L’editoriale di Marino: sulle pensioni serve un patto tra governo e cittadini

Ormai, in pratica, ci siamo. Dopo aver passato l’estate più strana della Repubblica Italiana con una campagna elettorale ed un voto politico tra gli ombrelloni, con gli italiani disorientati e sgomenti davanti a bollette energetiche stratosferiche, siamo arrivati, finalmente, alla formazione del Governo in questa 19esima legislatura. Come tutti sappiamo i problemi che dovrà affrontare la Presidente del Consiglio “in pectore” Giorgia Meloni saranno da far tremare i polsi. In primis bollette di gas ed energia elettrica che stanno mettendo a durissima prova famiglie ed imprese con forte rischio di tensioni sociali, un’inflazione che ha superato abbondantemente l’8% come non si verificava da quasi trent’anni, uno scenario internazionale geopolitico difficile, contrastato, con una guerra nel cuore dell’Europa.

Riforma Pensioni, il Governo Meloni dovrà risolvere il problema previdenziale

Molti non invidiano la responsabilità che si assumerà Giorgia Meloni, ed infatti alcuni tecnici hanno declinato l’invito di par parte del Governo, ma, dobbiamo, invece, augurare buon lavoro all’Esecutivo che si formerà a breve con la novità, e non è poco, che per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana sarà una donna a sedersi sulla poltrona di Presidente del Consiglio.

Tra le altre responsabilità che si dovrà prendere il nuovo Governo c’è anche quella di risolvere un problema previdenziale che si sta trascinando da troppo tempo: la modifica sostanziale della troppo rigida legge Fornero. Sono stati scritti in questi anni fiumi di parole su questa controversa legge, imposta dall’Europa nel 2011, ideata in 20 giorni dalla prof.ssa Fornero e votata praticamente da tutto l’arco costituzionale, ma su un aspetto ora sotto tutti concordi: questa legge va contestualizzata, va modificata, va ammorbidita, deve essere flessibile, deve pensare a tutti evitando diseguaglianze.

Non è facile raggiungere questo obiettivo, al di là delle troppo facili esternazioni fatte in campagna elettorale, perché il tempo per una nuova legge operativa dal 1/1/2023 è molto poco e perché un intervento per realizzare una legge previdenziale strutturale non può essere a costo zero (nessuna riforma lo è), ma in ogni caso va fatto subito perché gli italiani lo chiedono e perché il Paese ne ha assoluto bisogno.

Riforma Pensioni, ultime news: la speranza di un Governo che sia sincero con i cittadini

Non so quello che il Governo potrà fare in ambito previdenziale in questi cinquanta giorni che avrà a disposizione quando sarà pienamente nelle sue funzioni con la nomina di Ministri, Viceministri Sottosegretari nonché della formazione delle Commissioni Parlamentari che di fatto sono il luogo dove si discutono i provvedimenti, ma comunque, in ogni caso, un intervento va fatto subito perché come tutti sappiamo sono in scadenza alla fine del corrente anno gli istituti di Opzione Donna, Ape Sociale e “Quota 102”.

Mi auguro che tutta la legge nella sua integrità e complessità sia approvata entro l’anno, in particolare i 41 anni di contributi per tutti, una flessibilità dai 62 a 70 anni, il bonus per le mamme con figli, la pensione di garanzia per i giovani, la resa strutturale di Opzione Donna e Ape Sociale, l’implementazione della previdenza integrativa, il minor costo per il riscatto della laurea, il mantenimento del sistema misto, l’aumento dei coefficienti di trasformazione, l’abolizione delle “finestre d’uscita, una “minus” tassazione per i pensionati solo per citare i punti essenziali, ma, se ciò non avverrà nella sua interezza quest’anno, auspico che il nuovo Governo operi nei riguardi dei cittadini in maniera diversa dal passato, dicendo esattamente in ambito previdenziale quello che potrà fare quest’anno e quello che farà il prossimo anno per completare la riforma mettendoci “la faccia”.

Basta giochetti, cose dette o non dette, mezze parole, ritrattazioni di dichiarazioni dette magari pochi giorni prima. Serve una sorta di patto tra Governo e cittadini per operare un nuovo modo di fare politica in maniera seria, aperta, schietta per dare, finalmente, agli italiani una nuova legge previdenziale che sia equa, duratura e con la certezza del diritto.

13 commenti su “L’editoriale di Marino: sulle pensioni serve un patto tra governo e cittadini”

  1. Ha ragione Marino, il nuovo governo deve metterci la faccia e convocare subito i sindacati per discutere seriamente e senza remore la riforma, attuando la flessibilità già a 62 anni con piccole penalizzazioni, così come spiegato da Marino nella proposta Utp, partorendo un lavoro ben fatto che affronta tutte le problematiche previdenziali, dando la soluzione per tutti i lavoratori- perché mai sindacati e politici non ne parlano e non la mettono sul tavolo? Per la Fornero hanno impiegato 2 settimane a partorirla , per la soluzione Utp impiegherebbero 2 giorni e la inserirebbero in legge di bilancio, con il plauso di noi poveri diavoli che siamo allo stremo e stanchi di combattere come pugili suonati.

