Pensioni anticipate 2018, ultim'ora Quota 41 con contributivo, proposta da Brambilla, non danneggerebbe nessuno

Finestre pensioni 2019, novità: quota 100 anche senza penalità si perde il 21%

Le ultimissime novità al 18 ottobre 2019 riguardano la tanto discussa uscita anticipata con quota 100, la misura prioritaria verso la quale, pare ormai certo, propenderà il Governo giallo-verde per riformare la famigerata Legge Fornero. Si inizia con il mandare in pensione circa 400 mila persone, ricordano sia il vicepremier Salvini che il sottosegretario legista al Ministero del Lavoro Durigon, nello specifico: quanti hanno almeno 38 anni di contributi e 62 d’età, poi l’obiettivo è arrivare alla quota 41, assicurano, che permetterà l’uscita indipendentemente dall’età per quanti abbiano già 41 anni di contributi alle spalle.

Quota 100 con finestre: saranno 4 una per ogni trimestre

L’uscita anticipata con quota 100  partirà a febbraio e seguirà il meccanismo delle finestre, nello specifico dovrebbero essere 4 una per ogni trimestre. Per intenderci chi maturerà i requisiti dal 1 gennaio entro il 31 marzo riceverà la prima pensione ad aprile. Chi maturerà i requisiti fra il 1 aprile e il 30 giugno incasserà il primo rateo pensionistico a luglio, e via dicendo.

Il Governo conferma altresì che la quota 100 sarà priva di penalità, ma quanti usciranno a 62 anni, ricorda Boeri, potrebbero arrivare comunque a perdere tra il 21 ed il 25% sulla pensione ultima rispetto a chi continuerà a lavorare fino ai 67 anni. Perché avviene, se non sono previste penalizzazioni per ogni anno di anticipo, si chiedono in tanti in preda alla confusione più totale?  Cerchiamo di fare chiarezza.

Pensioni anticipate 2019: quota 100 tagli del 21%?

A lanciare l’allarme sui futuri assegni pensionistici  in un’audizione alla Commissione Lavoro della Camera ci pensa il Presidente dell’Inps Tito Boeri che punta il dito contro Quota 100, la misura consente, dice, di uscire a partire dai 62 anni ma porterà degli svantaggi notevoli in termini economici, a chi deciderà di optare per l’uscita anticipata, sebbene il provvedimento di per sé appaia privo di penalizzazioni.  Perché si chiedono stupiti i lavoratori?

A seconda della posizione lavorativa e contributiva dell’interessato, sostiene Boeri facendo un esempio specifico, che riporteremo in seguito, si possono perdere anche 500€ di pensione lorda al mese, uscendo a 62 anni anziché a 67 anni come previsto dal 2019. Così riprende l’esempio Money.it, si consideri: “Un lavoratore impiegato nel settore pubblico con sistema retributivo fino al 2011- se in data 31 dicembre 1995 abbia maturato almeno 18 anni di contributi- e contributivo per il periodo successivo. Il dipendente suddetto ha una retribuzione media di 40.000€ lordi l’anno, a fronte di una pensione attesa di 30.000€ se nel 2019 deciderà di uscire con Quota 100. Tuttavia, se il lavoratore lavorasse fino a 67 anni, per ulteriori 5 anni, maturerebbe una pensione di 36.500€, ossia circa 500€ in più al mese”.  Ecco perché stando ai calcoli effettuati da Boeri riguardante l’esempio prodotto,  anticipando l’accesso alla pensione di 5 anni si prevede una riduzione di circa il 21% dell’assegno previdenziale. Ovviamente va da sé che il taglio sull’assegno ultimo potrà essere più o meno corposo in base all’impiego del lavoratore e dei contributi annualmente versati.

Quota 100 dai 62 anni: Esco prima, verso meno contributi, assegno più basso

La pensione si riduce perché con il sistema contributivo la pensione è tanto più alta quanto più contributi vengono versati dal lavoratore. Ragione per cui è evidente che chi deciderà di uscire prima avendo versato meno avrà un assegno più basso. Il lavoratore che opterà per quota 100 con il requisito minimo anagrafico richiesto, ossia i 62 anni, potrà, resta pur sempre una libera scelta, optare per andare in pensione 5 anni prima, rinunciando, come ovvia conseguenza, a 5 anni di contribuzione e dunque avrà una pensione più magra rispetto a chi uscirà raggiungendo l’età pensionabile richiesta.

