Pensioni 2020 e manovra, ultime Damiano: ‘Pd ridia fiducia agli elettori’

Pensioni 2020 e manovra, ultime Damiano: ‘Pd ridia fiducia agli elettori’

Le ultimissime considerazioni sulla Manovra 2020 e sui suoi contenuti anche per quanto concerne il capitolo previdenziale giungono dall’ultima nota stampa di Cesare Damiano.

Il Dirigente del partito dem pare quasi lanciare un monito al Pd : “se vuole essere autenticamente di sinistra e interprete genuino del riformismo radicale, deve essere portatore del confronto con le forze produttive per la costruzione di politiche economiche, sociali e industriali che facciano uscire fuori il Paese dalle secche in cui si trova” in caso contrario: ” Il Paese sara’ consegnato alla destra” . Eccovi le sue parole

Manovra 2020: il Pd sia davvero di sx

Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, non usa mezzi termini per spronare il suo partito, l’unico modo, fa intendere, per riconquistare gli elettori e non consegnare il Paese alla dx e dare quel segno, ossia fare quelle politiche che tutti si aspettino faccia la sinistra in tutela dei cittadini, per recuperare in parte la fiducia persa.

Così Damiano: “ Se si continuasse a parlare astrattamente di ‘futuro’ e solo di ‘chi ce la fa’, come ha fatto Renzi negli anni del suo Governo, il Paese sara’ consegnato alla destra. E, soprattutto, dobbiamo mettere davvero al centro della nostra iniziativa politica e parlamentare il lavoro e lo Stato sociale”. Ecco allora le politiche da attuare subito, secondo Damiano, per realizzare questo obiettivo: ossia ridare fiducia a chi si é sempre riconosciuto nella sinistra come forza politica che deve avere a cuore i problemi primari dei cittadini/pensionati e si deve prodigare per risolverli.

Manovra 2020, le misure prioritarie

Così sintetizza Damiano: “Per realizzare questo obiettivo occorre dare continuita’ e stabilita’ all’occupazione per uscire dalla finta contrapposizione tra posto fisso e precarieta’; tutelare dai licenziamenti illegittimi reintroducendo la reintegrazione nel posto di lavoro; introdurre un salario minimo di legge che non indebolisca la contrattazione; indirizzare le ricadute positive della riduzione del cuneo fiscale anche a vantaggio degli ‘incapienti’; applicare la legge per l’equo compenso; allargare la platea dei pensionati che godono della quattordicesima; salvaguardare gli ultimi 6.000 esodati; assumere gli idonei di concorso; ripristinare la percentuale dei subappalti al 30% e lottare contro il massimo ribasso mascherato”.

Cosa ne pensate della presa di posizione di Cesare Damiano e del suo monito al Pd, e soprattutto ritenete queste le misure prioritarie da inserire in Manovra 2020?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

4 pensieri su “Pensioni 2020 e manovra, ultime Damiano: ‘Pd ridia fiducia agli elettori’

  1. Buongiorno, ma Perché non si parla più dei precoci, di chi ha iniziato la vita lavorativa a 15 anni, quota 41 proposta dal Ministro Damiano era un grande sogno??
    Quanti anni dobbiamo lavorare per andare in pensione noi operai giovani nel lavoro??
    Cordialmente

  2. Sicuramente con l’uscita di Calenda e Renzi il PD ci ha guadagnato ma da questo a dire che ora è un partito di sinistra ……anche no ! ….deve lavorare molto per riavere la fiducia dei lavoratori ammesso che un giorno ci riesca ! ….

  3. Cesare Damiano:
    “dare continuita’ e stabilita’ all’occupazione”. D’accordo. Domando a Damiano: come?
    “allargare la platea dei pensionati che godono della quattordicesima”. D’accordo. Domando a Damiano: come?
    “salvaguardare gli ultimi 6.000 esodati”. D’accordo. Credo che questo punto abbia ottime possibilità di entrare nella manovra in corso di dibattito.
    Che il PD sia di sinistra (‘sx’, come scrivono i nativi digitali) o di destra (‘dx’, sempre come scrivono i nativi digitali) non mi interessa affatto.
    Che Damiano abbia espresso un monito al PD, può darsi. Tuttavia, a me non sembra (poca enfasi, scarsa convinzione, forza debole – mi si passi l’ossimoro).
    È pur vero che Damiano non poteva dilungarsi più di tanto, visto il poco spazio che solitamente viene concesso da un articolo di giornale per cui non è possibile sviluppare un’argomentazione completa (lo so per esperienza diretta). E poi i lettori non sono interessati tanto al “come” (come me), quanto invece al “cosa” (ed è quello che Cesare Damiano è riuscito comunque a dire).
    Ma ciò che Cesare Damiano ha detto e che veramente mi interessa è:
    “dobbiamo mettere davvero al centro della nostra iniziativa politica e parlamentare il lavoro e lo Stato sociale”. Sottolineo: “il lavoro e lo Stato sociale”.
    “Lavoro” per me significa: “occupazione”.
    “Stato sociale” per me significa: “pensioni”.
    Manca una cosa: “evasione” (il “come” sostenere occupazione e pensioni). Già, proprio l’evasione fiscale.
    Ecco cosa ritengo come misura prioritaria da inserire nella Manovra 2020: la lotta all’evasione fiscale. Ma non da effettuarsi avviando le azioni che il Governo ha dichiarato di fare (fatturazione elettronica, moneta elettronica incentivata, utilizzo delle carte di credito con sconto, ecc.): azioni del genere mi sembrano un po’ come quelle fiammelle che si accendono a capodanno assieme ai tric trac (i fuochi di artificio come si chiamano a Napoli). L’intenzione del Governo, per quanto possa essere condivisibile (ma mi pare che Bruxelles stessa non ci creda più di tanto) ho l’impressione che finirà (sempre come si dice a Napoli) a tarallucci e vino.
    L’obiettivo che inserirei nella manovra di Governo è questo: recuperare risorse dall’evasione fiscale non già attraverso incentivi, ma RENDENDO IMPOSSIBILE che l’evasione fiscale avvenga (e indicherei, ovviamente, gli strumenti che permetterebbero di realizzare l’obiettivo).
    Con il recupero di risorse dall’evasione fiscale sarà possibile:
    1) finanziare le pensioni di ogni genere;
    2) avviare il volano del ricambio generazionale;
    3) stimolare i nuovi consumi;
    4) motivare le imprese a investire;
    5) sviluppare l’occupazione (in parte erosa dall’automazione);
    6) per ultimo, ma non per questo meno importante, dare vita a un vero Stato sociale, né di sx e né di dx, ma di xx e di xy (cioè di donne e di uomini, secondo le convenzioni della biologia genetica).

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