Novità Pensioni: un’ipotesi Pdl 857 attualizzata al 2022, quali chance per il 2023?

Come vi avevamo anticipato nel precedente articolo, il lungo lavoro del Dott. Claudio Maria Perfetto prosegue per ulteriori due elaborati, lo scopo ultimo é quello di dare effettive chance di realizzazione di una riforma pensioni nell’immediato dal 1 gennaio 2023. In questa parte che pubblicheremo oggi il nostro esperto ricorderà per sommi capi i contenuti essenziali della Pdl 857 di Damiano: requisiti minimi di età anagrafica e di anni di contribuzione: 62 e 35. Ricordando che si può andare in pensione con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età e senza penalizzazione. Illustrerà per sommi capi i contenuti essenziali di un’altra proposta che ha seguito quella dell’onorevole Damiano ma che ne riprende, almeno in parte i contenuti essenziali, che é la Pdl 1170 dell’onorevole Rizzetto presentata nel 2018: requisiti minimi di età anagrafica e di anni di contribuzione: 62 e 35. In questa proposta, fa notare il Dott. Perfetto mancava però la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età e senza penalizzazione.

Ed infine verrà illustrata l’ipotesi di uscita anticipata che ha in mente il Dott. Perfetto affinché si possa mettere subito in atto una reale Riforma delle pensioni già dal 2023 indipendentemente da chi salirà al Governo, anzi la soluzione potrebbe trovare facile accoglimento dalle varie forze politiche, e ci spiega il perché. Inoltre non occorrerebbero eccessive risorse, fa intendere o comunque sarebbero facilmente reperibili, e il format, una base, sarebbe pressoché pronta, ossia il Ddl 857, solo da attualizzare. Per facilitare il compito, ci verrebbe da dire, a chi salirà al Governo e si occuperà di previdenza, il Dott. Perfetto é andato ben oltre, ha già illustrato la sua ipotesi di attualizzazione della Pdl 857 al 2022, facendo un elenco delle migliorie che andrebbero apportate. Dalla sua con la solita umiltà che lo contraddistingue, ci tiene, invece, a precisare il Dott Perfetto si tratta ‘solo’: “di una mia ipotesi e non si tratta di una mia proposta. La formulazione della proposta va lasciata ai deputati (dal momento che Pdl 857 e Pdl 1170 è stata fatta da deputati)“. In estrema sintesi dunque nell’elaborato troverete illustrata la modalità di attuazione della Pdl 857 attualizzata al 2022 che potrebbe entrare in vigore già dal 1° gennaio 2023 in sostituzione della Riforma Fornero se venisse considerata, come speriamo, meritevole di attenzione da parte di quanti avranno potere decisionale post elezioni. A voi le sue considerazioni.

Riforma pensioni, una proposta da attualizzare e chance effettive per il 2023

Nella Proposta di legge N. 857 del 2013 (Pdl 857) dal titolo “Disposizioni per consentire la libertà di scelta nell’accesso dei lavoratori al trattamento pensionistico”, avente come primi firmatari Damiano, Baretta, Gnecchi, si legge:Riteniamo necessario prevedere forme di flessibilità di pensionamento, le quali, attraverso un sistema di penalizzazione e premialità in tema di assegno pensionistico, consenta alle lavoratrici e ai lavoratori di poter decidere, all’interno di un range variabile tra i 62 e i 70 anni di età, il momento della cessazione dell’attività lavorativa. Ciò contribuirà ad agevolare anche un ricambio generazionale, che le recenti riforme pensionistiche hanno contribuito a disincentivare”. La Proposta di legge “dispone che dal 1° gennaio 2014, le lavoratrici e i lavoratori – pubblici, privati e autonomi – tra i 62 e i 70 anni di età che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni possano accedere a forme di pensionamento flessibile, purché l’importo dell’assegno, secondo l’ordinamento previdenziale di appartenenza, sia almeno pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale. [… ] Inoltre per le lavoratrici e i lavoratori che abbiano maturato almeno 41 anni di anzianità contributiva è prevista la possibilità di pensionamento prescindendo dall’età anagrafica”.

La Pdl 857 è dotata dello stesso meccanismo di cui è dotato la Riforma Fornero, ovvero dell’adeguamento automatico dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita: andrebbe quindi attualizzata al 2022 tenendo conto di tale meccanismo.

La Pdl 857 è già stata attualizzata una volta, quando il 19 settembre 2018 fu presentata alla Camera dei Deputati, su iniziativa del deputato Walter Rizzetto, la Proposta di legge N. 1170 (Pdl 1170) dal titolo “Disposizioni concernenti l’introduzione di un sistema flessibile per l’accesso al trattamento pensionistico”.

La Pdl 1170 sostiene, e rilancia, i propositi della Pdl 857. Infatti, l’obiettivo della Proposta di legge 1170 è di garantire la libertà di scelta delle lavoratrici e dei lavoratori per quanto concerne l’accesso al trattamento previdenziale, attraverso un sistema che prevede penalizzazioni e premialità in materia di assegno pensionistico e che consente di decidere il momento dell’uscita dal mondo del lavoro, in un’età anagrafica compresa tra 62 e 70 anni”. Nello specifico si “riconosce alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di andare in pensione a partire dal requisito minimo di età anagrafica di 62 anni fino a 70 anni di età e con un’anzianità contributiva di almeno trentacinque anni”. Si specifica anche che “l’accesso alla pensione anticipata sia condizionato al fatto che l’importo dell’assegno sia almeno pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale”.

Nella Pdl 1170 viene presentata la Tabella A della Pdl 857 attualizzata al 2018 (quando era in carica il Governo Conte I):

                                           Tabella A

Nella Pdl 1170 di Rizzetto, che ricalca i contenuti della Pdl 857 di Damiano, le penalizzazioni sono leggermente aumentate, mentre le premialità sono leggermente diminuite. Inoltre, non è presente il riferimento al pensionamento con 41 anni di anzianità contributiva prescindendo dall’età anagrafica.  

Pdl 857 potrebbe sostituire con buone chance la Riforma Fornero

La Pdl 857 attualizzata al 2022 potrebbe avere buone possibilità di sostituire la Riforma Fornero già nel 2023. I Princìpi ai quali la Pdl 857 si ispira (tra cui libertà di scelta e flessibilità nel pensionamento) riflettono il sentiment popolare, e sono di portata più estesa dei Princìpi su cui si regge la Riforma Fornero.

