Legge di bilancio 2023, i punti della manovra: Pensioni, opzione donna, energia e RdC

La manovra è pronta e la nuova legge di bilancio sta per esser portata in aula. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato questa manovra sui social spiegando che serve a “favorire la crescita, aiutare i più fragili, investire nelle famiglie, accrescere la giustizia sociale, sostenere il nostro tessuto produttivo, scommettere sul futuro: questa la nostra ricetta per ridare forza e visione all’Italia”. Ma i malumori non mancano, anche dentro la maggioranza. E l’iter per l’approvazione in Aula sarà serratissimo. Ieri la bozza definitiva è stata inviata alla Ragioneria per la bollinatura: 136 articoli, 75 capitoli. Si va dall’Energia, alle tasse, alle pensioni. Ecco tutti i punti salienti.

Manovra e Legge di bilancio 2023, le misura della Meloni: flat tax energia e rottamazione cartelle

Manovra da 35 miliardi, 21 per prorogare le misure contro il caro-energia (sale la platea del beneficio sulle bollette, con l’Isee da 12 mila a 15 mila). Più di 4 miliardi per tagliare il cuneo fiscale, a beneficio del lavoratore (confermata la riduzione di 2 punti per i redditi oltre i 35 mila euro, taglio di tre punti per quelli sotto i 20 mila euro), che porta ad un aumento fino a 40-50 euro lordi. Tre tipologie di flat tax: la principale, per i lavoratori autonomi, prevede una soglia del 15% che si applica fino a 85 mila euro (da 65 mila).

Rottamazione delle cartelle esattoriali fino a mille euro, se precedenti il 2015, rateizzazioni per il pagamento delle altre. Stop per due anni all’aggiornamento dell’importo delle multe. E la proposta della ministra del Turismo, Daniele Santanché: da gennaio 2023 le mance per il personale di ristoranti e alberghi saranno tassate al 5%, se pagate con carte o bancomat, quindi con un’aliquota agevolata rispetto alla tassazione ordinaria Irpef.

Per le famiglie ci sono 1,5 miliardi. Tra le misure principali, la riduzione al 5% l’Iva su assorbenti, pannolini e prodotti per l’infanzia (anche i seggiolini per l’auto). Un mese in più di congedo parentale facoltativo, retribuito all’80% (anziché al 30%), fino al sesto anno del figlio. Sale l’accisa per le sigarette: sarà di 36 euro per 1.000 sigarette, 36,50 euro nel 2024.

Pensioni 2023 e legge di bilancio: opzione donna e quota 103, via il reddito di cittadinanza

Il Reddito scomparirà dal 2024. Intanto, dal prossimo anno verrà ridotto da 12 a 8 mesi per i soggetti occupabili, la fascia di attuali percettuali tra 18 e 60 anni (400 mila nuclei familiari). Obbligatori corsi di formazione, con l’assegno che verrà perso in caso di rifiuto di un lavoro. E ieri il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato lo stop al Reddito anche per chi non assolve l’obbligo scolastico. «In Italia ci sono 364 mila percettori tra i 18 e i 29 anni. Di questi, 11.290 possiede solo la licenza elementare o nessun titolo, e altri 128.710 solo la licenza media» ha spiegato.

In attesa di una riforma totale delle pensioni, parte Quota 103: uscita dal lavoro con 62 anni di età e 41 di contributi (riguarda 45-50 mila lavoratori, l’assegno massimo sarà da 2.600 euro). Leggero innalzamento delle pensioni minime (le più basse, da 523 a 600 euro).

Opzione Donna registra invece un possibile dietrofront. La proroga della misura, contenuta in Manovra, potrebbe tornare alla versione originale, senza legare l’età di uscita al numero dei figli. Al ministero del Lavoro si sta lavorando per confermare la precedente norma (possono accedere alla pensione anticipata le lavoratrici con 35 anni o più di contributi e almeno 58 anni d’età per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome), con la proroga di un anno.

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28 commenti su “Legge di bilancio 2023, i punti della manovra: Pensioni, opzione donna, energia e RdC”

  1. Governo incapace nn rispetta nulla del programma elettorale nn rispetta quota 41 precocissimi e precoci nn solo nn tutela nessuno degli invalidi con 73%di invalidità a scendere ci considerate persone normali questa è una descriminazione perché dal 74%al 67% di invalidità I dolori sono gli stessi e a volte pure di più cara Giorgia Matteo e Silvio fatevi un esame di coscienza e dimettetevi

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  2. Buon pomeriggio! Spero che questa manovra e tutti i provvedimenti che il Governo Italiano adottera’ in futuro servano ad aiutare i più fragili e le famiglie più disagiate. Auspico, inoltre, che vengano” incrementate al milione” le pensioni di invalidità civile parziale. Grazie a tutti di vero cuore!

