#IoApro, intervista all’Avvocato Nannelli: Green pass si o no?

Pensionipertutti: Avvocato Nannelli, lei è l’avvocato di Umberto Carriera, Mohemed El Hawi (Momi), Biagio Passaro e Antonio Alfieri che da pochi giorni (lo scorso 17 luglio) hanno fondato il partito politico #IoApro, proprio con lo scopo primario di lasciare massima libertà ai cittadini di scegliere della propria vita. Libertà, voi dite, spesso compromessa dai passati DPCM e lockdown messi in atto per arginare i contagi da Covid 19. Cosa ne pensa dell’idea del Governo di promuovere il green pass per i ristoranti, le palestre o per partecipare a qualsivoglia evento?

Avv Nannelli: Nelle intenzioni dei suoi promotori (e quindi nella teoria!) l’obiettivo del certificato Covid digitale Ue,o Green Pass,  è quello di ripristinare la libertà di circolazione delle persone sul territorio comunitario, libertà che costituisce uno dei pilastri fondamentali del processo di integrazione europea, ma che pure è stata compressa con l’esplosione della pandemia, la quale ha indotto i governi europei all’adozione di pesantissime misure restrittive.

Com’è noto, coloro che sono muniti di “certificazione verde” non saranno sottoposti a test del tampone, né a quarantene, potendo in tal modo spostarsi attraverso le frontiere degli Stati membri senza intoppi né contrattempi. Il Green Pass (sempre secondo le intenzioni dei suoi promotori) certifica l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione dalla Covid-19 o l’eventuale negatività al coronavirus (non è valido il test fai da te). Tuttavia, nella realtà, questa specie di passaporto sanitario non fa altro che limitare -a ben vedere- la libera circolazione, ponendo nuovi limiti ed obblighi, moltiplicando la burocrazia, i passaggi, le comunicazioni, la gestione dei dati.

Pensionipertutti: Che idea si è fatto, dunque?

Avvocato Nannelli: La situazione è complessa, per di più gli Stati europei non hanno ancora stabilito all’unisono se il certificato debba essere concesso dopo la prima o piuttosto dopo la seconda dose, né il periodo di validità del test in assenza di vaccinazione (alcuni Stati accettano il tampone rapido, altri no). Insomma, ogni Paese membro si regolerà da sé e questo favorisce il caos nonché forme di discriminazione nei confronti dei cittadini europei, i quali, fino allo scorso anno, si muovevano sul suolo europeo esibendo semplicemente il documento di identità e neppure il passaporto.Insomma, l’Europa unita (così come la conoscevamo ieri!) potrebbe già oggi non esistere più.

Pensionipertutti: E’ davvero l’unica strada percorribile, quella del green pass, per convincere quanti non hanno ancora fatto il vaccino a farlo o nulla cambierà per quanti non intendono farlo e rischierà solo di compromettere ulteriormente la situazione economica, già precaria, di alcune categorie?

Avv. Nannelli: Non possiamo fare a meno di sottolineare un aspetto: il Green Pass dovrebbe provare l’immunità derivante o dalla vaccinazione o dalla estinta infezione, oppure provare la non contagiosità per mezzo del tampone negativo, tuttavia nessuno di questi tre elementi garantisce con certezza l’immunità, sicché si introduce di fatto una discriminazione, la quale però ha un fondamento soltanto relativo. Inoltre, tenendo a mente l’articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”), l’effettiva disponibilità del siero su larga scala e l’impossibilità di poterlo somministrare a chi è portatore di patologie determinano forme di emarginazione e penalizzazione per chi, per varie ragioni, non possa beneficiarne.  Infine, la libertà di circolazione (che ora sarà vincolata al possesso del certificato verde) e il diritto all’autodeterminazione terapeutica possono essere condizionati solamente in presenza di una legge statale che (si veda la sentenza della Corte Costituzionale 5/2018) è l’unica a poter subordinare l’esercizio di determinati diritti o libertà al rispetto di alcune profilassi altrimenti facoltative.

Green pass: illegittimo? Risponde l’avvocato Nannelli

Pensionipertutti: Dunque a suo avviso è illegittimo imporre il Green Pass?

Avv. Nannelli: Impedire la circolazione ai soggetti che non dispongono del Green Pass, in mancanza di una norma nazionale (conforme alla Costituzione) o europea che stabilisca un obbligo vaccinale, è di dubbia legittimità. Non dimentichiamo che la sicurezza sanitaria, quantunque da mesi e mesi ci venga raccontato l’esatto opposto, non rappresenta il bene assoluto.

Il diritto alla salute, infatti, deve essere bilanciato con altri diritti fondamentali, incluso quello di potersi muovere liberamente, secondo principi di “proporzionalità e non eccedenza”.

Pensionipertutti: In uno dei punti del programma del Movimento IoApro vi siete dichiarati contro l’obbligo vaccinale, vedete dunque una correlazione stretta tra l’obbligo ed il green pass obbligatorio?

