Decreto Ristori e blocco licenziamenti: cosa succederà con Draghi premier?

Draghi Pensioni

Una delle domande che più si continua a sentire in queste ore é cosa cambierà se Draghi dovesse divenire Premier e dunque se riuscisse nell’incarico affidatogli dal Presidente Mattarella di provare aformare un nuovo Governo, cosa cambierebbe circa il decreto ristori, il reddito di cittadinanza, la cassa integrazione e i vari bonus? Le politiche di austerity di Mario Draghi sono note ai più, dunque quale strategie, si chiedono preoccupati anche quelli a cui manca poco alla pensione, potrebbe mettere in atto l’ex della BCE per risollevare le sorti economiche del nostro Paese? Moltissimi sanno il peso che ha Draghi tant’é che lo stesso Professor Giuliano Cazzola in uno dei suoi ultimi edotoriali su Start Magazin intitolato “Che cosa penso di Mario Draghi premier”ha scritto: “E’ bastata la notizia della convocazione di Mario Draghi al Quirinale per determinare un’apertura euforica dei mercati e far crollare al ribasso lo spread”. E poi ha aggiunto: “Sono segnali, questi, sufficienti ad indicare quanto sia stata felice la scelta del Presidente Mattarella e come basti poco (in fondo la candidatura di Draghi pareva a tutti la più ovvia in un Paese normale in difficoltà) per recuperare un’importante fiducia sulla possibilità di ripresa dell’Italia, proprio perché l’ex presidente della Bce è ‘’un apostolo’’ di quella élite di cui un Paese non può fare a meno“. Chi si dice particolarmente preoccupato per le sorti di quelle categorie che aspettano con ansia la firma sul decreto ristori cinque é l’ormai ex ministro dello Sport Spadafora, che invita al senso di responsabilità e all’elargizione rapida di quegli aiuti che servono per sostenere le categorie più duramente colpite. Altro nervo scoperto restano le sorti della cassa integrazione per Damiano va assolutamente prorogata, ed il blocco dei licenziamenti, a rischio troppi posti di lavoro. Vediamo i dettagli su questi aspetti.

Decreto ristori cinque: ritardi o rischia di saltare con Draghi? parla Spadafora

Sul decreto ristori cinque semplice ritardo o ci saranno cambiamenti? Il dubbio permane perché se si conside il documento che é stato stilato per il G30, titolato: “Reviving and Restructuring the Corporate Sector Post-Covid”si leggono chiaramente i suggerimenti che i maggiori esperti economici danno ai Governi affinché si possa tornare a crescere dal punto di vista economico post covid, tra le direttive anche quello di puntare sull’innovazione e soprattutto di evitare di alimentare, attraverso ristori, aziende che comunque non avrebbero possibilità di sopravvivere alla riapertura in assenza di ristori. Un pò come se si volessero tutelare, a differenza di quanto fatto fin qui da Conte che ha elergito 11 miliardi di euro di ristori alle imprese non curandosi delle future prospettive economiche delel aziende a cui é stata fornita liquidità, solo quanti si ha la certezza possano restare ‘in piedi’ nonostante la batosta economica inferta dal Covid19.

Per quanto concerne il decreto ristori cinque ne fa riferimento in modo puntuale l’ex ministro dello Sport Spadafora che congedandosi con i cittadini che lo hanno sostenuto in questo periodo, fa il punto della situazione ad oggi rivolgendosi ai gestori delle palestre ed a tutti i lavoratori duramente colpiti di questa categoria. Egli fa notare, lo leggerete voi stessi dal post che in parte sotto riprenderemo, come confidi nel senso di responsabilità del nuovo Governo affinché venga al più presto apposta la firma sul decerto ristori cinque affinché molte famiglie possano sentirti sollevate almeno temporaneamente dai sussidi garantiti dallo Stato. Eccovi le sue parole:” Poi, un anno fa, l’esplosione della pandemia, il lockdown, i sacrifici chiesti a tutti i cittadini. Siamo entrati in una fase drammatica, abbiamo dovuto prendere decisioni dolorose e dalle conseguenze gravi ma inevitabili, a partire dalle chiusure.In questi mesi abbiamo lavorato moltissimo per dare sostegno a tutto il mondo dello sport, con i limiti del caso, sicuramente, ma facendo il massimo possibile. Stesso impegno sul fronte delle politiche giovanili: il lancio della piattaforma Giovani2030 e della Carta Giovani, tra le altre cose, e il numero più alto di posti per volontari del Servizio Civile degli ultimi anni.Il lavoro forse più delicato e più importante è stato quello di dare attuazione alla riforma dello Sport, cinque decreti sui quali per un anno abbiamo discusso con tutte le componenti, a tutti i livelli, per arrivare a un risultato condiviso e che rappresentasse davvero un avanzamento sociale e culturale. Sono norme innovative che riguardano molti temi, a partire dal professionismo femminile, dalla possibilità per i paralimpici di entrare nei corpi civili e militari, e soprattutto diritti e tutele che diano finalmente la giusta dignità ai lavoratori dello sport.

