Aumento pensioni invalidità 2021: cresce l’ansia di un Governo Draghi

Aumento pensione di invalidità e riforma pensioni: paura con Draghi

Purtroppo in queste ore non si parla d’altro, i temi caldi continuano ad essere riforma pensioni, pensioni di invalidità ed entrambi associati al possibile Governo tecnico guidato da Mario Draghi. Perché tanta preoccupazione da parte degli invalidi parziali e totali, rimasti fuori dalla maggiorazione prevista dalla sentenza 152/2020, e da quanti non sono riusciti o non riusciranno entro il 31/12/2021 a centrare i requisiti per la quota 100?

Il dubbio se Draghi riuscisse nell’intento di formare il nuovo Governo, esattamente come previsto dall’incarico assegnatogli da Mattarella, é che tra le strategie per risollevare le sorti dell’economia italiana si possa optare per tagli sulle pensioni appunto. Nel primo caso vorrebbe dire addio alle speranze degli invalidi parziali che da tempo stanno chiedendo di essere equiparati a quelli totali per ottenere la maggiorazione, nel secondo caso, invece, il dubbio é che post quota 100 non si parli più di flessibilità in uscita ma si torni in toto alla riforma Fornero e dunque al famigerato scalone di 5 anni. In dettaglio le preoccupazioni degli invalidi e dei futuri pensionati.

Pensioni invalidità 2021, che ne sarà dell’aumento per il range 74-99?

Gli invalidi parziali temono le politiche di austerity di Draghi, il Governo tecnico fa tornare alla mente quello di Monti-Fornero, dove certamente non si elargirono denari per le pensioni, anzi, furono chiesti sacrifici, ecco perché i disabili temono che le rimostranze avanzate da Anmic, auemnto della soglia di reddito per accedere alla maggiorazione, l’eliminazione del paletto reddituale coniugale e l’equiparazione tra disabili totali e parziali possano cadere nel vuoto e non essere ascoltate.

Eppure, sostengono all’unisono gli invalidi, é proprio ora che la categoria risulta maggiormente bisognosa di supporto, dato il periodo e la necessità di avere maggiori entrate per sostenere le spese mediche e le cure aggiuntive in caso di incontro ravvicinato con il Covid 19, che per giunta li taglia inevitabilmente fuori, da qualsiasi tipo di lavoro, essendo soggetti a maggior rischio. Quindi dal canto loro gli invalidi parziali nel range 74-99% e tutti i totali esclusi dalla precedente maggiorazione, ci scrivono in privato, confidano che indipendentemente da chi salirà al Governo prevalga una sola parola ‘BUON SENSO’ e che su questa si possa procedere nella direzione di eliminare ogni disuguaglianza rispetto ad una categoria già duramente provata dalla vita. Di Buon senso parlano anche i pensionati che confidano non vengano meno i confronti con i sindacati e che non si dia seguito a quanto chiesto da Bruxelles sul ritorno pieno alla Riforma pensioni, lo stesso Prof Cazzola, che ieri abbiamo avuto il piacere di intervistare, ci ha fatto notare che sarebbe comunque importante evitare di tagliare ulteriormente sulle pensioni e di pensare ad una sorta di flessibilità per evitare lo scalone dai 62 ai 67 anni post quota 100.

Riforma pensioni 2022, bisogna evitare scalone 62-67 anni, puntare sulla flessibilità

Si spera sia questa la linea che deciderà di seguire Draghi, qualora dovesse salire al Governo come premier, in fin dei conti, come ha ricordato il Prof Cazzola, i soldi seppur a debito questa volta vi sono, ragion per cui sarebbe bene continuare il dialogo con i sindacati al fine di pensare ad una riforma pensioni che punti ad una maggiore flessibilità in uscita post quota 100 senza far alzare di colpo l’età dai 62 anni attuali, permessi con l’attuale misura in vigore fino al 31/12/2021, e i 67, stabiliti dalla Fornero, se nulla dovesse essere fatto.

I futuri pensionati sono molto preoccupati e temono che l’ex della BCE possa decidere di far tornare in auge pienamente la riforma Fornero senza concedere né la famosa mini proroga di quota 100 di cui si era vociferato nei giorni scorsi, e di cui é tornato a parlare anche Durigon in un recente intervento a ‘Italia s’é desta’ proponendo l’estensione della misura per 1 anno, né un’eventuale flessibilità in uscita, come proposta da tempo dai sindacati, per evitare lo scalone.

Non resta che attendere in primis per comprendere se Draghi riuscirà davvero a creare il Governo o se si andà ad elezioni anticipate e poi sarà certamente nostra cura seguire da vicino ogni cambiamento e/o proposta sulle due tematiche maggiormente care ai nostri lettori: aumento pensioni di invalidità e riforma pensioni 2022.

Voi cosa ne pensate, temete Draghi premier o sareste sollevati all’idea di non andare alle elezioni? fatecelo sapere come sempre nell’apposita sezione commenti del sito.

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Un commento su “Aumento pensioni invalidità 2021: cresce l’ansia di un Governo Draghi

  1. Salve vi Chedo la una domanda per la pensione di invalidita civile onlain con. Avocatto fato la mia domanda coando tempo si dà la risposta deal imps grazie

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