La riforma delle pensioni 2026 si riaccende con l’uscita di Vannacci dalla Lega: propaganda o svolta?

L’uscita dalla Lega del Generale Vannacci con conseguente fondazione di un nuovo Partito già accreditato di una certa consistenza nei sondaggi a scapito soprattutto del partito guidato da Salvini ha smosso le acque ferme di uno stagno denominato “riforma previdenziale”.

Dopo mesi di assoluto silenzio e con una situazione economica deficitaria a causa delle due guerre in cui l’Italia è indirettamente coinvolta e che ci sta costando moltissimo in termini di inflazione e PIL, la Lega per bocca del sottosegretario Durigon (il padre di quota 100) entra a gamba tesa su un tema da troppo tempo lasciato nel dimenticatoio e che investe la quasi totalità dei cittadini italiani.

L’illusione della riforma previdenziale a 15 anni dalla Legge Fornero

È pur vero che tra i partiti che formano la maggioranza di Governo la Lega si è sempre, perlomeno a parole, battuta per una riforma che potesse prevedere una forma di anticipo pensionistico e che Forza Italia abbia, anche lei solo come intenzione, chiesto a più riprese l’aumento delle pensioni minime fino a mille euro, ma anche dalla Premier Meloni, seppur in maniera molto più cauta, erano arrivate delle aperture all’inizio del suo mandato di Governo nel settembre 2022 di poter arrivare nel tempo ad una vera riforma delle pensioni. Meloni aveva spostato sui tempi la questione parlando di intervento significativo “entro il termine della Legislatura” che aveva fatto molto sperare i cittadini italiani per avere, finalmente, una vera riforma previdenziale quindici anni dopo l’avvento della famigerata Legge Fornero, che criticatissima all’inizio da tutti ora è diventata inspiegabilmente “un argine alla spesa esagerata della previdenza in Italia”.

Tutti questi buoni propositi si sono infranti su un debito pubblico che corre senza freni verso continui record (siamo a 3.158 miliardi di euro) che generano novanta miliardi di euro annui di interessi, un PIL che anche a causa delle guerre stenta ad arrivare allo 0,7%, ad una disoccupazione vicina al 3% (che porterà alla solita perequazione parziale degli assegni previdenziali), alla mancata rivalutazione degli stipendi diminuiti al netto dell’inflazione dell’8% in dieci anni, alla fuga degli oltre 100.000 giovani italiani verso l’estero in cerca di trattamenti economici non umilianti.

Riforma Pensioni 2026: Flessibilità a 64 anni e Tfr, le mosse estive della Lega

Con questo quadro scoraggiante dove la riforma previdenziale si allontana sempre più Durigon lancia una serie di proposte che sembrano molto elettorali e paiono l’ultima spiaggia di un partito che sta perdendo consensi arrivati nei sondaggi al 6%. La proposta prevederebbe un’uscita anticipata a 64 anni non soltanto come già avviene ora per chi ha totalmente i contribuiti nel sistema contributivo (inizio versamenti dal 1° gennaio 1996) ma anche per chi ha carriere miste (una parte retributiva ed una parte contributiva). Inoltre, si ipotizza un utilizzo del proprio TFR come rendita, utilizzando lo stesso per raggiungere la soglia minima per accedere alla pensione. Inoltre, si prevederebbe un aumento da 20 a 25 anni minimi per chi si trova nel sistema misto per accedere al pensionamento lasciando i 20 anni per chi si trova totalmente nel sistema contributivo.

Tutto molto confuso, cercando di elaborare qualcosa in estate, per superare i mal di pancia di Zaia e Fedriga ed arrivare a settembre con una proposta limitata per sperare in un consenso che sta evaporando. Niente di quello che servirebbe davvero, una proposta organica che distingua i vari mestieri, che abbassi la soglia d’importo di accesso alla pensione ad una volta e mezza il trattamento minimo, che operi una reale flessibilità in uscita con vero aumento economico di chi voglia e possa stare di più nel mondo del lavoro e soprattutto una minus tassazione per i pensionati con abbassamento dell’IRPEF di tre punti e recupero sia del fiscal drag sia della perequazione che deve essere piena perché con l’inflazione che sale oltre il 3% i pensionati verrebbero penalizzati ulteriormente, infine, ma non meno importante, un aumento del numero degli scaglioni di reddito IRPEF da tre al almeno sei per dipendenti e pensionati nonché un aumento della flat tax al 15% ed una diminuzione della soglia di 85.000 euro annui per i lavoratori autonomi nel rispetto dell’art. 53 della Costituzione da troppo tempo abbandonato.

