Decreto Sostegno 2021, partite iva e Confcommercio insorgono: bonus insufficienti

decreto sostegno 2021

Il Decreto sostegno 2021 è ormai approvato e in arrivo in gazzetta ufficiale, ma non ha certo accontentato tutti. «La montagna ha partorito un topolino», riflette duro il presidente di Confcommercio Venezia, Paolo Arena. «Una mancetta», la riassume Confartigianato Imprese. Sul decreto «Sostegni» di Draghi piovono critiche da diverse parti.

Decreto Sostegno 2021, Confcommercio contro i bonus troppo bassi

Sono rimaste di sasso, le categorie, leggendo le percentuali di quegli aiuti che vanno dall’1,7% al 5% della perdita annuale in base alle dimensioni del fatturato: circa 5.200 euro, ad esempio, per l’azienda passata da 250mila euro di fatturato nel 2019 a 125mila euro nel 2020. Così Arena: “Il presidente Draghi ha dichiarato che per lo Stato non è il momento di chiedere ma di dare: il decreto “Sostegni” non è in linea con le sue parole. Non ci si rende conto che le filiere del turismo, dei pubblici esercizi, del commercio, dei trasporti sono state le più colpite con chiusure pressoché totali da inizio pandemia. Stiamo andando verso una strada senza ritorno. Attenzione alla tenuta sociale del Paese perché senza aziende non ci sarà lavoro e quindi futuro né per l’Italia né per gli italiani”.

Il presidente della Corporazione esercenti, Tiziano Meglioranzi, non esita a definire il decreto Sostegni “Una presa in giro cui servirebbe rispondere con una seria protesta collettiva”. Intanto Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona, spiega: “Confidiamo che con il prossimo scostamento di bilancio si possano soddisfare le aspettative delle imprese. Ma vanno pensate altre strade per il presente e futuro”.

Decreto sostegno 2021 e partite iva: CoLAP non è soddisfatta

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto Sostegni, dopo una lunga attesa. Note positive l’eliminazione del riferimento ai Codici Ateco per definire la platea dei beneficiari, anche se questo dimostra la necessità di riformarli al più presto, come sottolineato da anni dal CoLAP. Rimane il fatto che i sostegni sono insufficienti: le partite iva sono state escluse ingiustamente dai ristori l’anno scorso e ora ci troviamo nella situazione in cui alcuni soggetti hanno preso doppi e tripli ristori mentre gli autonomi rimangono solo con questo sostegno. Anche sull’anno bianco delle partite Iva, per cui le risorse sono più che raddoppiate, sarà necessario garantire la contribuzione figurativa, sennò la misura rischia di diventare più un danno che un aiuto.

“Ricordiamoci che molti professionisti sono stati esclusi dai precedenti ristori per via di Codici Ateco inseriti spesso senza coerenza” le parole della presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci. “Stesso discorso per molte microimprese che non sono rientrate tra i beneficiari degli aiuti pubblici. Quindi questo contributo, che sarà intorno ai 1000 euro, risulta assolutamente iniquo. Anche rispetto ad altre realtà che hanno già ricevuto dei sostegni avendo i loro Codici Ateco tra quelli rientranti nella platea dei fruitori dei ristori. Questo doveva essere il provvedimento della riconciliazione del governo con il mondo professionale. Era necessario fare di più”.

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