Cassa integrazione INPS maggio e in deroga: anticipo Banca, cosa non ha funzionato?

A seguito dell’intervento della Vice Presidente Inps Maria Luisa Gnecchi che ricordava della possibilità di chiedere l’anticipo della Cig in banca per un valore di 1.400 euro corrispondenti a 9 settimane, moltissimi sono stati i lavoratori che ci hanno rilasciato una loro testimonianza per spiegarci di averci provato o di essersi almeno informati, dicendoci cosa non ha funzionato. Pubblichiamo alcune delle interessati testimonianze rilasciateci e di seguito cosa prevede l’accordo Abi.

Anticipo in banca cassa integrazione INPS: le testimonianze di chi lo ha richiesto

Alessandra: “Ho ricevuto i 1.400 euro dalla banca. Poi la cassa integrazione Inps di 1.112 euro. Ora ho un debito con la banca e non si sa come io possa fare per estinguerlo. Mi è stato detto di attendere la prossima cassa integrazione di maggio. Chissà quando arriverà. L’On. Gnecchi forse non sa che le banche dei miei colleghi gli ha rifiutato i 1.400 euro perché secondo loro non ne avevano bisogno? Non ci sono parole”.

Lia: “Buongiorno sono Lia. Io non ho ricevuto un euro dal 21 marzo. Ho chiesto l anticipo in banca e ricevuto la dovro restituirlo in tre mesi cioè entro metà agosto. I 1400 euro sono ovviente finiti, la posta che ha erogato non sa nulla per quanto riguarda la restituzione ne tanto meno il calle center INPS, quindi al momento ho un debito! La sede INPS Aurelia vicino casa ieri non era aperta ancora al pubblico…direi che il viceministro nel mio caso non ha detto cose veritiere. La cosa grave è non solo che non so come andare avanti, da chi ottenere informazioni ma anche che eventuali soldi che dovessero entrare a breve andrebbero al mio istituto di credito pertanto resterei a 0!!grazie”.

Cassa integrazione, anticipo in banca: difficile da richiedere

Alessandra: “Non è così semplice richiedere l’anticipo in banca io personalmente ho una carta con iban e non mi anticipano niente oltretutto per richiederla su un conto corrente le banche chiedono che fosse già aperto al 31 marzo e con l’accredito dello stipendio quindi non ho potuto fare questa richiesta. Io in 3 mesi di cassa integrazione madre sola con un figlio minore ho ricevuto 500 euro e l Inps non sa niente, non sa dare risposte, l’azienda per la quale lavoro non può anticipare e oltretutto non so nemmeno se è quando rientrerò a lavoro.
Ci hanno lasciato in ginocchio, questa è la vera situazione. Ho fatto richiesta per il reddito di emergenza da un mese ma niente ancora nessuna risposta e ugualmente l’Inps non sa rispondere. Questa è L’ Italia.

Giuliana: “Confermo quanto segnalato! Bravo! anche io, tra quelli che non ha percepito un centesimo da marzo, e alla quale non è stato rinnovato il contratto di lavoro al 30 giugno, Ho visto le condizioni alla quale le poste mi avrebbero anticipato quel denaro, ho soprasseduto… A meno che il governo non avesse messo quelle condizioni creditizie. Proprio per avere l’autorizzazione di scavare nei meriti creditizi….Anche questo lo ritengo uno schifo, una violazione della privacy, un modo per togliere soldi alle tasche dei cittadini, come i mancati rimborsi dei viaggi tramite voucher”.

Francesco: “Deve comunicare alla signora Gnecchi che l’anticipo della cassa con convenzione ABI/Poste è trattato dagli istituti di credito come un finanziamento, quindi, non solo vengono applicati dei costi, ma la richiesta passa attraverso il merito creditizio; non tutti in una situazione di crisi possono accedervi. Nell’accordo lo Stato avrebbe dovuto fare da garante“.

Cassa integrazione e accordo Abi: burocrazia farraginosa?