Avv. Nannelli: Certo, la questione relativa al rilascio del Green Pass è in correlazione strettissima (e non potrebbe essere diversamente) con la questione relativa all’obbligo vaccinale. In Italia tale questione (obbligatorietà della vaccinazione anti COVID) è stata affrontata in riferimento alle professioni e operatori del comparto sanitario con il DL 44/2021.

Detto decreto legge ha fatto molto discutere per le implicazioni di tipo etico e giuridico che comporta ed anche per la circostanza che prima di tale DL 44/2021, prescindendo dalle contrastanti analisi e posizioni medico-scientifiche, nessuno stato o istituzione di diritto internazionale si era avventurato sul terreno minato dell’obbligatorietà del vaccino anti COVID-19.

A tale proposito vi è un aspetto da non sottovalutare: Il Consiglio d’Europa ha affrontato il tema dei vaccini anti COVID-19 e i relativi riflessi etici e legali, approvando il 27/01/2021 la Risoluzione 2361, nella quale tra l’altro ha espressamente escluso che gli stati possano rendere obbligatoria la vaccinazione anti COVID (punto 7.3.1) e ha inoltre vietato di usarla per discriminare lavoratori o chiunque decida di non avvalersene (punto 7.3.2). L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali italiana ha dichiarato che non è pensabile di poter effettuale un passaporto vaccinale sanitario stante la delicatezza dei dati che vi sarebbe contenuti, la variabilità e temporaneità della certificazione stessa in assenza di presupposti scientifici accertati e certi.

Pensionipertutti: Ma si tratta poi di una scelta sanitaria individuale quella di non fare il vaccino o si rischia non facendo il vaccino di danneggiare anche gli altri? Il tema è molto delicato, non trova?

Avv. Nannelli: Il recente Rapporto pubblicato il 13/03/2021 dall’I.S.S. e redatto insieme a Ministero, A.I.FA. e I.N.A.I.L. mette in chiara evidenza la totale sperimentalità dei vaccini e le conseguenti incertezze che li accompagnano, rendendo in tale quadro non applicabile la compressione del diritto costituzionale alla scelta sanitaria individuale rispetto al limite del supremo bene della tutela della salute pubblica.

Si legge nel rapporto cheUna persona vaccinata con una o due dosi deve continuare a osservare tutte le misure di prevenzione quali il distanziamento fisico, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani, poiché, come sopra riportato, non è ancora noto se la vaccinazione sia efficace anche nella prevenzione dell’acquisizione dell’infezione e/o della sua trasmissione ad altre persone. … non è ancora noto se le persone vaccinate possano comunque acquisire l’infezione da SARS-CoV-2 ed eventualmente trasmetterla ad altri soggetti. … Infine, è verosimile che alcune varianti possano eludere la risposta immunitaria evocata dalla vaccinazione, e, quindi, infettare i soggetti vaccinati. Segnalazioni preliminari suggeriscono una ridotta attività neutralizzante degli anticorpi di campioni biologici ottenuti da soggetti vaccinati con i vaccini a mRNA nei confronti di alcune VOC, come quella Sudafricana, e un livello di efficacia basso del vaccino di AstraZeneca nel prevenire la malattia di grado lieve o moderato nel contesto epidemico sud-africano. … a persona vaccinata considerata “contatto stretto” deve osservare, purché sempre asintomatica, un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato in decima giornata”.

NO green Pass, ma come fronteggiamo l’emergenza sanitaria in corso?

Pensionipertutti: E ma allora come fronteggiamo la pandemia attuale e le varianti, potrebbero chiedersi in tanti leggendo l’intervista?

Avv. Nannelli: Certamente non imponendo alle persone l’inoculazione di vaccini che -allo stato- risultano sperimentali.

E’ di qualche giorno fa la notizia di fonte israeliana che nemmeno il vaccino Pfizer, l’unico somministrato in tale nazione, non dia copertura alla variante sudafricana; così come recentissimo lo studio tedesco secondo il quale il DNA libero nel vaccino AstraZeneca scateni anticorpi insoliti all’origine delle complicanze spesso fatali di tipo trombotico; e poi ancora nel valzer delle incertezze l’alternanza delle indicazioni medico-scientifiche sulla somministrazione del vaccino AstraZeneca dapprima riservato solo agli under 55 e ora, invece riservato solo agli over 60.

È quindi importante considerare come allo stato attuale mancherebbero tutti i presupposti di certezza scientifica per imporre l’obbligatorietà del vaccino, il quale dovrebbe rispondere al duplice obiettivo di tutela della salute pubblica, impedendo il contagio dei pazienti da parte del personale sanitario vaccinato, e di tutela immunitaria del personale sanitario dal virus, nonché dalle complicanze vaccinali. A ben vedere, la situazione di sperimentalità dei vaccini anti COVID-19 non garantisce nessuno di questi due obiettivi: nessuna certezza di non trasmissibilità del virus da parte delle persone vaccinate, nessuna certezza di immunità dal virus; evidenze invece – seppur statisticamente poco rilevanti – di complicanze vaccinali talvolta anche fatali. La consapevolezza dei dubbi e delle incertezze che ruotano intorno ai vaccini è peraltro manifestata apertamente decreto-legge 44-2021 che impone al personale sanitario l’obbligo di vaccinazione.

