Cassa integrazione lavoratori autonomi (ISCRO): chi può ricevere gli 800 euro

Cassa IntegrazioneINPS

La commissione bilancio alla camera ha dato il via libera per una nuova forma di ammortizzatore sociale che si chiamerà ISCRO: Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. Questa nuova cassa integrazione sarà valida per tutti i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS. Vediamo cosa prevede, i requisiti necessari per poter fare richiesta dei 250-800 euro e le ultime parole del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha dichiarato di voler allargare questa misura anche agli autonomi iscritti ad un albo e professionisti.

Cassa integrazione autonomi e bonus da 250 a 800 euro: Le parole di Nunzia Catalfo

Tramite un post su facebook, Catalfo ha spiegato che: “Mai come adesso è essenziale garantire una protezione a tutte le categorie del nostro tessuto economico. Già durante la fase più acuta della pandemia abbiamo tutelato anche lavoratori autonomi e professionisti prevedendo per loro specifiche indennità. Ora dobbiamo fare un nuovo passo avanti in questa direzione, garantendogli strumenti di sostegno al reddito che li aiutino a superare questo delicato momento. Anche per tale motivo, ieri al Ministero ho insediato il Tavolo sul lavoro autonomo.

Il mio obiettivo è quello di creare misure nuove ed efficaci per questi lavoratori che, finora, sono rimasti esclusi dagli ordinari ammortizzatori sociali. Per fare ciò, è essenziale partire dal dialogo con le loro associazioni di rappresentanza. Un primo tassello lo stiamo già mettendo in legge di Bilancio. Al suo interno, così come già indicato dal documento redatto dalla commissione di esperti da me nominata per realizzare la riforma degli ammortizzatori sociali, è infatti prevista l’introduzione – in via sperimentale per il triennio 2021/2023 – di un ammortizzatore sociale erogato dall’INPS dedicato alle partite IVA. Il suo importo varia da un minimo di 250 a un massimo di 800 euro mensili per chi ha registrato importanti cali di fatturato rispetto alla media del triennio precedente. Il prossimo passo è quello di allargare questa misura a tutti i lavoratori autonomi e professionisti, ordinisti e non”.

Infine conclude parlando di un’altra novità che verrà introdotta: “Sempre nella legge di Bilancio vi è poi la creazione, presso il mio Dicastero, di un fondo – con una dotazione di 1 miliardo di euro – dedicato all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali nel 2021 per i professionisti e i lavoratori autonomi che hanno più risentito degli effetti economici della pandemia. Garantire a tutti i lavoratori gli stessi diritti e le stesse tutele è il mio e il nostro obiettivo prioritario“.

Cassa integrazione lavoratori autonomi: requisiti e come funziona

La misura stando ai dettagli riportati prevede la possibilità di avere un indennizzo tra 250 e 800 euro al mese per 6 mesi per chi abbia subito perdite del 50% nei tre anni precedenti e che abbia dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro. Per fare richiesta la partita iva dovrà esser aperta da almeno 4 anni. Sarà gestita direttamente dall’INPS. Riepilogando i requisiti per la cassa integrazione per autonomi:

  • non sono titolari di trattamento pensionistico diretto e non sono assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non sono beneficiari di Reddito di cittadinanza;
  • hanno prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedenti l’anno anteriore la presentazione della domanda;
  • hanno dichiarato nell’anno precedente alla presentazione della domanda un reddito non sia superiore a 8.145 euro;
  • sono in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • sono titolari di partita Iva attiva da almeno quattro anni alla data di presentazione della domanda.

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