Giorgio: “Buongiorno, a tutt’ oggi in attesa della cassa da marzo in avanti , la banca x erogare richiede il modulo sr41 che l’azienda non puo’ fornire xké non autorizzato da Inps…. mi sembra una grande presa in giro”

Miki: “Buongiorno, Sono una barista e sono in cig dall’11 di marzo. Ora piano piano abbiamo ripreso a lavorare,ma ovviamente un terzo delle ore,le restanti dovrebbero essere pagate sempre tramite cig fino ad ottobre.
Dall’INPS finora ho ricevuto poco più di 600euro…per tre mesi e mezzo a casa,con affitto,bollette e rate da pagare…al call center dell’INPS non risponde quasi mai nessuno e quando lo fanno non sanno darti spiegazioni.. Sa perché non ho richiesto anticipi alla mia banca? Forse sarebbe da leggere meglio questo accordo..
Primo : Si può fare richiesta solo dal conto sul quale si è richiesta la Cig, quindi, supponendo che l’azienda faccia richiesta tramite il conto “solito” del dipendente, se lo stesso non fosse di una banca aderente, non si può procedere con la richiesta , a meno che non si abbia voglia di tirarla per le lunghe facendo cambiare l’IBAN all’Inps.
Secondo : Supponiamo che il conto vada bene, ora bisogna chiedere al proprio datore di lavoro di firmare 3/4 fogli… Per quale motivo? Bhe… Una volta accreditati i famosi 1400€, l’Inps ha 7 mesi di tempo per accreditare su quello stesso conto la cifra.. Se questo non succede, la banca si riserva il diritto di chiederli al dipendente e ,se questi è impossibilitato a pagare, all’azienda! I fogli firmati in precedenza infatti costituiscono un contrattino molto simile a quello che i garanti firmano per i prestiti,infatti l’azienda farà da garante per i propri dipendenti (per questo molte aziende non firmano le pratiche di anticipo bancario)
Terzo : Nessuno di noi sa quanto andrà a prendere di Cig (anche perché stando alle promesse si era parlato dell’80% dello stipendio,poi ci hanno messo il loro con le tasse e i limiti e via dicendo, ma va bhe… ), su quali basi dovrei richiedere 1400€ di anticipo che dovrò restituire di tasca mia se poi magari di cig vado a prendere ,facendo un esempio, 800€? No perché vi assicuro che non saprei dove tirarli fuori 600€,non ho il cilindro magico, e soprattutto non venitemi a dire che restituisco quello che non ho speso perché 1400€ per 4/5 mesi sono niente,per quel che mi riguarda non copro neanche l’affitto.. Detto tutto questo, mi spiace di essermi dilungata ma volevo cercare di essere più dettagliata possibile per permettere a tutti di comprendere. Perciò vi chiedo… Secondo voi tutto questo è normale? Sapete quale è il più grosso problema italiano? Non sono i soldi che mancano alle istituzioni,i politici che guadagnano troppo o le aziende che sfruttano certe situazioni per snellire l’organico e riempire il portafoglio, no… Il problema più grosso è la nostra burocrazia, troppo articolata e complessa per poter essere compresa da tutti, persino da chi ci lavora… Basterebbe avere procedure più snelle senza troppe “clausole”.

Giuliana: “Anch’io tra quelli che non ha percepito un centesimo da marzo, E alla quale non è stato rinnovato il contratto di lavoro al 30 giugno, Ho visto le condizioni alla quale le poste mi avrebbero anticipato quel denaro, ho soprassedutoA meno che il governo non avesse messo quelle condizioni creditizie. Proprio per avere l’autorizzazione di scavare nei meriti creditizi….Anche questo lo ritengo una violazione della privacy, un modo per togliere soldi alle tasche dei cittadini, come i mancati rimborsi dei viaggi tramite voucher”.

Cosa dice l’accordo con l’Abi? verifichiamo insieme

Specifiche previsioni per anticipazione sociale dei trattamenti di integrazione salariale ordinario e in deroga ex Covid-19 (articoli da 19 a 22 D.L. 17 marzo 2020, n. 18)

