Novità Pensioni 2019, ultim’ora post bocciatura Ue: passi indietro sulla riforma?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni 2019 al 22 novembre ruotano inevitabilmente sulla bocciatura alla Manovra 2019 da parte dell’ Europa e su cosa sta accadendo all’interno del Governo a poche ore dalla ‘batosta’ che alcuni sostengano fosse comunque preannunciata, visti i pressoché nulli ritocchi fatti post primo monito. Il dubbio che attanaglia sui social tutti coloro che avevano votato per il Governo del Cambiamento e per poter accedere da subito, prossimo gennaio 2019, alla tanto desiderata pensione, è ora cosa accadrà ora alle tante promesse fatte?

Su cosa, visto che il confronto tra Governo e Ue, deve restare necessariamente aperto per provare a scongiurare la procedura di infrazione, l’esecutivo taglierà o ‘mettere mani’ per cercare di evitare quanti ormai definiscono, preoccupati per le sorti del nostro Paese,  l’inevitabile? Ci saranno passi indietro sulla riforma delle pensioni, dunque, slitterà tutto ancora per una volta a data da destinarsi? Ecco le prime dichiarazioni fatte dagli esponenti politici del Governo e le prime indiscrezioni che stanno circolando sul comprato pensioni.

Pensioni 2019, ultimissime post bocciatura UE: cosa farà ora il Governo?

Il capogruppo alla Camera dei 5 Stelle commentando con un post l’atteggiamento dell’Ue nei confronti dell’Italia pare voler rassicurare i cittadini sul fatto che il Governo non arretrerà sui contenuti della manovra, dunque la riforma pensioni e il reddito di cittadinanza parrebbero, tra le righe, essere al sicuro.  Così, infatti, Francesco D’Uva scrive su Facebook: “Ci chiediamo perché la commissione Ue apra la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia che ha sempre rispettato le regole, a differenza di altri Paesi. E le stiamo rispettando anche con questa manovra! Ai cittadini diciamo di non temere perché non arretriamo: non siamo stati votati per realizzare le stesse politiche distruttive dei vecchi governi”

Il vicepremier Di Maio è parso più prudente nei toni, ma ribadendo che alla fine sarà l’Europa a convincersi che la strada per ridurre il debito dell’Italia è certamente quella scelta da questo Governo con questa manovra. Così ha asserito il vicepremier: “Sia noi che l’Europa vogliamo la stessa cosa: ridurre il debito. E l’Unione europea si convincerà che, per raggiungere l’obiettivo, abbiamo scelto l’unica strada che funziona: aiutare le famiglie e le imprese, creare nuove opportunità di lavoro per i giovani.” Mentre alcune indiscrezioni, riportate da Il Sole 24 Ore, farebbero emergere un Salvini che dietro le quinte parrebbe più prudente e pronto a ritocchi, sebbene pubblicamente ironizzi e sbeffeggi l’Ue paragonando la lettera ricevuta a quella che il vicepremier ora attende anche da Babbo Natale.

Pensioni anticipate, addio quota 100 e opzione donna? le prime indiscrezioni

Così cita la collega Lina Palmerini nel suo articolo di stamane su Il Sole 24 Ore: “E qualcuno comincia a pensare a qualche ritocco in corsa sulla manovra per ammorbidire una procedura ormai scontata. Dicono per esempio che Matteo Salvini – spinto da Giancarlo Giorgetti – stia ragionando su qualche passo indietro sulle pensioni. E al Ministero dell’Economia ricordano come il ministro dell’Interno – nella stesura iniziale del bilancio – fosse molto più accomodante su un deficit all’1,9% mentre Di Maio s’impuntò sul 2,4″.

Chiaro che se le indiscrezioni fossero confermate, le due misure che potrebbero subire conseguenze sarebbero la ormai data per certa quota 100, (muteranno i requisiti o slitterà?) e la possibile proroga dell’opzione donna, su cui si sono spesi molti post Facebook da parte degli esponenti del Governo per confermare sia cosa fatta ( vi sarà il rischio non venga prorogata? O potrebbero cambiare i requisiti al rialzo per ridurre la platea?). Al momento mancando i decreti ad hoc sulle misure, dopo la bocciatura dell’Ue alla Manovra, chiaro che l’ansia dei potenziali beneficiari delle due provvedimenti non può che salire.

Manovra 2019: Conte rassicura: è solida, a Junker presenteremo i dettagli

Chiaro che i dubbi dei cittadini aumentino e a ragion veduta, la situazione non è semplice e l’Unione Europea non può certo essere ignorata, questo il Governo lo sa, ma Conte, dal canto suo, cerca di fare il punto e di rasserenare gli animi: “Siamo sempre convinti della nostra manovra e della solidità del nostro impianto economico“.