Una ipotesi di attualizzazione al 2022 della Pdl 857 potrebbe essere la seguente (in considerazione anche del fatto che dal 2013 al 2022 l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia e l’anzianità contributiva per la pensione anticipata si sono innalzate di un anno):

  • Nella tabella A gli anni relativi all’“età di pensionamento effettivo” andrebbero elevati di un anno, portandoli dal range (62-70) al range (63-71)
  • Nella tabella A gli anni relativi agli “anni di contribuzione” andrebbero elevati di un anno, portandoli dal range (35-40) al range (36-41)
  • Nella tabella A le penalizzazioni e le premialità andrebbero attualizzate al 2022
  • I requisiti minimi per l’accesso a forme di pensionamento flessibile risulterebbero: 63 anni di età anagrafica, 36 anni di contribuzione, importo dell’assegno pari ad almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale
  • La pensione anticipata per gli uomini, attualmente a 42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra (equivalenti a 43 anni e 1 mese) a prescindere dall’età, andrebbe portata a 42 anni a prescindere dall’età (nota: poiché il requisito “42 anni di contribuzione” non è contemplato nella tabella A, non verrebbe impattato da penalizzazioni/premialità)
  • La pensione anticipata per le donne, attualmente a 41 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra (equivalenti a 42 anni e 1 mese) a prescindere dall’età, andrebbe portata a 41 anni a prescindere dall’età (nota: nonostante il requisito “41 anni di contribuzione” sia contemplato nella tabella A, tuttavia non verrebbe impattato da penalizzazioni/premialità per quanto riguarda le donne)
  • L’ipotesi “pensionamento con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica senza penalizzazione” si tradurrebbe nella possibilità di “pensionamento con 41 anni di contribuzione a partire da 63 anni di età anagrafica con applicazione di penalizzazioni e premialità” (in base a quanto riportato in tabella A. Nota: “Quota 41 precoci” è un caso a parte, e quindi non sarebbe soggetto al requisito minimo di età anagrafica)
  • I termini “pensione di vecchiaia” e “pensione anticipata” verrebbero sostituiti dal termine “pensione ordinaria
  • Altre forme di pensionamento i cui criteri non rientrino tra quelli citati nella tabella A andrebbero chiamate “pensioni non ordinarie
  • Tra le pensioni non ordinarie rientrerebbero “Quota 41 precoci” nonché Ape Sociale e Opzione Donna (che verrebbero prorogate anche per il 2023)
  • Altre forme di pensionamento che sono state valutate e ritenute sostenibili in “affiancamento” alla Riforma Fornero, e che risultassero dotate di un grado di flessibilità più vantaggioso rispetto a quelli contemplati dalla tabella A, rientrerebbero tra le “pensioni non ordinarie” (es. Proposta Tridico)      
  • La nuova Riforma Previdenziale basata sulla Pdl 857 attualizzata al 2022 avrebbe validità triennale, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025, con la prospettiva di divenire strutturale all’avvio del progetto di Riforma del mercato del lavoro, che potrà avvenire nel corso del 2023 per ragioni legate a vincoli temporali
  • Il finanziamento della nuova Riforma previdenziale basata sulla Pdl 857 attualizzata al 2022, qualora i contributi derivanti dal lavoro risultassero insufficienti, potrebbe avvenire, in via del tutto eccezionale e per un periodo temporale di al massimo tre anni, attingendo a risorse provenienti dalla fiscalità generale, in particolare dall’IVA e dal Reddito di Cittadinanza (con esclusione della Pensione di Cittadinanza)
  • Il ricorso alla fiscalità generale per finanziare la spesa pensionistica sarebbe giustificato dalla realizzazione di obiettivi primari quali: ricambio generazionale, transizione digitale, crescita economica (valutata in termini di quantità – PIL, reddito pro capite), e sviluppo economico (valutato in termini di qualità – equità sociale, benessere)
  • Dopo avere messo a punto la Riforma del mercato del lavoro da svilupparsi nel triennio 2023-2025 congiuntamente alla Riforma previdenziale strutturale in accordo con i Princìpi generali ai quali entrambe le Riforme dovrebbero ispirarsi e sui quali entrambe le Riforme dovrebbero fondarsi, le pensioni in essere e future saranno finanziate esclusivamente con i contributi derivanti dal lavoro  

Riforma pensioni 2023, ecco come potrebbe entrare in vigore subito la Pdl 857 se attualizzata

Note conclusive riguardanti l’entrata in vigore.

L’ipotesi Pdl 857 attualizzata al 2022, che entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2023 in sostituzione della Riforma Fornero, acquisterebbe maggiore credibilità sul piano europeo qualora venisse proposta da un Governo di Unità Nazionale formato da tutti i Partiti, in considerazione anche del fatto che la Pdl 857 del 2013 fu avanzata da esponenti del Partito Democratico, mentre la Pdl 1170 del 2018 (una Proposta speculare alla Pdl 857 del 2013) fu avanzata da esponenti di Fratelli d’Italia.

La formazione di un Governo di Unità Nazionale sarebbe quindi auspicabile.

Qualora invece, a seguito delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, la formazione del nuovo Governo dovesse risultare di Centrosinistra, il nuovo Governo potrebbe riproporre la Pdl 857 di Damiano-Baretta-Gnecchi del Partito Democratico attualizzandola al 2022.

Qualora, invece, la formazione del nuovo Governo dovesse risultare di Centrodestra, il nuovo Governo potrebbe riproporre la Pdl 1170 di Rizzetto di Fratelli d’Italia attualizzandola al 2022.

In conclusione, indipendentemente da quali potranno essere i Partiti che formeranno la nuova coalizione di Governo, le Pdl 857/Pdl 1170 attualizzate al 2022, recanti disposizioni per consentire la libertà di scelta e l’introduzione di un sistema flessibile per l’accesso al trattamento pensionistico – finalizzate al superamento della Riforma Fornero come auspicato dai Partiti che riscuotono i maggiori consensi – potrebbero avere buone possibilità di entrare a far parte dei programmi di Governo per essere attuate dal 1° gennaio 2023.

Ringraziamo come sempre per la disponibilità il Dott. Claudio Maria Perfetto, la sua capacità di aprire sempre le strade su una nuova prospettiva é a mio avviso davvero illuminante, qui, come si evince dalle parole del Dott. Perfetto non é importante il colore politico di chi salirà al Governo, ma l’unione delle forze e degli intenti affinché dalle buone proposte già in essere si possa sviluppare nel minor tempo possibile una valida riforma delle pensioni in sostituzione dell’attuale Riforma Fornero. Fateci sapere cosa ne pensate di queste considerazioni e modifiche nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

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52 commenti su “Novità Pensioni: un’ipotesi Pdl 857 attualizzata al 2022, quali chance per il 2023?”

