Come ogni autunno il Governo è alle prese con la manovra economica 2026 rappresentata dalla Legge di Bilancio che è la legge economica più importante dell’anno che definisce le previsioni di entrate e uscite per l’anno successivo. Questa legge è lo strumento fondamentale di politica economica che stabilisce le spese e le risorse da impiegare con l’avvallo del Parlamento che approvandole dà il via libera alla gestione finanziaria del Governo. Quest’anno prima della Legge di Bilancio c’è stato il nuovo Dpfp (Documento programmatico di finanza pubblica) presentato alle Camere ai primi di ottobre dopo che l’Italia ha dovuto aggiornare il suo sistema di programmazione economica e finanziaria adeguandosi alle regole europee sostituendolo alla vecchia Nadef (Nota di aggiornamento al DEF). Questo documento Dpfp è fondamentale in quanto propedeutico alla Legge di Bilancio e delinea quelli che sono gli obiettivi programmatici per i tre anni successivi. Inoltre, aggiorna il DPF (Documento programmatico di bilancio), fornisce nuove stime economiche più recenti, illustra i dati del conto economico delle Amministrazioni pubbliche, presenta l’elenco delle nuove misure che si intendono introdurre con la manovra finanziaria, fornisce un aggiornamento sulle riforme e gli investimenti previsti nel piano strutturale di bilancio a medio termine coerente con il nuovo indicatore europeo della spesa netta. Non è quindi solo una nota di aggiornamento ma un vero e proprio documento di sintesi che integra e riassume gli obiettivi programmatici con un orizzonte più strutturato di medio termine.
Il Dpfp presentato alle Camere certifica una frenata della crescita del PIL che si assesta ad un modesto 0.5% dovuto alle persistenti tensioni politiche internazionali nonché alle politiche protezioniste introdotte dagli Stati Uniti che hanno portato ad una diminuzione per l’anno in corso di uno 0,2% e anche le previsioni per i due anni successivi sono state ritoccate al ribasso con un PIL stimato dello 0,7% sia per l’anno 2026 che per il 2027. Per quanto riguarda il rapporto deficit/PIL l’obiettivo è portarlo al 3% a partire già da quest’anno per uscire subito dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo per poi scendere progressivamente al 2,8% nel 2026 e fino al 2,3% nel 2028. Più complessa la discesa del debito pubblico perché, dopo l’aumento al 136,2% nel 2025 è previsto un ulteriore rialzo al 137,4% nel 2026 con un’inversione di tendenza che dovrebbe aversi solo dal 2027 grazie principalmente al venir meno dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi.
La nota più positiva contenuta nel Dpfp viene dal mercato del lavoro dove si evidenziano dinamiche molto favorevoli con un tasso di occupazione che ha raggiunto il record di occupati nella fascia dai 15 ai 62 anni arrivato al 62,7%. Inoltre, la disoccupazione da sempre molto elevata in Italia si assesterebbe al 6% nell’anno corrente per poi scendere al 5,7 nel 2028. Infine, il documento programmatico recepisce anche nuovi e stringenti impegni internazionali in materia di difesa, in quanto nel recente vertice NATO svoltosi nel giugno scorso, l’Italia, come gli altri Stati membri, ha assunto l’impegno di portare la spesa militare al 5% (3,5% + 1,5% di spese correlate alla sicurezza) entro il 2035.
Legge di bilancio 2026: aliquote Irpef, bonus mamma e bonus casa in manovra
Per quanto riguarda la LdB (Legge di Bilancio) si profila una manovra leggera intorno ai 16 miliardi che dovrebbe contenere principalmente la riduzione del secondo scaglione dell’aliquota IRPEF per favorire il ceto medio che sopporta il peso maggiore della tassazione in Italia. La riduzione sarebbe di due punti scendendo dal 35% al 33% per i redditi compresi dai 28.000 ai 50.000 euro annui. Chi percepisce trentamila euro annui avrebbe in beneficio di 40 euro annui, chi dichiara un reddito di quarantamila euro annui avrebbe un beneficio di 240 euro annui e chi guadagna cinquantamila euro annui godrebbe del beneficio massimo di 440 euro annui. Interesserebbe circa dieci milioni di contribuenti, tra cui rientrano lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati. Forza Italia vorrebbe che si arrivasse fino a 60.000 euro ma servirebbero atri tre miliardi che appaiono difficili da reperire.