In questa situazione di incertezza scientifica e di sperimentalità, caratteristica dell’attuale situazione emergenziale è non solo eticamente doveroso che i vaccini restino una libera scelta del singolo individuo, ma è anche giuridicamente dovuto nel rispetto dei massimi principi posti a tutela della persona. In proposito vanno citati gli artt. 1 e 3 della “Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” – proclamata a Nizza nel dicembre 2000 e diventata giuridicamente vincolante nella UE con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, a dicembre 2009 – i quali garantiscono la dignità umana e l’integrità fisica e psichica di ciascun individuo, nonché il rispetto del consenso libero e informato della persona in ambito medico e biologico; l’art. 8, comma 1, della “Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali” – firmata a Roma il 4/11/1950 – che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare; l’art. 5 della “Convenzione sui Diritti dell’Uomo e la biomedicina”, approvata dal Consiglio d’Europa il 4/4/1997 ad Oviedo, in cui è sancito il principio del consenso personale libero e informato ai trattamenti sanitari.

Pensionipertutti: Cosa vuole aggiungere in conclusione?

Avv. Nannelli: A conclusione di questa disamina non può non essere ricordato che la Costituzione ha anche funzione di limite al potere di maggioranza governativo ed è presidio posto a tutela della democrazia nella sua accezione più pura e nobile; prevaricarla sistematicamente in nome dell’emergenza sanitaria – si pensi ai tanti dinieghi di valori e diritti costituzionali da un anno a questa parte calpestati, quali la libertà di movimento (confinati a casa), diritto al lavoro (attività chiuse), diritto all’istruzione (scuole e università chiuse), libertà religiosa (funzioni e riti sospesi) – non è sicuramente risolutivo della pandemia, ma foriero di un futuro senza certezze e garanzie per i cittadini.

La Costituzione e il suo rispetto, non sono solo concetti giuridici astratti per addetti ai lavori, ma sono soprattutto gli elementi distintivi di una democrazia. I principi costituzionali e i diritti ivi affermati sono più importanti che mai in tempi di crisi. Il CORONAVIRUS si è portato via molte vite e ci ha sottratto molto del nostro quotidiano, la legislazione emergenziale però ci sta sottraendo i valori fondamentali di una società libera: la certezza del diritto.

Pensionipertutti: Avvocato vi é chi come Carlo Calenda, candidato a sindaco di Roma, scrive in un tweet: ” Mi scrivono che la posizione giusta per un liberale sarebbe: libertà di vaccino, no green pass, no chiusure e no obblighi in generale. C’è un pò di confusione tra essere liberale e essere cretino”. Cosa risponde?

Avvocato Nannelli : “ La stessa confusione che c’è fra coloro che in teoria si proclamano garantisti e rispettosi delle idee degli altri ….ma nella pratica non lo sono”

Penssionipertutti: Grazie avvocato per il tempo dedicatoci

Avv Nannelli: Grazie a te Erica per avermi permesso di parlare di un argomento così dibattuto oggi. Non resta che sperare che vengano prese le decisioni migliori che tutelino sì la salute, ma anche -e soprattutto- i diritti delle persone.

2 commenti su “#IoApro, intervista all’Avvocato Nannelli: Green pass si o no?

  1. Io sono per la massima libertà di vaccinazione, però con un grosso ma:

    Se ti ammali e usufruisci dell SSN devi pagare di tasca tua, se vai in ospedale e lavori devi utilizzare le tue ferie, se infetti qualcuno devi pagare i danni…. ecc.
    La tua libertà di non vaccinarti non deve ledere la salute degli altri altroche!

    1. Anche la libertà di vaccinarti non deve ledere la salute e la libertà di chi non si vaccina. Perchè se non mi vaccino e resto a casa mia senza partecipare a eventi con migliaia di persone, mi faccio una passeggiata con le dovute cautele, probabilmente sono meno “UNTORE” di quello che si vaccina e pensando di essere un super eroe fa di tutto e di piu’ e magari si infetta, porta a casa una delle tante varianti, non stà malissimo, ma può infettare un non vaccinato che stà SOLO facendo una passeggiata. Per quanto riguarda il PAGARE di tasca sua, purtroppo ci sono molte realtà che già subiscono questo servizio “vedi Tiket” e se sei in proprio (parlo di piccole attività) e devi fare un intervento, cerchi se puoi di farlo nel periodo delle ferie, proprio perchà i Clienti sono in vacanza. Solo una considerazione: se veramente il vaccino fosse cosi sicuro e fosse l’unica via di salvezza, secondo Voi non si sarebbero vaccinati per primi tutti i “politicanti” ? C’è qualcuno che crede veramente nel loro buon cuore di voler lasciare la loro dose a chi ne ha piu’ bisogno! Bahh! finora tasse e balzelli vari dimostrano che il loro buon cuore e esattamente il contrario! Alla fine anche in questo caso vaccini SI vaccini NO sarà una guerra tra poveri dove ci scorneremo tra noi e qualcun’altro si arricchirà!

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