  1. BANCHE ADERENTI
    La presente Convenzione è aperta alla immediata applicazione da parte di tutte le Banche che intendono sostenere attivamente l’iniziativa.
  2. OGGETTO DELLA CONVENZIONE
    La presente Convenzione ha per oggetto la definizione di una procedura per l’anticipazione – da parte delle Banche che applicano la Convenzione – dei trattamenti di integrazione salariale ordinario e in deroga per l’emergenza Covid-19, a favore dei/lle lavoratori/trici di cui al punto 4 che segue, senza che ovviamente ne possano scaturire penalizzazioni nei rapporti creditizi per i datori di lavoro che sospendono l’attività.
  3. MISURA DELL’ANTICIPAZIONE
    L’anticipazione dell’indennità spettante avverrà tramite l’apertura di credito in un conto corrente apposito, se richiesto dalla Banca, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro, parametrati a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale. Tale anticipazione potrà essere oggetto di reiterazione in caso di intervento legislativo di proroga del periodo massimo del trattamento di integrazione salariale ordinario e in deroga di cui agli artt. da 19 a 22 del D.L. 18/2020. L’apertura di credito cesserà con il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale– che avrà effetto solutorio del debito maturato – e, comunque, non potrà avere durata superiore a sette mesi.
  4. DESTINATARI
    L’anticipazione spetta ai/alle lavoratori/trici (anche soci lavoratori, lavoratori agricoli e della pesca) destinatari di tutti i trattamenti di integrazione al reddito di cui agli articoli da 19 a 22 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 e dei successivi interventi normativi tempo per tempo vigenti, dipendenti di datori di lavoro che, anche in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione del trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19, abbiano sospeso dal lavoro gli stessi a zero ore ed abbiano fatto domanda di pagamento diretto da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga, ai sensi degli artt. da 19 a 22 D.L. 18/2020 e delle relative disposizioni di cui agli accordi regionali.
    Le parti concordano l’estensione dell’anticipazione all’assegno ordinario erogato dal FIS ai sensi dell’art. 19 D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 di cui sia richiesto il pagamento diretto e si impegnano a individuare da subito le modalità operative per l’estensione dell’anticipazione di cui alla presente Convenzione all’assegno ordinario per COVID-19 di cui all’art. 19, D.L. n.18 del 17 marzo 2020erogati dagli altri fondi di solidarietà, in relazione alle relative specifiche discipline e ove ne sia richiesto il pagamento diretto.
    Le Parti si impegnano a predisporre la modulistica necessaria ad estendere l’anticipazione anche alle ipotesi di riduzione non a zero ore, con particolare riferimento alle comunicazioni che dovranno pervenire alla banca da parte del datore di lavoro e lavoratore.
  5. MODALITÀ OPERATIVE
    Al fine di fruire dell’anticipazione oggetto della presente Convenzione, i/le lavoratori/trici di cui al punto 4 dovranno presentare la domanda ad una delle Banche che ne danno applicazione, corredata dalla relativa documentazione secondo quanto riportato in allegato, nonché secondo le procedure in uso presso la Banca interessata.
    Le Banche favoriranno il ricorso a modalità operative telematiche, al fine di limitare quanto più possibile l’accesso fisico presso le filiali, nel rispetto della necessità – in questa fase di emergenza sanitaria – di garantire il maggior contrasto alla diffusione del coronavirus attraverso le misure di “distanziamento sociale” a tutela della clientela e delle persone che lavorano in banca per erogare i servizi previsti dalla normativa di emergenza tempo per tempo vigente. In riferimento all’apertura dell’apposito conto corrente e alla correlata apertura di credito, le Banche che applicano la Convenzione adotteranno condizioni di massimo favore al fine di evitare costi, in coerenza alla finalità ed alla valenza sociale dell’iniziativa.
    È fatta salva la facoltà delle Banche che applicano la Convenzione di procedere all’apertura di credito previa istruttoria di merito creditizio da effettuarsi nel più breve tempo possibile e in ogni caso in piena autonomia e discrezionalità, nel rispetto delle proprie procedure e delle vigenti disposizioni di legge e regolamento in materia di assunzione del rischio. In ogni caso, la banca è tenuta a fornire tempestivamente risposta al richiedente. Le Parti riconoscono l’importante ruolo delle Regioni e delle Province Autonome nel contribuire all’accesso all’anticipazione e ne auspicano il pieno coinvolgimento con opportune forme di intervento, ad esempio attraverso “fondi di garanzia” dei debiti relativi alle anticipazioni medesime.
