Riceviamo e pubblichiamo dal Dott. Perfetto: “Oggi è la festa della donna, e mi piacerebbe fare una riflessione.
Il mio pensiero corre innanzitutto alle lavoratrici. In particolare, alle lavoratrici che si alzano alle 4 del mattino per prendere i mezzi pubblici per percorrere 200 chilometri ed arrivare puntualmente alle 8 in classe per fare la lezione da supplente.
Il mio pensiero corre ai lavoratori. In particolare, ai lavoratori a partita IVA che prendono i mezzi pubblici per arrivare al lavoro puntualmente, al fine di evitare di essere richiamati dall’azienda che li ha presi in “affitto”, e quindi mitigare il rischio di rescissione del proprio contratto di lavoro.
Il mio pensiero corre a lavoratrici e lavoratori che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che per tutelare i propri “diritti” attraverso il diritto di sciopero ledono il diritto al lavoro di lavoratori precari supplenti e di lavoratori precari a partita IVA.
Oggi, 8 marzo, è la festa della donna. Oggi, 8 marzo, è anche giorno di sciopero.
Ognuno agisca come meglio crede. I lavoratori e le lavoratrici riflettano, però, sul fatto che lo sciopero fa perdere la giornata di paga, e quindi si riducono i versamenti dei contributi previdenziali. Ne consegue che diviene sempre più difficile mandare in pensione i lavoratori e le lavoratrici.
E allora ecco il mio suggerimento ai lavoratori e alle lavoratrici che, per tutelare il loro diritti, ricorrono al diritto di sciopero: chiedano ai Sindacati, ai quali sono iscritti, di retribuire la giornata di sciopero. Così, almeno, non si perdono i contributi previdenziali.
Il danno alle aziende ritengo che con lo sciopero sia minimo. C’è un dato che mi fa molto riflettere e sul quale mi sono espresso nell’articolo a firma di Erica Venditti pubblicato su Pensionipertutti in data 18 febbraio 2025 col titolo “Riforma pensioni 2025, redditi più alti per i lavoratori, ma come?”.
Il dato pubblicato da ISTAT che mi fa riflettere è il seguente: aumenta il tasso di occupazione, ma il PIL non cresce proporzionalmente. In altre parole, si lavora di più, ma si produce proporzionalmente di meno.
Ciò significa che le aziende hanno esuberi. Ciò significa che le aziende dovrebbero far lavorare meno le persone. Dunque: lo sciopero avvantaggia le aziende.
Lo sciopero danneggia, invece, i lavoratori precari (circa 2,8 milioni). Non solo: lo sciopero danneggia anche i lavoratori e le lavoratrici che vorrebbero andare in pensione.
Se ciò che affermo è sbagliato e mi verrà provato, allora nessuno ha una moglie o una nipote che fa 200 chilometri al giorno per andare al lavoro e altri 200 chilometri al giorno per tornare dal lavoro con i mezzi pubblici (come fa mia nipote); e nessuno ha mai lavorato a partita IVA con la spada di Damocle della rescissione del contratto di lavoro (come ho lavorato io per 9 anni)”.
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ieri si parlava sui giornali di aumentare le spese militari; mi ha fatto specie che il ministro Giorgetti abbia detto: come? dobbiamo preoccuparci della sanità ed è giusto; dell’istruzione ed è giusto; non ha parlato di pensioni: come dire: teniamo a lavorare oltre misura gli anziani; se muoiono sul lavoro perchè anziani non importa; poveri noi, in che mani siamo; saluti ai gestori del sito
I governo si fingono femministi, ma poi non fanno nulla di concreto. Vedi nidi, asili e sussidi alle famiglie miserevoli.
E in Europa spenderemo 800 mld in armi inutili. Fuori le ghigliottine!
Parole sante dott. Perfetto; in bocca al lupo a sua nipote; saluti a lei e ai gestori del sito