  1. Gentile Dr. Perfetto, mi lasci dire che la storia INPS presenta numerose falle di gestione, presentate ed attuate al solo fine di ridurre gradualmente gli accessi alla pensione e soprattutto gli importi, beh certo abbiamo subito il “pianto greco”, delle varie gestioni politiche ed amministrative, da Mastropasqua alla Fornero nonchè l’accorpamento di altri istituti pensionistici che hanno gonfiato le casse previdenziali, ma a quanto pare il “pianto” è rimasto di nota le lacrime della Fornero a cui si deve molto in termini di gestione delle risorse umane come “oggetti” produttivi, senza parlare dei calcoli matematici utilizzati e le tante finestre a cui mi accodo a Lei per comprendere chi ne sia stato autore.
    Le sottopongo un magnifico esempio che ne caratterizza l’arte governativa ultima:
    Quota 41 Precoci, gente che spesso ha cominciato a lavorare a 16 anni o addirittura un anno prima (come nel mio caso), dopo un susseguirsi di lavori (oggi definiti usuranti) con amianto sulle navi ed a turni massacranti, industria chimica tra polvere e fumi sempre a turni, finalmente nel gran finale un pò di pace e di sano lavoro, arrivo ai 61 anni e 38 di contributi (i 62 li compio a febbraio) e sfuma l’opportunità di quota 100, ma furbescamente, viene rinnovata con quota 102, è chiaro che se non rientri in quota 100 non potrai rientrare in quota 102, ma ritorniamo ai precoci ora ho i requisiti per accedere finalmente alla pensione…ma, c’è sempre un ma, devo essere disoccupato e percepire interamente la NASPI con declarage, poichè i miei polmoni oramai usurati non mi concedono di rientrare nei lavori usuranti poichè antecedenti agli ultimi 10 anni richiesti (scurdammece o’ passato) quindi mi segua ho 63 anni a cui aggiungiamo due anni di NASPI e sono 65, poi 7 mesi di finestre varie ed arrivo a 65 anni e 7 mesi, nel mentre se avessi lavorato sarei arrivato alla riforma fornero ed uscito anticipatamente con 42 anni e 10 mesi e 64 anni e 10 mesi, beh dire anticipata e precoce pare un eufemismo.
    Non scendo nel calcolo remunerativo altrimenti dovrei essere aiutato da un Medaglia Fields (premio Nobel della matematica), quindi vengo alla domanda dopo il lungo esposto… ma fare una legge semplice ed un calcolo semplice per voi è così dannoso?

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  2. Grazie molte. Come al solito sempre puntuale nelle risposte.
    Mi verrebbe da dire “non ci resta che piangere” alla Massimo Troisi. In questa circostanza forse meglio dire non rimane che “attendere”, sia chi andrà a governare e se effettivamente ci saranno tutte le “condizioni” anche geo-politiche per lavorare sulle sue ipotesi che, tra tutto quello che sta “circolando”, direi anche un pò a sproposito, rappresentano almeno un buon punto di partenza su cui lavorare. Su questo tema (pensioni anticipate e riforma complessiva del sistema) tra l’eccessivo “entusiasmo” del centro destra e il quasi assoluto silenzio del centro sinistra (il terzo polo forse manco ne parla!) una proposta equa avrebbe maggiore possibilità di implementazione e in tempi ragionevolmente brevi!
    Cordiali saluti

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  3. La pensione anticipata per gli uomini, attualmente a 42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra (equivalenti a 43 anni e 1 mese) a prescindere dall’età, andrebbe portata a 42 anni a prescindere dall’età (nota: poiché il requisito “42 anni di contribuzione” non è contemplato nella tabella A, non verrebbe impattato da penalizzazioni/premialità). Ho letto ad altre persone quanto sopra e sono stato smentito o interpreto male quello che io sostengo … ovvero seguendo questa “ipotesi” io 60 a novembre con 42 anni di contributi, al 01.01.2023 potrei andare in pensione? Grazie per una risposta. Saluti ai gestori

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    • Sig. Mauro, in base alla mia ipotesi (e ci tengo a sottolineare la parola “ipotesi”) lei che compirà 60 anni a novembre con 42 anni di contributi, al 01.01.2023 potrebbe andare in pensione. Senza alcuna penalizzazione sull’importo pensionistico e senza attendere alcuna finestra.

      Potrebbe andare in pensione anche chi avrebbe 59 anni di età anagrafica purché 42 anni ci contribuzione. Sempre in base alla mia “ipotesi” (si intende).

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    • Sig. Lemon, la tabella A legata ai coefficienti dell’età rimarrà. Andrà attualizzata al 2022 così come avvenne nel 2018.

      L’attualizzazione della tabella A sarà a cura dei Deputati della Camera (qualora ritenessero opportuna attualizzarla al 2022).

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      • Il cardine principale della legge fornero è premiare l’età anagrafica a discapito dei contributi, questa proposta ricalca lo stesso principio. A mio avviso, se veramente si vuole superare la legge fornero, bisogna premiare gli anni di contributi versati, altrimenti i lavoratori precoci non hanno nessun beneficio, anzi sono notevolmente penalizzati specialmente quei lavoratori con stipendi medio/bassi.

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      • Deduco dalla sua risposta che la tabella dei coefficienti di trasformazione legati all età, passerà dagli attuali 57 anni, a 63.Attendo una sua risposta.

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  4. Il grosso limite del Pdl 857 era il requisito minimo di contribuzione pari a 35 anni. È stato specificato se la nuova normativa attualmente allo studio conserverebbe questa limitazione? Scusate ma non mi è chiaro.
    Nel caso fosse così, questa normativa lascerebbe fuori tante persone che hanno sofferto periodi di disoccupazione e carriere discontinue.

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    • Sig.ra Cristiana, qualsiasi Riforma Previdenziale venga concepita avrà necessariamente un perimetro di applicazione.

      Se immaginiamo come perimetro i quattro lati di un rettangolo, allora la base sarebbe costituita da “anni di contribuzione” e potrebbe avere una lunghezza pari a 6 (range 35-40, come nella tabella A); l’altezza del rettangolo sarebbe costituita da “età anagrafica” e potrebbe avere una lunghezza pari a 9 (range 62-70, come nella tabella A). Il perimetro di applicazione di tale Riforma Previdenziale basata sulla Pdl 857 è pari a 30.