Ci pare carino concludere con una frase scritta da Elisabetta Cozzani, iscritta al gruppo opzione donna proroga al 2018, che così sulla sua pagina Fb sintetizza, perfettamente, a mio avviso , e aggiungendo anche un pizzico di ironia, la questione riguardante il possibile taglio del 21% per chi opterà per quota 100:Dunque, corre voce che chi fruirà di quella ormai ultra tartassata quota 100 perderà un tot della sua pensione…e ma porco intelletto, nel caso in cui una tale o un tale cessino di versare contributi a 62 anni invece che a 67/68, mi pare ovvio patiranno la flessione economica di ben 5/6 anni di mancata contribuzione. Quindi sì, di sicuro, fatta salva ulteriore (quanto ancora non tangibile) penalizzazione, andando in pensione prima si percepisce meno. Ore e ore di dibattiti. Mah!”.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

40 commenti su “Finestre pensioni 2019, novità: quota 100 anche senza penalità si perde il 21%

    Antonio P.

    (22 Ottobre 2018 - 14:47)

    Buongiorno, premesso che non ho alcuna competenza in materia pensionistica, le vorrei chiedere cortesemente un parere su un mio dubbio. A febbraio 2019 avrò i 38 anni di contributi e 62 anni e 8 mesi e quindi rientro nella quota 100. Tuttavia, considerando questa “penalizzazione implicita” di cui si parla da qualche giorno ( non mi riferisco alla riduzione ovvia che si potrà avere anticipando i 5 anni di pensione, che chi è interessato vorrà o meno ponderare e vedere se avendo versato meno contributi gli convenga meno, ma mi riferisco al meccanismo dei coefficienti di trasformazione dell’assegno in rendita che mi pare di capire variano a seconda dell’età in cui si va in pensione, le chiedo ma a me converrebbe uscire per ipotesi ci fosse la prima finestra ad Aprile o mi converrebbe uscire alla seconda finestra a luglio, al compimento dei 63 anni ? (tralasciando ovviamente quel piccolo vantaggio poco importante che riceverei versando altri 4 mesi di contributi ) la percentuale della penalizzazione si ridurrebbe in misura importante o rimarrebbe più o meno uguale, perchè se è così, dato che ormai sono al culmine dello stress e preferirei uscirmene prima. Mi scuso per la duplicazione della domanda di poco , ma ho dovuto aggiungere l’ultima considerazione. saluti e grazie.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (22 Ottobre 2018 - 16:46)

      Antonio essendo le finestre trimestrali, almeno così pare aver anche confermato Durigon sabato 20/10, non credo che potrà cambiare molto in termini si assegno uscire 3 mesi prima o tre mesi dopo, anche se cade nell’anno successivo. Dovrebbe farsi fare un calcolo accurato all’Inps per comprendere di quanto incide il coefficiente di trasformazione sull’assegno ultimo per i 62 anni o per i 63. Tenga conto che valgono anche le frazioni dei mesi, se è prossimo ai 63 si calcolerà anche quello. Legga per un’analisi più accurata questo articolo: https://www.pensionioggi.it/dizionario/coefficienti-di-trasformazione. Le chiederei inoltre, qualora fosse rimasto soddisfatto della risposta, di lasciarci una piccola donazione a sostegno del sito con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. Saluti e grazie, questo è l’unico modo che ci consente di rispondervi in modo puntuale dedicandovi il giusto tempo.