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  3. Ok però io ho 64 anni. 22 di Inps e 12 di Cassa Ragionieri obbligatoria. Con militare e disoccuoazione. Con l’eventuale pensione anticipata come la mettiamo? Basta discriminazioni!

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  4. Il peggio del peggio.
    E il “bello” è che siamo completamente inermi di fronte ad una tale ingiustizia riconosciuta ormai da tutte le categorie a parte i politici.
    Poi ci continuano a raccontare che bisogna andare a votare altrimenti qualcun altro farà le scelte.
    Le scelte invece le avete fatte proprio voi cari politici; quelli che abbiamo votato con la speranza di vedere qualcosa di quello che promettevate sbraitando sui palchi.
    Il risultato è questo?
    Servirà di lezione.
    La storiella di andare a votare come soluzione è davanti ai nostri occhi, perfettamente chiara e limpida come sempre negli ultimi decenni.
    Il bene dei lavoratori e cittadini è servito.

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  5. Per le pensioni sbagliano tutto non applicando la flessibilità in uscita libera dai 62 anni in poi con quota 102 poiché non si può ignorare la classe 1960 gente che compie i 40 anni di contribuzione e 63 anni vengono lasciati a piedi senz uscita pensionistica? Il decido io non ascoltando i lavoratori e i sindacati alla lungs non paga anzi fa pagare una panella salata alle prossime elezioni.

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  6. SONO DAVVERO DISGUSTATA E DELUSA DALL’OPERATO DI QUESTO GOVERNO IN TEMA DI PENSIONI!! IN CAMPAGNA ELETTORALE TANTI BEI DISCORSI SULL’ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO E SULLA PROROGA DI OPZIONE DONNA, CHE POTEVA ADDIRITTURA DIVENTARE STRUTTURALE E CHE SI PAVENTAVA POSSIBILE ANCHE PER GLI UOMINI!!! IN QUESTI GIORNI LEGGO CHE OPZIONE DONNA NON E’ PIU’ ACCESSIBILE A TUTTE LE DONNE, MA SOLO A CHI HA PROBLEMI GRAVI IN FAMIGLIA O PER SE’ STESSA E INOLTRE E’ LEGATA LA NUMERO DI FIGLI, COME SE CHI NON LI ABBIA AVUTI SIA COLPEVOLE, SENZA PENSARE CHE MAGARI QUALCHE DONNA SOFFRE DA UNA VITA PERCHE’ NON HA AVUTO LA FORTUNA DI POTERLI AVERE PER MOTIVI DI SALUTE!!! VERGOGNA!!!….PRATICAMENTE SI TORNA ALLA FORNERO A TUTTI GLI EFFETTI!!! MA CHE PRESA IN GIRO E’ QUESTA?? IN CAMPAGNA ELETTORALE TANTI BEI DISCORSI E ADESSO QUESTO VOLTAFACCIA IGNOBILE?? SONO DISGUSTATA PERCHE’ CI HO CREDUTO, E INVECE SIAMO CADUTI ANCORA PEGGIO DI PRIMA!! NON HO PAROLE, MA SOLO TANTA RABBIA!!!!

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  7. Leggo che opzione donna sarà in pratica quasi cancellata! Viene riservata solo a caregiver, disabili e licenziate. Quindi la platea si riduce di moltissimo. Nonostante tutte le promesse di proroga . Davvero una VERGOGNA! Poi ci si lamenta del perchè esiste tanto astensionismo..davvero INACCETTABILE!

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  8. Vergogna, Vergogna, Vergogna. I sindacati sono ritornati in letargo e probabilmente vedremo il risveglio alla prossima legislatura. Il governo della Meloni, con Salvini al seguito, pur di far credere che stanno mantenendo le promesse elettorali, sfornano una riforma pensionistica chiamata quota 103, (62 anni eta +41 anni contributi) che creà grande ingiustizia e malcontento, riservata ad una piccola nicchia di lavoratori. La norma crea enormi ingiustizie poichè permette di accedere alla pensione a coloro che hanno 41 anni di contributi e 62 di eta anagrafica ma obbligano i lavoratori precoci al lavoro “incatenandoli” fino al raggiungimento dle requisito della fornero 43,1. Oltre a ciò è previsto un premio di circa il 10% se il lavoratoe decide di restare al lavoro, una vera presa in giro, o come si dice una vera BUFFONATA.

