Green Pass a scuola e Covid-19: si parte il 13 settembre tra controlli, regole e polemiche

Lunedì 13 settembre in tutta Italia si tornerà a scuola, ma sono ancora tanti i dubbi legati al covid e al Green pass obbligatorio. Il punto interrogativo è ancora grande, anche perché molti temi sul tappeto non hanno trovato una risposta. La sola certezza è che lunedì «tutti i docenti saranno al loro posto», come ha promesso il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi alla Commissione Cultura della Camera: nessuna cattedra sarà, come si dice in questi casi, scoperta. Poi però c’è da vedere quanti dei docenti saranno protetti. «Oltre il 92 per cento del personale si è vaccinato e c’è una quota elevata che non può vaccinarsi», spiega Bianchi. Quanto alle verifiche, il ministro spiega che «il controllo del Green Pass sarà possibile, dal 13 settembre, sui pc dei presidi, grazie a una piattaforma che mostrerà la lista del personale presente negli istituti col bollino rosso e verde, evitando file e di far vedere all’esterno chi ha la certificazione in regola e chi no».

Green Pass e ritorno a scuola il 13 settembre: è caos

Privacy tutelata quindi, anche se resta uno zoccolo duro di contrari alla certificazione. Dopo i casi dei docenti delle scuole superiori allontanati dai presidi perché sprovvisti di Green Pass per gli esami di riparazione, è finita sulle prime pagine di tutti i giornali la firma di Alessandro Barbero, docente di Storia medievale all’Università del Piemonte e star di YouTube con milioni di follower, sul documento di denuncia di 300 accademici: il Green Pass è discriminatorio perché “suddivide la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi i diritti fondamentali”.

Di discriminazione parla in sostanza anche Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi: secondo il protocollo messo a punto dal ministero, infatti, se in una classe tutti i ragazzi risultano immunizzati, allora è possibile rinunciare alle mascherine che, viceversa, dovranno essere indossate. «Se in una classe di 25 studenti ci fosse solo uno senza vaccino, come si sentirebbe questo ragazzo? Si potrebbe ovviare con una super app, come quella varata per i docenti, con cui si potrebbe sapere quali sono le classi completamente vaccinate senza dover chiedere a ognuno certificati o documentazioni», argomenta Giannelli.

Meglio sarebbe stato mantenere l’obbligo a indossarle. Lo sostiene Agostino Miozzo, ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico e consulente del ministro Bianchi: «La situazione è molto migliorata, ma impone il rispetto delle regole. La variante ha effetto sui giovani e ci sono molti milioni di over 50 da vaccinare, che vivono spesso in casa con i ragazzi. In più, nelle scuole non si è fatto abbastanza per sanare i vecchi mali come le classi pollaio. E in tutto questo si è reso anche opzionale il distanziamento di un metro. Dire che può tornare il compagno di banco è un’affermazione romantica ma pericolosa. Abbassare la guardia ora è rischioso».

Green Pass obbligatorio e ritorno a scuola, screening degli studenti

I tecnici però puntano molto sullo screening proprio degli studenti: ogni due settimane oltre 54 mila ragazzi divisi in scuole-campione delle 107 province italiane si sottoporranno a test salivari, all’inizio direttamente a scuola e poi a casa con la collaborazione delle famiglie. L’obbiettivo è quello di individuare immediatamente eventuali contagi così da scongiurare al massimo l’uso della Didattica a distanza. «Se c’è necessità di quarantena riguarda il singolo istituto, non è più possibile estendere questa condizione a tutta la regione o al comune. Isoleremo il cluster, ne vedremo la gravità, lo limiteremo; sulle quarantene sentiamo il parare del Comitato tecnico scientifico e delle autorità sanitarie, ma la scuola deve rimanere aperta, questa è la mia posizione evitando situazioni di contagio diffuso», ha promesso ancora il ministro.

Ma il vero problema è fuori dalle scuole. I mezzi pubblici saranno in grado di rispondere all’aumento dei passeggeri? Resta valido il limite dell’80 per cento della capienza con l’obbligo delle mascherine sempre indossate, ma si sta ancora lavorando alla possibilità di variare gli orari di inizio delle lezioni proprio per ridurre l’affollamento. Genitori e studenti attendono.

2 commenti su “Green Pass a scuola e Covid-19: si parte il 13 settembre tra controlli, regole e polemiche

  1. sarà un gran casino l’inizio anno; i prof. obbligo di vaccino ma gli alunni no; almeno 1 milione 700mila ragazzi dai 12 ai 19 anni senza 1° dose; circa 10 milioni di persone in italia senza vaccino; e cosa ha deciso il ministro: 100% in presenza; grande c……….ta; e sui bus : 80 % di capienza; poteva iniziare al 70% come la fine dell’anno precedente e poi si vedeva; e per fortuna è il mio ultimo anno di lavoro dopo 36 anni di insegnamento; speriamo………………………………….

  2. Nella scuola, il governo non vuole spendere nulla !
    Nulla è stato fatto per eliminare le classi pollaio, ASSAI RISPARMIOSE per il governo.
    Nulla è stato fatto per i mezzi di trasporto che sono sempre gli stessi !
    In compenso, si interviene con leggi di dubbia efficacia, tanto per far vedere che qualcosa si è fatto,ovviamente a zero euro !

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