Poi il Presidente del Consiglio  ha spiegato come in realtà il debito sotto il faro della Commissione Europea “sarebbe il debito del 2017, del precedente Governo”. Poi ha aggiunto propositivo: “sabato sera con Junker confido in un confronto costruttivo, rivedremo le rispettive posizioni e valuteremo come andare avanti”. Poi ha asserito che il Governo porterà a Bruxelles non più un impianto macro della Manovra ma i dettagli: “un piano dettagliato delle nostre riforme, con particolare riguardo al piano per le infrastrutture materiali e immateriali, siamo al lavoro per rendere il Paese più competitivo”. In conclusione ha asserito: ” L’ho sempre detto un presidente del Consiglio che non si preoccupa dello spread sarebbe un presidente irresponsabile. Detto questo bisogna lavorare e continuare ad operare e realizzare le riforme che fanno bene al Paese. E’ il modo più persuasivo per contenere l’innalzamento dello spread.”

Tria difende la Manovra: anche Bruxelles patirà il braccio di ferro

Amareggiato è parso anche Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che però dal canto suo continua a difendere, nonostante tutto, la manovra: “Con rammarico prendiamo atto che la Commissione non ha ritenuto di condividere le ragioni del bilancio programmatico italiano”. Ha poi fatto intendere nemmeno troppo velatamente, che questo scontro continuo tra Bruxelles e l’Italia in realtà non giova a nessuno: ” Ritengo tuttavia che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea”.

Per comprendere cosa succederà alla Manovra 2019 e dunque anche al capitolo previdenziale in essa contenuto, non resta che attendere l’incontro di sabato tra Conte e Junker e vedere se attraverso un confronto più produttivo di quello degli ultimi mesi, si riuscirà a mitigare la procedura di infrazione e a portare avanti i piani del Governo.

10 commenti su “Novità Pensioni 2019, ultim’ora post bocciatura Ue: passi indietro sulla riforma?”

  1. Siamo Seri purtroppo abbiamo un deficit del 130% quindi non siamo l’lngliltera siamo molto molto più deboli economicamente quindi una riforma va fatta credo sia giusto partire da chi ha versato più di 40 /41anni di contributi poi bloccare ADV. Mandiamo in pensione 1milione di persone ed obblighiamo le imprese ad assumere 1milione di disoccupati di certo non possiamo dare 870Euro mese a 6.500.000 altrimenti ci conviene stare tutti a casa. Poi se vogliamo continuare ad avere diritti e servizi è ora di pagare tutto con bancomat e carte basta contante.

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  2. Cancellare la quota 100 ultrademenziale ( in pensione a 38 anni e al lavoro a 42, solo un povero mentecato puo’ partorire un idea simile. Tolta questa idiozia si puo mantenere opzione donna senza alzare I vecchi requisiti e bloccare adv. Se farete questo non solo non buttate soldi dei contribuenti, ma salvate la faccia e non verrete spazzati via come renzi alle prossime elezioni. Pensate bene a quello che fate, sopratutto tu salvini se vuoi riconquistare donne e precoci

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  3. Lo spettacolo al quale stiamo assistendo da mesi e mesi è davvero avvilente, le voci continuano a sovrapporsi e la platea dei possibili interessati a questa riforma sta subendo impotente ad un interminabile tira e molla che si gioca sulla nostra pelle. Il Governo ha le sue colpe, questa quota 100 farlocca, penalizza ingiustamente i precoci, ragion per cui ritengo che sarebbe stato più saggio partire dalla quota 41 che tutela coloro che più hanno contribuito per poi estendere la riforma anche ad altri possibili beneficiari; non si può far altro che auspicare la fine di questo stillicidio quotidiano e cominciare almeno a leggere, nero su bianco, in cosa consiste veramente la proposta di Legge senza trascurare l’abolizione dell’ADV e non dimentichiamoci che tutto questo caos ha un nome e cognome: Elsa Fornero con il bene placet del PD!!!!

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  4. A questo punto se ci facciamo intimorire, e cediamo hai ricatti di Bruxelles e sia a quelli dei tecnocrati, burocrati,esperti della finanza, multi nazionali e massoni, non siamo più italiani. Quindi andare avanti senza pietà tutti questi in comune hanno un denominatore multiplo ,non fare attuare quello che si sta facendo perchè per tutti questi sarà vita dura, e quindi sanno benissimo che non avranno più speranze, finanziariamente di arricchirsi. E soprattutto tutta la sinistra, si oppone perchè se altri faranno quello che non hanno voluto fare loro, sanno benissimo che minimo per 20 anni non toccheranno più palla in gergo calcistico, come spesso Renzi paragonava nei suoi discorsi.

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  5. Sarebbe già una nefandezza NON fare la miserrima quota 100 ( 62+38 ) e NON bloccare ADV.
    Se poi aggiungono ancora i limiti proposti da Giorgetti e Brambilla e ritornano sulle decisioni prese, si rendono ridicoli non solo al popolo italiano ma anche all’UE intera , che riderà per anni e anni.

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  6. Andremo tutti da a Bruxelles a mangiare
    Sono sicura che se torniamo ad accogliere tutti i barconi che arrivano nei nostri mari ..la manovra passa .accordi presi Bruxelles e PD

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