25 commenti su “La riforma delle pensioni 2026 si riaccende con l’uscita di Vannacci dalla Lega: propaganda o svolta?”

  1. Ma Landini non parla più delle pensioni,delle promesse mancate,dell’ adeguamento all aspettativa di vita,dei coefficienti di trasformazione,che dal prossimo biennio,saranno al ribasso. Che dice Landini,che dice??

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    • Scusa Andrea, almeno Landini lo dice che e una vergogna ed è uno schifo, il fatto e che noi, cioè voi, (poichè io a questo branco di incapaci non li ho votati!) continuiamo a dare loro il consenso. Pensa che questi sono stati capaci persino di peggiorare la legge fornero!
      Quindi? chi e causa del suo mal pianga se stesso!!!!! Anzi, vedrete che non finisce mica qui!!!!!!!!!!!
      un saluto a te ed i gestori del sito.

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    • Landini pensa alla sua prossima poltrona alla camera dei Deputi o dei Senatori. E chi se ne frega dei lavoratori che possano morire di fame sia da lavoratori che da pensionati.

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    • Il problema non e’ cosa dice ora Landini.
      Si doveva scendere in piazza quando e’ stata approvata la fornero nel 2011 come e’ successo in Francia.
      Invece tutti i partiti e sindacati si sono resi complici e partecipi di quella legge che ora tutti criticano.

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  2. Si parla di separazione lavori per accesso differenziato alle pensioni.ma chi stabilisce quali sono questi lavori? Un bidello potra accedere prima di un operaio che tira cavi e sale in quota con scale? Oppure un insegnante prima di un infermiere? A me pare la solita dividi et impera

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  3. le pensoni? i salari dignitosi? la sanità? la scuola? vedrete che da Vannacci in poi (che ha raccattato il peggio del peggio!) fino alle elezioni, per i mezzi di informazione (tra le quali la RAI pagata con i soldi nostri!) la priorità continuerà ad essere altro, l’immigrazione clandestina, la remigrazione, la responsabilità civile dei magistrati, dopo l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, la priorità sara l’abolizione del reato del femminicidio e delle intercettazioni, ed infine una ulteriore pacca sulle spalle agli evasori fiscali con qualche altro condonuccio.
    Alèèèè, Dio, patria e famiglia!!!!!!!!!

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    • Vannacci, ennesimo falso oppositore, creato dal nulla per muovere l’acqua senza che nulla cambi, strategia (si fa per dire) che non incanta più nessuno.

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  4. La Lega sulle pensioni si è giocata tanto con promesse non mantenute in questa legislatura, adesso mi sembra una manovra disperata per salvare capra e cavoli e per non sparire del tutto dalla scena politica. Secondo me l’Europa non ci farà fare nulla se non inasprire la Fornero dopo averci concesso extra debito sull’energia.

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  5. Se davvero la Lega e’ scesa nei sondaggi al 6 per cento scarso non mi sembra un dato di cui stupirsi, a mio avviso dovrebbero rileggere sulla stampa le promesse che hanno fatto prima delle elezioni del 2022 e chiedersi cosa hanno realmente fatto una volta al governo, sul tema pensioni… la distanza tra promesse e fatti concreti mi sembra sotto gli occhi di tutti, e direi che alcuni cambiamenti sono stati …in peggio !

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    • Per ora siamo all’immagine del generale in capo all’articolo odierno e forse lo sarà in quelli futuri e già notiamo, come da molti auspicato, che la Lega stia perdendo una parte del suo elettorato.
      Ma come la metteremo qualora il ricorso di Grillo sul simbolo dei 5 Stelle fosse accolto e restituito al fondatore da parte della magistratura? Ne deriverebbe qualcosa di analogo a quanto sopra?

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  6. Nota.

    Quasi certamente Mauro Marino nel suo editoriale intendeva riferirsi alla inflazione e non già alla disoccupazione quando scrive (riporto testualmente): “…ad una disoccupazione vicina al 3%…”.

    Infatti, solo in riferimento alla inflazione trova piena giustificazione la seguente espressione che viene riportata tra parentesi “(che porterà alla solita perequazione parziale degli assegni previdenziali)”.