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  9. Messaggio per i tecnici del sito: come già segnalato i messaggi sono duplicati. Uno non accettato e il secondo si. Peccato che poi vengono accettati entrambi. In passato addirittura triplicati. Cosa controlla il sistema per dirti erroneamente che hai già pubblicato un commento?

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  10. I sindacati sembrano davvero spariti: hanno “bisbigliato” e poi?? Comparse teatrali che vanno e che vengono…Dopo gli ultimi paletti sentiti oggi nella finanziaria per Opzione Donna sono letteralmente crollata: tutte le speranze di fuggire quest’anno da un contesto lavorativo molto pesante andate in fumo e come me per tante altre donne.
    Questi “governanti” (ma si possono chiamare così?) hanno letteralmente snaturato e distrutto quella finestra voluta dalla Fornero, eppure hanno il coraggio di chiamarla ancora Opzione Donna. Ma non si VERGOGNANO???? Cos’è restato di Opzione Donna che dava la possibilità di uscita anticipata a TUTTE LE LAVORATRICI CON 35+58 e senza discriminazioni???
    Provo un profondo DISGUSTO: mai più credevo di essere presa in giro sino a tal punto…e continueranno…questo non è che l’inizio!!!!

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  11. Si evidenziano alcune indicazioni di QUOTA 103 uscite su PensioniOggi.it

    ECCO COME FUNZIONERÀ “QUOTA 103” DI Nicola Colapinto
    Sistema di calcolo:
    “Pur non essendoci alcuna penalità sul calcolo della pensione (retributivo sulle anzianità acquisite sino al 31 dicembre 1995 e contributivo sulle anzianità successive) c’è una sorpresa rispetto a «quota 100»: la rendita non potrà eccedere la soglia di cinque volte il trattamento minimo Inps, cioè 2.818€ lordi al mese (considerando che nel 2023 il trattamento minimo sarà pari a 563,73€) sino al raggiungimento dei requisiti «ORDINARI»
    previsti dalla cd. «legge fornero». Vale dire sino alla maturazione «teorica» del primo tra i seguenti requisiti: 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) oppure 67 anni”

    IMPORTANTE LA SPECIFICA CHE VIENE FATTA SUL RAGGIUNGIMENTO DEI PRIMI REQUISITI “ORDINARI” PREVISTI CHE INDICA I 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) ..

    .. CHE VORREBBE DIRE ?

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  12. Chi troppo vuole nulla stringe..
    Il contributivo puro arriverà.. prima arriva prima questa agonia si spera finirà…
    Tutte le pensioni dovrebbero essere ricalcolate con il contributivo.. senza trattenere nulla a nessuno per chi percepisce un assegno con altro sistema.. ma assorbendo la differenza ..
    Xche solo i nostri figli devono pagare questa sutuazione di incertezza? non vorrei mai x mio figlio quanto stiamo subendo noi..
    Ci sono persone che dopo una vita di kavoro, tasse .. non vogliono comunque nulla di più di ciò che gli spetta se non poter decidere per la propria vita.

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  13. Assolutamente d’accordo con Giovanni/Gio’. Si permetta a tutti di andare in pensione di vecchiaia a partire dai 62 anni, con almeno 20 anni di contribuzione, in luogo degli attuali 67 previsti dalla Fornero. Oppure a 62 anni con un’anzianità contributiva di 35 anni. Per la maggior parte dei lavoratori, anche uomini, è praticamente impossibile raggiungere una contribuzione di 41 anni ad un’età ragionevole. Moltissimi hanno iniziato a lavorare tardi per motivi di studio, altri hanno avuto carriere discontinue. È sbagliatissimo pensare che queste cose riguardino solo le donne: riguardano tutti. La prego, signora Erica, si faccia portavoce di queste necessità presso i sindacati! Che i sindacati adottino la proposta di Walter Rizzetto, ad esempio, che è la migliore in assoluto. Oppure che venga adottata Opzione Uomo, come inizialmente proposto dalla stessa Giorgia Meloni. Con il sistema contributivo tutto ciò è assolutamente fattibile. Va bene anche qualche piccola penalizzazione.

