Cassa Integrazione INPS e Naspi 2021: la riforma di Orlando cosa porterà?

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Le ultime notizie di oggi 16 aprile 2021 sulla cassa integrazione inps e più in generale sulla attesa riforma degli ammortizzatori sociali non sono positive. Il Ministro del lavoro Orlando ha infatti motivato in un’intervista il crescente ritardo della riforma qualificata come assolutamente necessaria da quando è intervenuta la pandemia ad aggravare il disastro del mercato del lavoro dicendo che “E’ Complicato”. Ma cosa succederà nei prossimi mesi e magari con la prossima legge di bilancio a Naspi, Cassa Integrazione e altri sussidi INPS?

Cassa Integrazione INPS, ultime novità oggi 16 aprile 2021: cosa succederà?

Servirà lavorare nei prossimi mesi sull’estensione a tutti di cassa integrazione e sussidio di disoccupazione e le cosiddette politiche attive: ricollocamento e formazione. Ma l’inciampo è ormai evidente: una riforma efficace non potrà che costare svariati miliardi e il governo non ha ancora deciso che fare. Se Orlando aveva esordito dandosi quindici giorni di tempo per la riforma, adesso si parla di ottobre. Tanto che il leader della Cgil Maurizio Landini ha già fatto sapere che se slitta la riforma i sindacati pretendono che si prolunghi nella stessa misura anche il blocco dei licenziamenti, adesso in scadenza a fine giugno.

Draghi ha messo la riforma del sistema di protezione sociale al centro del suo discorso di insediamento al Senato, ma Orlando, a due mesi di distanza, mette le mani avanti: la riforma sarà fatta ma “a moduli”, cioè gradualmente, e con calma. L’obiettivo è inserire in autunno nella legge di Bilancio il fabbisogno finanziario per i prossimi anni. Ma quanto costa estendere cassa integrazione e disoccupazione a chi non ce l’ha? L’unico riferimento esistente, il documento dei cinque consulenti incaricati dall’ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, indica una cifra tra i 10 e i 20 miliardi all’anno. Orlando ora dice che quel documento è “condivisibile ma molto ambizioso“, dove ambizioso significa costoso.

Cassa Integrazione e Naspi: la Riforma dei sussidi costa troppo?

Il provvedimento più “ambizioso” è l’irrobustimento del sussidio di disoccupazione, la Naspi, che costerebbe da solo 10 miliardi di euro l’anno. Ed è l’unica misura che interessa a Confindustria, visto che è a carico dello stato, mentre estendere la cassa integrazione alle piccole e micro imprese comporterebbe un aumento dei contributi. “Qui tutti vogliono la riforma ma nessuno vuole cambiare a casa sua”, ha sibilato lo stesso Orlando alla fine dell’ultimo incontro.

Ma la scelta è tutta sua: aumentare i contributi aumenterebbe il costo del lavoro e il cuneo fiscale, caricare il conto sullo stato farebbe aumentare il debito pubblico. Dario Guarascio, economista dell’università La Sapienza di Roma ed ex consulente di Nunzia Catalfo, non ha dubbi: “Prima di dire che una riforma come questa, che serve anche a sostenere l’attuazione del Recovery plan, è troppo onerosa, bisognerebbe prima guardare cosa sta facendo negli Stati Uniti Joe Biden che ha messo sul piatto 2mila miliardi. Estendere le tutele significa ridurre l’incertezza del sistema economico, scongiurare il crollo della domanda aggregata, garantire la flessibilità necessaria alle imprese che devono ristrutturarsi, preservando il lavoro e le competenze accumulate senza scatenare altre emergenze sociali”.

Infine un’altra insidia per una impalcatura organica della riforma dei sussidi viene dal ministro della Cultura Dario Franceschini, del Pd come Orlando. Ha affidato al suo staff uno studio su nuove possibili forme di sussidi ai lavoratori intermittenti dello spettacolo che verrebbero coperti dall’allargamento della Naspi, e ovviamente aumentarne ancora i costi. Non resta che aspettare i prossimi giorni per avere altre notizie, intanto potete farci sapere il vostro parere scrivendolo nei commenti qui di seguito! Vi aspettiamo!

2 commenti su “Cassa Integrazione INPS e Naspi 2021: la riforma di Orlando cosa porterà?

  1. Questa è una riforma importantissima, nei prossimi mesi ci sarà un’ondata di licenziamenti e bisognerà essere pronti. Di pari passo deve essere anche fatta la riforma delle pensioni, perché molte persone che perderanno il lavoro saranno lavoratori anziani, per cui la naspi per gli over 55 non potrà essere inferiore ai 3 anni!

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