Decreto aiuti bis, superbonus 110% e crediti fiscali incagliati: appello al Governo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo accorato appello al Governo scritto in questa lettera redatta in data 29 agosto da un gruppo di privati cittadini, imprese edili e professionisti che stanno subendo da oltre 8 mesi il dramma dei crediti fiscali incagliati, stiamo parlando di imprese edili che hanno i cassetti fiscali pieni ed i conti correnti vuoti, come si legge nella missiva che ci hanno sottoposto affinché possa avere massima diffusione. Di seguito la richiesta di aiuto per una crisi che perdura da troppo tempo e che potrebbe essere arginata in Parlamento il 6 settembre, data in cui i partiti saranno chiamati a votare il Decreto aiuti bis in sede di conversione in Legge del “Decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”. Di seguito le specifiche:

Decreto aiuti Bis: l’appello al Governo sul Superbonus 110% affinché vengano sbloccati i vecchi crediti

In qualità di cittadini privati, imprese edili e professionisti, segnaliamo urgentemente una gravissima, drammatica e insostenibile situazione della quale sono vittime centinaia di famiglie italiane.

Da oltre 8 mesi il mercato della Cessione del Credito Fiscale generato dai Bonus Edilizi è completamente bloccato e miliardi di euro sono incagliati!

Le imprese hanno i cassetti fiscali pieni e i conti correnti vuoti; le famiglie sono sfollate, hanno le case sventrate con i cantieri bloccati e non hanno alcuna possibilità di poter pagare i lavori da ultimare!

Le imprese e i cittadini stanno attraversando una profonda crisi che può essere arginata solo in Parlamento il 6 settembre!

In questa data tutti i partiti saranno chiamati a votare il Decreto aiuti bis in sede di conversione in Legge del “Decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”.

Pertanto chiediamo che in questa sede sia votato da tutte le forze politiche unitamente, l’emendamento che eliminerà la Responsabilità Solidale tra Cedente (il committente dei lavori che cede il credito fiscale) e Cessionario (cioè chi acquista il credito principalmente le banche) ripristinando l’art. 121 comma 6 del Decreto Rilancio, SBLOCCANDO COSÌ tutti i CREDITI FISCALI INCAGLIATI E SALVANDO MILIONI DI FAMIGLIE, LAVORATORI e IMPRESE!

Ricordiamo al Governo e al Parlamento che la circolare n. 23/E del 23 giugno 2022 nella quale l’Agenzia delle Entrate ha riepilogato le regole sui bonus alla luce delle novità legislative emanate negli ultimi mesi, ha causato il blocco dei crediti e la drammatica situazione in cui ci troviamo!

Questa circolare ha infatti imposto alcuni assurdi indici per la verifica della diligenza dei Cessionari nell’acquisto dei Bonus Edilizi ed ha introdotto la Responsabilità in Solido tra “Cedente” e “Cessionario” in caso di frodi o errori procedurali.

Tutto questo ha colpito migliaia di cittadini che in questo momento si ritrovano sfrattati dalle loro case, costretti a farsi ospitare, a dormire in garage, ad andare in affitto poiché le loro case sono sfasciate e le imprese non hanno più liquidità per continuare i lavori con tutti i crediti bloccati e  i cittadini privati hanno esaurito i “risparmi di una vita” e non possono terminate i lavori delle loro case.

Inoltre, i ritardi dovuti al blocco delle cessioni e alle non normate tempistiche delle Società di Revisione delle banche che sono immobili nell’esame delle pratiche, stanno causando ulteriori danni economici a tutte quelle famiglie che potevano avere un risparmio economico tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici e fronteggiare così l’aumento folle di luce e gas.

Se il Governo (anche se dimissionario) e il Parlamento non troveranno IMMEDIATAMENTE una soluzione, dovremo attenderci nelle prossime settimane delle conseguenze molto pesanti sotto il profilo economico per le centinaia di migliaia di famiglie, di professionisti dell’area tecnica ed imprese, tutti impegnati nelle attività connesse ai Bonus Edilizi.

Superbonus 110% e decreto bis: l’ultima chance per i cittadini, l’appelloal Governo

E’ l’ultima chance…

Vi chiediamo accoratamente di fare pressione mediatica a tutto l’arco parlamentare al fine di votare favorevolmente gli emendamenti correttivi necessari ad uno sblocco totale e definitivo della cessione del credito fiscale.