    […] Facciamo un esempio per meglio comprendere i reali effetti penalizzanti della quota 100, pur priva di penalità all’origine, a partire dalle stime che stanno circolando in queste ore che tengono in considerazione anche i contributi versati. Un operaio che nel 2019, avrà 62 anni -con uno stipendio di circa 1600 euro al mese- e che opterà per ritirarsi con Quota 100, subirà le seguenti penalizzazioni: 21 per cento (con 38 anni di contributi), 17 per cento (con 39), 14 per cento (con 40), 11 per cento… […]

    FRANCO ALEDDA

    (19 Ottobre 2018 - 18:21)

    Buongiorno, ho maturato 41 anni di contributi la prima settimana gennaio 2018, lavoro precoce ho iniziato a 14 anni, ed usurante Fonderia di seconda fusione dove sono ancora i forza. La mia domanda fatta a novembre 2017 ha avuto come risposta che mi mancavano i contributi. riproposta dopo vari e segnalazioni con la ConfArtigianato , dovevano rispondermi a giugno e sono ancora in attesa di risposta per andare in pensione con i 41 anni. Chiedo intanto se dovrei già essere in pensione e se sì mi pagheranno anche gli arretrati?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (22 Ottobre 2018 - 17:07)

      Franco le conviene rivolgersi direttamente all’Inps per scoprire come mai ancora non ha ricevuto riposta di certificazione dei requisiti, se ora li ha maturati, in teoria da quando accederà alla pensione, data di decorrenza indicata, dovrebbe ricevere anche gli arretrati.

    MAURIZIO CICALA

    (19 Ottobre 2018 - 12:02)

    Buongiorno sig.ra Erica, le porto l’esempio di mia moglie: compirà 62 anni a giugno 2019 e avrà maturato 42 anni di contributi quindi in linea con la quota 100. Ma ora ,leggendo i commenti, mi pare di aver capito che la Fornero rimarrà ancora in vigore, a questo punto converrebbe andare in pensione con la fornero ipotizzando Adv a 42 anni e 3 mesi rispetto la quota 100? grazie per la risposta.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (22 Ottobre 2018 - 17:17)

      Maurizio a mio avviso conviene attendere, per chi è quasì prossimo ai requisiti Fornero, l’attuale normativa. Ioal suo posto per pochi mesi al traguardo non opterei per quota 100. Saluti. Anche perché stando al ragionamento di Patriarca, eserto previdenziale, sarebbe cmq penalizzante. Qui il link del mio articolo di oggi: https://www.pensionipertutti.it/pensioni-lavoratori-precoci-patriarca-allerta-i-quota-41-penalizzante-uscire-con-quota-100/. Se ha trovato giovamento nella risposta, sostenga il nostro sito con una piccola donazione con bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti, questo ci permetterà di continuare ad offrire questo servizio, certa della sua comprensione. La saluto Maurizio.

    Pantaleo

    (19 Ottobre 2018 - 8:14)

    Spero che si rendano conto che q100 è un ingiustizia cmq!!!
    Stanno cercando di arrampicarsi su tutto possibile x una cavolata!!!!
    Oramai x41,almeno x i precoci senza paletti,non c è speranza…
    38è inferiore a 41 o no???
    Rabbia tanta vedere andar in pensione chi ha versato meno!!!
    Ammesso che ci arrivino,
    A Maggio farete la fine di renzi!!!!

    danielascaravaggi@gmail.com to

    (19 Ottobre 2018 - 4:32)

    E per chi. Non ha 20 Anni di contibuti perche non e piu riuscito a trovare lavoro perche sure di eta dal monento check assumevano Giovanni Al disotto dei 30 Anni avendo ora 63 Anni quando potra e see potra avere qulcosa di pensione

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (19 Ottobre 2018 - 10:15)

      Daniela qui la risposta si fa complessa e meriterebbe una consulenza privata, cmq in linea di massima la questione è questa: La pensione che si può richiedere se non si hanno i contributi necessari per quella di vecchiaia è l’assegno sociale. Questa misura non è collegata all’anzianità di lavoro ed ai versamenti previdenziali ma viene erogata al raggiungimento di una specifica età anagrafica, dal 2019 bisognerà attendere i 67 anni, la misura è soggetta a limiti reddituali che ne condizionano gli importi ed a volte anche la fruizione.
      Esiste anche una prestazione previdenziale destinata a soggetti con soli 5 anni di contributi versati. articolo 24 della Legge 214/2011, Il requisito anagrafico previsto per questa misura dal 2019 sale a 71 anni. Chi ha almeno 5 anni di versamenti ma meno di 20 anni e che allo stesso tempo hanno il primo accredito dopo 1996 per centrare la quiescenza di vecchiaia dovranno attendere i 71 anni di età. Resta vigente però la Deroga Amato che a determinate e particolari condizioni consente di pensionarsi con 15 anni di contributi versati. Secondo la pensione per i quindicenni, è possibile accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età, ma con 15 anni di contributi anziché 20. Bisogna raggiungere le 780 settimane di lavoro ma esse devono essere state effettuate e coperte da contribuzione prima del 1993. Daniela nella speranza di averle risolto un po’ di dubbi se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo.

