Green pass nelle mense aziendali, Cazzola: si lede davvero il diritto dei lavoratori?

Si fa un gran parlare in questi giorni del Green Pass nelle mense aziendali, i sindacati dalla loro tuonano ‘si può lavorare insieme ma non mangiare negli stessi locali’, mentre per Federmeccanica la soluzione sarebbe: ‘ Obbligo in tutti gli ambienti di lavoro, non solo a mensa’.

Ma se il vaccino non é obbligatorio, si chiedono in tanti, perché discriminare i lavoratori che per scelta hanno deciso di non farlo? Le mense non hanno già abbondantemente speso denari per rendere sicuri i propri ambienti ancor prima che si pensasse al Green Pass, inserendo il plexiglass tra un posto e l’altro, ed ora non si può più pranzare insieme, ma si può continuare a lavorare nello stesso turno? Un paradosso tutto italiano che sta creando moltissimo sconcerto.

Nota a tutti ormai anche l’immagine dei poliziotti senza Green Pass che consumano un panino all’esterno, a cui é seguito l’intervento ‘a gamba tesa’ dei sindacati delle forze dell’ordine che indignati hanno fatto sapere che lotteranno per difendere i diritti e la dignità dei propri iscritti. Nello specifico sulla questione é intervenuto anche Domenico Pianese, segretario generale del Coisp: ‘La mensa è luogo di lavoro a tutti gli effetti e il vitto un diritto inalienabile, non uno sfizio come una serata al ristorante’ ed ha annunciato ‘ogni azione utile a tutelare le forze di polizia’.

Ma vi é anche chi sostiene che il problema potrebbe trovare facile soluzione, basterebbe imporre il Green pass, e dunque o vaccino o tampone, per poter accedere all’azienda, così non esisterebbero discriminazioni alcune, chi é dentro potrà condividere spazi in comune sia nell’orario di lavoro che in mensa, gli altri non potranno entrare.

Nel dibattito é intervenuto anche il Professor Giuliano Cazzola, che con ironia polemica si mostra in dissenso con l’allarme lanciato dai sindacati. Non é che forse é divenuta meramente una questione di principio, dice il Professore, i sindacati sembrano non avere problemi più seri, eppure ve ne sarebbero eccome.

Green Pass obbligo per mense aziendali, Cazzola ai sindacati: questione di principio?

Macchè scala mobile, macchè articolo 18, macchè riforma delle pensioni. – afferma Giuliano Cazzola con ironia polemica  e in dissenso con l’allarme lanciato dai sindacati.La priorità di cgil, cisl e uil oggi è  incredibilmente un’altra: respingere il disegno delle ‘’forze della reazione perennemente in agguato’’ per privare i lavoratori dei loro diritti  pretendendo di equiparare  le mense aziendali o il luoghi di refezione ai ristoranti. Come si fa a trattare – sembra dire Maurizio Landini –  il pranzo  di  chi lavora dopo un turno faticoso come il  desinare dei ‘’signori’’ che hanno il tempo di recarsi al ristorante?  È diventata ormai una questione di principio per i sindacati che evidentemente non hanno problemi più seri di questo: l’obbligo del green pass per accedere alle mense  – dicono – non deve passare. È questo l’oggetto di una lettera che le segreterie confederali hanno inviato ai ministri Andrea Orlando e Roberto Speranza, per cogliere in un sol colpo i responsabili del Lavoro e della Salute e dire loro che ad oggi l’obbligo del possesso di green pass per l’accesso alle mense aziendali e ai locali a queste assimilabili non trova alcuna disposizione specifica normativa che lo stabilisce. Seguiamo lo scritto. ‘’Difatti, assente (caspita! Che linguaggio forbito , ndr) qualsiasi riferimento puntuale nell’art.3 del DL n..105 del 23 luglio 2021, dove si parla di servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso, non riconducibili alle mense aziendali o luoghi assimilabili (come da distinzione, per natura del servizio, confermata nei diversi decreti avvicendatisi durante i mesi drammatici della pandemia), anche la precisazione giunta nelle ore scorse attraverso una FAQ nel sito del Governo, non assurge a norma vincolante. Non potendo, parimenti considerare quanto precisato nella nota del Viminale del 14 agosto u.s., non solo perché nota interna e riferita a contesti lavorativi specifici, differenti dalle realtà aziendali (pubbliche e private), ma perché sopravvenuta alla nota, sempre del Viminale, sul medesimo tema, di pochi giorni prima (5 agosto u.s.), capovolgendo quanto precedentemente stabilito (e prontamente applicato), che non prevedeva per gli occupati l’obbligo di esibizione del green pass per l’accesso alle “mense di servizio”, a differenza degli ospiti/esterni’’

