Riforma Pensioni 2024 l’ Editoriale: riapre il cantiere previdenziale

L’infinito cantiere delle pensioni dopo una deludentissima Legge di Bilancio che ha peggiorato i tre istituti di Quota 103, diventata completamente contributiva, Opzione Donna dove è stata aumentata di un anno l’età anagrafica e l’Ape Sociale anch’essa col requisito anagrafico aumentato di cinque mesi, si riapre con le dichiarazioni della Premier Meloni, del sottosegretario Durigon e del Ministro del Lavoro Calderone.

Riforma Pensioni 2024 l’editoriale: cosa ne sarà di quota 41 e opzione donna?

Tutti e tre con diverse sfumature hanno affermato che la riforma delle pensioni è sempre all’ordine del giorno, che si sta lavorando, che l’obiettivo di una riforma organica non è mai venuto meno, che è necessaria una riforma che sia equa e che dia la giusta attenzione ai giovani che stanno pagando il prezzo più alto in termini di previdenza. Durigon ha poi aggiunto che la Quota 41 da sempre cavallo di battaglia della Lega non è stata assolutamente dimenticata e che si farà con il ricalcolo contributivo.

Non vorrei, però, che si tratti dei soliti proclami e che nella sostanza si replichi quello che è stato fatto o, meglio, non fatto, in questi ultimi anni. Si prende tempo, si convocano le organizzazioni sindacali e datoriali, si ascoltano le loro richieste, si valutano le proposte dell’Osservatorio sui flussi previdenziali fortemente voluto lo scorso anno dalla Ministra Calderone (che non ha portato alcuna novità concreta) e ci si ritrovi, nuovamente, in autunno alla presentazione della Legge di Bilancio a proporre alcuni piccoli interventi, di solito peggiorativi, rimandando in eterno una problematica che non si sa o non si vuole risolvere.

Il Governo deve decidere cosa vuole fare di Opzione Donna che ormai con gli ultimi peggiorativi interventi ha consentito a pochissime donne di poter andare in pensione anticipatamente, cosa fare di una pensione di garanzia per i giovani argomento che da molti anni è sulla bocca dei politici ma con decisioni sempre al palo, dell’implementazione della previdenza complementare aumentando le detrazioni fiscali e diminuendo la tassazione finale a sostegno di una forma di capitalizzazione che inevitabilmente diverrà la seconda gamba del sistema previdenziale italiano, come attuare una forma di flessibilità in uscita che non penalizzi eccessivamente i lavoratori e che non sia totalmente calcolata col sistema contributivo. Non è possibile che un eventuale anticipo di uscita dal mondo del lavoro sia esclusivamente e completamente a carico dei lavoratori come attuato quest’anno con la Quota 103.

Pensioni 2024, i dati definitivi di Itinerari Previdenziali

Per intanto Itinerari Previdenziali che è il più autorevole organismo che si occupa di pensioni in Italia ha pubblicato i dati definitivi dell’anno 2022 che evidenziano quanto da noi affermato da svariati anni e cioè che, se si separassero i conti tra assistenza e previdenza il costo delle pensioni in Italia non sarebbe più del 16,7% del PIL ma scenderebbe intorno al 12% in linea con gli altri paesi europei.

Se poi a questo dato togliessimo i quasi 60 miliardi di IRPEF che gravano sulle pensioni il costo scenderebbe addirittura sotto il 9% del PIL con un avanzo positivo tra versamenti previdenziali e costi di una quarantina di miliardi di € annui. Viene così smentito, clamorosamente, quanto affermato da decenni in Italia e cioè che i conti sul sistema previdenziale sono sempre in rosso. Più di qualche politico, adesso, comincia a dire che è necessaria questa divisione e che il costo dell’assistenza, che è aumentato del 40% in dieci anni, dovrebbe essere a carico della fiscalità generale e finanziato con le entrate tributarie. Mi permetto di osservare che con la semplice attuazione del cosiddetto “contrasto di interessi” si potrebbero facilmente recuperare oltre un terzo dei quasi 100 miliardi annui di evasione fiscale che abbiamo in Italia.

Carne al fuoco come si vede ce n’è parecchia. È ora che il Governo convochi immediatamente le forze sociali e datoriali, senza aspettare come al solito l’autunno e la Legge di Bilancio e tutti insieme si faccia uno sforzo comune per affrontare seriamente e definitivamente un problema che interessa tutti i cittadini italiani che non possono più aspettare solamente interventi di maquillage ma che necessitano di una riforma previdenziale che sia equa, organica e con la certezza del diritto.