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  2. Quale sarà in nuovo modo di fare politica lo stiamo già vedendo: non si trovano risorse per mandare in pensione chi lavora duramente da 41 anni ma intanto si propone di ripristinare il servizio militare obbligatorio (così Salvini e La Russa) per costringere i giovani a regalare un anno della propria vita per una inutile e costosa pagliacciata. Però è necessario per continuare a foraggiare con i nostri soldi il costosissimo carrozzone militare e continuare a pagare stipendi da privilegiati e pensioni (ovviamente anticipate!) alla potentissima lobby militare! Giovani, se potete fuggite all’estero e non tornate più in questo disgraziato Paese! Noi lavoratori anziani ci costringeranno a morire sul posto di lavoro e a pensioni da fame ma per voi giovani non c’è più alcuna speranza di una vita ed un lavoro dignitosi!

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    • Non regali solo un anno. Nell’80 mi sono diplomato e uscii dalle superiori con alcune lettere di aziende locali in tasca. Tra queste una lettera di una cooperativa meccanica locale che mi avrebbe assunto come disegnatore meccanico e nota per dividere tra i soci quote annue pari e a volte superiori allo stipendio. Io milite obbligato superai il colloquio ma mi dissero che a causa del militare non mi prendevano. Il mio compagno di banco, stesso esito scolastico ma milite esente per non so quale “problema” di salute, fu assunto. Io, tornato dal servizio di leva con tra l’altro danni fisici rivelatisi poi nel tempo, ho dovuto fare il facchino, l’adetto alle pulizie ecc. fino ad arrivare oggi ad essere un quadro. Il mio compagno di banco divenne socio dopo 6 mesi e da otre 40 anni prende praticamente 2 stipendi. Altro che regalare un anno!!! Privilegiato come tutti i servi dello stato tipo quelli in parlamento.

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  3. Me lo auguro anch’io, anche se ci sono in giro notizie, dove la Meloni penserebbe ad un opzione tutti cioè a 58-59 anni ma con una decurtazione della pensione del 30%, come dire che tanto non accetterà quasi nessuno.
    Devo dire che come soluzione iniziale è davvero ottima, non me l’aspettavo questa da lei, provo amarezza e delusione.

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  4. behh cosa c e di strano il tempo non serve NON AVEVANO GIA PIANIFICATO TUTTO
    DURANTE LA CAMPAGNA DELLE ELEZIONI C E TUTTO SCRITTO NEL PROGRAMMA DEI
    PARTITI SE CAMBIANO LE COSE BEH PEGGIO X LORO NON DURERANNO…….
    DOPO TANTI CIOCCOLATAI VEDREMO SE E LA VOLTA BUONA X I PRECOCI E BASTA
    RDC REGALATO A CANI E PORCI…. E LI CHE SI DEVONO PRENDERE I SOLDI

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  5. Il misto è indispensabile altrimenti l’importo che risulta è insostenibile. Non puoi dire a gente che con le proprie tasse è stata costretta a finanziare tutte le porcate statali degli ultimi 40 anni, compreso quelle pensionistiche, che devono andare in pensione con cifre ridicole a fronte di chi ha fatto i disastri che può vantare posizioni economiche e condizioni più che di rispetto.

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  6. “Gli uomini si giudicano non da quello che pensano o che dicono di pensare, ma da quello che fanno” Karl Marx. Dottor Marino splendido articolo nulla da aggiungere sottoscrivo ogni sua parola.

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  7. No, mi dispiace ma c’è un errore. La c.d. legge fornero non fu votata da tutto l’arco Costituzionale. Sarebbe sufficiente andare a vedere gli atti parlamentari inerenti la votazione specifica

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  8. Bellissime parole quelle del dott. Marino!! Un auspicio di serietà, un segnale di correttezza agognato da tanti e da tanto, troppo, tempo!!
    L’unico neo, è che il sapore sia quello dell’utopia. Purtroppo!!

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  9. Sono d’accordo.
    La riforma delle pensioni non è più rimandabile, le urgenze si susseguono, devono affrontare anche questo punto che riguarda milioni di cittadini.
    La Fornero è troppo rigida!
    Le soluzioni le hanno sul tavolo non ultima quella a cui ha contribuito il dott. Marino

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  10. Il dr. Marino ha una conoscenza approfondita del settore previdenziale, si nota subito nelle sue analisi in questo ambito.
    Il nascente governo a mio avviso avrebbe tutto da guadagnare a giovarsi del suo apporto, non importa in quale forma, così come avrebbe tutto da guadagnare ad analizzare con attenzione la proposta del gruppo UTP, proposta di cui purtroppo i principali quotidiani nazionali continuano a non parlare, da quel che vedo nelle rassegne stampa …chissà perché non ne parlano…

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  11. Le criticità che dovrà affrontare il nuovo governo sono davanti agli occhi di tutti come pure la cinica e presuntuosa rigidità della legge Fornero.
    Non vorrei che l’esecutivo dovesse trovarsi ad affrontare una nuova criticità nel momento in cui tutti i lavoratori ultrasessantenni dovessero rifiutarsi di farsi trattare ancora una volta come un bancomat dal quale prelevare liquidità per coprire qualche altra esigenza.
    Credo che abbiamo già dato abbastanza … con buona pace di Bonomi.

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  12. tutto perfetto, dott. Marino; vedremo cosa partoriranno da adesso al 31 dicembre ma la vedo veramente brutta; speriamo; saluti a lei e ai gestori del sito

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