      Il perimetro di applicazione della Riforma Fornero potrebbe essere concepito come un rettangolo avente la base costituita da “anni di contribuzione” di lunghezza pari a 2 (range 42-43) e altezza costituita da “età anagrafica” di lunghezza pari a 4 (range 67-70). Il perimetro di applicazione della Riforma Fornero è pari a 12.

      La differenza perimetrale tra la Pdl 857 e la Riforma Fornero risulta pari a 30-12=18 e si chiama “flessibilità”.

      Laddove c’è un perimetro, c’è qualcosa che è dentro il perimetro e qualcosa che è fuori dal perimetro. Ciò che separa il “dentro” dal “fuori” è il confine, il limite. La Pdl 857 ha limiti più estesi della Riforma Fornero.

      Le persone che ricadrebbero fuori dal perimetro dell’applicazione della normativa vanno pure considerate. È il caso, per esempio, dei “Quota 41 precoci”, dell’Ape Sociale, di Opzione Donna, delle categorie di lavoratori che svolgono lavori usuranti, o caregiver, come pure lavoratori, e soprattutto lavoratrici, non più di giovane età che hanno sofferto periodi di disoccupazione e carriere discontinue.

      Tutti sanno che non esiste regola che non abbia la sua eccezione. E le eccezioni vanno pure gestite.

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  5. Si possono fare tutte le elucubrazioni mentali che si vogliono e sciorinare foglie Excel con bilanci e previsioni future che hanno un arco previsionale (30 anni) ridicolo date le circostanze economiche che stiamo vivendo proprio in questo periodo, ma l’unica cosa giusta rimane:
    “Ognuno scelga liberamente quando andare in pensione avendone beneficio secondo i contributi versati e l’età”.
    Certo un minimo di paletti si possono mettere (20 anni di contributi come già è in atto e diciamo per non esagerare 60 anni di età) ma raggiunti questi qualsiasi altra imposizione è vessatoria e limitante della libertà di ciascun individuo.

    Rispondi
  6. Conoscendo i nostri politici mi viene solo da dire “Non peggiorate la Fornero” tutto il resto sono ipotesi e speculazioni mediatiche che continuano ininterrottamente da più di 10 anni….Scusate ma io ho perso ogni speranza e vi chiedo di sperare anche per me voi che ne avete ancora la forza !!!

    Rispondi
    • Per me si va con la Forner dolente,
      Per me si va con precoce dolore,
      Per me si va tra l’usurata gente.

      Salvezza si crede fece il fattore;
      Fecemi invece cotal podestate
      Somma sofferenza e non sol dolore.

      La Fornero, pietà, non peggiorate
      Ché io non son eterno, e più non duro.
      Sperate per me, o voi che ascoltate.

      Sig. Precoce e usurate, se c’è qualcosa che nella vita non si può delegare, è proprio la Speranza. Che con ali d’argento, sul nostro capo, ci sparge d’azzurro.

      Rispondi
      • Sig Perfetto nonostante la mia situazione lavorativa/contributiva preferisco le poesie della Signora Elsa !!!! Mi danno più garanzie rispetto ai tanti Versi che continuo a leggere e sentir.
        Buona giornata!!!

        Rispondi
        • Posso capirla, sig. Alessandro, quando dice che preferisce le poesie della Signora Elsa, che anch’io ammiro per ciò che dice e per come lo dice.

          La capisco anche, sig. Alessandro, quando dice che le parole della Prof.ssa Fornero le danno più garanzie di quelle che le danno i versi a imitazione di Dante Alighieri e di John Keats.

          La Riforma Fornero è una gabbia dove l’uccellino ha sempre vissuto. Se si apre quella gabbia, l’uccellino non vedrà la libertà che c’è fuori. Perché quella gabbia è divenuta la sua certezza.

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  7. dopo 40 anni di Qualsiasi Lavoro si dovrebbe andare in Pensione senza Problemi,
    in Futuro non ci sarà più nessuno che lavorerà tanto cosi.

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  8. Buongiorno Erica ammesso e non concesso che passi la proposta 41 con eventuali penalizzazioni a partire da 63 anni anagrafici chi raggiunge questa quota insieme all’età non dovrebbe avere penalità o capito bene?? Potrà sembrarle una domanda stupida la mia ma in mezzo a tutta questa baraonda si fa fatica a capire bene tutti i cavilli e i comma che si presentano. Se potesse esaudire il mio quesito gliene sarei grato. Grazie.

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  9. Buongiorno! Spero che, dopo le elezioni politiche del 25 settembre 2022, le forze Politiche che formeranno la nuova coalizione di Governo, cooperino ed attuino una efficiente Riforma delle pensioni, che tenga in considerazione l’età anagrafica, gli anni di contribuzione e lo stato psicofisico del futuro pensionato. Grazie infinite a tutti!

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  10. Credo che il dr. Perfetto abbia elaborato un’ottima proposta assolutamente ben ponderata e con fondamenti per essere condivisa da tutte le parti politiche. Complimenti

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  11. Dall’analisi del dott.Perfetto emerge chiaramente la mancanza politica di affrontare in modo serio l’argomento pensioni. A prescindere dal colore politico la proposta 857 sensata, ragionevole ed equilibrata doveva essere approvata da tutti i partiti politici rispettando la compagine dei lavoratori, invece per le loro guerre intestinali di potere e poltrone hanno preferito fare proposte alternative insensate e nonché come la quota 100 , 102 legandole al vincolo dell’età.
    Mi auguro che vengano al dunque perché personalmente con quasi 42 anni di contribuzione di cui già da 4 con versamenti volontari vorrei capire di che morte dovrei morire.
    Mi congratulo per il lavoro del Dott.Perfetto e per la sua disponibilità a dare informazioni preziose e mettere sul piatto ai nostri ominidi politici soluzioni che loro dovrebbero essere di trovare e se non lo sono che adottino le proposte altrui.

