Green Pass in Italia: come scaricarlo, quanto dura, come recuperarlo, la guida

In piazza lo attaccano, negli hub vaccinali fanno la fila per ottenerlo: è il Green pass, il lasciapassare concesso a vaccinati, “tamponati” e guariti. Con l’aiuto del professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli studi e Direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi ecco la radiografia del documento più ambito dell’estate 2021 con tutte le risposte rilasciate sul settimanale Chi dai due virologi.

Green pass obbligatorio in Italia? Come si riceve e quanto dura

Che cos’è il Green Pass? Un lasciapassare europeo che viene concesso solo a chi non è infetto dal Covid-19. Perché è stato istituito? Per consentire l’ingresso nei luoghi pubblici al chiuso (i più a rischio) solo a persone la cui salute è certificata. Non azzera i rischi (ogni contatto è a rischio e anche chi è vaccinato potrebbe ammalarsi e contagiare, ma a livelli infinitamente più bassi di chi non lo è): li riduce al minimo. Cosa bisogna fare per averlo? Lo si riceve dopo avere fatto un tampone, il vaccino (uno qualsiasi dei quattro approvati in Italia, e anche solo la prima dose) o essere guariti dal Covid-19.

I tamponi per il Green pass sono a carico del Ssn? No, si pagano, ma il Governo ha stipulato un’intesa con farmacie e strutture sanitarie per fornire test antigenici rapidi a prezzo ridotto fino al 30 settembre. Valgono anche i tamponi nasali“auto somministra bili ”? No, il tampone deve essere eseguito da medici o farmacisti che poi provvederanno alla certificazione del risultato.

Come si riceve il Green pass? Il medico registra il vaccino, il tampone o la guarigione, quindi il Ministero invia un’email o sms con un codice: ci si collega al sito dgc.gov.it, all’app Immuni oa quella IO, si inserisce il codice, le ultime 8 cifre della tessera sanitaria e si viene rimandati a una pagina in cui compare il proprio Green pass da scaricare.

Quando arriva? Quanto dura? A chi ha fatto la prima dose di vaccino viene rilasciato dopo 1215 giorni e vale fino al richiamo. Con la seconda dose si attiva dopo 1-2 giorni e vale per 9 mesi. Con il vaccino monodose arriva dopo 15 giorni e vale 9 mesi. Per chi è guarito dal Covid è valido 6 mesi dalla data di avvenuta guarigione certificata dal medico, dalla Asl o dall’ospedale. Dopo un tampone negativo è subito attivo, ma è valido solo per 48 ore, poi va rifatto.

E se non è arrivato né l’sms, né una mail con i codici? Per ora basta mostrare il certificato ricevuto dopo il vaccino, la guarigione o il tampone. Si può anche chiamare il 1500 (avendo molta pazienza e fede…). Oppure si può chiedere in farmacia o contattare la struttura che ci ha rilasciato la documentazione.

Green Pass in Italia: a cosa serve, chi controlla e sanzioni

A che cosa dà diritto? È l’unico documento che, dal 6 agosto, permetterà di accedere a tutte le attività che si svolgono al chiuso – ristoranti e bar, palestre e piscine, cinema e teatri, stadi e concerti, eventi e convegni, concorsi pubblici, sale gioco – e probabilmente anche su treni, aerei e navi. Dovrebbe permettere anche di entrare in ospedali e Rsa.

Quando non serve? Non serve per consumare al banco nei bar. Non è richiesto sui mezzi pubblici, ma solo perché i controlli sarebbero impossibili. È indispensabile per l’estero? Non ancora: in teoria si dovrebbe potere viaggiare in Europa anche senza Green pass fino al 12 agosto, avendo con sé gli stessi certificati – rilasciati da medici, strutture sanitarie e farmacie autorizzate – che permettono di ottenerlo. Dopo il 12 agosto, però, sarà indispensabile avere con sé il Green pass vero e proprio.

Chi ha il Green pass evita qualsiasi tampone e quarantena? Non è detto. Prima di partire conviene sempre consultare il sito Re-open EU per verificare le regole dello Stato in cui si è diretti, perché i singoli Paesi (ma anche le singole regioni italiane) possono imporre norme più stringenti anche a chi è in possesso del lasciapassare.

Anche i piccoli devono averlo? No, è richiesto dai 12 anni in su, perché prima la somministrazione del vaccino non è prevista. Chi è esente dal Green pass? I soggetti esclusi dalla campagna vaccinale per età (i minori di 12 anni) e chi ha una apposita certificazione medica che lo esenta dal vaccino per motivi di salute.

Può essere revocato? Sì, se nonostante la vaccinazione ci si ammala il Green pass, anche se ancora valido, è revocato. Una volta guariti, se ne otterrà uno nuovo, valido per 6 mesi.

Chi può chiederci di controllare il nostro Green pass? Solo i titolari o i gestori dei servizi delle attività a cui si vuole accedere (i ristoratori, per esempio) e le forze dell’ordine. Come avvengono i controlli? Con una app (VerificaC19) il verificatore inquadra il Qr Code (digitale o cartaceo): se sul suo schermo compare una spunta verde (assieme a nome, cognome e data di nascita del cliente) è tutto ok; se appare un segnale di divieto rosso con la scritta “Certificato non valido”, il lasciapassare è revocato o scaduto (perché, per esempio, sono passate 48 ore dal tampone che ha permesso di ottenerlo). Dovrà anche verificare, con un documento di identità, se siamo noi i titolari del Green pass.

Cosa accade se non si ha il Green pass e si entra lo stesso in un posto in cui è richiesto? Cliente ed esercente rischiano ognuno una multa da 400 a 1000 euro. Alla terza infrazione l’attività viene chiusa da 1 a 10 giorni. Esistono Green pass falsi? Sì, ma non possono funzionare. E chi ha un certificato illegale rischia il “concorso in falso in atto pubblico”, un reato che prevede condanne fino a 2 anni.

Continuo ad avere problemi col Green pass: cosa posso fare? Contattare tra le 8 e le 20 il n° verde 800.91.24.91 o scrivere una mail a cittadini@dgc.gov.it.

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