      Emanuele

      (19 Ottobre 2018 - 10:50)

      chi ha versato meno è perchè non è riuscito a trovare lavoro prima di te, grazie alla meritocrazia e comunque ha preso meno stipendi di te ed ha più anni di te.

    Bruno

    (18 Ottobre 2018 - 20:30)

    Io 64 anni 41 di contributi. Calcolo fatto con sistema Carpe 1850 mensili di pensione, se ho capito bene questo prenderei, se poi lavoro per altri tre anni fino a 67, l’assegno sarebbe di piu

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (19 Ottobre 2018 - 10:20)

      Bruno non so bene quale potrebbe essere il suo importo mensile, ma se ha fatto una stima sulle settimane lavorate dovrebbe essere attendibile. Lei avendo entrambi i requisiti potrà accedere non appena vi sarà la legge alla quota 100, ha più dei 62 anni richiesti, ed ha già 41 anni, se bastano 38. Detto ciò va da sé che essendo un sistema contributivo, più versa più prende, dunque se lavorerà, nessuno glielo vieta, per altri 3 anni avrà un assegno più cospicuo. Piuttosto prima di decidere se accedere alla quota 100 o meno, chieda al patronato di farle una proiezione della sua futura pensione tra tre anni, così potrà comprendere l’eventuale perdita e se il ‘gioco vale la candela’. Se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo.

    Renato

    (18 Ottobre 2018 - 19:05)

    Come diceva un’illustre quota 100 ” È UNA BOIATA PAZZESCA “. Noi precoci a questo punto possiamo solo fare il tifo per il ” BLOCCO DELL’ADV ” é poca cosa ma questo dobbiamo tenere viva questa speranza , continuando a parlarne facendoci sentire da questi pseudo statisti e far capir loro le nostre ragioni. Il problema è che io personalmente non ho ancora sentito o visto in nessuna intervista dichiarazioni esplicite sul BLOCCO DELL’ADV. QUINDI NON STANCHIAMOCI DI ROMPERE LE SCATOLE CONTINUAMENTE. FORZA RAGAZZI DOBBIAMO ROMPERE IL CA………. A PIÙ NON POSSO

    Claudio

    (18 Ottobre 2018 - 19:04)

    Buona sera Sig Erica, sono Claudio e le chiedo un suo parere sulla mia situazione. In ISOPESIONE art.4 Fornero da ago_2016 dovrei andare in pensione Anticipata lug_2019 con 43 anni e 3 mesi, il prossimo novembre copio 65 anni. Come vado in pensione? Quota 100!!!, Fornero ANTICIPATA? grazie

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (19 Ottobre 2018 - 10:33)

      A mio avviso chi è così vicino alla maturazione dei requisiti attuali, legge Fornero, come lei, conviene optare per la Fornero. Inoltre, se davvero fosse confermato lo stop dell’adv per le anticipate, forse potrebbero bastarle 42 anni e 10 mesi anche dal 2019. Nel suo caso la maturazione dei 42 e 10 mesi quando avverrebbe? Ma attendiamo di leggere il contenuto della Ldb 2019 per scoprire se vi sarà lo stop annunciato o meno, nel frattempo io al suo posto aspetterei la Fornero. Se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo.

