Aumento pensioni 2026: previsto un extra di 20 euro mensili per le minime, le novità

Nel 2026 potrebbe arrivare una novità importante per i pensionati italiani. Oltre alla consueta rivalutazione legata all’inflazione, la legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento prevede un incremento fisso di 20 euro al mese per le pensioni minime. Un aumento non collegato ai dati ISTAT sul costo della vita, ma pensato come misura di sostegno straordinaria per chi percepisce trattamenti previdenziali e assistenziali più bassi.

Aumento Pensioni 2026: cosa prevede la manovra in legge di Bilancio

Dal 1° gennaio 2026, con l’entrata in vigore della nuova legge di Bilancio, le pensioni minime beneficeranno quindi di due interventi. Da un lato, l’adeguamento automatico al tasso di inflazione, stimato dall’ISTAT all’1,6% per il 2025; dall’altro, un incremento fisso di 20 euro mensili per chi rientra nelle fasce più basse di reddito. L’aumento interesserà in particolare le pensioni e i trattamenti al di sotto della soglia minima stabilita ogni anno dall’INPS, attraverso la cosiddetta maggiorazione sociale.

I beneficiari sono quindi quei pensionati che percepiscono assegni di importo limitato e che, anche dopo la rivalutazione, restano al di sotto del trattamento minimo. In questi casi, la perequazione sarà applicata al 100% del tasso di inflazione, come previsto per le pensioni fino a quattro volte il minimo INPS, mentre i 20 euro si aggiungeranno come misura straordinaria di sostegno economico.

Chi riceverà l’aumento delle pensioni minime nel 2026

Secondo quanto indicato nella bozza della legge di Bilancio, l’aumento interesserà i titolari di maggiorazioni sociali, ma non solo. Le ipotesi più accreditate parlano di un intervento che coinvolgerà anche i beneficiari delle vecchie pensioni sociali, gli attuali percettori dell’assegno sociale – oggi pari a 538,69 euro mensili – e i titolari di trattamenti per invalidità civile. Anche le pensioni a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) al di sotto del minimo dovrebbero rientrare tra i beneficiari. A confermare la misura è l’articolo 41 della bozza della legge di Bilancio 2026, che richiama l’articolo 38, comma 1, della Legge 448 del 28 dicembre 2001, relativo proprio all’incremento delle maggiorazioni sociali per le pensioni minime.

Per ampliare la platea dei beneficiari, il Governo prevede inoltre di innalzare il limite reddituale entro cui è possibile accedere all’aumento. La soglia, infatti, verrà incrementata di 260 euro, in modo da includere anche chi si trova appena al di sopra dei vecchi parametri. Tuttavia, resta confermata una condizione anagrafica: il beneficio, secondo le informazioni attuali, sarà riconosciuto solo ai pensionati che abbiano compiuto 70 anni.

19 commenti su “Aumento pensioni 2026: previsto un extra di 20 euro mensili per le minime, le novità”

  1. Aumento di 20 euro ed alle badanti il doppio per il primo anno poi a crescere; in più scatti d’anzianità ogni biennio. Complimenti

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  2. Durigone Durigone … tu hai fatto lo scherzone … prima prometti il riformone … cancelleremo la Fornerone … e sorpresone … finisce che togli pure la 103one … ah ah ah ah !!!!

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  3. EGR.Sig. Nicola T., mi piace confrontarmi con lei e con Wal.
    Purtroppo io rimango dell’idea che tra nichilismo e decadenza dei nostri valori, i politici non facciano altro che adeguarsi all’italiano medio. E cioè sostanzialmente privi di valori etico-morali. Abbandonare dei valori non è necessariamente un male. Purché se ne trovino di altri. Noi invece siamo precipitati in una società che non vogliono quelli di dx né quelli sinistra.
    A patto che esista ancora una dx e una sx. La vogliono solo quelli che hanno i soldi. Che poi è l’unico valore rimasto.
    State certi, al di là di tutto, che se non recuperiamo dei valori etico-morali, o almeno l’efficienza degli antichi romani, il precipizio e più vicino di quanto si possa pensare.

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    • Stiamo gia’ precipitando … la gente che ora deve lavorare fino a 68 anni per mantenere le baby pensioni e altri privilegi “intoccabili” si e’ gia’ accorta da tempo del precipizio … ah ah ah ah !!!!