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  12. Gentile Dottore,
    faccio i complimenti a lei e alla redazione che la ospita per questa ipotesi con cui sarei in linea generale d’accordo. Convengo sul fatto che, partire da due proposte di legge seppur “rettificate” e ovviamente attualizzate possa avere in termini di approvazione anche a livello europeo una maggiore forza! Le chiedo qualche ulteriore chiarimento sulla sua ipotesi:
    1. i coefficienti della tabella A) di penalizzazioni e premialità sono da attualizzare al 2022. Posso chiedere perché non ha avanzato anche una sua proposta su tali coefficienti o se invece ci sta “lavorando”?
    2. la pensione anticipata a 42 anni a prescindere dall’età si intende per uomini e donne e non ha più le finestre. Ho capito bene?
    3. D’accordo con lei che Durigon ha “dimenticato” le “finestre” e non è cosa da poco: tre mesi sono tanti ma l’ipotesi di 12 mesi sarebbe irricevibile…
    La saluto e la ringrazio

    Rispondi
    • Sig. Fab60, rispondo ai suoi quesiti:

      1. I Deputati che hanno costruito la tabella A lo hanno fatto a ragion veduta. Gli On. Damiano, Baretta, Gnecchi (assieme ad altri Deputati) l’hanno costruita nel 2013, e l’On. Rizzetto l’ha ricostruita attualizzandola al 2018. Io non ho la visibilità sui conti pubblici che hanno altri, e pertanto non potrei “a ragion veduta” elaborare i coefficienti di penalizzazione/premialità presenti nella tabella A da attualizzare al 2022. Potrei farlo mediante estrapolazione, tenendo conto dei valori del 2013 e del 2018 e proiettarli nel 2022,e sarebbe peraltro anche semplice farlo (giusto per formarsi solo una semplice idea) utilizzando la funzione “linea di tendenza” di Microsoft Excel . Ma, francamente, non ricopro il ruolo per avanzare una simile proposta;

      2. La pensione anticipata a 42 anni a prescindere dall’età (che poi non si chiamerebbe più “pensione anticipata” ma “pensione ordinaria”) si intende per uomini e donne, e non avrebbe più le finestre. Quindi ha compreso bene, sig. Fab60. Ciò sarebbe dovuto al fatto che la voce “42 anni di contribuzione” non sarebbe presente nella tabella A, e quindi “42 anni a prescindere dall’età” non sarebbe soggetta né a penalizzazioni né al metodo di calcolo interamente contributivo (nota: uso doverosamente i condizionali perché si tratta di mie ipotesi, e non di elementi sui quali starebbero lavorando i Deputati – almeno che io sappia);

      3. La Lega, in solido con M5S, nel 2019 ha introdotto per la pensione anticipata la finestra di 3 mesi, ovvero ha re-introdotto le finestre che la Prof.ssa Fornero stessa aveva riconosciuto come un “bizantinismo” e che per questo l’aveva eliminata, inglobandola nell’età anagrafica (per la pensione di vecchiaia) e negli anni di contribuzione (per la pensione anticipata). Visto che la Lega ha re-introdotto il concetto di “finestra” (e potrebbe riversarne la responsabilità su M5S soltanto, mi verrebbe da ipotizzare) chi può assicurare che la Lega non lasci la finestra di 3 mesi o magari non l’aumenti proponendo “Quota 41 per tutti”?

      Vorrei fare una semplice osservazione sulla Proposta di legge 2855 dell’11 gennaio 2021 a prima firma Durigon laddove si precisa, a pag. 2 che: “In tutte e tre le fattispecie sono state reintrodotte le « finestre di attesa » che la cosiddetta « riforma Fornero » aveva abolito con il menzionato articolo 24, comma 5, del decreto-legge n. 201 del 2011”.

      Mi piacerebbe sapere dall’On. Durigon chi ha reintrodotto le finestre: la Lega e M5S insieme? la Lega soltanto? L’M5S soltanto?

      Rispondi
  13. Ma della libertà di scegliere del proprio futuro con le dovute “penalizzazioni” nessuno se ne fa carico??? Il 28 di gennaio 2023 finirò 62 anni con 36 di contributi all’attivo ( sono in Naspi fino a febbraio 2023 ) e vorrei uscire dal mondo del lavoro con quello che mi spetta per i 36 anni lavorati. Grazie

    Rispondi
  14. Veramente un ottima proposta dottor Perfetto, che spero venga portata avanti con serietà.
    A cui aggiungerei la creazione di un’unica posizione pensionistica, gestita da un unico ente, in cui vadano a confluire i contributi indipendentemente dal lavoro svolto. Tale metodo dovrebbe valere per tutti i lavoratori, ovviamente anche per ministri, deputati, senatori, presidenti di regione, …
    E desidero anch’io sottolineare come tale riforma debba essere affiancata o seguita da un’ampia riforma del mercato del lavoro.

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    • Ma per carita….. Gli enti che gestiscono le pensioni devono essere 2.
      Uno che gestisce le pensioni dei dipendenti, l’altro che gestisce le sole pensioni dei politici.
      Volete scommettere quale delle 2 sarà in super deficit???

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  15. E sempre la stessa politica allungare più contributi che molti non hanno ,perché perfetto non pensa a anziani che hanno più di 63/64/65 .non hanno versato quei 35 che si chiede ormai senza lavoro e nessuno li vuol assumere ,Ma c’è una sola uscita per questa gente che deve aspettare fino a 67 anni e quella del presidente dell’INPS. Tridico e vedranno che moltissimi posti di lavoro saranno liberi subito .

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  16. Buonasera! Spero che, dopo le elezioni politiche del 25 settembre 2022, tutte le forze Politiche che formeranno la nuova coalizione di Governo, cooperino ed attuino una efficiente Riforma delle pensioni, che tenga in considerazione l’ età anagrafica, gli anni di contribuzione e lo stato psicofisico del futuro pensionato.Grazie infinite a tutti!

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  17. Grazie al Dr. Perfetto e alla redazione per il lavoro svolto e speriamo veramente si possa andare in una di queste direzioni.

    Non mi è chiara, o forse mi è sfuggita, solo una cosa in merito ai lavoratori che sono caregiver e si barcamenano da anni tra gli obblighi lavorativi e la cura di genitori anziani e disabili.

    Come si collocherebbero nelle ipotesi di anticipata qui proposte, avrebbero sempre il vincolo di essere anche precoci per poter avere un piccolo sconto pensionistico (cosa assurda, ma oggi è così) oppure no?
    Grazie in anticipo per la risposta!

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    • Sig.ra Veronica, tra le ipotesi da me fatte vi è la voce:

      – “Altre forme di pensionamento i cui criteri non rientrino tra quelli citati nella tabella A andrebbero chiamate “pensioni non ordinarie””.