57 commenti su “Riforma Pensioni 2024 l’ Editoriale: riapre il cantiere previdenziale

  1. Non vorrei che si trattasse dei soliti proclami !!!! Ma questo tavolo se fosse per questo governo li farebbero subito…..quota 41 solo contributivo significherebbe peggiorare la riforma Dini e la successiva Fornero….Ma siete fuori di testa ???

  2. Quota 41 solo contributiva è una vergogna. Salvini col cavolo che ti voto alle prossime elezioni. Al diavolo lo stretto di Messina. I sindacati cosa fanno, dormono? Ma avete visto gli agricoltori, loro si che hanno ……. sindacati prendete esempio!!!!!
    Camillo

  3. Infinito cantiere?
    Avete le idee poco chiare, il cantiere non è mai iniziato…..le convocazioni dei sindacati sono state solo fumo , chiacchiere e distintivo.
    Poi il governicchio ha fatto quello che tutti si aspettavano……cioè ….il contrario delle promesse elettorali.
    Niente di strutturale e solo peggiorative.
    Una ministro inesistente che nel calderone ha messo solo dichiarazione scialbe e inutili.
    Buona giornata

  4. Purtroppo l’assistenza sarà sempre di più… Ma nessun governo potrà esimersi o salterebbe tutto. Quindi un po’ di assistenza e un po’ di taglio sulle pensioni . Oppure fare come in altri Stati dove per esempio si versa allo stato una cifra bassa e il resto in pensione privata, in modo che lo Stato si troverà a versare una pensione massima di 1000 € lordi, il resto si avrà dalla previdenza privata. Penso sarà il futuro della previdenza anche in Italia

    1. Una soluzione meravigliosa per questi “Benefattori” !
      I soldi per l’ assistenza devono provenire dalla fiscalita’ generale. I contributi versati dai lavoratori esclusivamente dai contributi, non scherziamo ! Basta finanziare tutto e tutti !

    2. Delfino mi scusi ma a chi si riferisce?Io ho lavorato per 45 anni ma per mia sfortuna o incapacità di capire le conseguenze ho perso 5 anni di contributi.Quindi secondo Lei cosa dovrei fare?Fac59

    3. Delfina ma per me che ho 64 anni che mi dice?Eppure ho lavorato ben 45 anni.Con contributi persi i primi 5 anni pur di imparate un lavoro.Fac59

      1. Purtroppo è dura per tutti. Abbiamo perso anni, assistito genitori senza essere aiutati e ci troviamo con basse pensioni. Mi arrabbio quando vedo persone che vivono di assistenza a scapito di chi ha versato i contributi. Ma so che in Italia siamo ormai caduti dalla padella alla brace.

      2. vedi marco, hai avuto a che fare con dei fa………… che ne hanno approfittato; e magari ti dicevano: ritieniti fortunato che ti pago; chiaro? a me viene in mente un giorno che decisi di andare, nel lontano 1978, a scaricare angurie; per 6 ore di avoro ci pagarono una miseria; ne approfittavano; saluti a te e ai gestori del sito

    4. A parte gli effettivamente bisognosi, anche l’espandere l’assistenza senza controlli, si pensi al reddito di cittadinanza stra abusato, e per contro penalizzare chi onestamente ha oltre 40 anni di contributi può far saltare tutto.

  5. Il fenomeno della separazione tra previdenza e assistenza ha assunto una dimensione talmente grande che è impossibile non vederlo.
    Evidentemente c’è qualcuno che si volta dall’altra parte e “non vuole” vederlo, per lasciare le cose così come stanno. Lo hanno capito anche i sassi.

  6. Giuseppe sono d’accordo con te. dividere tra assistenza e previdenza e fare seri controlli sui 180 miliardi di sprechi che vengono fatti. Inoltre x chi ha compiuto questi sprechi gli sia tolta la facoltà di poterne fare ancora.

