Aumento Pensioni Gennaio 2022: a chi spetta la rivalutazione?

Per i pensionati con l’ inizio dell’anno nuovo arrivano buone notizie. Infatti grazie alla reintroduzione del meccanismo di perequazione, vi sarà un aumento delle pensioni da gennaio 2022. In questo articolo vediamo nel dettaglio a chi spetterà e come funziona, partendo dalla prima domanda, che cos’è la perequazione? È la rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici per adeguarli all’aumento del costo della vita e proteggere il loro potere di acquisto. La perequazione era stata congelata nel 2020, e dal 2022 tornerà con una rivalutazione dell’ 1,7%.

Aumento Pensioni da Gennaio 2022 A quali trattamenti pensionistici si applica la perequazione?

L’aumento della pensione di gennaio 2022 riguarderà tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla Gestione pubblica, dal FPLD, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative ed aggiuntive. Alle pensioni dirette e ai superstiti anche integrate al trattamento minimo.

Ai trattamenti erogati dall’assicurazione generale obbligatoria e delle relative gestioni per i lavoratori autonomi, nonché dei fondi sostitutivi, esclusivi ed esonerativi della medesima e dei fondi integrativi ed aggiuntivi.

Come funziona l’aumento delle pensioni da gennaio 2022?

La perequazione si applica al primo gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo (FOI) registrato nell’anno precedente. Entro il 20 novembre di ciascun anno il Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adotta un decreto che fissa.

  • l’adeguamento definitivo per l’anno precedente che si applica con effetto dal 1°
    gennaio dell’anno in corso;
  • l’adeguamento provvisorio per l’anno in corso che si applica con effetto dal 1°
    gennaio dell’anno successivo.

Aumento Pensioni da Gennaio 2022: Cosa prevede il decreto sulla perequazione?

Come spiega l’INPS in una nota, il decreto 176/2021, emanato dal Ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, ha previsto che la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2021 sia determinata in misura pari a +1,7 dal 1° gennaio 2022, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.

L’Istituto, per assicurare il rinnovo delle pensioni in tempo utile per l’anno 2022 e rendere possibile la prima liquidazione delle pensioni con decorrenza gennaio 2022, ha utilizzato l’indice di perequazione disponibile al 15 ottobre 2021, come elaborato dal Coordinamento generale statistico attuariale, pari all’1,6%. Sulla rata di marzo 2022, verranno corrisposte le differenze di perequazione se spettanti. Il decreto 2021 ha fissato anche la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione per il 2020 in misura pari a 0, nonostante l’indice di variazione dei prezzi fosse negativo. Tale adeguamento, infatti, non può in nessun caso essere negativo. In caso di inflazione inferiore a zero, gli importi restano invariati.

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3 commenti su “Aumento Pensioni Gennaio 2022: a chi spetta la rivalutazione?

  1. VERGOGNA perché non è lo stesso tipo di aumento (logicamente anche retroattivo) che si danno questi vergognosi dei Politici. Non votiamo più nessuno e se qualcuno ci volesse ancora andare, stipendi tipo nord Europa 5/6000€ e senza rimborsi e autisti solamente per le tre quattro cariche più importanti dello stato. Troppi pochi, benissimo che se ne vadano a fare i turnisti, muratori o quant’altro poi vediamo che vento tira. Grazie redazione e Auguri a tutti

  2. Ho 65 anni e 26 anni di contributi licenziata 59 anni non sono più riuscita ad inserirmi nel mondo del lavoro cosa prevedete visto che non riuscirò ad arrivare ai vostri 30 anni di contributi che chiedete …..vedova con 500 euro di pensione di reversibilità. Grazie per la risposta.

  3. Veramente notevoli gli importi dell’aumento, da rimanere esterrefatti!
    Dopo tre anni di stop del meccanismo di perequazione con l’inflazione, che sappiamo tutti essere ben al di sopra del 2,5% all’anno e quindi con una perdita di potere di acquisto del 7% almeno, riceverò esattamente l’1% di aumento netto.
    Se ne stessero almeno zitti…

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