Cassa Integrazione e Covid: ultima proposta da Confindustria: estenderla a 2 anni

Le ultime novità di oggi sulla Cassa Integrazione e sulla cassa integrazione in deroga arrivano dal vice presidente di Confindustria, che lancia una nuova proposta per estendere la misura per 2 anni. Anche l’ex Ministro del lavoro Treu in un’intervista si dice fondamentalmente d’accordo con questa proposta. Intanto Damiano chiede più tutele, dichiarandosi soddisfatto di quanto fatto dal Governo, ma ribadendo che non basta.

Cassa Integrazione a 2 anni per COVID: Treu favorevole alla proposta di Confindustria

Creare una Cassa integrazione Covid che entri in vigore dopo la fine del blocco dei licenziamenti e duri per due anni. in sintesi è questa la proposta del vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, che ne ha parlato in un intervista al Sole 24 ore, dichiarando che “Due anni un periodo di tempo realistico per consentire alle imprese di recuperare la crisi e riassorbire i lavoratori. Dopo questi 24 mesi, per chi non sarà riassunto si aprirà il percorso degli ammortizzatori sociali, che nel frattempo, però, dovrà essere riformato”.

Anche Tiziano Treu, presidente del CNEL ha parlato della Cassa Integrazione, dicendo che: ” Penso che l’intera materia degli ammortizzatori sociali abbia bisogno di una revisione. Abbiamo una strumentazione che riesce nella difficile impresa di sommare sprechi e ingiustizie ed è abbastanza evidente che non possiamo permetterci né di buttar soldi né di alimentare ulteriori disuguaglianze“. Poi sulle parole di Stirpe dice: ” Sono d’accordo con lo spirito della proposta. La strada giusta è unificare tutto e far nascere una sola Cassa semplificata che duri fino al termine dell’emergenza, differenziando la scadenza a seconda dei settori. Riassorbiremmo una pletora di procedure che generano ritardi e iniquità. Naturalmente una scelta di questo tipo deve essere accompagnata da un rafforzamento dei controlli”.

Infine conclude: “Penso che vada garantita ai lavoratori precari e stagionali una Cassa minima finanziata dalla fiscalità generale laddove i contributi versati non fossero sufficienti. E’ una misura che va nella stessa direzione dei progetti che parlano di pensione di garanzia. Esiste già in molti Paesi e va costruita in maniera da non scoraggiare il pagamento dei contributi“.

Cassa integrazione e Covid ultime novità: parla Cesare Damiano

Poche ore fa sulla sua pagina facebook ufficiale, Cesare Damiano del PD ha scritto: “Aver scelto di raddoppiare il numero di settimane di Cassa Integrazione portandole da 9 a 18, come ha fatto il #Governo, è sicuramente positivo, ma non basta. Con il Decreto Rilancio – continua – si sono aggiunte, alle 9 precedenti, altre 5 settimane di #Cig, più 4 a partire da settembre. La scelta di non avere 9 settimane consecutive, più che una scelta tattica, pare corrispondere ad mancanza di coperture finanziarie. In questo modo, per le imprese che hanno cominciato la Cassa Integrazione lunedì 2 marzo, 9+5 settimane scadono al 6 giugno, mentre la sospensione dei licenziamenti il 17 agosto. C’è dunque un vuoto che va colmato. Inoltre, le 4 settimane di Cig che decorrono da settembre si esauriscono il 28 settembre.

E poi? È evidente che la tutela garantita attualmente non è sufficiente: mancano 6 mesi. Bisogna colmare il vuoto da giugno a settembre e da ottobre a dicembre e prolungare la scadenza del divieto di licenziare. Solo in questo modo si impedisce che aumenti la disoccupazione. Del resto, i recenti dati dell’#ISTAT non sono confortani”, conclude.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

3 pensieri riguardo “Cassa Integrazione e Covid: ultima proposta da Confindustria: estenderla a 2 anni

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    4 Giugno 2020 in 22:18
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    Il vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe dichiara: “Due anni un periodo di tempo realistico per consentire alle imprese di recuperare la crisi e riassorbire i lavoratori. Dopo questi 24 mesi, per chi non sarà riassunto si aprirà il percorso degli ammortizzatori sociali, che nel frattempo, però, dovrà essere riformato”.
    I lavoratori che verranno messi in cassa integrazione non verranno mai più riassorbiti. I costi ricadranno sulla collettività in onore alla regola di Confidustria “profitti privati, debiti pubblici” (una regola in vigore sin dai tempi della Fiat di Gianni Agnelli e mai infranta).
    Lo Stato ha sempre acconsentito alle proposte di Confidustria, nel timore che gli industriali potessero delocalizzare i loro impianti produttivi e portarli fuori dall’Italia. Probabilmente acconsentirà anche a questa richiesta di Maurizio Stirpe sicuro di poter contare sui soldi del Sure (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), la cassa integrazione europea.
    Cesare Damiano dice che bisogna fare in modo che la disoccupazione non aumenti. Ma sappiamo tutti che la disoccupazione è diminuita! La statistica infatti dice che a dicembre 2019 il tasso di disoccupazione era al 10% mentre in aprile 2020 è al 6,3%. Ma non è proprio così. Il tasso di disoccupazione è diminuito perché sono aumentati gli inattivi (cioè coloro che non sono più alla ricerca di un lavoro) e quindi, anche se la disoccupazione è diminuita vuol dire che invece è aumentata. Insomma la statistica è come la scala di Pippo, dipende da come la si guarda: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita” (Alberto Bagnai – nota: Bagnai ha un buon pensiero, ma non ho ben capito se è un economista che fa il politico o è un politico che fa l’economista).
    Insomma! Bisogna mandare in cassa integrazione i lavoratori che (forse) verranno riassorbiti entro 24 mesi ma solo dopo essere stati “riformati” (cioè formati nuovamente, cosa che non avverrà mai e quindi non saranno mai riassorbiti); si ricorrerà alla cassa integrazione europea che non sarà a fondo perduto ma sarà un prestito e che quindi dovrà essere restituito e pagato dai cittadini (in ottemperanza alla regola di Confindustria “profitti privati, debiti pubblici”); la disoccupazione è diminuita dal 10% al 6,3% però, in verità, è aumentata all’11% (pari a tre milioni di disoccupati – qui veramente mi gira la testa).
    Se qualcuno mi stesse leggendo (spero che nessuno mi legga) direbbe: “questo è uno che ha bevuto: dice tutto e il contrario di tutto. In pratica, è uno che non dice proprio niente”.

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    4 Giugno 2020 in 16:13
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    Buongiorno, la mia azienda chiude come funziona?sarò licenziato? Quando e come sarò messo, continuerò con la cassa integratore cig?.grazie

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