Equo Compenso per professionisti: approvato nuovo testo, delusione e proteste

Riforma pensioni, buchi contributivi pre 1996, speranza?

Si torna a parlare di equo compenso per i professionisti, con l’arrivo del nuovo testo approvato ieri alla Camera dei deputati. Il coordinamento delle libere associazioni professionali (COLAP) non è soddisfatto e in un comunicato stampa spiega che Manca il coinvolgimento della Pa in tutte le sue funzioni, come ad esempio l’obbligo di rispetto della norma per le partecipate. Manca chiarezza, in particolare per le professioni associative, con un sistema che sembra disegnato per le professioni ordinistiche”.

Equo compenso per professionisti: testo approvato alla Camera

Il testo non andava bene a giugno e non va bene neanche adesso, visto che è stato modificato solo in minima parte”, le parole della presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci. “E’ dal 2017 che presentiamo proposte migliorative all’equo compenso e ogni volta ci troviamo poi con testi che non rispecchiano le reali necessità dei professionisti. La tutela deve essere garantita nei confronti di tutte le funzioni della Pubblica amministrazione: è fondamentale eliminare ambiguità e definire con chiarezza questo concetto, per evitare che si manifestino ancora episodi di compensi molto bassi o addirittura a zero denunciati più volta in questi anni dal Coordinamento”.

Per il CoLAP: “Tempi brevissimi per la discussione che non hanno permesso di migliorare un testo che, così come scritto, rischia di creare più disagi che benefici ai professionisti. Tutte le associazioni professionali, infatti, sono in protesta per le modalità con cui si è scelto di agire, oltre che per gli errori e le mancanze del provvedimento, sottolineate da mesi e a più riprese dal CoLAP.

Lavoro ed Equo Compenso, CoLAP chiede correttivi

Alessandrucci prosegue: “Da censurare, inoltre, anche le tempistiche e le modalità attuate dal governo: il testo era stato presentato a giugno e già bocciato dalla rappresentanza professionale perché inadatto. Ora, dopo mesi di silenzio, la Camera ha deciso di chiudere in due giorni, forzando anche il calendario parlamentare. Una fretta ingiustificata dopo uno stallo di mesi altrettanto senza senso. È necessario che il governo intervenga dando ascolto alle proposte del mondo professionale, che da anni chiede una reale tutela dei propri compensi e il rispetto della propria attività lavorativa”.

Come già sottolineato a giugno, il testo presenta notevoli criticità. Molti punti sono confusionari e ambigui: sembra un sistema disegnato sulle professioni ordinistiche ed è necessaria maggiore chiarezza sulla questione parametri e la definizione degli stessi per i professionisti associativi. Inoltre, resta ancora incompleto il coinvolgimento della Pa, visto che dalla norma sono escluse le partecipate e gli agenti di riscossione.

“L’augurio è che il ministro Orlando intervenga per sanare le problematiche”, conclude la presidente Alessandrucci. “Tutto ciò si sarebbe evitato con un maggiore ascolto di chi davvero conosce le esigenze dei professionisti. Ci mettiamo, ancora una volta, a disposizione della politica per suggerire i correttivi necessari”.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su