Aumento Pensioni ultime novità: la ricetta per ridurre le tasse ai pensionati

In questi mesi in Italia si sta facendo un gran parlare dei fondi del Recovery Fund (circa 209 miliardi di €) che arriveranno nel Belpaese a partire della seconda metà dell’anno 2021, di cui addirittura circa 80 miliardi di € saranno a fondo perduto. Inevitabilmente in attesa di questi fondi si è aperto un dibattito su come impiegare questo enorme cifra (basti ricordare che una finanziaria in tempi normali “pesa” intorno ai 35 miliardi di €). Se poi come io auspico il governo richiederà per la Sanità i 37 miliardi del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) allora è ovvio che il Governo avrà un’opportunità unica per dare una scossa economica all’Italia e farla ripartire di slancio.

Diminuire le tasse ai Pensionati italiani: si può fare?

Principalmente bisognerà dare ossigeno alle imprese che sono state distrutte dal Covid, dovranno partire finalmente le grandi opere pubbliche, si potranno cantierare infrastrutture rimaste nei cassetti dei Ministeri per mancanza di fondi per troppi anni. Dovranno finalmente partire le riforme della sanità (con il MES), della giustizia e del fisco. Si dovrà inoltre a parer mio dare un grosso vantaggio ai cittadini e alle famiglie operando una sensibile riduzione dell’IRPEF già a partire dall’anno 2021. E bisognerà inoltre incidere in maniera importante su una categoria enorme (la più vasta composta da 16.000.000 di persone) che è stata da troppo tempo abbandonata. Sto parlando ovviamente della categoria dei pensionati.

Bisognerà cioè intervenire sui redditi da pensione che per la loro caratteristica di immobilità degli importi sono sempre più falcidiati dall’inflazione. Basta fare un giro per L’Europa per vedere che i pensionati italiani sono quelli più tartassati. Non è una novità che in Paesi come la Bulgaria o la Slovacchia la tassazione è praticamente inesistente ma anche prendendo ad esempio Stati più simili a noi come Germania, Inghilterra, Francia, Spagna è indubbio che in quei Paesi la tassazione sulle pensioni è molto minore.

Prendendo ad esempio un reddito di pensione annuo di 20.000 € in Italia all’attualità viene tassato al 20,5% medio, in Spagna al 19%, in Inghilterra all’8,5 %, in Germania all’8,3% e in Francia all’8%. E se non vogliamo che i nostri pensionati vadano all’estero dove le tassazioni sono nettamente inferiori tipo appunto Bulgaria, Portogallo, Tunisia bisogna intervenire immediatamente. Con oltre 230 miliardi di € (considerando anche il MES) che arriveranno nei prossimi anni ne abbiamo l’opportunità. Saranno il Governo (o i Governi) che si succederanno coadiuvati da task force di economisti, esperti, politici e sindacati che dovranno studiare come ridurre le tasse ai pensionati.

Aumento Pensioni: alzare la no tax area?

Per i pensionati si potrebbe intervenire alzando l’esenzione della no tax area almeno fino a 15.000 €. Chi cioè possiede un reddito fino a 15.000 € annui non paga nulla di tasse. Inoltre per i pensionati si potrebbero eliminare completamente le addizionali comunali e regionali con i relativi acconti. Infine bisognerebbe attuare una completa, totale, indicizzazione delle pensioni di qualsiasi importo. Ad ogni aumento dell’inflazione cioè deve corrispondere un aumento della rata di pensione. Facendo queste tre cose e avendo una contemporanea riduzione dell’IRPEF ci sarebbe un beneficio immediato per i pensionati. Questi avrebbero da subito 200/300 € al mese in più da spendere.

Questo incremento di soldi per i pensionati, unito ad una contemporanea riduzione delle aliquote IRPEF per tutti porterà ad aumentare i consumi. Lavoratori dipendenti e pensionati avendo più soldi in tasca saranno portati a spendere di più. Ci saranno più occupati, con minore ricorso quindi a forme di assistenza, lo Stato incasserà molta più IVA e si rimetterà in moto tutta l’economia. In questo modo l’Italia, oltre che a livello politico, anche dal punto di vista economico tornerà ad avere in Europa il posto che le compete.

Articolo scritto da Mauro Marino, esperto di economia

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