quanto incide la rivalutazione del 5.4%?

Aprire una Partite Iva: cosa cambia dal 2023?

Sono molte le persone che, visto l’attuale panorama lavorativo e la costante crisi economica che sembra non avere fine, valutano la possibilità di aprire una Partita Iva. Infatti, e secondo i dati forniti dall’ Osservatorio sulle partite Iva pubblicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze, nel terzo trimestre del 2022 si sono create oltre 94.000 nuove partite Iva. Ma la domanda principale è sempre la stessa: quando conviene aprire la partita Iva.

Rispetto a questo punto dobbiamo sicuramente parlare delle novità che si presentano in questo 2023 per i lavoratori autonomi. La grande novità riguarda il limite dei ricavi e dei compensi che consente di usufruire del regime forfettario e che è stato aumentato di 20.000 euro, passando da 65.000€ a 85.000 euro l’anno. Ricordiamo che il regime forfettario, ad esempio, ha una aliquota del 15% (invece di l’aliquota ordinaria dell’imposta sulle società che è del 24%). E non solo, durante i primi 5 anni dall’apertura della Partita Iva, l’aliquota è del 5 %. Perciò questa modifica può essere abbastanza interessante e un punto di riflessioni al pensare se questo è il momento giusto per aprire la partita iva o meno.

Senza dubbio il nuovo tetto dà un po’ di sollievo avendo presente che durante il 2022 il costo della vita si è alzato. Invece è da segnalare che la Legge di Bilancio 2023 non ha cambiato l’aliquota di prelievo applicabile a chi rientra in tassazione agevolata perciò resta al 15% per chi ha il regime ordinario.

Cosa contribuisce a determinare il fatturato di una partita Iva?

Per chi sta pensando di aprire o meno una partita iva, sicuramente fare dei conti è uno dei fattori fondamentali da avere chiari in testa.

Il fatturato sarà qualsiasi compenso ricavato come conseguenza dell’attività esercitata dal lavoratore autonomo. A questa cifra però dovremmo anche aggiungere il 4% per chi iscritto alla gestione separata dell’Inps.

Come dato importante è da segnalare che questa nuova normativa che entrerà in vigore dal primo giorno dell’anno 2023, si applica anche ai compensi e ricavi del 2022 perchè, come al solito, la documentazione che dovrà essere presentata quest’anno farà riferimento ai dodici mesi precedenti.

Prevenzione di eventuali abusi a fini evasivi

Avendo in mente come obiettivo il cercare di evitare eventuali abusi a fini evasivi, la previsione della soglia più alta per il regime forfettario viene accompagnata da alcune regole. Dal momento in cui i ricavi e i compensi superano i 100.000€, decade in modo automatico la flat tax. Inoltre, alla percentuale di prelievo più alta si dovrebbe sommare la corrispondente Iva una volta che si abbia sforato il tetto massimo.

Fino a quest’anno e con la precedente normativa, la situazione era diversa nel caso di superamento del limite (che erano 65.000€ al anno). Infatti si poteva continuare a usufruire dell’aliquota applicabile all’inizio dell’anno. Era solo dopo, nei dodici mesi successivi, quando scattava l’aliquota di prelievo più alta.

Partita Iva e le dichiarazione precompilate

Magari hai sentito parlare anche di questo argomento e se ben è certo che forse non cambia il bilancio per scegliere di aprire una partita iva o meno, è un’altra informazione da sapersi.

Già a partire da questo febbraio e per ben 2,3 milioni di lavoratori autonomi arriva l’opzione della dichiarazione precompilata. Questa riforma fiscale che era in realtà prevista per il prossimo mese di giugno è uno degli obiettivi chiave del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Tra le categorie di lavoratori autonomi tra chi riceverà questa dichiarazione precompilata a febbraio ci saranno artigiani, commercianti, imprese, professionisti e agricoltori.

Novità per il provvedimento del 2021

La prima novità è l’inclusione degli agricoltori che erano stati esclusi durante la prima fase due anni fa. Per quanto riguarda la seconda, si parlerebbe della possibilità di un ‘fai da te’ da parte dei lavoratori autonomi che riceveranno dall’amministrazione fiscale un modello precompilato.

Ovviamente le informazioni precompilate dovranno essere riviste dal libero professionista, apportare eventuali modifiche, stampare il modello, inviarlo e, giustamente, pagare quanto dovuto.

In ogni caso, questa piattaforma con le dichiarazioni precompilate saranno disponibili solo a partire da questo febbraio ed è stato annunciato che funzionerà in modo simile alla dichiarazione dei redditi mediante modello precompilato del 730.

Vantaggi dell’apertura di una partita IVA

Una volta studiate le modifiche che si presentano a chi conterà con una partita Iva dal 2023, con il supporto di un bravo consulente commerciale a cui porre tutti i dubbi e valutata la propria situazione personale, il lavoratore autonomo, anche assumendo dei rischi, ha una serie di vantaggi che non possiamo ignorare.

Forse una delle cose più importanti è riuscire a portare avanti un’idea imprenditoriale, non dover dipendere da un capo e poter gestire il tempo come ognuno possa ritenere meglio. Certo, senza dimenticare che la prospettiva di guadagno è anche maggiore.

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