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    • Sono assolutamente d accordo. Il paradosso di questa situazione tragicomica è che la proposta Rizzetto ed altre COSTA MENO della Q41 di Salvini e C. Saluti

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    • Mi associo a quanto detto da Francesco e mi auguro che la dr.ssa Erica si faccia portavoce presso i sindacati che finora sono stati impalati in un angolo a fare tappezzeria, quando invece occorrerebbe un’azione ferrea per fermare questa deriva dittatoriale che ha preso l’esecutivo .

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  14. Mi chiedo perché le autonome a 59 anni + 18 mesi e non a 58 anni + 12 mesi ? Non e’ anticostituzionale ? Che differenza c’è tra i due soggetti? Non abbiamo gli stessi diritti?

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  15. Lasciate ogni speranza, o voi 41isti, dovrete lavorare per mantenere i nostri privilegi.
    Cos’altro aggiungere… buona salute a tutti con un augurio di campare 100 anni, 70 dei quali trascorsi in fabbrica..
    E il saindacato stà a guardare..

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  16. Tutto pronto, alla faccia nostra ed alla faccia del loro motto della campagna elettorale, cioè “ non si lascia indietro nessuno “ …….ma vergognatevi, qua state lasciando indietro migliaia di persone, ad iniziare dai più vecchi e fragili che a 64-65-66 anni non hanno il diritto di uscire nemmeno con la penalizzazione e nemmeno prendendo la prima quota della proposta Tridico, poi ancora i precoci con più di 41 anni di lavoro sulle spalle e lasciati lì a sgobbare per anni ancora per non avere i 62 anni e poi , per finire , le donne che per uscire con quota donna devono essere invalidi o assistere invalidi o avere figlii- ripeto fino alla noia ……VERGOGNATEVI ….. questi metodi dittatoriali si ripercuoteranno contro di voi prima o poi e giustizia sarà fatta.

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    • A 66 anni non ti puoi definire “vecchio”, dai!

      Comunque io sono per la flessibilità di uscita senza paletti, vincoli o altro, chiaramente con assegno commisurato ai contributi versati.

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  17. carlo cl1960

    Gentile Sig.ra Erica, mi scuso per la nuova intrusione ma volevo in primis ringraziarla per aver dato “voce” al mio pensiero sebbene i toni fossero inevitabilmente poco pacati (seppur giustificati).

    Sto leggendo moltissimi apprezzamenti ed assensi dei vari fruitori di questo forum, riguardo ai rilievi mossi avverso la folle formulazione della nuova quota 103 + OD, con le limitazioni in esse imposte.

    Tra l’altro, in questi giorni di “rabbia”, mi stanno sorgendo anche fortissimi dubbi sulla sua effettiva liceità costituzionale, ed approfondirò l’argomento.

    Purtroppo leggo ancora, nei vari interventi, l’auspicio al ricorso ad alternative alla Q103, che sembrano però essere più un voler trovare scappatoie, apparentemente migliori, piuttosto che soluzioni dettate dalla realtà.

    Se infatti le alternative che si avanzano sono quelle rappresentate dalla proposta Tridico, quella UTP o altre quote “aggiustate”, ognuno a proprio beneficio, …………… apriti cielo !!!!

    Evidentemente nessuno si è fatto due conti prima di indicare come alternativa le suddette ipotesi. Ad esempio, come si fa ad accettare la proposta Tridico che imporrebbe il “tutto contributivo” fino ai 67 anni ??? E poi ?? Chi ci garantisce che al raggiungimento dei 67 anni il Governo di turno non abbia nel frattempo cambiato i presupposti e ti lascia il tutto contributivo ????

    E quanto costerebbe ad ogni lavoratore questa proposta fino ai 67 anni ????
    Ve lo siete chiesti ??

    Da come sono messe le cose, ogni lavoratore (non certo i sindacati ormai SCOMPARSI), dovrebbe a questo punto battersi almeno per non far eliminare, per legge, l’anticipata Fornero CHE RAMMENTATE AD OGGI NON PREVEDE PALETTI ULTERIORI. PENSATE A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI !!!!!!!!!

    Il mio sospetto infatti risiede nel fatto che pur di pervenire allo SCOPO di dirci di aver “cancellato” la Fornero, la riforma ventilata nel 2023 possa riservarci sorprese addirittura PEGGIORI della stessa. Sarà solo un presentimento ? Lo spero ma ho paura di no.

