Allarme INPS: mancano gli ispettori, controlli in calo e recuperi dimezzati

Cala il numero degli ispettori e diminuisce l’attività di controllo: è questo uno dei segnali più preoccupanti che emergono dalla relazione del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’INPS. Negli ultimi quattro anni gli ispettori sono passati da 884 a 736, con un conseguente calo delle ispezioni (da 10.576 a 8.311) e dei verbali di solidarietà contributiva, quasi dimezzati.

Il Civ denuncia esplicitamente i ritardi del governo nello sbloccare le assunzioni previste già due anni fa. Una lentezza che ha impedito di rafforzare l’organico ispettivo in tempi utili, con conseguenze dirette sulla capacità di contrasto all’evasione.

Il passaggio più critico della relazione evidenzia come il mancato potenziamento degli organici renda “difficoltosa l’azione dell’Istituto nel contrastare l’evasione e il lavoro irregolare”. Non si tratta solo di controlli sul campo: anche la cosiddetta “vigilanza documentale”, cioè le verifiche effettuate a livello amministrativo, è in calo.

I dati confermano questa tendenza: il recupero derivante da controlli documentali è sceso da 328 milioni a 314 milioni di euro. Ancora più significativo è il crollo della capacità di riscossione: se nel 2022 veniva incassato l’86,4% degli importi accertati, nel 2025 la quota si è fermata al 56%.

Il problema è rilevante considerando che l’INPS accerta circa 500 milioni di evasione l’anno, a fronte di un fenomeno stimato fino a 10 miliardi. A pesare è anche la carenza generale di personale: nel Nord Italia risultano in servizio poco più di 24 mila dipendenti rispetto a una dotazione prevista di oltre 36 mila.

Sul fronte dei servizi, si registrano alcuni segnali positivi: migliorano i tempi di accoglimento delle domande di pensione e di disoccupazione. Tuttavia, si allungano quelli legati all’accertamento dell’invalidità civile, una procedura gestita direttamente dalle aziende sanitarie locali, che continua a rappresentare un nodo irrisolto.

A fare sintesi è il presidente del Civ, Roberto Ghiselli:

“Sono ancora tante le criticità da superare. Nel rapporto con l’utenza alcune cose stanno migliorando ma troppo lentamente e in alcuni casi scontiamo delle particolari difficoltà. Ribadiamo l’esigenza di un progetto coraggioso di trasformazione dell’istituto per avvicinarlo sempre più ai cittadini e al territorio e per farlo diventare promotore di diritti e di coesione sociale, in una società sempre più disarticolata e fragile”

Il quadro resta quindi complesso: senza un rafforzamento degli organici e una riorganizzazione strutturale, il rischio è un ulteriore indebolimento delle funzioni di controllo e tutela del sistema previdenziale.

1 commento su “Allarme INPS: mancano gli ispettori, controlli in calo e recuperi dimezzati”

  1. Forse una spiegazione è che anche gli ispettori, chissà se con le stesse regole degli altri o diverse, vanno in pensione e non vengono sostituiti; e il non sbloccare le assunzioni di questo governo? devono risparmiare; e così, nella carenza dei controlli c’è chi ci sguazza; stendiamo un velo pietoso su questo governo; chissà che la gente si svegli e alle prossime elezioni li mandino a casa; saluti ai gestori del sito

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