Calcolo della Pensione Inps: sistema misto o contributivo, i punti chiave

Il calcolo della pensione futura è piuttosto complicato, soprattutto per i lavoratori soggetti al metodo misto, mentre è più semplice per chi utilizza solo il contributivo. Tuttavia è un esercizio che andrebbe svolto (o fatto svolgere a un esperto) di tanto in tanto, per avere un’idea di quanto si incasserà a fine carriera lavorativa. Qualche anno fa Inps aveva spinto molto sulla partenza del sistema di simulazione “la mia pensione” che, sulla base dei dati anagrafici, dei contributi già versati e delle stime per il futuro, calcola data di pensionamento e assegno del singolo individuo.

Calcolo pensione 2021 sul sito INPS

Oggi il sistema è ancora disponibile nel sito internet dell’istituto nazionale della previdenza sociale, seppure il suo sviluppo non sia stato completato e pertanto non funziona, tra gli altri, per i dipendenti pubblici. Certo, la prestazione di previdenza obbligatoria non si può comunque incrementare su scelta personale, ma guardare avanti, avere consapevolezza di cosa ci attende consente di decidere, per esempio, se investire e quanto nella previdenza complementare, al fine di costruire una rendita integrativa.

Con l’aumento del peso della quota contributiva della pensione, il cui importo non è più strettamente correlato alle ultime retribuzioni incassate, l’adeguatezza dell’assegno, in assoluto e in relazione allo stile di vita che si vuole tenere da pensionati, diventa centrale. Per accedere al servizio sul sito dell’INPS bisogna recarsi su “prestazioni e servizi” effettuare il Login con le proprie credenziali e poi andare sotto “la mia Pensione“. Di seguito invece vediamo i 3 punti chiave per capire come si effettua il calcolo della pensione e cosa incide su di essa.

I tre punti chiave per il calcolo della pensione

Primo punto: il sistema di calcolo della pensione è diverso da caso a caso. Ad oggi sono 3 i sistemi di calcolo esistenti, in base a quando si è iniziato a lavorare. Il sistema interamente retributivo è ormai archiviato:

  • misto per chi ha accumulato almeno 18 anni di contributi al 1995, con applicazione del metodo retributivo fino al 2011 e quello contributivo per gli anni lavorati successivamente;
  • misto per chi ha accumulato meno di 18 anni di contributi al 1995, con metodo retributivo fino a tale anno e poi quello contributivo;
  • contributivo per chi non ha anzianità contributiva prima del 1996.

Secondo punto: i coefficienti. Con il passare degli anni, per questioni anagrafiche, diminuiscono le persone che accedono alla pensione beneficiando del sistema misto con retributivo più esteso. E comunque anche per loro aumenta la quota contributiva, che si applica agli anni lavorati dal 2012 in poi. Ecco quindi l’incidenza crescente dei coefficienti di trasformazione che si applicano sul montante contributivo per determinare la relativa quota di pensione.

Terzo e ultimo punto, l’inflazione. Una volta raggiunta la pensione, l’ammontare della stessa cambierà nel corso del tempo per effetto dell’adeguamento (o non adeguamento) all’inflazione. La rivalutazione è pari alla variazione del costo della vita per gli assegni di importo più contenuto (attualmente circa 2mila euro lordi al mese), mentre è parziale per quelli più ricchi, riducendosi man mano che il valore del trattamento aumenta. Con la conseguenza che il potere d’acquisto dei pensionati più benestanti si riduce nel corso degli anni.

Infine va ricordato che chi incassa trattamenti particolarmente elevati quest’anno, come nel recente passato, deve fare i conti con una decurtazione specifica chiamata “contributo di solidarietà“. Per andare nello specifico, la decurtazione si applica per fasce. L’importo dell’assegno viene tagliato del 15% per la parte oltre 100.200 e fino a 130.260 euro; del 25% oltre 130.260 e fino a 200.400 euro; del 30% oltre 200.400 e fino a 350.700 euro; del 35% oltre 350.700 e fino a 501.000 euro; del 40% oltre 501.000 euro.

4 commenti su “Calcolo della Pensione Inps: sistema misto o contributivo, i punti chiave

  1. Ho 62 anni sono disoccupata ed ho maturato circa 27 anni di contributi e non aumenteranno in quanto è impossibile trovare un lavoro. Desidererei che nelle vostre rubriche venisse parlato anche dei disoccupati ultrasessantenni senza indennità in quanto anche se abbiamo pochi contributi riteniamo giusto utilizzarli a partire anche dai 62/63 anni .

  2. Prima di optare per un metodo pensionistico, fatevi fare i conteggi dal Caf al quale vi rivolgete : Pensavo di andare in pensione con Quota 100, e non prendevo in considerazione Opzione Donna in quanto calcolato sul solo contributivo. Proprio al Caf l’impiegato mi ha suggerito OD, essendo i miei contributi piuttosto “pesanti”, prenderò sul lordo 120 euro più di quota 100, e andrò in pensione un mese prima. Se avessi saputo, sarei potuta andare sin dal primo aprile

    1. Cara Signora, spero per Lei di essere smentito ma quanto da Lei asserito appare piuttosto strano. Il sistema misto,al quale Lei avrebbe fatto riferimento andando in pensione con quota 100, avrebbe in ogni caso compreso i contributi “pesanti” come da Lei definiti versati a partire dal 1996 o dal 2011 a seconda dei casi e inoltre per la parte retributiva le avrebbe garantito un calcolo basato sugli stipendi degli ultimi 5/10 anni. Opzione donna con il calcolo interamente contributivo può essere conveniente solo avendo percepito negli ultimi anni di carriera uno stipendio a scalare rispetto agli anni precedenti (part time, demansionamento, ecc). Spero per Lei che il Caf al quale Lei si é rivolta Le abbia dato i giusti suggerimenti, non sarebbe la prima volta che in questi centri si incontrino persone poco competenti.

  3. come sempre i nostri calcoli sulla pensione risalgono a decisioni politiche di quasi 30 anni fa; c’erano i fortunati con 18 anni di contributi al 1995 e gli sfigati che non gli avevano (io sono uno di questi); qualcuno fu salvato, qualcuno fu buttato a mare; d’altra parte si doveva fare un favore alle assicurazioni; e adesso? avremo una pensione di merda dopo aver faticato una vita; sempre che ci arriviamo alla pensione come disse una persona: vogliono portarti allo sfinimento

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