Novità Pensioni 2019, era meglio Quota 41 di Q100? La diatriba prosegue

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 3 aprile 2019 giungono dalle dichiarazioni discordi che in questi giorni vengono rilasciate sulla quota 100, da un lato Salvini e Di Maio orgogliosi del provvedimento, dall’altro l‘Ocse che la ritiene una misura che creerà ulteriori disuguaglianze, nel mezzo Tridico che difende il provvedimento facendo notare che si tratta solo di una provvedimento temporaneo, e per questo, dunque assolutamente sostenibile.

Molti gli interventi sulla Quota 100 in queste ore, tra questi non poteva passare inosservato quello della senatrice del Pd Teresa Bellanova che a proposito della riforma pensioni la considera solo una ‘lotteria a tempo’. Tra i favorevoli ed i contrari anche i lavoratori che sui social si confrontano, chi riesce ad andare in pensione esulta e ringrazia il Governo, gli altri, gli esclusi, fanno notare che non sia giusto ‘guardare sempre solo al proprio orticello‘, disinteressandosi delle conseguenze e del peso, in termini di ingiustizia, che una tale misura avrà sugli altri, incatenati ancora al lavoro o in situazioni drammatiche, non risolte nemmeno dall’attuale Governo. Eccovi le considerazioni emerse.

Bellanova su Quota 100: chi si trova si trova, gli altri fuori

La senatrice Dem é parsa molto critica nei confronti della misura cardine del Dl 4/2019 convertitto da poco in legge: “Quota 100 non abolisce la Legge Fornero né la mette in discussione, ha una durata limitata di soli tre anni, per la serie chi si trova si trova, non sostiene né sosterrà quelle categorie di lavoratori e lavoratrici che ne avrebbero avuto più bisogno ad iniziare da chi svolge lavori usuranti”.

Bellanova spiega le ragioni della sua contrarietà ad un provvedimento che definisce, come riporta agenpress, temporaneo ed iniquo “Impiegando enormi risorse in deficit, penalizza le donne, i lavoratori e le lavoratrici prive di regolarità contributiva, i giovani. Poi conclude facendo notare come una misura così strutturata sia lontano dal poter essere considerata una riforma, ma resti solo “una “lotteria” della pensione anticipata; un provvedimento, dice: “che premia i fortunati che maturano i requisiti entro gli stretti margini previsti e spinge verso un nuovo “scalone” tutti coloro che ne sono tagliati fuori anche solo per un giorno. L’esatto contrario di un provvedimento universale che stabilisce un principio uguale per tutti”. Ecco una carrellata dei pareri dei lavoratori sull’attuale riforma previdenziale.

Pensioni 2019, basta lamentarsi vi é chi sta peggio

Claudio Fabretti , scrive esasuto dei dibattiti su quota 100 si, no, scrive: “Leggo malumori generalizzati, per chi deve andare in pensione. Ma non si guarda mai a chi sta peggio, EX LAVORATORI come gli ex autonomi, ex dipendenti che hanno perso il lavoro e NESSUNO da piu’ a loro una possibilità di rientrare nel mondo del lavoro perchè TROPPO VECCHI per le AZIENDE ! Quindi chi sta PEGGIO è chi NON HA REDDITO….. non chi lavora! Guardiamoci sempre indietro prima di essere ” invidiosi” se molti sono andati in pensione “

Claudio Balzanelli, Amministratore del Gruppo lavoratori precoci lavoro giovani, scrive:” Il governo del cambiamento!!! Un dato di fatto è che il turnover non ci sarà, la disoccupazione avanza. Quota cento a chi serve? Un piano industriale? Siamo sgomenti da tanta inettitudine. Non si credeva che si potesse far peggio del PD, invece ci stanno sorprendendo”

Pensioni e quota 100, non serve guardare solo il proprio orticello

Dalla sua chi é riuscito ad andare in pensione manifesta la propria gioia in tutti i modi, ringraziando il ‘Governo del cambiamento’, tra questi sia le donne che sono riuscite ad accedere alla proroga dell’opzione donna, valida lo ricordiamo solo per quante hanno maturato i requisiti entro il 31/12/2018, sia quei lavoratori che accederanno alla quota 100, con 38 anni di contributi e 62 d’età. Tra questi , attivissimo sui social, vi é Mauro Attilio Nosenzo, che da tempo intrappolato nella riforma Fornero, non appena ha intuito la possibilità di accedere alla quiescenza con la quota 100, ha esultato manifestando la propria contentezza, facendo addirittura il countdown dei giorni mancanti al primo rateo, e che continua a ribadire a chi é critico realtivamente alla misura: ” é servita a me, io sono in pensione”

La frase non poteva passare inosservata, ragione per cui diversi lavoratori tra cui lo stesso Balzanelli hanno fatto notare al lavoratore che continuare a “Guardale al singolo non serve”. Poi vi é anche chi cerca di difendere il Governo, sostenendo che più di così per ora non si poteva fare, come Andrea Serangeli “a tutti quelli che si lamentano vorrei ricordare che l‘Europa chiede di abrogare anche la quota cento, mi sembra purtroppo chiaro che x il momento non potevano fare altro. Appena possibile faranno anche quota 41″. Questo non basta a sedare le polemiche dei precoci che continuano a ripetere di non aver mai chiesto al Governo, la loro maglietta ne é la dimostrazione, la quota 100, ma sempre e solo la quota 41 per tutti senza se e senza ma.