    1. l’ osservatorio previdenziale’ della calderone non deve fare molto , la relazione emessa da itinerari previdenziali di oltre 100 pagine fa una analisi molto approfondita sullo stato di cose della previdenza in Italia e individua anche dove sono i problemi e le eventuali soluzioni . La divisione tra previdenza e assistenza è probabilmente una delle soluzioni principali . Se l’assistenza fosse pagata dalla fiscalità generale ( IRPEF ; IVA ; IRAP etc…) allora non sarebbe più a carico quasi esclusivo o maggioritario del versamento previdenziale dei lavoratori e si tornerebbe all’interno delle medie europee e si aprirebbe la strada ad una riforma vera delle pensioni . Il carico assistenziale in costante aumento non può essere pagato bloccando il pensionamento di migliaia di lavoratori . I sindacati lo ignorano ? continuano a parlare di quota 41 per sempre , così fanno il gioco dell’immobilismo del governo che userà per sempre i versamenti previdenziali dei lavoratori per il loro scopo .

      1. Non è la razionalità ex acta che interessa ai politici e ai sindacati ma è la razionalità manipolatori che, compiacendo i sacri principi, consente loro di raggiungere l’obbiettivo prefissato: l’inevitabile previdenza complementare. E che è inevitabile lo dice anche l’articolo.

        1. La previdenza completare ha la caratteristica che serve al lavoratore al momento del pensionamento cioè non viene erogato nulla prima ne come vitalizio ne come capitale . certo si può prelevare qualcosa in caso di prima casa , malattia etc.. Quindi questo pilasto serve a dirottare soldi alle banche ma se si pensa di andare in pensione prima con la complementare ci si sbaglia . C’è la RITA ma licenziarsi per usare la RITA vuole dire che si è proprio alla frutta e si sceglie di usare quanto si è versato e aspettare la pensione che necessariamente sarà di vecchiaia in quanto non si raggiungeranno mai i contributi . Poi aggiungo che quanto versato in previdenza complementare viene restituito dalla banca in 20-25 anni La cosa positiva della complementare è che si può detrarre e se si sceglie un profilo azionario e si è fortunati si ha un bel guadagno . nel 2022 la complementare obligazionaria ha avuto un tracollo con grosse perdite che non ha subito il TFR lasciato in azienda . Concludendo pro e contro , si tratta di una scelta ma non è la soluzione per prepensionarsi .

          1. Caro williammW, dire che si è alla frutta se uno si licenzia per andare in pensione è vedere una parte del problema e non tutto; per me la frase che non ho mai voluto dire è la seguente: potevo andare in pensione e son rimasto a lavorare; molte persone hanno detto questo; certamente ognuno valuta i rischi e se ritiene che i rischi sono troppi rimane a lavorare; tutto qui; non è certo la soluzione ottimale; con il senno di poi aspettavo 1 anno e sarei andato in pensione e l’avevo pure; lo si sapeva? certo che no; lo fanno apposta a lasciarti nell’incertezza; loro vogliono che la gente vada in pensione con la legge fornero e basta; saluti a te e ai gestori del sito

      2. Il problema è però definire bene dove inizia e dove deve finire la assistenza.
        Un esempio tra i molti potrebbe essere: dove il versamento “figurativo prodotto casse integrazioni o delle malattie” si sovrappone o si mescola con il reale contributo dovuto alle ore lavorate versato da lavoratore o impresa.
        Se ne potrebbero aggingere altri, suppongo, e a vantaggio o svantaggio di chi?

  7. CHI PAGA COMANDA.!! La grande democrazia degli Stati Uniti va avanti coi grandi finanziatori che impongono i loro candidati….. Ma se non piace la democrazia, si provi a scegliere altro…

    1. Allora non è democrazia, ma plutocrazia! Infatti la democrazia è la più grande truffa perpetrata ai danni dell’umanità!

  8. L’analisi del dott. Marino è ineccepibile; ma lo scenario previdenziale in cui ci troviamo è veramente desolante (per usare un eufemismo). Tanti si affannano meritoriamente a proporre possibili soluzioni, anche ben studiate, ma il decisore politico (destra o sinistra che sia, penso cambi poco) fa sempre orecchie da mercante e ci propina puntualmente condizioni peggiorative. In un certo senso è un circolo vizioso: loro fanno promesse da imbonitori; noi li eleggiamo e veniamo ripagati con sonore delusioni! Così va il mondo…

  9. Buongiorno Dott. Marino, la sua analisi è perfetta, volevo solo aggiungere che i sigg. Salvini, Durigon, Giorgetti, la Calderone e la Presidente Meloni con il loro Osservatorio Previdenziale (classica presa per i fondelli !!!), ed i loro Cavalli di battaglia (delle scorse elezioni) che si sono rivelati dei Brocchi che, appena insediati, hanno portato direttamente al macello, lasciandoci le persone nell’illusione. Una vera indecenza!!
    Mi auguro che a giugno le persone dimentichino.
    Saluti a lei Dott. Marino e grazie ai gestori del sito.

