a questo proposito di Orietta Armiliato, responsabile del comitato opzione donna Social e di Elide Albioni del Comitato Esodati Licenziati e Cessati, che sono tornate sull’argomento dopo gli ultimi numeri pubblicati dall’INPS sulle quasi 60mila domande per quota 100.
Pensioni anticipate per donne, ultime novità: quota 100 è penalizzante
Proprio in queste ultime ore Cesare Damiano ha ricordato che “Quota 100 da sola, per come è stata concepita, discrimina perché va ad esclusivo vantaggio di chi ha lunghe contribuzioni, ossia lavoratori dipendenti stabili della grande impresa, prevalentemente del Nord. Quota 100 discrimina le donne ed i disoccupati, i lavoratori edili, che non hanno contributi continuativi e gli stagionali”. Anche Orietta Armiliato ieri sera si è espressa, ricordando che delle domande presentate per quota 100 solo 14.341 sono di Donne a fronte delle 43.611 di uomini:
” Si vuole prendere atto, considerando l’unica fonte accreditata ed oggettiva come sono i numeri visto che altro ed altri non si vogliono ascoltare che questa misura, oltre a non cancellare neppure parzialmente la Legge Monti-Fornero come era stato promesso e sottoscritto, NON È UNA MISURA CHE POSSA CORRISPONDERE A CIÒ CHE È NECESSARIO ALLE DONNE PER RAGGIUNGERE LA QUIESCENZA? Vogliamo insieme alla OO.SS. ed alla politica, insomma, a chiunque abbia chiaro come lo abbiamo noi che siamo le dirette interessate, ripartire da un concetto semplice ovvero che #ledonnesonoincredito e trovare il modo, per esempio, via riconoscimento del lavoro di cura/domestico, insomma quello svolto dentro casa di affrancare le donne dal giogo imposto da questeleggi/norme/provvedimenti che non tengono minimamente conto delle reali problematiche che coinvolgono tutte le donne #perledonnedioggiedidomani?”
Pensioni ultime novità oggi su donne, esodati e quota 100
Riprendendo le parole sopra citate di Armiliato, Elide Alboni del Comitato Esodati licenziati e cessati prosegue la discussione sulle donne e spiega: “Condividiamo con convinzione perché anche le #DONNE #ESODATE stanno per averne un ulteriore epocale #danno dopo la Fornero che per loro non è certo superata.
1)Le donne che #subirono l’ #Esodo (riflettere se chi al lavoro non raggiunge i 38 anni di contributi) FIGURARSI chi a pari età è fuori dal lavoro/ contributi da almeno 7 anni e più ;
2) le donne che a più grandi numeri hanno subito #licenziamenti #unilaterali perché impegnate in piccole aziende con la c.d.”piccola mobilita” perché questa la legislazione del lavoro italiana 🤔 = coloro che provenivano da piccole aziende dei settori artigianato, industria e commercio, che avendo meno di 15 dipendenti NON potevano utilizzare l’istituto della mobilità ordinaria indenizzata (L. 223/1991 ), MA venivano iscritti alle liste di mobilità in base alla L. 236/1993 art. 4 (Mobilità NON indennizzata, detta anche Piccola mobilità= NON erano previsti sostegni economici ) La posizione delle donne in questo paese sta subendo discriminazioni molto gravi rispetto a tutta l ‘ Europa!