Ci sarebbe poi un intervento sulle famiglie da sempre argomento di grande interesse e di attenzione nel centrodestra. Costerebbe circa un miliardo e prevederebbe l’applicazione del quoziente familiare ai nuclei con almeno due figli nonché un’implementazione dell’assegno unico e del bonus nuovi nati. Infine, la Lega insiste per un intervento sulle cartelle esattoriali di chi non ha ottemperato ai propri impegni, mediante un provvedimento noto come pace fiscale magari con una versione light in novantasei rate (otto anni) sui cui i tecnici del ministero sono però piuttosto perplessi su una misura che, se ripetuta frequentemente nel tempo, potrebbe portare i contribuenti a non aderire subito confidando in una successiva finestra per regolarizzare la propria posizione.
Da ultimo si sta valutando anche il mantenimento dei bonus edilizi al 50% per le prime case evitando la discesa che scatterebbe nel 2026 al 36% e anche la possibilità che le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni siano usufruite in cinque anni anziché in dieci anni, come avviene attualmente, per rendere il bonus edilizio più immediato e conveniente per le famiglie, sostenere l’edilizia e promuovere la riqualificazione delle città.
Pensioni 2026: pochi interventi n manovra?
In ambito previdenziale ci sarebbe poi oltre ad un intervento per implementare la previdenza complementare ed uno sulla flessibilità in uscita a partire dai 64 anni con l’utilizzo del proprio TFR, la volontà di stoppare l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile che scatterebbe dal 1° gennaio 2027 in seguito all’aumento dell’aspettativa di vita che si è registrato nel biennio 2023/2024 il cui costo sarebbe intorno ai tre miliardi. Il Governo sta valutando la possibilità di operare il blocco soltanto per chi ha già compiuto 64 anni o piuttosto operare un aumento di un mese nel 2027 ed un altro nel 2028 per limitare i costi e non superare il miliardo di euro.
Tutti interventi ancora non esattamente definiti e dove si potrà fare un’analisi più dettagliata non appena la Ldb sarà presentata alla Camere su cui il Ministro Giorgetti, molto attento ai conti pubblici, vigilerà con attenzione per evitare “quell’assalto alla diligenza” in cui abbiamo assistito soprattutto nel decennio precedente.

Rispondo all’ultimo commento del Sig. Francogiuseppe del 12 ottobre alle 20:02.
Mi scusi, ma lei ha letto i programmi di tutti i partiti prima delle elezioni? Sono tutti uguali, pieni di promesse generiche, come avevo già scritto. Non continui a difendere l’indifendibile solo perché ha simpatia per una certa parte politica.
Dove ha mai letto, ad esempio, che il programma del PD sia più preciso? Di seguito riporto un estratto del programma del PD per le elezioni del 2022, relativo alle pensioni:
“Vogliamo favorire una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dai 63 anni di età, da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale. Va inoltre introdotta, per le nuove generazioni, una pensione di garanzia, che stanzi fin da subito le risorse necessarie a garantire una pensione dignitosa a chi ha carriere discontinue.”
Non le sembra generico anche questo estratto? Si parla genericamente di “flessibilità” e di “pensione di garanzia”: ci sono forse cifre? Ci sono esempi concreti? A me non pare.
Grazie per l’informazione, in effetti non avevo letto approfonditamente tutto il programma o non lo ricordo nella sua interezza. Devo però far notare che quel programma è molto più dettagliato e niente affatto generico. Non parla mai della cancellazione della Fornero e di una nuova riforma strutturale. E’ aperta a tutti e non solo a qualcuno. Chiunque dovesse obbligatoriamente raggiungere il requisito della vecchiaia avrebbe potuto, dietro pagamento di una penalità, anticipare la data del pensionamento. Oltretutto c’è un requisito fisso ( 63 ), già dichiarato in partenza e con la formula del tutto contributivo anch’esso già scritto nero su bianco. A mio parere è molto più specificata la reale intenzione programmatica. Vediamo ora le promesse dei partiti di governo attualmente in carica: Cancellazione della Fornero entro la fine della legislatura; Per quest’anno è certo che non ci sarà nessuna cancellazione. Rimane solo la finanziaria del prossimo anno per mantenere quella promessa. L’aumento della minima a 1000 euro non è scritto nel programma, ma verbalmente Tajani lo ha affermato più volte. Siamo ad ottobre e ancora non si sa come si potrà andare in pensione nel gennaio 2026, con che formula, a quale età e con quanti contributi. Se confrontiamo i due programmi a me sembra molto meno generico quello del PD. Ah, dimenticavo: io non voto PD.