      Pertanto (riprendendo le sue parole) i “lavoratori che sono caregiver e si barcamenano da anni tra gli obblighi lavorativi e la cura di genitori anziani e disabili” andrebbero (a mio avviso, si intende) considerati con un riguardo particolare.

      Pertanto, si potrebbe anche individuare una forma di pensionamento da far rientrare nella classifica di “pensione non ordinaria”, proprio come verrebbe fatto per Ape Sociale, Opzione Donna e Quota 41 precoci. Vogliamo chiamarla “Opzione Caregiver”?

      Mi preme precisare due cose, sig.ra Veronica:

      1. Nell’articolo che sta leggendo si parla di una “ipotesi” di Riforma Previdenziale, e non di una Proposta di Riforma Previdenziale (la Proposta va avanzata dai Deputati della Camera) ;

      2. Qui non si tratta di mandare in pensione i lavoratori anziani, stanchi, demotivati, che non ce la fanno più a lavorare e che sembrano condannati ai lavori forzati. Qui si tratta di qualcosa di ben più grave: far lavorare i giovani, soprattutto se sono disoccupati. Far lavorare i giovani a tutti i costi, anche facendo investimenti pubblici con “debito buono” (come direbbe Mario Draghi). Perché solo i giovani potranno mandare in pensione i lavoratori anziani, stanchi, demotivati, che non ce la fanno più a lavorare e che sembrano condannati ai lavori forzati.

      Un modo per far lavorare i giovani andrebbe inserito nella “Riforma del mercato del Lavoro”.

      Un esempio? Eccolo: anziché dare il Reddito di Cittadinanza a chi non ha lavoro, occorrerebbe dare un lavoro, statale, a chi percepisce il Reddito di Cittadinanza. Si eliminerebbe subito il problema di dare l’RdC a chi risiede all’estero e a chi non ne ha diritto.

      Rispondi
  18. È chi ha 61 anni, disoccupato con già 41 anni di contributi pagati cosa facciamo ??? ( con centotrentamila euro di contributi volontari pagati allo Stato .. fino ad ora ! ) Lo teniamo parcheggiato altri due anni fino ai 63 anni ???Non scherziamo !!! Bisogna liberarare da questa incivile vergogna e “senza penalizzazioni” chi ne ha già “viste e sopportate” troppe in questi anni. Non ce la facciamo più ! Ridateci i nostri soldi !

    Rispondi
  19. Tutto moto chiaro, non mi trovo però d’accordo sul fatto di legare l’anticipata all’età di 63 anni, è vero che La Fornero per gli uomini prevedeva 10 mesi in più, ma era slegata dall’età anagrafica. Nel mio caso (ho 61 anni a novembre), sono in Naspi da marzo 2022 e al momento del licenziamento potevo contare su circa 41 anni e mezzo di contributi versati. con la Fornero scivolo direttamente in pensione fra poco più di un anno e con 62 anni anagrafici. con questo nuovo sistema invece mi ritrovo ad esaurire la Naspi e non aver raggiunto però i 63 anni. Quindi personalmente non la trovo conveniente, capisco che se ognuno gurada il proprio orticello non se ne viene più a capo ma la scelta di accettare il licenziamento è stata fatta anche in funzione di una legge che, volenti o nolenti ci sta facendo compagnia da ben 11 anni.
    Se non avessi interpretato bene la nuova proposta chiaritemela meglio, grazie
    Saluti ai gestori sempre molto competenti e disponibili

    Vincenzo

    Rispondi
    • Sig. Vincenzo, lei ha interpretato bene la mia “ipotesi”, che è bene precisare non si tratta affatto di una “proposta”.

      Le proposte vengono fatte dai Deputati della Camera (e si chiamano “Proposte di legge”) oppure vengono fatte dai Senatori o dal Governo (e si chiamano “Disegni di legge”).

      Nella mia “ipotesi” di attualizzazione della Proposta di legge 857 dal 2013 al 2022 (quindi a distanza di 9 anni) si rende necessario incrementare di 1 anno sia l’età anagrafica che gli anni di contribuzione che sono presenti nella Tabella A originale.

      Si tratta solamente di una questione puramente tecnica, per non esporre la Proposta di legge 857 a possibili incongruenze (e quindi a possibili attacchi speculativi di natura prettamente dialettica) del tipo: perché aumentare di 1 anno l’età anagrafica e non anche gli anni di contribuzione? Lei, sig. Vincenzo, che risposta darebbe alla mia domanda? (Non mi dica che è il Governo che ci deve pensare. Perché il governo Draghi ci ha già pensato, ed è di lasciare la Riforma Fornero così com’è).

      Ma vuoi proprio vedere che la Riforma Fornero è davvero una bella Riforma, e vale proprio la pena tenersela così com’è?

      Io sarei di avviso contrario, ovvero di superare la Riforma Fornero. È ovvio che i casi come il suo andrebbero contemplati nella Riforma Previdenziale. Ma questo spetta ai Deputati.

      Rispondi
      • E’ proprio questo il dramma, casi come il mio andrebbero contemplati nella riforma previdenziale, lavoro spettante ai deputati (volutamente minuscolo)
        stiamo proprio freschi……..
        Comunque Dott. perfetto grazie per le sue precise e chiare delucidazioni, e grazie ai gestori del sito per la loro grandissima disponibiltà.
        Vincenzo

        Rispondi
      • Una domanda al dr. Perfetto, che in molti riteniamo davvero un autorevole esperto:
        secondo Lei perchè gli interventi sui media e sui social dei leader sindacali riguardo alla riforma pensionistica sono così sporadici e a mio avviso anche piuttosto generici ?
        in periodo pre-elettorale i lavoratori si aspetterebbero di trovare i loro interventi sulla stampa e sui media tutti i giorni, ma a me sembra che passino intere settimane con silenzio da parte loro…
        Spero di vederli prestissimo intervistati dai redattori di questo ottimo sito, così forse sapremo IN DETTAGLIO quali sono le richieste sindacali e quali partiti le condividono…a lei non sembra strano che gli interventi sulla stampa siano così diradati ? (e direi anche troppo generici…a volte limitati a dei principi di massima, senza dettagli )
        grazie ancora per i suoi interventi

        Rispondi
        • Sig. Luigi, se i Rappresentati sindacali si mostrano silenti, sui media e sui social in generale, e sulla riforma pensionistica in particolare, molto probabilmente è perché non hanno un interlocutore al quale rivolgersi. E l’interlocutore è, in genere, il Governo. Per questo a me non sembra strano che i loro interventi siano piuttosto diradati sulla stampa.

