Decreto Riaperture dal 26 aprile: come può cambiare su coprifuoco, scuola e ristoranti

Decreto 26 aprile

In un testo presentato dopo la pubblicazione delle regole del decreto riaperture, le regioni chiedono a Draghi di ripensarci. Intanto i ristoratori vogliono creare i locali «Covid-free» I presidenti delle regioni hanno scritto una lettera a Mario Draghi sul decreto in vigore dal 26 aprile 2021, per loro non è detta l’ultima parola su scuola e coprifuoco. Nella missiva la Conferenza delle regioni e delle province autonome capitanata dal presidente leghista del Friuli Venezia-Giulia, Massimiliano Fedriga, ha dato «la disponibilità per un incontro urgente prima della pubblicazione del provvedimento» in Gazzetta ufficiale. L’aumento dal 60 al 70 per cento della presenza minima obbligatoria in classe per le scuole superiori – «in contrasto con la posizione concordata», secondo le regioni – e la possibilità che il coprifuoco dalle 22 alle 5 resti fino al 31 luglio hanno portato alla ribellione.

Decreto riaperture, possibili cambiamenti su ristoranti

Dal 26 aprile 2021 grazie al Decreto riaperture riaprono i ristoranti, sia a pranzo che a cena, ma esclusivamente quelli che hanno tavoli all’aperto e solo nelle zone gialle. All’interno invece non si potrà servire cibo. La regola riguarda anche bar, pub e gelaterie. Poi il secondo step prevede che dal 1 giugno 2021 aprano i ristoranti al chiuso nelle zone gialle ma solo per il pranzo al tavolo e fino alle 18. Per la cena resta il consumo solo all’aperto. La speranza delle regioni e che alcune di queste restrizioni possano cambiare o che il secondo step venga anticipato, magari già a maggio.

I ristoratori, che nelle scorse settimane hanno portato avanti le loro proteste fino alle porte di Montecitorio, non accettano di riaprire al pubblico solo all’aperto, e cercano una sponda: «Chiederemo a Fedriga e agli altri presidenti delle regioni di valutare e predisporre tutte le direttive per autorizzare i locali Covidfree» ha detto in una nota Giancarlo Banchieri, il presidente nazionale delle imprese di ristorazione Fiepet Confesercenti. Per loro potrebbe essere un’idea usare il “Green Pass” previsto per i viaggi. La capacità dei dehors, lamentano, non rende la ripartenza economicamente sostenibile. Anche per il clima: «Al danno, oltretutto, si aggiunge la beffa di un meteo che si preannuncia difficile per tutta la settimana di “ripartenza”».

Ultime novità Decreto riaperture 26 maggio: coprifuoco da spostare almeno alle 23

Anche sul limite orario agli spostamenti non è escluso che il governo possa intervenire successivamente, il decreto legge infatti prevede un tagliando a metà maggio, ma la preoccupazione è rimasta e nella lettera i presidenti hanno chiesto espressamente di aggiungere un’ora di circolazione libera: «In ragione dell’approssimarsi della stagione estiva caratterizzata dall’ora legale e, in considerazione della riapertura delle attività sociali e culturali si propone di valutare il differimento dell’interruzione delle attività e della mobilità dalle ore 22 alle ore 23».

Mercoledì la Lega ha deciso di votare contro il decreto in Consiglio dei ministri, e ieri il leader Matteo Salvini ha twittato: “Folle mettere a rischio la stagione estiva dell’Arena di Verona, impossibile da pianificare con il coprifuoco alle 22 fino a luglio e un limite a 1.000 per gli spettatori”, anche se il ministro della Cultura Dario Franceschini ha già assicurato che saranno possibili deroghe al numero degli spettatori. Voi cosa ne pensate della situazione? Quali misure vanno prese e quali non vi convincono? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito!

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