Nemmeno io voto centro destra e centro sinistra( mi piacciono i liberal-democratici), ma io e lei partiamo comunque da posizioni diverse.Potremo discutere all’ infinito senza trovare una quadra. Solo una cosa: la cancellazione della Fornero non c’è nel programma di Fratelli d’Italia, ma solo della Lega ( come le ho detto ho il brutto vizio di leggermi tutti i programmi dei partiti).Saluti.
Non importa se era una promessa solo della Lega, sta di fatto che quell’impegno ha portato voti a tutta la coalizione.
Lei vuole sempre aver ragione, se la tenga, la chiudo qui.Diremo ai partiti di fare i programmi di coalizione perchè quelli dei singoli partiti non contano per il Sig.Francogiuseppe.
Mi scusi caro Wal, ma stavamo parlando di pensioni o della manifestazione per Gaza ? Ho risposto a Nicola T. sui disordini della manifestazione, il quale ha imputato alla CGIL lo scarso controllo. Per quanto riguarda la legge Fornero, ho sempre accusato Bersani e il suo partito di aver firmato quel massacro dei lavoratori senza contropartita. In quella manovra, l’unica cosa che ha portato risparmi allo Stato è stata proprio la legge sulle pensioni, ben 20 miliardi all’anno. Se tra quelli che hanno memoria corta include anche me, si sbaglia. Cerchi altrove.
Buongiorno FrancoGiuseppe,
Non solo come dice lei il partito di Bersani ha firmato la legge Fornero, ma lo stesso partito ha governato per quasi dieci anni dalla caduta del governo Monti fino fino alle elezioni del 2022 ( a parte la breve parentesi del Conte 1 con la Lega). Pur non avendo mai sbraitato come la Lega di voler abolire la legge Fornero , di fatto l’ hanno avallata con il loro comportamento governativo partorendo in quasi dieci anni una misura di pura assistenza come l’ APE SOCIAL e opzione donna tutta contributiva dove le donne perdevano il 30% rispetto al misto. Quindi, rimarcando quello che sostiene Wal, non li considero ora credibili tanto quanto la Lega. Il mio commento non è rivolto personalmente a lei, ma solo per dire come stanno le cose, tanto per chiarire. Saluti.
Confermo che il partito Democratico ha sempre sostenuto la legge Fornero da quel momento storico in poi, al punto che Enrico Letta 1 mese prima delle elezioni del 2013, sosteneva che la Fornero era una buona legge giusta e necessaria. Quelle elezioni videro una vittoria risicata delle sx dopo il disastro del 2011. Per quanto riguarda Ape social posso essere d’accordo con Lei ma OD tutta contributiva non è farina del sacco PD ma di Maroni. Siamo d’accordo che la sx al governo non ha migliorato nulla della Fornero, ma la ritengo una forma di coerenza. Quello che noto è che la coerenza non porta voti, ma le promesse non mantenute ne portano tanti alla bisogna e poco prima di qualche elezione. I calamari esistono e abboccano anche ad un’esca finta. Parola di pescatore.
Condivido le sue osservazioni e apprezzo la franchezza della discussione. Tuttavia, ciò che mi lascia perplesso (e non è il suo caso) sono le lamentele, espresse da alcuni utenti su questo sito, riguardo presunte promesse non mantenute da parte di certi partiti — come ho già evidenziato nel precedente articolo.
Se si legge il programma elettorale di Forza Italia del 2022, si trova indicato genericamente l’“innalzamento delle pensioni minime”, ma non viene specificato l’importo di 1000 euro. Di conseguenza, non si può parlare di promessa disattesa su quel punto, poiché nel programma non era presente tale cifra. È vero che Berlusconi lo aveva dichiarato quindici anni fa, ma se si ragiona in questi termini, allora “vale tutto”.