    Ai fini di una maggiore efficacia della presente Convenzione, le Parti sottolineano l’importanza fondamentale che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nonché l’INPS per le ipotesi di CIGO da Covid-19 assicurino il costante e tempestivo monitoraggio delle istanze pervenute dai datori di lavoro, verificandone puntualmente la consistenza rispetto alle risorse finanziarie a disposizione e dandone tempestiva informazione alle Banche anche attraverso ABI e/o le competenti Commissioni regionali ABI.
  6. TERMINE DELL’ANTICIPAZIONE
    Ai sensi del punto 3 che precede, l’apertura di credito in conto corrente cessa con il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale ordinario o in deroga ovvero in caso di esito negativo della domanda, anche per indisponibilità delle risorse.Il/la lavoratore/trice e/o il datore di lavoro informeranno tempestivamente la Banca interessata circa l’esito della domanda di trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19.
    In caso di mancato accoglimento della richiesta di integrazione salariale, ovvero allo scadere del termine dei sette mesi di cui al punto 3 qualora non sia intervenuto il pagamento da parte dell’INPS, la Banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al/la lavoratore/trice che provvederà ad estinguerlo entro trenta giorni dalla richiesta.
    Nei casi della anticipazione del trattamento di integrazione salariale da parte della Banca, quest’ultima, in caso di inadempimento del lavoratore, salvo quanto previsto da parte delle Regioni e Province Autonome ove costituiti “fondi di garanzia” ai sensi del punto 5 – comunicherà al datore di lavoro il saldo a debito del conto corrente dedicato.
    In tal caso, a fronte dell’inadempimento del lavoratore, il datore di lavoro verserà su tale conto corrente gli emolumenti e tutte le componenti retributive spettanti al lavoratore, fino alla concorrenza del debito. Il lavoratore darà preventiva autorizzazione al proprio datore di lavoro attraverso la modulistica allegata alla presente Convenzione e in via prioritaria rispetto a qualsiasi altro vincolo eventualmente già presente evitando che sia il datore di lavoro a dover regolare i criteri di prevalenza tra i diversi impegni presenti, nei limiti delle disposizioni di legge.
    Sussiste la responsabilità in solido del datore di lavoro a fronte di omesse o errate sue comunicazioni alla banca ai sensi della presente convenzione ovvero a fronte del mancato accoglimento – totale o parziale – della richiesta di integrazione salariale per sua responsabilità: in tal caso, la Banca richiederà l’importo al datore di lavoro responsabile in solido, che provvederà entro trenta giorni.
  7. CLAUSOLA FINALE
    Le Parti firmatarie ritengono opportuno favorire la anticipazione delle indennità di cassa integrazione guadagni ordinaria COVID 19 da parte delle imprese che non chiederanno il pagamento diretto da parte dell’INPS.
    In tale prospettiva si ritiene necessaria l’individuazione di un’adeguata forma di garanzia che consenta alle predette imprese la possibilità di acquisire, attraverso le banche, la necessaria liquidità da destinare alla corresponsione delle indennità di cassa integrazione guadagni ordinaria COVID 19 ai propri dipendenti, ancorché non ancora autorizzate dall’INPS. Le Parti firmatarie ritengono che le adeguate forme di garanzia dovrebbero essere previste in occasione di un prossimo provvedimento legislativo, tenuto conto che la sospensione delle attività è connessa con la diffusione del COVID-19 e dei conseguenti provvedimenti interdittivi disposti dalle competenti Autorità. Inoltre, è intenzione del Decreto legge 18/2020 garantire i trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria a tutti i lavoratori dipendenti da imprese beneficiarie degli stessi. Le Parti firmatarie si impegnano a promuovere nei confronti del Governo l’adozione dei predetti provvedimenti e laddove, ciò dovesse avvenire le Parti firmatarie del presente accordo si incontreranno per valutare gli opportuni aspetti applicativi.

Resta ferma la possibilità per la banca di offrire modalità e soluzioni operative con effetti equivalenti rispetto a quelle previste dalla presente Convenzione. Confiamo vi tornino utili queste informazioni aggiuntive affinché possiate oggettivamente farvi un’idea post testimonianze e confrontare quanto previsto dalla convenzione con l’Abi, affinché in caso di anomalia con le richieste espresse dalle banche possiate fare appello al testo qui riportato.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!
Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

2 pensieri riguardo “Cassa integrazione INPS maggio e in deroga: anticipo Banca, cosa non ha funzionato?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *