Aumento Pensioni 2022, Spi-Cgil: minime a mille euro impossibili, si ad ampliare 14esima

Il sindacato dei pensionati della Cgil regionale del Veneto ha calcolato l’impatto dell’inflazione sulle tasche dei pensionati per i primi sette mesi dell’anno (gennaio-luglio), evidenziando come gli aumenti siano stati importanti. Serve quindi intervenire sull’aumento delle pensioni, perchè la rivalutazione in corso e le misure nel decreto aiuti bis non bastano a far fronte al caro vita. Vediamo le proposte della Spi-Cgil del Veneto, che chiede l’estensione della platea dei beneficiari della quattordicesima e un intervento sulla tassazione per i pensionati per abbassarne la pressione fiscale.

Ultime novità Aumento Pensioni 2022: caro vita riduce potere d’acquisto dei pensionati

In un comunicato Stampa la Spi-Cgil veneta spiega che “Dalle bollette al carrello della spesa, dai trasporti alla salute. Nel 2022 il caro-vita ha ridotto radicalmente il potere d’acquisto degli anziani veneti che ora affrontano l’arrivo dell’autunno con il timore di nuove stangate. Elaborando i dati dell’Istat e dei comuni capoluogo risulta che per una coppia di ultra65enne veneti la spesa mensile mediana (ovvero la spesa media della maggioranza delle famiglie) è aumentata di 275,60 euro (3.307,20 euro in un anno), passando dai 2.003,41 euro del 2021 ai 2.279,01 del 2022. Per un over 65 solo, l’aggravio è stato di 203,09 euro (2.437,08 euro in un anno), visto che la spesa mediana si è impennata da 1.324,34 a 1.527,43 euro mensili. 

Com’è noto, l’impatto più consistente si registra alla voce abitazione/prodotti energetici che comprende le bollette di luce e gasLa coppia anziana ha sborsato in media 213 euro in più al mese rispetto al 2021 mentre il “single” over 65 ha subito un rincaro di circa 168 euro mensili. Da non sottovalutare neppure l’inflazione sul carrello della spesa: poco meno di 32 euro al mese per i due ultra65enni che vivono assieme, quindi 384 euro in un anno; quasi 19 euro per l’ultra65enne solo, 228 euro nell’arco dei dodici mesi. 

Aumento Pensioni 2022-2023: oltre a rivalutazione serve estendere platea per la quattordicesima

Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto spiega cosa è necessario fare: «Le misure adottate dal governo sono fin qui insufficienti per affrontare l’emergenzaL’anticipo del 2% della rivalutazione delle pensioni per il periodo ottobre-dicembre 2022 e il riconoscimento anticipato del conguaglio dello 0,2% relativo al 2021 porteranno nelle tasche dei pensionati veneti circa 36 euro in più al mese, un’inezia di fronte al livello raggiunto dal caro-vita. In più anche il decreto-legge “Aiuti bis” risulta un provvedimento inadeguato per affrontare l’emergenza determinata dall’impennata inflattiva»

Su questo fronte, anche il sindacato dei pensionati della Cgil del Veneto chiede un ulteriore intervento sugli extra-profitti per finalizzare tali risorse ai redditi di lavoratori e pensionati e alle misure di remunerazione sociale come il bonus energia che, secondo lo Spi, dovrebbe riguardare famiglie con redditi Isee fino ai 20 mila euro.

Pensioni minime a mille euro? Per Spi-Cgil veneto è una boutade elettorale, insostenibile

Per quanto riguarda i pensionati, «ribadiamo la necessità di aumentare l’importo della 14esima mensilità e di allargare la platea dei beneficiari – prosegue Di Gregorio -. Inoltre, non possiamo più accettare manovre che vadano a toccare il sistema di rivalutazione degli assegni previdenziali, come avvenuto nel passato. E continuiamo a chiedere un intervento sulla tassazione dei redditi da pensioni, che è fra le più alte d’Europa. Diminuire la pressione permetterebbe agli anziani di aumentare il proprio potere d’acquisto».

E l’innalzamento a mille euro delle pensioni minime? «La classica boutade elettorale – conclude Di Gregorio -. Una proposta economicamente insostenibile, che non tiene conto del lavoro e dei contributi versati. Inoltre, è un incentivo per i furbetti e per il lavoro irregolare. È necessario che i politici avanzino proposte realizzabili, non programmi da libro dei sogni per prendere qualche voto in più».

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3 commenti su “Aumento Pensioni 2022, Spi-Cgil: minime a mille euro impossibili, si ad ampliare 14esima”

  1. Buonasera! Sarebbe molto bello se le pensioni minime venissero aumentate a mille euro! Spero, comunque, che venga estesa la platea dei beneficiari della quattordicesima. e che l’aumento delle pensioni degli invalidi civili parziali si concretizzi. Grazie a tutti, di vero cuore!

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  2. Ovvio che quella dei mille euro è una boutade elettorale ma che i sindacati si mettano contro a prescindere mi pare riveli esattamente da che parte stanno (non con lavoratori e pensionati comunque).

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