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      • Non male l’articolo, Non tanto per un programma elettorale ma per un reale programma di governo, il problema è trovarne uno disposto ad attuarlo.

        La domanda per tutto questo che Lei propone è chi salda il conto quando si continua a pensare a come uscire e non a pensare a come entrate in un mondo del lavoro ben retribuito mentre nel frattempo ì giovani scappano all’estero.

        Molto esplicativo è l’esempio del link sotto riportato che, a voler guardare bene, ci fa capire che il problema non sono i Durigon o Salvini, ma forse un certo mondo imprenditoriale.

        https://www.maurizioblondet.it/perche-i-neo-laureati-italiani-emigrano-spiegato-benisssimo/

        Comunque sia: Durigon e Salvini nella testa delle persone hanno già pagato o pagheranno le promesse mancate e se il mal di pancia ora lo hanno Zaia e Fedriga (persone rispettabilissime), possono sempre pensare come molti al salto della quaglia magari in FI.

        Ma ricordo che siamo qui ancora a parlare di Opzione Donna quanto alcuni già si chiedono: che fine faranno le anticipate a 42,1 e 43,1 anni?

        Tutto questo mentre nell’ultimo libro-manifesto di Mario Draghi si ammette il fallimento delle vecchie politiche Europee di austerità.
        Invece di crescere si sono tagliati i salari e la spesa pubblica; così abbiamo solo impoverito i cittadini. La svalutazione interna ha bloccato i consumi e indebolito l’economia rispetto a USA e Cina.
        Ora serve l’esatto contrario: forti investimenti comuni e salari competitivi per non sparire …. Frugali permettendo.

        Ma dai!

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  7. Se la Lega avesse una seria intenzione di fare una riforma delle pensioni almeno decente, la soglia minima di importo pensionistico necessaria per poter andare in pensione a 64 anni dovrebbe essere pari all’importo del trattamento minimo, oppure, in alternativa, pari a una volta e mezza l’assegno sociale.
    Infatti, pensione minima e pensione sociale non sono la stessa cosa, anche se molti le confondono.
    Attualmente, per poter andare in pensione a 64 anni, i contributivi puri (cioè tutti gli assunti a partire dal 1° gennaio 1996) devono maturare un importo pari a tre volte la pensione sociale, vale a dire circa 1600 euro al mese: si tratta di un “absurdum”, perchè quasi nessuno in regime contributivo riuscirà mai a raggiungere un importo di pensione così alto.

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    • Caro Francesco io la proposta la farei cosi: Bene la possibilita’ di uscita al compimento dei 64 anni per gli uomini e 62 anni per le donne (chiaramente con un minimo di anni di contributi da valutare), nessun importo minimo da rispettare e chi e’ nel sistema misto possa utilizzare il procedimento di calcolo.

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      • Io direi 64 per tutti, senza distinzione fra i sessi. Sarebbe già un miracolo se si riuscisse ad abbassare l’età’ del pensionamento dagli attuali 67 ai 64 anni, figuriamoci se cominciamo subito a chiedere privilegi ed esenzioni per questi o per quelli. No, siamo realisti, non cominciamo a chiedere troppo, altrimenti non otterremo nulla. Il debito pubblico italiano non consente di allargarci troppo. Non facciamo richieste eccessive. Accontentiamoci.

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        • francesco, dici: accontentiamoci; ma chi comanda questo ragionamento lo conosce; punta alla situazione nella quale quasi nessuno accetta una soluzione; o ti convince, o ti costringe; faccio un esempio: ti dice: io ti permetto di terminare,; i soldi accumulati te li metto a disposizione dai 62 anni; la pensione non te la do e attento a fare bene i tuoi calcoli; detto questo vedremo; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Qualcosa faranno anche perché ci sono le elezioni nel 2027… ma saranno secondo me pieni di paletti che accontenteranno, forse, poche persone.

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      • certo Don, proprio così; per chi comanda la normalità sono i 67 anni, anzi 67 e 1 mese l’anno prossimo che poi diventerà 67 anni e 3 mesi; flessibilità in uscita? veri i paletti, il tutto contributivo e vedrai come modificheranno i coefficienti di trasformazione; la lega ne parla, gli altri neanche ne parlano; siamo proprio messi bene; saluti a te e ai gestori del sito

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