Bonus 200 euro per il 2022: a chi spetta e perchè coprirà solo un terzo dei rincari

Continuano le polemiche sul bonus da 200 euro stanziato per il 2022 dal Governo. Ricordiamo a chi spetta il bonus da 200 euro: a riceverlo, per tamponare il caro energia, saranno lavoratori e pensionati con un reddito inferiore ai 35 mila euro, e che sono compresi anche i disoccupati, i percettori di Reddito di cittadinanza e i lavoratori stagionali. L’Irpet (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) ha fatto i conti e lancia l’allarme: il bonus da 200 euro coprirà al massimo un terzo dei rincari.

Bonus da 200 euro, a chi spetta e come richeiderlo: non basta a fermare la crisi

Secondo l’Irpet, il provvedimento contro il caro energia arriverà, in media e nello scenario migliore, a coprire circa un terzo dei rincari previsti. Basteranno 200 euro a fermare la crisi? L’impatto del bonus a livello locale e le sue caratteristiche sono state studiate dall’Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana (Irpet), che evidenzia come «la misura consenta alle famiglie di recuperare una parte non trascurabile del reddito perso». Soprattutto a quelle meno abbienti e in particolar modo se il combinato disposto della crisi dovesse durare meno di sei mesi. Con una situazione peggiorativa che si protrae oltre il 2022 servirebbero altri bonus o altre iniziative per tamponare le difficoltà.

In Toscana, le risorse trasferite alle famiglie ammontano a 417 milioni di euro, che rappresentano il 6,4% delle risorse complessivamente stanziate (a livello nazionale la misura vale 6,5 miliardi di euro). Il bonus è a favore di lavoratori, dipendenti e autonomi, e pensionati, purché abbiano un reddito al di sotto dei 35 mila euro. L’erogazione del contributo, nell’ultima versione, è prevista anche per i disoccupati, per i percettori di Reddito di cittadinanza e per i lavatori stagionali nelle stesse condizioni reddituali.

Bonus 200 euro per il 2022, scenari possibili dell’ inflazione

Per effetto del requisito di accesso legato al reddito individuale, l’incidenza di famiglie beneficiarie tende a ridursi con l’aumentare del reddito familiare. «Ogni nucleo familiare toscano riceve in media un contributo di 299 euro», spiega l’Istituto. Ma la misura, in ogni caso, quanta parte dei rincari, già in corso e attesi, copre? Risponde l’Irpet ipotizzando due scenari: «Nel primo il tasso di inflazione all’8% dura 6 mesi, mentre nel secondo 12 mesi. Coerentemente con queste ipotesi l’aumento dei prezzi si traduce in un incremento di spesa che è rispettivamente pari a 790 euro e 1.580 euro. Nel primo caso, quindi, il bonus consente alle famiglie di recuperare il 38% delle maggiori spese, mentre nel secondo caso, ipotetico anch’esso, il 19%».

Il bonus è una misura emergenziale pensata dal governo guidato da Mario Draghi per essere semplice da implementare e per far arrivare in breve tempo denaro nelle tasche degli Italiani. «In ogni caso, qualunque sia lo scenario prevalente — rileva l’Irpet — sono le famiglie meno agiate a ricevere una maggiore copertura degli ipotetici aumenti di spesa collegati ai rincari. La capacità del bonus di contenere gli incrementi di spesa presenta invece poche differenze per dimensione dei nuclei familiari, nonostante l’importo sia fisso e indipendente dal numero di componenti». L’orizzonte, come detto, è quello di dicembre: «Se l’inflazione continuerà invece a persistere su livelli elevati per un tempo superiore al semestre, l’efficacia del bonus nello sterilizzare gli aumenti è più contenuta e sarà quindi indispensabile un rinnovo dell’intervento», conclude l’Istituto. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere qui di seguito!

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2 commenti su “Bonus 200 euro per il 2022: a chi spetta e perchè coprirà solo un terzo dei rincari

  1. L’ elemosina di stato la riceveranno solo quelli che sono già in pensione, per quelli che andranno (forse) i prossimi anni non ci sarà mentre il loro montante retributivo resterà fermo causa recessione con drammatica perdita del valore reale causa inflazione. Ma dove eravamo quando ci hanno strappato dalle mani la scala mobile e più in generale i nostri diritti di lavoratori? Forse eravamo giovani spensierati a prendere il sole in spiaggia mentre i governi ci cannibalizzavano il futuro. E chi è giovane adesso? Sarà a sua volta in spiaggia o in altre chat più eccitanti di quelle di noi pensionati o aspiranti tali. Forse dovremmo dire ai nostri figli e nipoti di svegliarsi perché i predatori sono sempre tra noi e sempre più affamati. Io oramai sono stanco, malato, disoccupato e rassegnato ma accidenti! Se potessi tornare a vent’anni andrei si a prendere il sole ma nelle piazze a fianco dei lavoratori e invece mi ritroverò nel mio letto di morte senza neanche l’orgoglio e la consolazione di aver lottato per un mondo migliore.

  2. Il Governo Draghi è un governo buono. È un Governo Bonus.

    Prima venivano erogati i bonus ai lavoratori che, a causa del Covid, non potevano lavorare. Tuttavia, alcuni di questi bonus, quelli erogati ai lavoratori autonomi, confluivano (stando a quello che hanno riportato i giornali) nelle casse delle imprese (invece che nelle tasche dei lavoratori autonomi).

    Ora vengono erogati bonus ai lavoratori, ai disoccupati, ai pensionati che, a causa dell’inflazione, hanno perduto potere di acquisto. Tuttavia, l’innalzamento dei prezzi rimarrà, mentre l’erogazione dei bonus terminerà, per cui il beneficio sarà solo temporaneo.

    Entrambe le misure adottate dal Governo Draghi sono necessarie. Ma rimangono parzialmente efficaci e con benefici temporanei. Mentre tali bonus sono comprensibili, non è comprensibile invece il superbonus del 110%.

    Se la situazione economica dell’Italia non cambierà (o cambierà di poco), se il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non produrrà i risultati attesi soprattutto per quanto riguarda l’occupazione e la crescita economica (aumento del PIL in termini significativi, tali da bilanciare l’elevato indebitamento pubblico del 155%), è facile prevedere cosa accadrà con l’insediamento del nuovo Governo nel 2023.

    Il Governo che succederà al Governo Draghi si troverà nelle condizioni di dover recuperare quanto il Governo Draghi ha elargito. I bonus vanno quindi considerati alla stregua di un “prestito” per superare le emergenze Covid e inflazione. Si passerà dunque da un Governo Bonus a un Governo Malus.

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