Questo è un appello disperato condiviso da decine di Associazioni di categoria, da migliaia di cittadini privati e da tutti gli stakeholders del settore.

Inoltre, vogliamo anche sottolineare la grave condotta dello Stato!

Infatti  il Superbonus è un “contratto a tre” fra Stato, Committenti e Appaltatori.

Lo Stato sin dall’inizio ha stabilito dei termini contrattuali che  “in corso d’opera” – proprio nella fase esecutiva del contratto – ha cambiato improvvisamente ed unilateralmente, scorrettamente, lasciando così improvvisamente milioni di famiglie ed imprese nell’oblio, in rovina e disperati!

Non solo questo cambio delle regole a cui tutte le parti hanno aderito,  non è stato concordato, ma le parti non sono neppure  state  preventivamente informate, questa modalità è di una gravità inaudita!

Teniamo altresì a sottolineare che con questa condotta dello Stato,  il credito non più materialmente cedibile, è divenuto “carta straccia” visto che la maggioranza dei committenti non ha capienza mediante la compensazione diretta.

Anche su questo aspetto chiediamo un intervento, al fine di rendere compensabili nei prossimi anni tutti quei crediti che a causa dell’attuale  stallo non possono essere compensati nell’annualità in corso.

A sostegno della bontà del Superbonus, è emerso, grazie alla ricerca di una delle più importanti Società di economisti, la NOMISMA S.p.a., che il Superbonus garantirà a fronte di una spesa di 37 miliardi un ritorno economico di 125 miliardi con più di 634 mila assunzioni, un ritorno del 300%!!!!

Da qui il “grande favore” che la misura ha trovato sia nella Comunità Europea che nelle  Associazioni di categoria; a questa ricerca se ne aggiungono tante altre che evidenziano gli effetti positivi del Superbonus per  tutta la comunità e in un settore che fino a poco tempo fa era in crisi e che potrebbe tornarci se la misura dovesse essere interrotta!

Infine è importante considerare che la chiarezza del Superbonus rispetto ad altri bonus edilizi, è avvalorata dai vari controlli, effettuati sulle pratiche, dalle Asseverazioni dei vari tecnici e dalle Società di Revisione più grandi del mondo (PWC, KPMG, EY ecc.) alle quali si appoggiano le banche. Controlli serrati che rendono le truffe davvero difficili se non in casi estremi. Infatti secondo i dati pubblicati dell’Agenzia delle Entrate, le frodi per Superbonus sono meno del 3%, una percentuale irrisoria!

Confidiamo nel Vostro prezioso contributo anche alla luce del benestare della UE che ha apprezzato il sistema Superbonus incoraggiando il presidente Draghi a continuare in quella direzione. Ricordiamo che l’Unione Europea promuove appieno il Superbonus e spinge l’Italia, anche con contributi, ad adottare misure che vadano oltre il periodo di applicazione dell’agevolazione e degli interventi contenuti nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, PNRR (fonte Rapporto della Commissione UE).

Concludiamo, portando la Vostra attenzione anche sull’impegno che l’Italia ha intrapreso con la UE; infatti dal 2030 in poi, secondo il piano UE per l’efficienza energetica, i nuovi edifici non dovranno  produrre emissioni nocive (la data per gli edifici pubblici è anticipata al 2027). Eventuali sanzioni saranno demandate agli stati membri.

Sbloccare il Superbonus  è pertanto un atto importantissimo e necessario nei confronti  dei cittadini e delle imprese  in primis e, in una visione più ampia, dell’Unione Europea!

Non resta che sperare l’appello giunga a destinazione e che si possa effettivamente fare qualcosa per sanare tale problematica, vi aggiorneremo sul seguito della questione.

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3 commenti su “Decreto aiuti bis, superbonus 110% e crediti fiscali incagliati: appello al Governo”

  1. Il bonus 110 è stata una gran porcata. Buttare soldi quando non serve. Ha favorito le truffe e la lievitazione dei prezzi a scapito delle persone oneste che ne subiranno i danni. Non è pensabile che lo stato paghi più di quanto spendi.

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