          Quando il tutto è ancora in divenire, proprio come accade nelle campagne elettorali, viene naturale restare sul generico. Questo è vero soprattutto per i Partiti; i Sindacati reagiscono di conseguenza.

          I Partiti restano sul generico per raccogliere ampi consensi; i Sindacati restano in silenzio fino a quando non sarà chiara la nuova composizione di Governo.

          Scendere nei dettagli in campagna elettorale potrebbe risultare controproducente, si potrebbe arrivare a confondere l’elettorato. Perciò, pochi concetti, chiari, semplici, esprimibili attraverso slogan.

          Quando la nuova coalizione di Governo si sarà formata, i Sindacati rievocheranno la riapertura dei tavoli da lavoro. E lì si riparlerà di pensione.

          Mi domando solo una cosa: perché quando si riunisce il Consiglio dei Ministri il tavolo è rotondo, mentre quando si incontrano Governo e Sindacati il tavolo è rettangolare?

          Ad un tavolo rotondo non c’è contrapposizione, tutti i Ministri hanno uguale rilievo (come i cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù, tutti alla pari, persino il re), mentre ad un tavolo rettangolare c’è contrapposizione, uno di fronte all’altro.

          A parer mio, anche l’incontro tra Governo e Sindacati dovrebbe potersi svolgere attorno ad un tavolo rotondo.

          Rispondi
          • Grazie dr. Perfetto per la Sua risposta,
            Purtroppo temo che le cose stiano proprio così; però i lavoratori si iscrivono ai sindacati pagando un contributo tutti i mesi e credo che si aspetterebbero, ancor più quando c’è un’occasione rara come un periodo pre-elettorale, che facessero sentire A GRAN VOCE le loro richieste sulla stampa e sui social.
            E’ vero che l’interlocutore non può essere un governo a fine mandato, ma gli interlocutori possono essere i partiti, che così spiegherebbero in termini almeno un po’ dettagliati e comunque meno generici i loro programmi in tema di riforma pensionistica, come fa la Lega
            Altrimenti i lavoratori non possono sentirsi adeguatamente rappresentati da sindacati che si esprimono poco ( e direi quasi sottovoce) su una materia cosi fondamentale.
            Spero che almeno i redattori di questo sito riescano ad ottenere urgentemente dai leader sindacali delle interviste con risposte concrete, Lei lo ritiene possibile ?

          • Sì, sig. Luigi, ritengo possibile che i redattori di questo sito (Pensionipertutti) possano ottenere dai leader sindacali delle interviste con risposte concrete.

            Tuttavia, ritengo poco probabile che i leader sindacali riescano ad associare alle loro risposte “concrete” contenuti in grado di fugare ogni ombra di dubbio nella mente dei lavoratori.

            Credo che qualcosa del genere sia già emerso nell’intervista all’On. Durigon, il quale si è espresso molto chiaramente su “Quota 41”, eppure pare che qualche residuo di dubbio si ancora rimasto nella mente dei lavoratori.

            Dalla mia esperienza ho appreso che per quanto si tenti di essere chiari non si riesce mai ad essere sufficientemente chiari. E questo accade perché colui che ascolta interpreta a modo proprio le parole di colui che parla.

            Per farsi davvero capire occorre parlare poco, dire l’essenziale, con poche parole. Una qualità che hanno davvero pochi (questo lo so, perché non sono tra questi).

    • Buonasera a tutti. Concordo con Vincenzo, fanno sempre le cose a discapito dei Lavoratori. Se si vuole fare una riforma ,visto che hanno creato con il loro fare situazioni diverse da persona a persona ,va prima tolto il vecchio ,quindi chi sta raggiungendo il requisito per andare in quiescenza non puoi appioppare, con la scusa di abolire la Fornero ,un sistema che continua a danneggiare il Lavoratore, Smettiamola una volta per sempre di giocare sulla pelle dei Lavoratori. Grazie.
      Buon Lavoro

      Rispondi
    • vincenzo, guarda che quella è un’opzione; la fornero esiste ed esisterà anche dopo almeno credo visto che c’è da aspettarsi di tutto; forza e coraggio ; saluti ai gestori del sito

      Rispondi
    • Vincenzo l’ipotesi del dr. Perfetto se non hp capito male contempla l’uscita con 42 anni di contributi a prescindere dall’età per cui la tua NASPI dovrebbe coprire ampiamente tale termine se copre i 43 e 1 mese della Fornero.

      Rispondi
    • Secondo me rientra in questa “ipotesi” ; La pensione anticipata per gli uomini, attualmente a 42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra (equivalenti a 43 anni e 1 mese) a prescindere dall’età, andrebbe portata a 42 anni a prescindere dall’età (nota: poiché il requisito “42 anni di contribuzione” non è contemplato nella tabella A, non verrebbe impattato da penalizzazioni/premialità, che non è legata a nessun età.

      Rispondi
  20. Quante parole ci vogliono per dire che questa ipotesi di riforma si riduce a un anno in meno per tutti rispetto la riforma Fornero? 41 per le donne, 42 per gli uomini a partire dai 63 anni? E quella di vecchiaia a 65 come in tutti i paesi dell’Unione, o quasi, partire da gennaio 2023, altrimenti non peggiorate le sorti di chi potrebbe andarci con l’anticipata Fornero già dal prossimo anno senza penalità e con il sistema misto!

    Rispondi
    • Sig. Maciste, una Riforma Previdenziale in genere ha molte parole, perché deve coprire uno spettro più ampio possibile delle possibilità di scelta dei lavoratori e delle lavoratrici.

      Si potrebbe anche dire “Quota 41 per tutti, a prescindere dall’età anagrafica, senza penalizzazioni, con il calcolo misto, e senza finestre” (nota: ci si è dimenticati di domandare all’On. Durigon se le finestre che a suo tempo Lega-M5S re-introdussero verranno tolte, o se rimarranno quelle dei tre mesi, o se verranno portate a 12 mesi).

      Si potrebbe quindi dire che “Quota 41 per tutti, ecc. ecc. ecc. ecc.” sostituirà la Riforma Fornero. Voilà! La Riforma è fatta. Poche parole, proprio come piacerebbe a lei, sig. Maciste.

      E quelli che hanno 63 anni? o 64 anni? o 65 anni? o 66 anni? e quelli che hanno 36 anni di contributi? 37 anni di contributi? 38 anni di contributi? 39 anni di contributi? Che si fa con loro? Ma che domanda! Li facciamo lavorare per pagare le pensioni ai “Quota 41 per tutti, ecc. ecc. ecc. ecc.”