    1. Peppe, con tutto il rispetto, l’illusione mi sembra la sua … quella di giugno che verrà.
      Daranno una bella pacca sulle spalle dei signori che lei cita e diranno loto: “GUT”.

  10. Si vantano che sono aumentati in Italia gli occupati, grazie al cavolo!
    Quasi nessuno può andare in pensione anticipata!
    Perchè nessuno lo fa notare?
    Ci si vede a Giugno..

    1. A giugno si vota, come già detto da altri la matita della cabina elettorale sara lo strumento per esprimere il ns dissenso verso l’operato dei partiti di governo e le false promesse elettorali su quota 41, che non doveva essere calcolata con il contributivo ne’ avere una finestra di 6 – 9 mesi senza assegno…per non parlare della cancellazione della vera opzione donna
      Grazie partiti di governo , abbiamo presente tutto questo e secondo me e’ inutile che facciate altre false promesse elettorali

  11. Il problema nasce dal fatto che la popolazione invecchia e non c’è ricambio generazionale, i nostri ragazzi ben preparati dalle nostre università vanno a lavorare all’estero meglio pagati e con carriere meno discontinue basta con la stupidità degli altri commentatori

    1. Sig.Mario buongiorno.Credo sia un suo personale riscontro in merito.Io ho 3 figli laureati e dopo poco hanno trovato subito lavoro in Lombardia e Romagna ben retribuito.Per quelli non laureati vedasi le assunzioni a tempo indeterminato.Circa il 30% è stato acquisito da extracomunitari che considero italiani.Fac59

  12. Parola d’ordine,non peggiorate ci state massacrando.Cosa abbiamo fatto di male abbiamo semplicemente lavorato lascateci vivere.Grazie Sig Governo..

  13. Salvini dovrà pagarla cara alle prossime votazioni per non aver mantenuto la promessa preelettorale di quota 41. Siamo stati presi in giro!

  14. Come fanno a non capire i nostri Fenomeni Responsabili del nostro Governo che chi ha lavorato 41 anni e più di contributi hanno diritto secondo la Costituzione per il diritto al lavoro di poter andare in Pensione senza decurtare nulla ma gratificare le persone che sono riuscite ad arrivare a contribuire per lo Stato
    Spero per chi andrà in pensione di non fare una vita disagiata e di stare in buona salute dopo 42 Anni di sacrifici familiari e altro che la vita ci mette alla prova.

  15. Mi rivolgo a tutti gli “Esodati Meloni” ovvero a coloro che quest’anno potranno andare in pensione con Quota 103 ma subendo una notevole riduzione del rateo pensionistico. Io sono tra questi alla platea di “pensioni per tutti” per invitare chiunque abbia dimestichezza a creare un gruppo su facebook o WhatsApp, che abbia come obiettivo quello di sottoporre la Legge di Bilancio 2024 ad un parere di legittimità da parte della Corte Costituzionale. Infatti, a mio modestissimo parere, nel momento in cui viene statuito che per chi pur avendone diritto non va in pensione, può fruire del cd bonus Maroni, il governo non tiene conto che ci sono cittadini che non lavorano più già da tempo e quindi non potrebbero continuare a lavorare ed a beneficiare del suddetto bonus. Per questi cittadini, secondo me, viene leso il principio di uguaglianza sancito dall’ art. 3 della nostra Carta Costituzionale. Se riuscissimo a creare un bel gruppo, potremmo dare mandato a un Avvocato Costituzionalista per salvaguardare il nostro diritto. Che ne pensate?