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    • La ringrazio Giovanni, ci sarà occasione di confrontarsi ancora. Quando il confronto è civile, anche partendo da tesi opposte è sempre un piacere. Saluti.

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    • Specifichiamo meglio scusi : tutte le pensioni avranno una perequazione in base al dato ISTAT del 1,6%. Poi sappiamo che in base al valore della pensione funziona come l’ Irpef : 100% del valore 1,6% fino a 4 volte il minimo, 90% di 1,6% per la parte eccedente le 4 volte il minimo e 75% del valore di 1,6% per la parte eccedente sei volte il minimo.
      Quindi, le pensioni minime avranno il 100% del valore di 1,6% più un aumento aggiuntivo di 20 euro al mese che tutte le altre pensioni non avranno. Di fatto è come dice lei per le minime, ma non c’entrano gli anni di contribuzione, il calcolo si fa sul valore della pensione. Saluti.

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  4. Sono in pensione da agosto e mi preoccupa molto la perdita di potere d’acquisto. Dovrebbe preoccupare anche gli attuali lavoratori e i futuri pensionati. Non è il capitalismo che sognavamo ma un liberismo con poche regole e per pochi fortunati. La redistribuzione del reddito resta lettera morta. Non sono ottimista perché manchiamo completamente di principi etico-morali. Anche per politiche sbagliate, l’Occidente sembra in un declino lento ma inesorabile. I problemi della Previdenza si possono affrontare solo se inseriti in un contesto più ampio.

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    • Serviva applicare regole uguali per tutti … pensioni, pagamento tasse, statali, privati, autonomia regionale, contanti, immigrazione, ecc. … remando tutti in una stessa direzione … invece (nonostante il disastro evidente) stanno ancora fermi allo scontro dx e sx … anche l’Europa non sembra aver cambiato modo di ragionare … tutti contro tutti (o quasi) … il piu’ furbo vince … ah ah ah ah !!!! … e la gente continua a sventolare il bandierone … reteeee !!!!

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    • Purtroppo Giovanni, l’ Europa ha tuttora un welfare che gli altri continenti sognano ( altrimenti non avremo mezza Asia e Africa che vogliono venire in Europa).
      Anche gli Stati Uniti ( paese occidentale per antonomasia), ha un sistema pensionistico privato così come la sanità, dove il liberismo è un must per dirla in inglese.
      Resta quindi l’ Europa, usando una metafora, un vaso di ” coccio” stretto tra grandi potenze come Cina e Stati Uniti e paesi in ascesa tipo i BRICS ( India e Brasile tanto per dirne due), dove quando arrivi alla vecchiaia è quasi meglio andarsene il prima possibile perchè se va bene prendi il 40% rispetto all’ ultimo stipendio. Le ns imprese poi, devono confrontarsi con questi paesi in grande espansione demografica ( a parte la Cina) con costi del lavoro irrisori e tutele sindacali minime.
      Da questo quadro si capisce come siamo messi. Saluti.

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      • Welfare ?? … oltre 3000 miliardi di debito … italianiiii … vot’Antonio vot’Antonio vot”Antonio … Antonio La Trippa … reddito, beby pensioni, 110 per cento, ecc. …. ah ah ah ah

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    • Per curiosità Giovanni, che lavoro hai fatto? ti preoccupa la perdita del potere d’acquisto? continui aggiustamenti senza stancarti; se sei abituato a risparmiare bene altrimenti lo devi imparare; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Caro Giovanni , ti ho fatto una domanda ma non mi hai risposto; che lavoro hai fatto? leggiti il commento sulla perdita del potere d’acquisto e i rimedi; saluti a te e ai gestori del sito

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  5. Extra aumento di 20 euro ???? … ah ah ah ah !!!! … baby pensioni, iso pensione, opzione donna, usuranti, anticipata, vecchiaia, parlamentari, quota 100, 102, 103, 103 contributivo, ecc. … ah ah ah ah … cose comiche … ah ah ah ah !!!! … invece di partorire una riforma strutturale UGUALE per tutti (parlamentari compresi) continuano con queste prese in giro da paese fallito … Presidente della Repubblica, dica qualcosa … come e’ possibile andare avanti in questo modo ????

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