I decreti sono stati votati in Consiglio dei Ministri, hanno avuto l’intesa nella Conferenza Stato Regioni, e sono ora in Parlamento per il parere delle Commissioni Cultura di Camera e Senato: erano previste in questi giorni, ma a causa della crisi le riunioni sono state sconvocate. Dopo il parere delle Commissioni andranno portati nuovamente in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo che deve arrivare entro e non oltre il 28 febbraio, altrimenti la delega scadrà ed il mondo dello sport perderà una occasione unica. Mi auguro che la prossima settimana le Commissioni possano esprimere il proprio parere, mi appello ai deputati e ai senatori che ora hanno la responsabilità di portare a termine nei tempi previsti un percorso importante.Consegnerò al mio successore un lavoro di fatto completato e basterà solo ripresentarlo al Consiglio dei Ministri e apporvi la firma!

Il prossimo Governo avrà anche il compito di approvare il Decreto Ristori cinque, che è già scritto e darà respiro a milioni di cittadini alle prese con difficoltà economiche a causa delle restrizioni dovuto al Coronavirus. In questi mesi ho provato a rispondere alle tante istanze che quotidianamente ho raccolto da ciascuno di voi. Lascio ad altri il testimone sperando che non si perda il lavoro fatto finora e ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso che non dimenticherò mai.Grazie a tutti, davvero“.

Per quanto concerne il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione, il 2 febbraio é intervenuto in una nota stampa Cesare Damiano, facendo notare come sia essenziale continuare a proteggere i lavoratori in questo periodo tanto delicato dal punto di vista economico e sanitario in caso contrario sarebbero a rischio un milione di posti di lavoro se le misure cessassero al 31 marzo.

Cassa integrazione e blocco licenziamenti: cosa potrebbe succedere con Draghi?

Cesare Damiano, gia’ ministro del Lavoro e consigliere Inail in una recente nota stampa datata 2 febbraio precisò: “L’annuncio di Paolo Gentiloni circa l’arrivo dall’Europa di 4,5 miliardi di euro nell’ambito del programma SURE, la Cassa Integrazione europea, ci riempie di gioia”, per poi aggiungere: “Non ci sono piu’ alibi che impediscano il prolungamento della Cig da Covid almeno fino alla fine dell’anno e, comunque, finche’ ci sara’ la pandemia. Lo stesso vale, in parallelo, per il blocco dei licenziamenti. Nessun Governo potrebbe sopportare l’impatto sociale di un milione di nuovi disoccupati se queste misure cessassero al 31 marzo. L’unico modo per calibrare queste misure, in relazione al differente andamento della crisi nei vari settori, e’ quello di avviare un confronto permanente tra il Governo e le parti sociali per costruire delle tutele ‘su misura’, anche attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali”.

Damiano spinge dunque sulla necessità di prorogare tali misure, ma se si torna ad analizzare le direttive insite nel G30 diretto proprio da Draghi, qualche dubbio permane, giacché le indicazioni risultano essere differenti: “I governi dovrebbero incoraggiare aggiustamenti nel mercato del lavoro, […] che richiederanno che alcuni lavoratori dovranno cambiare azienda o settore, con appropriati percorsi di riqualificazione e assistenza economica».

Non resta che attendere per comprendere cosa ne sarà effettivamente del decreto ristori cinque, del blocco dei licenziamenti e dell’eventuale proroga della cassa integrazione? Voi vi siete fatti un’idea al riguardo, nel caso fateci sapere nella sezione commenti cosa, a vostro avviso, potrebbe accadere su questi fornti qualora Draghi divenisse premier alla guida del nuovo Governo.

Un commento su “Decreto Ristori e blocco licenziamenti: cosa succederà con Draghi premier?

  1. Buongiorno speriamo vivamente alle elezioni ,no a governi tecnici va discapito dei più Deboli ..come sempre avvenuto.

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