    1. Caro Aldo S, non me ne intendo del bonus maroni per cui su quel punto non ne parlo; hai detto che hai i requisiti per questa quota 103 anche se la salassata in termini di denaro è evidente; se tu non potessi andare in pensione e hai detto che non lavori cosa faresti? indennità di disoccupazione credo; detto questo sei a un bivio; indennità di disoccupazione o quota 103 con salassata? tu hai già deciso; pensa se tu non potessi decidere; l’hanno fatto apposta per evitare che tante persone vadano in pensione prima dei requisiti fornero; forza e coraggio e saluti a te e ai gestori del sito

      1. Caro Paolo Prof, sono anni che il dottor Brambilla ci espone questi dati ed altro.
        Chi frequenta il sito come te da un po’ di tempo li conosce ormai quasi a memoria.
        Dunque fatti e rifatti i complimenti a Itinerari Previdenziali, ciò che rimane, a mio parere, la: “carne al fuoco” come la chiama il dottor Marino, è ormai bruciata nonostante vari cuochi di vari partiti o tecnici stellati l’abbiano girata e rigirata nel tempo e nella padella.
        La verità sta nei fatti ma, come ben sappiamo, raramente è dolce quasi sempre è amara.
        Suppongo anche se non impossibile che sia altamente improbabile per il governo tornare sui propri passi.
        Se se guardo poi ai numeri, a quello delle nuove pensioni (764.907) e li confronto all’esigua quantità di manifestazioni sul problema pensioni; temo resteranno solo le invettive, le minacce sul voto e tra i commenti quello di “Anna del 24 Gennaio”.
        Se legittimo è supporre che in occasione del voto i pensionandi mancati, i delusi picconeranno il governo; gli altri, coloro che faticosamente o per fortuna la avranno raggiunta, voteranno sulla base di altre ragioni.
        Ciò che immagino accadrà alla quota 41, purché totalmente contributiva, è che la faranno quando i tempi e i conti diranno loro che “cade a fagiolo”.
        Lasceranno l’anticipata 43,1/42,1 e le sue regole nell’attesa che l’aspettativa di vita “chiuda il cerchio” attorno alla … testa … di chi resta.

        Saluti

        1. Caro Wal , i complimenti ad itinerari previdenziali ……………………..e ti spiego il perchè: a me viene in mente il lontano 2019 quando quota 100 era appena partita e sicuramente dopo una discussione tra varie ipotesi; ricordo la proposta del dott. Brambilla che mi lascio basito: quota 100 con 64 anni e 36; come dire: me ne frego se hai più contributi, se non hai 64 anni scordatelo; ironia della sorte passò il 62-38; adesso ragiono da quasi 64 enne e non sarebbe male; come cambiano i tempi; mi sono rassegnato ad aspettare il 2027 anche perchè una quota 40 tutta contributiva se la tengano pure; l’hanno studiata bene per fregare la gente e chi ha 10-12 anni di retributivo; saluti a te e ai gestori del sito

          1. Paolo Prof, che il “problema”sia l’ETA’ è fuori dubbio e nei tuoi commenti lo sottolinei spesso.
            Vado a memoria, anche se ormai me ne resta poca.
            Tra le letture fatte mi pare che “per dare un segno di flessibilità alla decisione 38/62 “, stabilita nei termini dei “tre anni sperimentali”, l’esperto ritenesse sarebbe stato meglio, più che troncarla, lasciarla indicizzandone poi l’ETA’ all’aspettativa di vita.
            Certamente il famoso ambo di “quota 100”, ha creato molte polemiche, al pari delle successive quote o dei promessi 41 attuali.
            Noi, spesso, si discute senza una reale conoscenza dei numeri e/o della Statistica; vero è che per sfuggire alla tagliola dell’ETA’ o dell’ASSEGNO, si devono mettere sul piatto 42,1/43,1 anni di contributi.
            Viva la anticipata Fornero.

    2. Dovevano essere i sindacati a tutelarci e invece sono latitanti, collusi e complici di questo governo di bugiardi a mio parere bisogna ribellarsi con forza e farsi sentire come anno fatto i nostri vicini Francesi nessuno ci difende se non noi stessi bisognerebbe organizzarsi e portare questo Governo a ragionare non si può massacrare cosi chi ha contribuito per 41 anni e 63-64 – 65 anni di età mai una quota 41 tutta contributiva troppo penalizzante non la possiamo accettare.

  16. Da questi cialtroni cosa vi aspettate?
    Il felpa , il pallone gonfiato e la ciociara peggioreranno ancora di più le condizioni d accesso.
    Si preparano alle elezioni europee , sparando cazzate a raffica.

