Guida alle pensioni: riscatto dei contributi, chi può farlo, domanda e modalità

Per coprire determinati periodi della vita lavorativa nei quali il lavoratore è scoperto da contribuzione, è possibile utilizzare l’istituto del riscatto che è sempre oneroso. Proprio per il fatto che il lavoratore deve pagare il riscatto (talvolta molto oneroso), è importante che la domanda di riscatto sia presentata il prima possibile in quanto l’ammontare dell’onere da versare è determinata sulla retribuzione percepita al momento della domanda. Vediamo nella nostra guida qui di seguito, tutti i possibili contributi riscattabili e come fare.

Riscatto contributi universitari e altri contributi riscattabili

Quando la legge lo consente, la domanda di riscatto va presentata anche prima di iniziare l’attività lavorativa, come nel caso del riscatto degli studi universitari. Il contributo da riscatto può essere versato in un’unica soluzione, oppure in forma rateale che, sempre nell’ipotesi degli studi universitari, è consentita fino a un massimo di 10 anni senza interessi. Le somme versate per il riscatto contribuiscono alla riduzione del reddito imponibile IRPEF, come se si trattasse di contributi obbligatori il che comporta un risparmio sull’effettivo onere di riscatto. Ricordiamo qui di seguito tutti i possibili contributi riscattabili ad oggi:

  • i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre);
  • i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni);
  • i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla Laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
  • i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • i titoli accademici introdotti dal decreto n.509 del 3 novembre 1999 cioè: Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale cui si accede con la laurea;
  • diploma di accademia delle Belle Arti (Sono esclusi i periodi di fuori corso);
  • periodi di lavoro prestati all’estero in paesi convenzionati;
  • l’attività svolta con contratto di contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;
  • periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro (lavori discontinui, temporanei, stagionali successivi al 31/12/1996;
  • periodi di formazione professionale, studio e ricerca;
  • periodi interruzione tra un lavoro e l’altro.
  • Periodi intercorrenti nel lavoro con contratto a part- time verticale o ciclico;
  • periodi assenza dal lavoro per maternità e assenza dal lavoro per malattia del bambino sino a 3 anni di età, quando la donna non sta lavorando;
  • periodo di congedo per l’assistenza e la cura di disabili in misura non inferiore all’80% per i periodi successivi al 31/12/1993;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;
  • periodi di lavoro non coperti da contribuzione (omessi) e per i quali non sussiste più l’obbligo assicurativo (prescritti), se i contributi risultano non versati:
    » dal datore di lavoro per attività lavorativa subordinata;
    » dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti;
    » dal titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti.

Altri servizi o periodi contributivi riscattabili

  • servizi presso enti iscritti facoltativamente resi prima della data di iscrizione facoltativa;
  • servizi prestati presso enti privati esercenti un pubblico servizio;
  • servizi prestati presso enti di diritto pubblico ed istituti di credito di diritto pubblico;
  • servizio prestato come assistente straordinario non incaricato o di assistente volontario nelle Università o negli Istituti di istruzione superiore;
  • servizio prestato in qualità di dipendente statale non di ruolo senza iscrizione all’INPS;
  • periodi di tirocinio pratico per sanitari e farmacisti;
  • periodi di fruizione di borsa di studio;
  • periodi di iscrizione ad albi professionali

Presentazione domanda riscatto contributi e modalità

La domanda può essere presentata dalla data di assunzione e entro 90 giorni dalla cessazione dal servizio. Qualora la cessazione sia per limiti di età la domanda di computo o di riscatto deve essere presentata almeno due anni prima della risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento del limite di età previsto per la cessazione dal servizio.

La domanda si intende decaduta in caso di assenza di comunicazione da parte dell’assicurato entro il termine dei due anni dalla notifica. Nel caso di parziale versamento, verranno considerati utili solamente gli anni o frazioni di anni per i quali è stato corrisposto l’onere. Nel caso in cui i richiedenti siano i superstiti dell’assicurato deceduto, la determinazione dell’onere avverrà facendo riferimento alla data di decesso dell’assicurato

Modalità di versamento dei contributi dovuti: Unica soluzione, entro sei mesi dalla notifica oppure secondo un piano di rateizzazione (mensile, bimestrale o trimestrale) non superiore a 5 anni (o dieci anni per studi universitari).

Un commento su “Guida alle pensioni: riscatto dei contributi, chi può farlo, domanda e modalità

  1. Sul tema del riscatto degli anni di laurea ci sarebbero alcune cose da dire, prima fra tutte la considerazione dell’inutilità di tale riscatto a fronte dell’incertezza dell’età del ritiro.
    Dal momento che è ampiamente dimostrato che il “contratto” fra lavoratore e Stato è carta straccia (vedi alla voce Fornero) conviene non anticipare proprio nulla.
    La seconda considerazione sta nel fatto che con il lavoro che sarà sempre più precario e intermittente, il pagamento del riscatto con la speranza del ritiro anticipato è pura utopia: praticamente tutti in futuro dovranno attendere l’età della pensione di vecchiaia.
    Personalmente non ho riscattato il periodo di studi universitari e ho fatto bene: avrei pagato in anticipo (o comunque prima di andare in pensione) fior di quattrini che ho meglio investito su altre cose.

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