Sarò anche pedante, ma credo fermamente che leggere con attenzione e informarsi in modo accurato ci aiuti a compiere scelte più consapevoli, evitando di restare ancorati al “ma l’aveva detto” o al “l’ho sentito dire”, e simili. Saluti.
Beh, l’innalzamento delle pensioni minime pare che anche quest’anno non lo vedremo. L’eventuale aumento sarà dovuto solo alla perequazione automatica con l’inflazione. Quindi mi pare di aver capito che per vincere le elezioni basta scrivere sul programma elettorale in maniera “generica” che : Cancelleremo la Fornero” o “Aumenteremo le pensioni minime”. Poi la Fornero non viene cancellata ma modificata parzialmente solo a qualcuno, o le pensioni aumentano causa inflazione e questo sarebbe mantenere le promesse ? Se magari fossero stati più precisi nei loro programmi avremmo magari letto che l’aumento sarebbe stato di 50 centesimi al giorno e che la Fornero sarebbe rimasta intatta nella sua emanazione e si sarebbero limitati a regalare tre mesi al 10% dei lavoratori (Fonte Money.it ). Seguendo il suo ragionamento, mi verrebbe voglia di invitare l’attuale opposizione di proporre anche loro delle “generiche” promesse, tanto poi non c’è l’obbligo di mantenerle. E così anche quel minimo di serietà politica va a farsi friggere.
A me pare che 6 anni di polemiche bastano e avanzano.
Che un miliardario abbia avanzato proposte verbali di innalzare le minime a 1.000 Euro é un fatto reale; che colui che ora ne ha preso la guida del partito lo abbia ribadito, pur non precisando la cifra, nel programma elettorale mi
pare evidente.
Non immagino, se questo fosse successo, le lamentele che ne sarebbero scaturite visto il suo “costo perenne” e non limitato ai 3 anni di quota 100.
https://lavoce.info/archives/96419/quanto-costa-la-pensione-a-mille-euro-e-perche-e-una-misura-iniqua/
Intendo i parlamentari Pd per i quali é una costante dimenticare; se rilegge il messaggio é chiaro.
Suvvia, ragazzi , vi spiego………. qualcuno mi ricorda giustamente che parto così ma giocoforza quando si è stati prof fa parte del dna; parliamo di quando è venuta fuori la legge Fornero? ma il dott. Perfetto ci ha ricordato che lo spread era oltre il valore 500; adesso siamo ad 80; e i programmi elettorali? li leggo poco ma do ragione a Nicola T; il programma della Lega parlava di cancellare la Fornero; quello di Fratelli d’Italia no e ha preso tantissimo; e adesso? aspettiamo qualche giorno e fa specie che gli industriali parlino di cose diverse; riguardo il progetto del dott. Perfetto potrebbe essere anche inutile se ci fossero 7-8 cento mila nati ma questi non ci sono; possibile che non lo capiscano? non demorda mai; prima o poi lo faranno; speriamo prestissimo; saluti a te e ai gestori del sito
Grazie Paolo Prof. per il post.Ma guarda poi che trovi persone come il Sig.FrancoGiuseppe, che sostiene che non c’entra nulla il fatto che Fratelli D’Italia non lo abbia scritto nel programma, perchè del proclama della Lega ne ha beneficiato tutta la coalizione. Ognuno tira acqua al proprio bacino politico. Saluti.
Mala tempora currunt.
Sed peiora parantur
Su Money.it è scritto chiaramente che il blocco di tre mesi riguarderà solo il 10% dei lavoratori, mentre ne resterà escluso il 90%. Mi chiedo a che pro, si privilegia qualcuno e si punisce tutti gli altri. Qualcuno di voi ha scritto che così si privilegia i precoci !!!!! Ma se sono precoci come fanno ad avere 64 anni ? Loro sono i primi a cui verrà aumentato il requisito.
Tra tutte le ipotesi si parla anche di “sterilizzazione selettiva” aprendo alla possibilità di prevedere un “trattamento diverso” per specifiche categorie, dai lavori usuranti ai precoci. Ma sono solo ipotesi
..
L’articolo citato è datato 10 Ottobre. Dalle ultime notizie di stampa risulta quello che ho scritto nel mio commento. Si farebbe solo un blocco della età pensionabile a 67 solo per precoci e categorie protette.