  17. Ringrazio in primis il Dott. Marino e chi raccoglie, diffonde e pubblica i numeri di cui sopra che contribuiscono ad una visione realistica dell’aspetto pensionistico. I giovani, voglio essere provocatorio, non hanno bisogno primariamente della pensione integrativa. Hanno bisogno di prospettive occupazionali dignitose e stabili mentre il mondo del lavoro per loro vede possibilità di sfruttamento e precarizzazione che 40 anni fa erano impensabili. Il tutto per i giovani si traduce in risorse economiche che se va bene sono appena sufficienti per loro e spesso è necessario l’intervento di noi genitori. Tra gli amici di mia figlia stanno bene solo quelli che sono andati all’estero, anche se non erano cervelli ma normali, in italia stentano, all’estero hanno messo su famiglia e figli. In queste condizioni di precarietà ed esiguità economica come se la pagano l’integrativa? Con gli sgravi sui redditi che non hanno e sulle spese che non possono fare? Per non parlare di come non possono pensare ad una prospettiva genitoriale. Suggerisco di sentire se Merkel o Dombrovskis sono disponibili ad un incarico di premierato a pagamento. Meglio governati da falchi e frugali che hanno curricula migliori dei nostri avvoltoi.

  18. Io sono dell’idea che questo governo meno fa e meglio è. Sono riusciti a peggiorare le condizioni pensionistiche del 2023 che già erano penalizzanti.

    1. Non capisco perché nessun governo vuole fare la distinzione fra previdenza e assistenza….oggi è uscita la notizia che abbiamo 80 miliardi di evasione e180 di sprechi vari….e questi infami vogliono farci credere che x chi ha lavorato una vita non ci sono 2 o 3 miliardi x dare il giusto riposo dopo tutte le promesse fatte?

    2. Loro come tutti gli altri intervenuti a suo tempo hanno sempre agito inondandoci di promesse e/o elementi di solidarietà, responsabilità, necessità ed urgenza, guarda caso validi solo per alcuni, alla faccia dello stato di diritto, per ridimensionare le condizioni economiche dei pensionati. E il cliché e in fase di ripetizione. I pensionati come risorsa spesso impegnata nel volontariato o nel sostegno alla genitorialità dei figli nessuno li menziona anche se in tali ambiti sopperiscono a carenze di servizi dello stato assai presenti in altri stati Gn. Che dire, la “manovra” puzza di malafede.

      1. in vista delle elezioni europee pensano forse di ingannare gli elettori con false promesse elettorali ?
        Gli elettori hanno ben presente cosa ha fatto questo governo in materia di pensioni e come ha fatto finire la vera opzione donna

  19. I governi, di chiunque colore, devono rendere conto all’Europa di cui siamo servi.
    Possiamo cambiare tutto ma non cambierà nulla.

  20. Senza una seria lotta all’evasione fiscale non si va lontano. OXFAM è un po’ che sta proponendo una tassa sui patrimoni sopra i 5,4 milioni. Il problema è che gli evasori votano. E i ricchi finanziano i partiti e influenzano le opinioni pubbliche con la proprietà dei giornali.

  21. buongiorno
    il governo di meloni e salvini ha peggiorato quota 103, opzione donna, l’ape sociale
    il governo di meloni e salvini ha fatto peggio dei governi precedenti
    mai dimenticare

  22. A “quelli” interessa fot…ere e magna’….
    Discorsi seri e competenti ? Si fanno delle sonore risate….
    Il fine e’ non dare nulla e che finito di lavorare gli italiani crepino in fretta….

    1. Ci saranno i soliti proclami e qualche pesce stordito abboccherà e così loro vanno avanti e prenderanno pure i voti alle europee e il risultato sarà che alla fine storpieranno pure la Fornero che ha dato filo da torcere finora- e’ inutile girarci intorno…… la colpa è di chi li supporta e li vota, con conseguenze drammatiche in ambito previdenziale e non solo.

    2. Capisco la lettera ed il sentimento delle tue affermazioni ma, a titolo di incoraggiamento positivo, mi permetto di evidenziare che tutta la loro voglia di magnà cercano sempre di rivestirla di una retorica improntata alla razionalità e serietà. Hanno bisogno di agire con apparenze razionali e smontargliele motivatamente per loro è un problema e per noi, come diceva il Pulitzer, evidenziare le contraddizioni interne quanto palesi delle loro giustificazioni è l’unica difesa che abbiamo.

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