Pensioni Ultim'ora OCSE

Novità Pensioni 2018 ultim’ora: l’OCSE, ‘Italia prima per contributi versati’

Ancora una volta sul tema delle pensioni arriva un monito. Questa volta a puntare i riflettori sul tema previdenziale Italiano è l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Dopo gli allarmi di Bankitalia, dell’Ecofin e recentemente del presidente dell’INPS Tito Boeri, arriva il rapporto ”Pensions Outlook 2018” dell’OCSE. Vediamo cosa dice e la pronta risposta dei sindacati per mano di Domenico Proietti della Uil.

Pensioni 2018 ultim’ora: l’OCSE, ‘Italia al primo posto per i contributi obbligatori al sistema pensionistico

Da quanto emerge nell’Ultimo rapporto dell’OCSE, i nostro Paese è al primo posto tra i Paesi industrializzati per i contributi obbligatori al sistema pensionistico, con un’aliquota pari al 33% per un lavoratore medio.  In classifica troviamo poi al secondo posto  l’Ungheria con il 31%, davanti alla Spagna con il 28%, la Francia è al 25,4% e la Germania al 18,7 per cento.

Stando a questi dati, si legge sul Sole 24 ore che : “quello italiano è in effetti di gran lunga il maggiore tasso di sostituzione (in pratica, il rapporto percentuale fra la prima annualità completa della pensione e l’ultimo reddito annuo completo immediatamente precedente il ritiro dal lavoro) per un sistema pensionistico pubblico. Il report fa anche il punto sui trattamenti di reversibilità rispetto al Pil, sottolineando come l’Italia nel 2017 abbia speso oltre il 2,5% del Pil per queste pensioni a fronte di una media Ocse dell’1 per cento.

Ultim’or Pensioni 2018: Proietti risponde all’OCSE

Non si fa attendere la risposta del segretario confederale della UIL che a proposito dell’allarme lanciato dall’Ocse sulle pensioni ai superstiti (l’Italia ha la spesa più’ alta rispetto al Pil) dice: “La reversibilitàpensionistica in Italia “è’ un sistema equo, da tempo riformato, a garanzia della piena valorizzazione dei contributi versati dai lavoratori e rappresenta un sostegno al reddito delle famiglie”.

Proietti della Uil prosegue poi spiegando che: “Nell’esperienza italiana, inoltre – sottolinea – essa e’ un valido strumento di contrasto al gender pension gap, indicato spesso dalla stessa Ocse con vulnus da colmare” E’ una “misura – conclude – che ha, quindi, un importante valore sociale e va preservata da ogni tentativo di continuare a fare cassa sulle spalle dei pensionati italiani”. Per tutte le notizie sull’Ultim’ora delle Pensioni, continuate a seguirci sul nostro sito ogni giorno!

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

8 commenti su “Novità Pensioni 2018 ultim’ora: l’OCSE, ‘Italia prima per contributi versati’

    PIETRO

    (4 Dicembre 2018 - 13:07)

    Hai ragione Ivo , le elezioni sono prossime .
    Salvini tira fuori le pa..e caccia via sto sciur brambilla del c…o e saremo ancora con Te .

    Ivo valsecchi

    (4 Dicembre 2018 - 10:50)

    Ma da che buco e’ uscito sto brambilla ??????? Non e’ della lega, quindi cosa cavolo vuole ? SALVINI CI RIVEDIAMO ALLE ELEZIONI. LA PACCHIA E’ FINITA. BY BY DA UN LEGHISTA SCONCERTATO

    alberto manzi

    (4 Dicembre 2018 - 7:49)