    Paolo

    (18 Ottobre 2018 - 15:54)

    Nel 2019 avrò 62 anni di età ma solo 37 di contributi, la mia domanda è: sará possibile versare un anno di contributi volontari per raggiungere 38 anni di contributi ed accedere alla quota 100?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 16:27)

      Paolo mi pare di averle già risposto, non postate due volte le domande, altrimenti divento matta 🙂

        Paolo

        (18 Ottobre 2018 - 18:34)

        Mi scusi Erica, ma credo che lei abbia scambiato persona in quanto io é la prima volta che le scrivo, ci può stare che ci sia un altro Paolo che le ha posto lo stesso quesito, ma le garantisco che non sono io.
        Cercherò,di trovate la risposta, e la ringrazio comunque

          Erica Venditti

          Erica Venditti

          (19 Ottobre 2018 - 9:55)

          No allora mi perdoni Paolo riposti la domanda, rispondo volentieri e mi scusi per averla confusa 🙂

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (19 Ottobre 2018 - 11:21)

      Paolo ho ritrovato il suo commento, e mi scuso ancora ero certa di averle risposto, allora può certamente pagarsi un anno di contributi volontari per poter arrivare ai 38 richiesti dalla normativa vigente, nessuno glielo nega, anzi. Così dal 2019 avrà 62+38 e potrà accedere, se tutto sarà confermato in ldb 2019, aspettiamo di leggere il testo della misura, alla quota 100. Se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo. Saluti

    Paolo Verona

    (18 Ottobre 2018 - 15:41)

    Gentile Erica, mi permetto di rispondere ad alcuni sulla questione penalizzazioni, esse infatti sono già previste dalla attuale legge. Chi infatti vorrà andare in pensione anticipate del 2019, quindi con 43 anni e 5 mesi, avrà diritto all’ 84% circa dei contributi versati. Mi corregga se sbaglio, a me pare ovvio, che chi usufruirà di quota 100 con 38 anni di contributi, percepisca un po’ meno, altrimenti non sarebbe ne equo ne corretto. Io mi trovo nel 2018 ad aver già versato contributi per 42 anni e 8 mesi, a luglio 2019 ne avrò versati 43 e 6m ( quota 105) non mi sembra di vedere nessuna ingiustizia se chi uscirà con la 100 percepisca un po’ di meno. Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti a tutti.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 15:51)

      Concordo Paolo, infatti quota 100 è una libera scelta. l’importante, questo sì che potrebbe penalizzare chi volesse uscire, e che non vengano inserite penalità aggiuntive, ma pare che il Governo abbia abbandonato tale idea.

        Giuseppe C.

        (19 Ottobre 2018 - 16:52)

        E allora, se io riprendo solo quanto versato, perché devo comunque aspettare tot anni e non andare in pensione quando mi pare, anche dopo un anno, se riavrò SOLO ciò che ho dato, ed è mio, e BASTA?

    riccardo

    (18 Ottobre 2018 - 14:54)

    Solo per amor di verità:
    Pensionarsi con quota 100 non comporterà nessuna penalità.
    Quello che dice Boeri, che è vero, si presta però a interpretazioni errate se non si comprende il meccanismo.
    La pensione si basa su una serie di punti di partenza:
    – il montante contributivo ( quello che l’INPS ha incamerato anno dopo anno )
    – l’età di pensionamento
    – il regime personale ( retributivo / contributivo ) fino al 2012
    – ….
    Chi si pensiona a 67 rispetto a 62 versa 5 anni di contributi in più; non solo ma la pensione ( contributiva e siamo tutti contributivi dal 2012 ) dipende anche da quando si va in pensione. Poichè l’aspettativa di vita ( gli anni che verrà pagata la pensione ) in un caso è più o meno 15 anni nell’altro sarà circa 20 è logico che nel secondo caso darà diritto a un assegno più basso.
    Quindi è corretto che pensionarsi a 67 comporta una pensione decisamente più alta ( a parità di tutte le altre condizioni ) ma questo è dovuto al fatto di aver versato più contributi e al fatto che la pensione sarà pagata per un periodo ( mediamente ) più breve.
    Penso che Boeri voglia far passare l’idea che conviene lavorare e pensionarsi dopo ma questo sta alle decisioni del singolo: meglio lavorare ancora o godersi 5 anni di pensione in più ? dipende dalle condizioni fisiche e psicologiche, dal tenore di vita. In ogni caso non ci sono penalizzazioni per nessuno.
    Boeri vede la situazione finanziaria dell’INPS che nel breve periodo, se la gente opta per quota 100, si vedrà costretto a pagare invece che incassare ( fermo restando che alla lunga non c’è differenza )
    Come si dice nel lungo periodo …. siamo tutti morti ( e non vale la pena prendersela troppo )