Green pass mense aziendali: quale soluzione?

I lettori avranno certamente apprezzato nella lettera non solo l’apparente rigore giuridico, ma anche lo stile burocratico del tutto simile a quello di una circolare di una Questura di una provincia periferica. Certo può sembrare capzioso che chi non si è vaccinato per ora entri in azienda, ma gli sia precluso l’accesso alla mensa.

Eppure una spiegazione tecnica c’è, ma andiamo al sodo. Il rimedio  esiste ed è anche semplice. Basterebbe esibire il green pass o l’esame negativo di un recente tampone al momento di entrare nei locali dell’azienda. Poi sarà permesso di circolare liberamente. Non sarebbe meglio tagliare il più presto possibile questo nodo invece di cincischiare con la richiesta di un obbligo imposto per legge? Dio salvi i lavoratori da sindacati così.

Voi dalla vostra cosa ne pensate? Favorevoli o contrari a quanto detto dal Professor Cazzola? Fatecelo sapere nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

8 commenti su “Green pass nelle mense aziendali, Cazzola: si lede davvero il diritto dei lavoratori?”

  1. ne aggiungo un’altra, io faccio sport: è come se qualcuno, mentre stai raggiungendo un traguardo agognato da una vita e ti mancano pochi metri qualcuno, all’improvviso, ti sposta il traguardo, e tu ti domandi: perchè? così è stato deciso, rassegnati; non dò questo potere al prof. cazzola, diciamo che gli dò il potere di suggeritore per altri; ma ripeto: sono una persona corretta e quando sbaglio io chiedo scusa e è molto probabile che mi sbagli; questa è la mia attuale opinione cordiali saluti alla dott.ssa Venditti

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  2. Si trovano nelle librerie, magari ordinandoli, libri che trattano la questione delle vaccinazioni, e’ sufficiente sbattersi un po’ a leggere, e non rimanere passivi a cio’ che viene fatto passare dall’ informazione generalista. Poi ognuno fa le proprie scelte con maggiore consapevolezza

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  3. Io ero per l’obbligatorietà del vaccino, come lo è per altri vaccini.
    Ma non essendolo si è creata questa situazione paradossale tipica italiana…

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  4. il commento sarà spero breve: intanto distinguiamo chi NON PUO’ VACCINARSI da chi NON VUOLE VACCINARSI e qui passa un oceano; chi non vuole vaccinarsi mi sembra quella persona che, come dice un proverbio, VUOLE LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE UBRIACA; NON CI SONO ALTERNATIVE ; giusto a pranzo ero in un ristorante e dentro c’era pochissima gente dovendo esibire il greenpass, fuori era pieno; siete liberi di non vaccinarvi (io il ciclo completo l’ho già fatto), ma non dovete pretendere nulla anche perchè METTETE A RISCHIO PRIMA VOI STESSI, I VOSTRI FAMILIARI E SOPRATTUTTO QUELLE PERSONE CHE PER PATOLOGIE VARIE NON POSSONO VACCINARSI; per il prof. Cazzola: lei fa il paladino dei lavoratori………………………………………….. bella questa , mi faccio una bella risata

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