Naturalmente per precoci e categorie protette non vale l’età pensionabile a 67 ma lo scatto dei 3 mesi sulle anticipate, cioè i 41 anni, sennò sarebbe un controsenso………..
Gentile Claudio, mi spiega il nesso tra precoci e i 67 della vecchiaia ? Mi sfugge qualcosa. Chi sono questi precoci che devono raggiungere i 67 ?
caro Claudio , vediamo di essere precisi anche se poi tutto si può modificare; la lega vorrebbe il blocco per tutti; pare, ma dico pare, invece che il blocco sia per i precoci, gli usuranti e EEE per coloro vicini ai 67 anni (per i vicini partono dai 64 anni al 2027) ; poi si vedrà; saluti a te e ai gestori del sito
Quello scritto in questo articolo mi sembra non molto aggiornato rispetto a quanto scritto dagli ultimi organi di stampa. Il blocco dell’adeguamento della eta pensionabile alla aspettiva di vita mi sembra che sia destinato solo a pochi lavoratori :i precoci e quelli relativi a lavori usuranti. Inoltre dalle ultime dichiarazioni dei sindacati (dopo il loro recente incontro con rappresentanti governativi) non mi sembra si faccia minimamente riferimento a qualsiasi tipo di nuova forma di flessibilità in uscita.
Caro Claudio, nessuno sa nulla di preciso, forse nemmeno il Governo. Sono tutte ipotesi, rumors, possibilità. Vedremo cosa succederà, teniamo presente che anche dopo la pubblicazione del testo ci sarà la possibilità di modificare qualcosa.
Saluti
Questa manovra sembra un puzzle economico fatto di pezzetti che incastrano a fatica: tagli al debito che salgono, un po di riposo per i militari, e poi le stesse vecchie discussioni sui bonus casa e le pensioni che sembrano girare in un cerchio infinito. LIRPEF scende un po per i ceti medi, ma a quel punto sorge il classico dilemma: e chi ne fa le spese poi?. La pace fiscale è unidea carina, ma con i contribuenti che sanno sempre di aspettare lultima soluzione. E poi ci sono le promesse che sembrano saltate nel vuoto, come labolizione della Fornero. In sintesi, un quadro italiano dove ogni mossa sembra più un cabaret che un piano finanziario solido, con i tecnici che sussurano prudenza mentre i politici sognano miracoli post-bellici.watermark ai remover
Credo che in uno Stato serio non debba mancare, a livello pensionistico, un occhio di riguardo per le fasce deboli: donne, invalidi, caregiver e disoccupate.
A volte, poi, noi donne finiamo anche per ricoprire più di uno di questi ruoli. Purtroppo.
L assalto alla diligenza passa per l aumento vertiginoso in spese militari che arricchiranno i soliti noti e in altre voci di spesa per servire le lobbies. I lavoratori possono anche crepare al lavoro, questa e’ la realtà le altre sono chiacchere
Non lo nego .. è una vecchia storia, “secolare”.
Quello che è stato definito il “Miracolo economico post bellico” ne è la dimostrazione.
Un piccolo esempio:
L’Unione Europea sta valutando da tempo l’uso di beni finanziari di proprietà Russa o della sua banca centrale, bloccati in Europa dalle sanzioni con lo scopo di sostenere l’Ucraina sia ora sia nella futura ricostruzione.
Per farlo l’UE dovrebbe fornire delle garanzie, cioè impegnarsi, in caso di perdita o mancato rimborso, con una copertura parziale del rischio ricorrendo a risorse nazionali.
Poiché: “L’Italia non ha ancora capito quali effetti avrebbe, ai fini del Patto di stabilità, la garanzia che dovremmo dare” ma, visto che Bruxelles intende istituire un fondo da 50 miliardi di Euro, la nostra parte a garanzia dovrebbe aggirarsi nell’introno dei 6,5 miliardi.
Il ministro Giorgetti, che ricordiamo spesso per non aver mantenuto certe promesse fatte dal suo capo partito, come quella di abolire la legge Fornero, almeno da quello che appare, usa la testa quando si tratta di difendere i conti.