    Franco Giuseppe

    (18 Ottobre 2018 - 14:30)

    Quota 41 anni di contributi per tutti sarebbe stata più equa, salvaguardando solo chi ha perso il lavoro a tarda età e senza speranza di ritrovarlo. Sono certo che molti sapendo di ricevere una pensione ridotta fino ad 1/4 non accetteranno questa possibilità sapendo di dover mantenere mutui, mogli e figli disoccupati. Quindi la quota 100 sarà un flop, un regalo a chi sta già bene di suo o che intende continuare magari in nero .

    luciano

    (18 Ottobre 2018 - 14:26)

    ho versato contributi ad e.n.a.s.a.r.c.o (ENTE PENSIONISTICO PER AGENTI DI COMMERCIO) per sei anni e 36 anni contributi all’ inps come impiegato con una azienda privata volevo cortesemente se questi sei anni con enasarco erano cumulabili con i versamenti inps quindi sarebbero 42 anni di versamenti effettuati e 65 anni di eta’. grazie
    LUCIANO

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 15:54)

      Purtroppo Luciano non le sarà possibile, L’enasarco era rimasta fuori anche quando fu approvato il cumulo gratuito dei contributi, ragione per cui per la quota 100, sebbene non dovrebbe essere previsto il divieto di Cumulo dei contributi, l’enasarco non servirà purtroppo per far conteggio insieme, dunque a 67 anni Enasarco liquiderà la pensione li maturata. Per l’INPS, adesso, ha soltanto 36 di contributi. Se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro Oppure se le viene più pratico attraverso un Bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti, er noi è un modo per continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo. Saluti e grazie.

    enzolanzini

    (18 Ottobre 2018 - 13:45)

    Disoccupato con 64 anni d’ eta’ e 36 di contributi la Quota 100 ci sta.?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 14:45)

      No Enzo per la quota 100 occorrono purtroppo 2 requisiti base: 62 anni, lei ne ha 64 quindi ok, ma 38 di contributi, e lei ne ha solo 36, non potrà accedere alla quota 100 purtroppo. Ma essendo disoccupato ed avendo 36 anni id contributi versati potrebbe optare per l’ape sociale ancora valida certamente fino al 31/12/2018. Vada all’Inps e si informi per tempo. Poi se ha voglia ed abbiamo ragione ci offra un caffè virtuale per sostenere il sito, basta andare al link: https://paypal.me/ericavenditti e donarci 1 euro il corrispettivo di un caffè appunto ,oppure se le venisse più pratico attraverso Bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti, per noi è un modo per continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo.

    Agostino 2

    (18 Ottobre 2018 - 13:43)

    La matematica non dovrebbe essere una opinione …ma in Italia (e nel suo sistema previdenziali – SI! – )
    Ecco quindi che perdiamo ogni criterio di proporzionalita’ e voltando e rivoltando i criteri “costruiti su misura” (dicasi “COEFICENTI”) ecco che magicamente “solo” – 5 anni – cambiano la sorte di 4 decenni di versamenti (38 anni):
    IN REALTA’ 5 (cinque) E’ UN OTTAVO DEI 4 DECENNI VERSATI ..!!!
    Non importa ..: MAGICAMENTE L’ ASSEGNO PENSIONISTICO SCENDE DEL 21% ( UN QUARTO!!!)

    luigi

    (18 Ottobre 2018 - 13:30)

    Buon giorno a tuti,
    Ora capite perfettamente che è tutto un grande BLUFF. Come nel gioco del Poker.
    QUI non siamo sul tavolo verde ma siamo al tavolo della vita di milioni di persone..
    Devo anche dire agli elettori che sono cascati nella rete molto ben tesa. Pensavate,seriamente, di andare in pensione con quota 100 prima degli altri e magari prendere la pensione intera., Certo allora IO sono: Cristoforo Colombo!
    Ma siate seri. Ma scusate pensavate che questi signori in poltrona Vi regalassero qualcosa. Illusi, Non offendetevi. Illusi…