    Per questo dovremmo forse puntare più semplicemente a spingere per far almeno ridurre i 10 mesi + 3 di finestra dell’anticipata. Potrebbe essere un buon compromesso ed un primo vero passo verso una riforma più organica e seria prevista entro la fine della presente legislatura: AMMESSO CHE SI ARRIVI ALLA FINE DI QUESTA LEGISLATURA, altrimenti si ricomincerebbe tutto daccapo e con scenari imprevedibili.

    Dimentichiamoci di concessioni più accomodanti per i lavoratori. Non lo faranno MAI.
    Un saluto ai gestori del sito.

    carlo cl 1960

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    • E’ ovvio che lo scopo e’ quello di continuare ad incassare i contributi a oltranza per poi non restituire nulla. I nostri soldi servono per i loro affari, non i politici, che sono degli intermediari, ma per chi li gestisce….

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    • parlavi della proposta tridico? si, vero fa schifo ma neanche quella vogliono concedere; e poi magari a 67 anni diventerà tutto contributivo? potrebbe anche essere; il loro ragionamento è quello, toglierti la parte retributiva quindi non aspettarti nulla di buono; se però un sindacato fa una class action ma non la fanno perchè ormai hanno perso ogni decenza ; quindi? pensare alla salute, cercare di campare 100 anni, tirargli ogni tanto accidenti; saluti a te e ai gestori del sito

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  18. La manovra è pronta e i sindacati ancora bisbigliano sotto voce, come a dire ormai non c’è niente da fare, bisogna arrendersi all’idea che di flessibilità seria, non di questa della ridicola quota 103, non se ne farà niente- ormai non sappiamo più a chi appellarci visto che i sindacati se ne fottono,l’opposizione è divisa ed allo sbando, l’esecutivo va a ruota libera e il Capo dello Stato se ne guarda bene dall’intervenire , mentre invece un suo autorevole intervento potrebbe far ragionare questi Governanti da strapazzo- la misura è colma e aspettiamoci di tutto da questi qui, perché se hanno avuto il coraggio di inventarsi questa assurda quota 103, la modifica di quota donna , e chissà che altro, non vorrei che da un momento all’altro trasformano tutto in contributivo , scannando noi misti- ormai non ci meravigliamo più di nulla, per quanto è feroce e malvagia questa maggioranza, che non solo ci devasta con misure drastiche da dittatura, ma poi ce le propina facendoci credere che ci stanno pure beneficiando- cose dell’altro mondo , poveri noi, mi sembra di vivere un brutto sogno, ma questo incubo come si fermerà …..prima o poi scoppierà la guerra civile se continua sto strazio .

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  19. Sto leggendo FINALMENTE da più parti su internet, che sta facendosi strada la ragionevolezza. Il Governo ritiene, giustamente, che un 60enne possa non essere in grado di lavorare. Nel contempo, tuttavia, lo ritiene INSPIEGABILMENTE, giovane per la pensione. Come dico io da anni, e non serve l’intelligenza di Leonardo da Vinci, è forse meglio dargli una pensione ridotta contributiva, piuttosto che un sussidio di Stato. Ovviamente, che almeno abbia 20 anni di contributi, con qualsiasi contribuzione, per evitare discriminazioni (calcolo pro-quota).
    O lasciargli decidere cosa fare.
    Spero di aprire un dibattito con il forum e i gestori. Forse ci siamo!

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    • Beh almeno Giovanni è d’accordo con tè! Pure stessa data e stesso orario. E 20 anni di contributi non ti lasciano dei dubbi che ci sia altro da considerare. Anche nelle culture europee paragonabili alla nostra in termini di categoria G si possono realizzare simili situazioni?

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  20. Sto leggendo FINALMENTE da più parti su internet, che sta facendosi strada la ragionevolezza. Il Governo ritiene, giustamente, che un 60enne possa non essere in grado di lavorare. Nel contempo, tuttavia, lo ritiene INSPIEGABILMENTE, giovane per la pensione. Come dico io da anni, e non serve l’intelligenza di Leonardo da Vinci, è forse meglio dargli una pensione ridotta contributiva, piuttosto che un sussidio di Stato. Ovviamente, che almeno abbia 20 anni di contributi, con qualsiasi contribuzione, per evitare discriminazioni (calcolo pro-quota).
    O lasciargli decidere cosa fare.
    Spero di aprire un dibattito con il forum e i gestori. Forse ci siamo!

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