Quota 100 non l’ha chiesta nessuno, serviva quota 41

Così Valerio Agnolin: Il fatto è che la quota 100 non gliel’ha chiesta nessuno mentre noi precoci con questa riforma la prendiamo su quel posto!La promessa era Q41, almeno per i precoci la dovevano fare oppure, va bene quota 100 ma senza i paletti! “

Voi cosa ne pensate? Fateci sapere a quale tra queste dichiarazioni vi sentite più vicini e per quale ragione, vi ricordiamo, che esiste l’apposita sezione commenti per lasciare la vostra opinione.

16 commenti su “Novità Pensioni 2019, era meglio Quota 41 di Q100? La diatriba prosegue”

    • Ma di quale commento parla? Qui di buffone non c’é proprio nessuno, non lo vedo il suo commento, se ha voglia lo riposti e soprattutto moderi i toni nei confronti di chi si presta a darvi voce! Saluti Erica

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  1. Caro ex mito, io lavoro da 42 anni e 4 mesi e vedo che con 38 mi salutano. Bella la pagliacciata della quota 100. Sei peggio di Renzi. Ci rivediamo alle elezioni, continua a credere ai sondaggi, poi vedrai donne e precoci che servizio do fanno alle prossime elezioni.

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  2. ANTONIO NON E’ VERAMENTE COSI’, LA MATEMATICA TANTE VOLTE FREGA, IO HO INIZIATIO A 18 ANNI A LAVORARE, PERO’ HO AVUTO DEI BUCHI DA DISOCCUPATO QUINDI HO RAGGIUNTO I 38 ANNI DI CONTRIBUZIONE CON 62 ANNI DI ETA’.

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    • Caro Antonio, ed io che buchi non ne ho avuti come te che stai per andare in pensione ti sembra giusto che io con 42 anni di contributi debba continuare anche per te a svegliarmi alle 6.30 per timbrare alle 8 ancora per altri 15 mesi?…se va bene!

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    • Infatti se leggi bene ho detto LA MAGGIOR PARTE e non tutti….. poi ci possono essere delle eccezioni come nel tuo caso.Resta il fatto che 41 anni di lavoro e contributi versati mi pare che siano piu’che sufficienti.Buona giornata

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    • Bravo Sergio.Nemmeno io ho avuto buchi e sono 41 e 4 mesi che lavoro…”.visto che la matematica a volte frega ” facendo i conti della serva mi mancano ancora 1 anno e 6 mesi per raggiungere quota 42 e 10 mesi piu’ la finestra di 3 mesi sono esattamente 1 anno e 9 mesi.Intanto ANTONIO che ha avuto buchi se ne va’ in pensione con 38 anni versati.ANTONIO…..io ho iniziato a lavorare a 15 anni” e non a 18 come te” in fabbrica e sono ancora li’ a farmi il mazzo in piu’ ho sempre versato i contributi senza neanche un buco.Prendi la calcolatrice in mano e comincia a fare i conti chi tra me e te aveva piu’ diritto ad andare in pensione.Buona giornata

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  3. Ma veramente…..siamo alla follia.Sig.Ministro Salvini le ricordo la sua campagna elettorale…..41 per tutti con i paletti sulle piste da sci.Non ci vuole uno scienziato a capire che quota 100 ha favorito chi ha iniziato a lavorare tardi…….62 anni di eta’ meno 38 di contributi a casa mia fa’ 24….quindi la maggior parte di questi lavoratori hanno iniziato tardi e di conseguenza versato meno di chi invece ha gia’ alle spalle oltre 41 anni di contributi versati.Le ricordo inoltre che chi ha iniziato a lavorare in eta’ precoce non si trova dietro ad una scrivania o per lo meno per la stragrande maggioranza di questi è cosi’.Sono quelli che si spezzano la schiena nelle fabbriche.La quota 100 non vi era stata chiesta da nessuno è una vostra invenzione.Naturalmente sono contento per la quota 100 ma si dovevano favorire anche i precoci che avevate illuso prima del voto del 4 marzo.Buona giornata e alle prossime elezioni.

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  4. La quota 100 non aiuta ad uscire alle donne precoci.io ho iniziato a 16 anni ora ne ho 59 mi trovo 2 anni non versati i contributi con 39 anni totale quindi con la pace contributiva non posso versare i 2 anni perche ‘ prima del 1996.ci sono paletti dappertutto e opzione donna e’ una grande fregatura mi trovo con una pensione netta di 670.00 € meno del reddito di cittadinanza con tt i sacrifici che ho fatto con genitori da badare e ora non ci d più e ora nonna che non mi è ancora permesso godermi il nipote .

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  5. Quota 100 così come è strutturata è chiaramente discriminatoria anche per le partite IVA che, di fatto, vengono trattate come cittadini di serie B ai quali applicare le pesanti penalizzazioni della infame legge fornero e basta. Solo penalita’ è nessuna opportunità per le partite IVA.

