DPCM Pasqua 2021: Draghi dice no a Zona gialla, arancione e rossa fino a 30 aprile?

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Draghi e Speranza frenano le illusioni dell’Italia di poter riaprire e uscire dalla zona rossa o dalla zona arancione dopo Pasqua. Il 6 aprile scadrà l’attuale DPCM ma all’orizzonte non sono previste riaperture stando a quanto dice il Governo. Speranza dopo l’ultimo incontro con le Regioni ha ribadito: “Perché dobbiamo illudere le persone?ì I dati sono ancora preoccupanti. Gli scienziati del Cts hanno detto che con la variante inglese la zona gialla non ce la possiamo permettere. Potremo ripristinarla solo quando avremo un numero sufficiente di vaccinati”. In Parlamento poi il premier Draghi ricorda: “E’ desiderabile riaprire, ma la decisione dipende esclusivamente dai dati. La situazione è complessa e va monitorata giorno per giorno”. Insomma nessuna zona gialla ad aprile, anche se le regioni non ci stanno e chiedono un confronto.

DPCM aprile 2021: no a zona gialla per tutto il mese?

“Le zone gialle devono essere mantenute”. Così il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti si esprime sulla prospettiva indicata dal governo di cancellare le zone gialle almeno fino a fine aprile, mantenendo solo le fasce arancioni e rosse. “Su questo si dovrà discutere seriamente ribadisce l’esponente della Lega. La prospettiva, a livello nazionale, ha già provocato le prime scintille tra il premier Mario Draghi e il leader della Lega Matteo Salvini. Ma non solo: l’intenzione del governo di «eliminare» le zone gialle almeno fino a fine aprile ha scatenato la rabbia dei ristoratori. Che solo pochi giorni fa avevano chiesto di poter riaprire, dopo Pasqua, anche alla sera proprio nelle zone gialle.

Tra gli operatori, in ogni caso, ormai non se ne può più. «Questa è l’ennesima pugnalata» tuona Marco Fontanari, presidente dei ristoratori. “Avevamo chiesto di poter aprire la sera in zona gialla e ci ritroviamo con la zona gialla cancellata fino a fine aprile. Così non va. Il fatto è che c’è ancora molto pregiudizio nei confronti del nostro settore. In Italia, attualmente, ci sono quattro milioni di aziende operative, con scambi e contatti.

Eppure i ristoranti rimangono chiusi senza possibilità d’appello. È difficile, in questa situazione, avere fiducia. Non so come i ristoratori reagiranno a questa ennesima chiusura. Finora il nostro settore è sempre stato rispettoso, ci siamo interfacciati con il governo in modo educato. Ma ora sento un malcontento crescente: c’è tanta gente che vuole scendere re in piazza, che vuole manifestare e alzare la voce”.

DPCM Draghi di Aprile, no a zona gialla, la Lega non ci sta

Ancora Fugatti ricorda che: “Eliminare le zone gialle vorrebbe dire che i criteri utilizzati finora non stavano in piedi. Se la situazione epidemiologica lo permetterà, le zone gialle dovranno continuare ad esserci”. Un obiettivo che Fugatti condivide con il suo partito. “La Lega — prosegue — è entrata nel governo per imprimere un cambio di marcia, che si è visto. Ma anche Draghi ha cambiato la prospettiva rispetto al governo precedente. Il suo modo di porsi nei confronti degli altri Stati sui vaccini è inusuale per l’Italia. E anche le modalità di costruzione del decreto Ristori sono migliori rispetto al passato: per noi, in particolare, c’è il fondo montagna che è davvero molto importante. Lo stesso rapporto con le Regioni è migliorato, non ci sono più decisioni dell’ultimo minuto. Ora si tratta di confrontarsi su questo fronte delle chiusure”.

E se la linea venisse confermata, il governo provinciale forzerà ancora introducendo misure locali come ha fatto sulla scuola? “Le misure locali le facciamo cercando di pesare il rischio di una eventuale impugnativa. L’ordinanza sulla scuola corre questo rischio, ma dopo le parole di Draghi sulla riapertura delle scuole dopo Pasqua la probabilità di una impugnativa è più bassa, anche se c’è. La partita, in sostanza, la gioco se ci sono degli spazi”.

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