Giorgetti non ha detto “no”, ma ha posto la seguente domanda: “Questa garanzia, pesa o non pesa sui nostri conti pubblici? ”
Domanda che chiunque arrivato al MEF e deve gestire soldi pubblici con un minimo di responsabilità dovrebbe sentirsi in obbligo fare, perché qualora Bruxelles la dovesse considerare quale “nuovo debito”, il rischio poi sarebbe il solito: che per far tornare i conti la prima cosa a cui si pensa è di tagliare pensioni e servizi.
E allora non è vero che abbiamo un governo e dei tecnici nei vari uffici che “non saprebbero disegnare una O neppure con l’aiuto di un bicchiere!”.
Qualcuno che sa far di conto o che controlla prima di firmare assegni che poi paghiamo un po’ tutti lo abbiamo e, in questo caso, come si dice a Roma, prudenza, non uno che firma e poi piange.
Detta in romanesco “A piagne dopo che t’hanno fregato, serve solo a fa’ ridere chi t’ha fregato.”
Saluti
Finalmente le carte si scopriranno e sapremo cosa ne uscirà, certo i presupposti sono tutt’altro che idilliaci e come ogni anno la realtà è sempre peggio delle varie ipotesi… vedremo!
Buongiorno Don.
Incontro a quanto sembra “dannoso” per il sindacato della opposizione … o meglio (per Landini).
https://www.quotidiano.net/economia/manovra-nodo-irpef-e-pensioni-scontro-cgil-slsirk7e
Saluti
Ma certo, Wal. Un tempo c’era la storica triplice sindacale CGIL-CISL-UIL, con sindacalisti di grande spessore come Lama e Carniti. Oggi, invece, abbiamo il barricadero Landini, che sembra preferire l’alleanza con i COBAS o, più semplicemente, con i Collettivi dediti alla distruzione di vetrine e auto in sosta.
La sua risposta — “non possiamo controllare tutti” — è semplicemente mendace. Ai tempi d’oro, quando la CGIL era un vero sindacato di lotta per i lavoratori, il servizio d’ordine durante le manifestazioni impediva con efficacia l’infiltrazione di elementi violenti. Sapevano esattamente cosa fare per evitare provocazioni.
Saluti.
Vorrei umilmente far notare che tutte le manifestazioni per Gaza NON sono state organizzate dalla CGIL, il sindacato ha solo condiviso e partecipato alla chiamata di protesta spontanea dei cittadini. In quelle manifestazioni c’erano una moltitudine di persone non aderenti alla CGIL, gente comune, probabilmente anche della CISL e della UIL e persino elettori di destra. Puntare il dito solo contro questo sindacato e colpevolizzarlo per il servizio d’ordine, cui non era tenuto a gestire, mi sembra alquanto pretestuoso.
Buongiorno FrancoGiuseppe
A futura memoria.
Ci sono i “bugiardi”, ma anche coloro che hanno la “memoria corta”!
Sia rigurado ai coefficienti di trasformazione sia di aver votato in toto la Riforma Fornero (i coefficienti di trasformazione già esistevano -Dini- nulla impediva, se ritenuto il caso di elimanare la aspettativa di vita di Berlusconi).
https://partitodemocratico.it/pensioni-il-pasticcio-del-governo-sullaumento-delleta-guerra-misure-improvvisate-per-categorie-ristrette/
Saluti
Buongiorno FrancoGiuseppe,
Io di solito cerco di documentarmi quando scrivo.Lo sciopero generale del 3 ottobre ( dove sono avvenuti scontri con la polizia), è stato proclamato da CGIL e USB. Tra i due sindacati osservo che sicuramente chi ha capacità organizzative è senz’altro la CGIL ( io fino all’ altro giorno non sapevo nemmeno chi fosse USB).Comunque senza polemiche, capisco che partiamo da visioni politiche opposte e quindi chiudo qui la discussione.
Saluti a lei. Allego il link dell’ articolo da cui ho preso spunto.
https://www.ilfoglio.it/cronaca/2025/10/03/news/come-sta-andando-lo-sciopero-generale-di-cgil-e-usb-per-gaza-8158308/
👍
Per me l’opportunita’ di lasciare a 64 anni con utilizzo del tfr ed almeno 25 anni di contributi sarebbe una bella occasione, considerandola una scelta libera enon imposta. Se uno vuole va in pensione anche a proprie spese. Speriamo che i soliti sindacati non si mettano di traverso