DPCM Maggio 2021: riaperture chieste dalle regioni per ristoranti, piscine e matrimoni

Decreto 26 aprile

Oltre trenta pagine di linee guida per le riaperture vergate dai governatori e spedite ieri a Roma. Un pressing sul governo per «sbloccare» alcuni settori e anticiparne altri. Si prevedono cene al chiuso ma anche numeri «derogabili» dalle Regioni sugli spettatori. Nella premessa i governatori sottolineano: «Gli indirizzi operativi contenuti nel precedente documento del maggio 2020 si sono dimostrati efficaci». Si mantiene l’impostazione, che accorpa settori simili. Il pressing, naturalmente, è su alcuni settori da sbloccare, ad esempio matrimoni, fiere e convegni. Infine, nell’introduzione, i governatori spiegano d’essersi concentrati soprattutto sui settori maggiormente penalizzati dal meccanismo delle chiusure in base allo scenario. Ecco, allora, che ad esempio tornano d’attualità gli impianti di risalita anche per l’estate.

Decreto Riaperture, nuove richiedeste dalle regioni

Aperturisti? Sì ma con giudizio. La valutazione delle Regioni evidenzia che in un contesto in cui la copertura vaccinale della popolazione è ben lontana dall’immunità di gregge e che lo stesso vaccino non elimina la possibilità del vaccinato di contagiarsi, pur senza sviluppare la malattia, diffondendo comunque il contagio, il certificato vaccinale «non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio quali ad esempio il distanziamento interpersonale, l’utilizzo della mascherina, l’igienizzazione della mani e delle superfici». Ecco, quindi, le «Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali» trasmesse, ieri, al Governo dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

DPCM Riaperture maggio 2021: i punti delle regioni su ristoranti aperti e cerimonie

Si inizia dai tavoli apparecchiati alle prese con una riapertura solo all’esterno flagellata dal maltempo. Si parte dalla conquista più recente: la cena oltre al pranzo. Al coprifuoco non si fa cenno in attesa della probabile revisione di maggio. Cartelli con le misure di prevenzione anche in lingua straniera, possibilità di misurare la temperatura, disseminare il locale di gel igienizzanti, evitare assembramenti all’esterno.

Sì a prenotazioni (non vincolanti) e registro delle presenze e numero di ingressi all’interno, non superiore ai posti a sedere. Le distanze? Un metro fra tavolo e tavolo che diventano 2 se lo scenario epidemiologico peggiora, idem all’aperto. Menu on line e mascherine quando ci si muove sono ormai pratiche assodate così come il buffet solo se «servito» da un addetto. Sì anche alle partite a carte ma «rigorosamente con mascherina, igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco».

Per chioschi e ristoranti in riva al mare vale quanto sopra. Sull’arenile torna la distanza fra ombrelloni (10 mq), la prenotazione caldeggiata e il registro, sì allo sport individuale come il kite surf, no a quelli di squadra come il beach volley. Per alberghi, ma anche rifugi e ostelli, valgono tutte le norme ormai note di prenotazione, igienizzazione, accessi contingentati (ad esempio in ascensore). Mascherina sempre nella aree comuni.

Per gli Impianti di risalita biglietti e skipass contingentati, seggiovie al 100%, cabinovie e funivie al 50%, tutte con mascherina ma, se necessario, piena capienza in caso di necessità, dicono i governatori. Chieste modifiche anche per Cinema, lirica, teatro: La misura aurea è il metro di distanza ma sul numero massimo di spettatori le Regioni prevedono, in accordo con l’usl, di poter derogare alla capienza. Infine per quanto riguarda Piscine e benessere, le piscine termali devono rispettare i 2 metri in doccia e spogliatoio e una superficie, in acqua di 4 mq che diventano 7 se si tratta di piscine in cui si può nuotare. Niente da fare per il bagno turco, ambiente umido, semaforo verde, invece, per le saune secche. Voi cosa ne pensate di queste richieste? Ci sarà possibilità che vengano accolte dal Governo in tempi brevi?

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