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  6. Con quota cento hanno dato un contentino la vera riforma era quota 41 per tutti credo che tra qualche mese salterà qualche testa io ho 60 anni e 39 di contributi e come me ce ne sono migliaia se voteremo ancora niente 5 stelle solo lega

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  7. Buona sera sig, Salvini,
    per iniziare Lei non rimette nulla di nulla, visto che la norma Fornero non è mai stata in discussione, infatti a tutt’ oggi continua la Sua folle strada, dove vengono utilizzati per la costruzione gli stessi precoci, per cui per questi eterni lavoratori si presenta oltre alla beffa anche l’inganno.
    Per cui gentilmente Sig. Salvini non esprima cose non corrette, inoltre Le ricordo che Lei è un Ministro di questo paese, ormai in declino e il Suo profumato stipendio glielo pago io, uno dei tanti precoci catramisti.
    Questo per sgomberare il campo sin da subito, da una montagna di fantasticherie unitili e costose.
    A conferma di quanto asserisco si ascolti cosa dice la stessa creatrice della norma, oggi non più in lacrime, la sig.ra Fornero:

    https://www.youtube.com/watch?v=KJU8T1TbYsc
    https://www.youtube.com/watch?v=grUlYi0FCc4

    Inoltre restituisca i 49 milioni entrati nella casse del Suo partito, senza alcuna rateizzazione o meglio nel numero di tre come ogni cittadino e non 80 anni.
    Infine si faccia processare se non ha nulla da nascondere a da temere..come ogni altro cittadino..
    Altrimenti il suo dire, ormai quotidiano, non è altro che è il solito banale e diffuso: predicare bene razzolando male…
    Troppo facile.

    Semplicemente scandaloso..

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

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  8. Più volte, ed a più riprese, ho scritto che secondo me la formula più “giusta”, e soprattutto “equa” sarebbe stata la formula 41, inteso come età contributiva, INDIPENDENTEMENTE dall’età anagrafica. Personalmente posso beneficiare della formula 100, perché al 31/12/2018 ho maturato oltre 40 anni contributivi e 63 anni e mezzo di età anagrafica.
    Probabilmente a fine 2019 o max gennaio 2020 andrò in pensione, comunicando il mio intendimento 6 mesi prima al Comune dove lavoro.
    I calcoli effettuati dal Patronato prevedono una riduzione dell’attuale stipendio, che “accettero’ “. Indipendentemente dalla mia “fortunata fattispecie”, continuo ad essere uno strenuo assertore dell’ipotesi inizialmente esposta. Penso soprattutto a quei giovani di 17,18, 19 o 20 anni che hanno iniziato presto a lavorare e non possono, con la formula 100, andare in pensione, pur avendo magari maturato 42 o 43 anni contributivi. La trovo una profonda ingiustizia. Una vera ingiustizia.

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    • Sig. Alfredo Lei è uno dei pochi in questo paese che ha il senso della giustizia e dell’equità. Come me, presumo, avrebbe accettato una quota 100 solo ed esclusivamente per chi ad età inoltrata, oltre i 62 anni, pur con pochi contributi, avesse perso il lavoro e l’ipotesi di ritrovarlo fosse estremamente arduo per il profilo professionale sempre avuto. Qui invece si mandano in pensione con questa quota persone che il lavoro ce l’hanno ancora, che ha iniziato tardi e versato meno a scapito, come giustamente da Lei detto, di chi ha iniziato giovanissimo e versato di più. Cadono le braccia a sentire le dichiarazioni trionfalistiche di alcuni politici che non si accorgono o non si vergognano del loro operato, volto come tutti sappiamo al minimo tempo necessario della LORO legislatura. Chi viene dopo sono c…i suoi. Una riforma a tempo che produrrà vari aspetti negativi: Pensioni ridotte al limite della povertà, uno scalone per chi andrà dopo il 2021 e un sicuro aumento del lavoro nero. Chi attualmente guadagna 1500 euro al mese con la quota minima di 62-38 avrà una pensione decurtata del 30% e prenderà 1000 euro al mese. Ci sarà chi nel gennaio del 2022 ritornerà con la legge Fornero. Chi non si accontenterà del reddito pensionistico lavorerà in nero. E ingiustizia ancora più grossa, chi con già 41-42 anni di contributi dovrà lavorare ancora per pagare la pensione a chi se ne è andato con soli 38. Io ho solo 59 anni ma già 42 di contributi e non posso andare e mi dovrò sorbire la Fornero, niente affatto cancellata, fino a 43,1. Ben 5, 1 anni in più di lavoro. Una riforma obbrobriosa che spero i restanti 15.000 milioni di lavoratori faranno notare nelle urne.

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    • Buona sera sig. Alfredo,
      Le porgo miei personali ringraziamenti per la Sua rara sensibilità, protesa verso coloro che subiscono ingiustizie.
      Ancora grazie da parte di uno dei tanti lavoratori Precoci di questo paese..

      Con viva cordialità,
      Luigi Napolitano

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