    Ovviamente tutti Fornerizzati senza via di scampo… Altro che smonteremo, faremo, pezzo, pezzo, non fate un ” bel belin” di niente, Parassiti. Soliti…Come tutti prima dopo, e durante.
    Imparate a conoscerli bene prima di votarli.. Leggete,leggete,leggete,,

    Vi ricordo che maggio è vicino, O voi l’ardua sentenza, lavorando di coscienza,

    Non abbiate a male, per le mie secche parole, ma i pescecani non hanno anima..ne tento meno coscienza..
    Saluti.

    Franco Giuseppe

    (18 Ottobre 2018 - 13:29)

    Gentile Erica, c’è altro modalità di versamento per sostenere questo sito, la disponibilità e il tempo che dedicate a noi ? Sa, come credo Lei saprà qui siamo tutti avanti con gli anni e non siamo tutti usi al Paypal. Io per esempio vorrei sostenervi ma non faccio uso di questa carta. Facciamo così, Lei e il suo collega venite a trovarmi e vi offrirò anche una cena caffè compreso. Saluti e grazie per tutto.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 14:53)

      Potrebbe farci analoga donazione attraverso un bonifico: Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti. La ringraziamo moltissimo Franco e certamente saremo onrati di conoscervi uno ad uno e prenderci un caffè di persona :-), ma al momento le donazioni ci sarebbero di grandissimo aiuto, visto l’elevato numero di ore che dedichiamo al sito. Grazie per avermelo fatto notare, metterò anche questa ulteriore modalità oltre a paypal.

        Stefano Rodinò

        Stefano Rodinò

        (18 Ottobre 2018 - 15:02)

        grazie Franco, come le ha detto la mia collega, è anche possibile offrici la cena via bonifico bancario ;)! Le auguro buona giornata!

    Giuseppe C.

    (18 Ottobre 2018 - 13:16)

    Non sono d’accordo con la S. Cozzani: “senza penalizzazioni”, che è diverso dal dire “senza penalizzazioni ULTERIORI” per me significa prendere quanto avrei preso andando a 67 anni: è proprio qui l’equivoco. Secondo il significato di “abolire” la legge Fornero, per l’abolizione la legge Fornero non esisterebbe più e neanche l’obbligo di arrivare a 67 anni per percepire il massimo pensionistico, ovvero l’assegno uguale allo stipendio. Chiaro che, se continuano a coesistere due tipi di pensionamento, uno che doveva essere abolito e l’altro dichiarato “anticipato”, quello anticipato automaticamente si decurterà di tot anni rispetto a 67!

    Roberto

    (18 Ottobre 2018 - 12:40)

    Ma scusi Sig.ra Erica, si potranno cumulare in quota 100 i contributi di altre gestioni gratuitamente per raggiungere i 38 anni di contribuzione ? Grazie per eventuale risposta.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (18 Ottobre 2018 - 13:03)

      Inizialmente Roberto si era parlato di possibile divieto di cumulo gratuito poi per fortuna la voce è venuta meno, nessuno ne ha più parlato, si confida dunque siano valevoli tutti i contributi versati indipendentemente dalla gestione in cui si sono versati, pare potrebbe sussistere, invece, il divieto almeno parziale di cumulare i redditi da pensione e lavoro per chi opterà per l’uscita con quota 100, insomma chi va in pensione non dovrebbe, o comunque ne beneficerà molto poco, continuare a lavorare. Lo scopo della quota 100 dice Salvini è il ricambio generazionale.
      Se ha trovato utile la risposta e le va di sostenere il sito le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro. oppure con Bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per noi è un modo per continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo. Grazie, saluti

        Roberto

        (18 Ottobre 2018 - 20:24)

        La ringrazio di cuore e provvederò quanto prima.

          Erica Venditti

          Erica Venditti

          (19 Ottobre 2018 - 9:54)

          Grazie a lei Roberto 🙂

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