    carissimi amici cornuti e mazziati, anche oggi brambilla, propaggine di salvini, ha vomitato una nuova sentenza che TUTTI UNITI ( bce, confindustria, ocse, ue, pd e chi più ne ha piu’ ne metta ) hanno applaudito subito: si avrà diritto all’attuale quota 100 ( 62+38) solo se si avevano i requisiti al 31.12.2018. … quindi quota 100 , come tante altre possibilità, ce la possiamo mettere in quel posto !
    cio’ sta a significare che brambilla , e quindi salvini , sta perseguendo un solo importante obiettivo: NON RIFORMARE ASSOLUTAMENTE l’attuale legge e galleggiare pascolando per altri 4 anni ; n.d.r. 1 è quasi passato .
    la francia in queste settimane, per un modesto aumento del costo del carburante, ha dato prova di essere un popolo unito e CON LE PALLE , noi invece, continueremo ad essere CORNUTI E MAZZIATI come giustamente evidenzia Renato.
    Una speranza comunque ci resta: cari fanfaroni, giullari e bugiardi vi auguriamo un felice natale in pace… quello della fossa cimiteriale ovviamente! ( augurate la morte non è reato vedi sentenza numero 41190/2014 )

      PIETRO

      (4 Dicembre 2018 - 13:06)

      Hai ragione Ivo , le elezioni sono prossime .
      Salvini tira fuori le pa..e caccia via sto sciur brambilla del c…o e saremo ancora con Te .

    Giuseppe C.

    (3 Dicembre 2018 - 23:53)

    Visto che si sono accorti che si fa cassa con le pensioni dei lavoratori italiani, i Sindacati non potevano, il giorno dopo l’introduzione della legge Fornero, fare un qualcosa di più mostruosamente terrorizzante per il Governo di allora che solo 3, ore, ben tre, ore, di sciopero?

      Ivo valsecchi

      (4 Dicembre 2018 - 10:47)

      Ma credi ancora ai sindacati. Fatti un giro da loro, vedrai solo manifesti sull’ accoglienza, il business e’ li ora, nuove tessere. La mia gia’ strappata 3-anni fa

    Giuseppe C.

    (3 Dicembre 2018 - 23:48)

    E la Germania, in cui si versa molto meno che negli altri Paesi per le pensioni, e tutti gli altri Paesi dell’Euro, che tutti versano meno del 33%, hanno il coraggio di dire che dobbiamo rimanere con la legge Fornero (se non peggiorare ancora di più?)?; ma perché non chiedono, i Paesi dell’Euro, come mai in Italia si versa più di tutti e si prende meno di tutti e si va in pensione dopo di tutti?
    E, poi, OCSE o Euro che sia, perché non facciamo come ci pare, dato che, dopo l’ingresso nell’Euro, i lavoratori dipendenti che non potevano raddoppiare i loro stipendi come hanno fatto altri, si sono visti, da allora, dimezzare i loro risparmi, i loro stipendi e le loro pensioni, con l’equazione reale un euro uguale mille lire che ha subito sostituito il cambio quindi “ufficioso” e mai applicato di un euro uguale 1936,27 lire?
    Con questa svalutazione del 100% avuta dai dipendenti da allora, tali lavoratori hanno già ampiamente pagato la loro eventuale quota di debito pubblico e devono avere anche un ampio resto indietro; cosa che altri non hanno fatto, proprio quelli che vogliono restare nell’euro e, magari, mettere la patrimoniale a chi l’ha già pagata ampiamente col suddetto giochetto un euro mille lire, per far loro ripagare di nuovo il debito pubblico e, dai calcoli che fanno circolare i media, quota uguale per tutti, come il”pollo di Trilussa”, non secondo il reddito, come da Costituzione (chi più ha più deve contribuire)… D’altronde come far pagare secondo il reddito, magari tra i fautori dell’euro e della a patrimoniale, anche qualche grande evasore che mai ha pagato un euro di imposte e, magari, con l’euro si è arricchito?: 110 miliardi annui di evasione fiscale!
    Non c’è limite alla vergogna?

    Renato

    (3 Dicembre 2018 - 17:58)

    CORNUTI E MAZZIATI .

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