Cassa Integrazion e Covid, l’INPS attacca: ‘Non c’è più arretrato’

Continuano le polemiche sulla cassa integrazione e sulla CIG in deroga e questa volta a parlare è la Vice Presidente dell’INPS MariaLuisa Gnecchi che spiega le cause dei ritardi e scagiona l’istituto. Vediamo anche l’intervento di Cesare Damiano che ha chiesto il rifinanziamento della Cassa Integrazione fino a Gennaio.

Cassa Integrazione INPS e pagamenti, parla Gnecchi sui ritardi

“Stiamo liquidando la cassa integrazione correntemente, mano a mano che arrivano gli Sr41, non c’è arretrato”. Queste le parole rilasciate ad Adnkronos/Labitalia, da MariaLuisa Gnecchi, vice presidente dell’Inps. Secondo Gnecchi “I ritardi nell’erogazione della cassa integrazione non possono essere imputati a priori all’Inps. Per verificare di chi sono i ritardi si deve vedere quando è stata inviata la domanda di cassa integrazione da parte dell’azienda, quando l’Inps ha risposto con l’autorizzazione e quando poi l’azienda o il consulente hanno risposto con l’Sr41. Ho controllato personalmente alcuni casi e nonostante l’autorizzazione dell’Inps entro cinque giorni dall’invio della domanda il modelli Sr41 è arrivato dopo 15 giorni“, attacca Gnecchi.

E la vice presidente dell’Istituto si difende, spiega i motivi dei ritardi e non accetta che “Da parte di imprese e consulenti si parli di complessità nel reperire i dati da inserire nell’Sr41. I dati sono quelli che l’impresa già deve conoscere: le ore di cassa integrazione, il codice fiscale del lavoratore e il suo Iban. Non è mica il lavoratore che ha deciso di mettersi in cassa integrazione. L’unica cosa che non conoscono e che va inserito è il codice autorizzativo che invia l’Inps. In conclusione ai lavoratori che si lamentano per la cassa integrazione che non arriva consiglio di verificare quando è stata inviata la domanda dell’azienda e quando ha risposto l’Inps. I ritardi vanno verificati”, conclude.

Cassa Integrazione e Covid, ultime notizie: Damiano chiede la proroga

Cesare Damiano dalla sua pagina facebook ufficiale torna a parlare di Cassa Integrazione e spiega: “Il premier Conte ha giustamente deciso di consentire l’utilizzo consecutivo delle 18 settimane di Cassa Integrazione, superando una discontinuità contenuta nella precedente normativa che consentiva l’utilizzo delle ultime 4 settimane soltanto a partire da settembre“. L’ex ministro del Lavoro e attuale dirigente del Pd prosegue: “Un meccanismo che avrebbe creato dei ‘buchi’ di tutela e messo in difficoltà imprese e lavoratori. Tutti, ormai, concordano sulla necessità di prolungare l’utilizzo della #Cig e il contemporaneo blocco dei licenziamenti fino al 31 dicembre di quest’anno.

È anche indispensabile che queste due misure viaggino in parallelo. Bisogna però sapere che le aziende che hanno iniziato a utilizzare la Cassa Integrazione dal 2 marzo, esauriranno le 18 settimane il 3 di luglio. Da quel momento in poi per arrivare a fine anno mancano circa 6 mesi che andranno rifinanziati. Tutto dipenderà dal ‘tiraggio’ delle ore: se dovesse permanere una situazione di eccezionale utilizzo della Cig, come è avvenuto ad aprile, saranno necessarie ingenti risorse. La rilevazione di maggio, effettuata dall’Inps, sarà indicativa”, conclude.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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