      E poi diciamola tutta (ma, non proprio tutta, eh?, perché non sono qui per contestare le parole dell’On. Durigon, il quale se dice che Quota 41 verrà fatta come chiedono i lavoratori, così sarà perché è uomo di parola e le parole che lui ha detto hanno finalmente tranquillizzato i lavoratori).

      Dov’ero rimasto? Ah, sì, stavo dicendo diciamola tutta: la Quota 41 della Lega espressa nella proposta di legge 2285 dell’11 gennaio 2021 a prima firma di Durigon e di altri 49 deputati (tra cui Bellachioma e Cantalamessa) tocca solo il comma 10 della Riforma Fornero, cioè quello che parla della pensione anticipata, mentre non tocca il comma 6 dove si parla della pensione di vecchiaia a 66/67 anni.

      Quindi Quota 41 della Lega introdurrebbe solo una flessibilità nella pensione anticipata della Riforma Fornero. Ma non cancella né supera la Riforma Fornero. A quanto pare, anche lei, sig. Maciste, insiste come tanti altri a invocare “non si tocchi la Fornero”. Va bene, rimanga la Fornero! Se è questo che i lavoratori e le lavoratrici desiderano.

      Infine, sig. Maciste, se legge attentamente l’articolo, si parla di uscita a “42 anni prescindere dall’età” per tutti, uomini e donne (e non come riporta lei con “42 per gli uomini a partire dai 63 anni”).

      Nella ipotesi che io avanzo, si parla, invece, di “41 anni per gli uomini a partire dai 63 anni e con penalità”. Questo è doveroso farlo, per portare la Pdl 857 allo stesso livello di robustezza della Riforma Fornero. Solo così la Riforma Fornero potrà essere “superata”.

      Ma non è detto che sia così come dico io. A decidere non sono mica io, ma i deputati del PD e di Fratelli d’Italia che potrebbero benissimo adottare l’uscita a 41 anni a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazione (come dice anche l’On. Durigon).

      Rispondi
      • La ringrazio per la risposta, dott. Perfetto, anche se tendo a provocare, ovviamente guardo alle mie esigenze, non sono un esperto, non offro un dibattito costruttivo, e forse anche capisco quello che voglio. Con la legge Fornero uscirei tra un paio d’anni senza penalizzazioni, per quale motivo dovrei accettare di uscire con “41 anni di contributi a partire dai 63 anni e con penalità”? Sarà per questo che molti insistono sul fatto che la Fornero è meglio beccarsela tutta così, visto che oramai ci siamo? Ma Lei mi dice che la proposta di Durigon tocca solo il comma 10, allora sono tranquillo…

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      • Mi scusi sig. Perfetto sicuramente mi è sfuggito qualcosa, per l’ipotesi che dice lei “41 anni per gli uomini a partire dai 63 anni e con penalità” uno come me che ha 42 anni di contributi e 59 anni di età cosa dovrebbe fare? Lavorare altri 4 anni per pagare le pensioni di quelli che hanno 63/64/65 anni con 35/36/37 anni di contributi???? Sicuramente meglio la Fornero.

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        • Sig. Mauro, si tranquillizzi, uno come lei che ha 42 anni di contributi andrebbe sicuramente in pensione, con la mia “ipotesi”, pur avendo 59 anni di età anagrafica. Sicuramente non ci andrebbe con la Fornero, perché dovrebbe attendere 42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra.

          Forse le sarà sfuggito (certamente non per sua disattenzione) il seguente punto dell’articolo di cui sopra:

          – La pensione anticipata per gli uomini, attualmente a 42 anni, 10 mesi e 3 mesi di finestra (equivalenti a 43 anni e 1 mese) a prescindere dall’età, andrebbe portata a 42 anni a prescindere dall’età (nota: poiché il requisito “42 anni di contribuzione” non è contemplato nella tabella A, non verrebbe impattato da penalizzazioni/premialità)”

          Per quanto riguarda il punto “41 anni per gli uomini a partire dai 63 anni e con penalità” è una nota tecnica che ho dovuto introdurre in maniera necessaria, per rendere credibile l’intero impianto della mi “ipotesi”, in quanto occorre elevare di 1 anno sia l’età anagrafica che gli anni di contribuzione della tabella A per poter rendere la mia “ipotesi” attualizzzata al 2022 e comparabile con la Riforma Fornero (che dal 2012 ad oggi ha elevato di 1 anno l’età per la pensione di vecchiaia e di 1 anno la pensione anticipata).

          Se si fa riferimento alla tabella A originaria (sia quella di Damiano che quella di Rizzetto) si andrebbe in pensione anche a 41 anni a prescindere dall’età e senza penalizzazioni (come propongono anche Durigon e la Lega), poiché nella tabella A non c’è alcun riferimento al numero 41 (come lei stesso potrà verificare rileggendo l’articolo) .

          Mi auguro di averla in qualche modo tranquillizzata.

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    • maciste; non ho ancora letto la risposta che ti ha dato il dott. perfetto che come competenza è nettamente migliore di me; la chiami poco questa ipotesi di riforma? 1 anno in meno come contributi? se avvenisse sarebbe un mezzo miracolo; a partire dai 63 anni? altro mezzo miracolo; portare l’età di vecchiaia ai 65 anni? quello è proprio un miracolo; già i mezzi miracoli sono difficili da venire, figurati quelli interi; però sperare non costa nulla saluti a te, al dott. Perfetto e ai gestori del sito

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  21. Pdl molto interessante e inalmente aperta a tutti, complimenti al Dott. Perfetto per la spiegazione, unico neo i costi e i tempi di attuazione, che andrebbero analizzati nella proposta, nel senso che se non costasse troppo alle casse potrebbe essere attuata fin dal 01.01.2023, o diversamente sin da subito in una sua parte e trovate le risorse attuata totalmente. Complimenti Erica un ottimo articolo.

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  22. Sono proposte sensate e studiate bene.
    Certo io preferirei quota 41 ma 42 è sempre meglio della Fornero per noi uomini.
    Complimenti per il lavoro svolto!

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    • Secondo uno studio serio e approfondito della CGIL quota 41 costerebbe meno di 1,5 miliardi l’anno, e si tratta, ripeto, di uno studio accurato, effettuato con criteri di calcolo ben definiti e assolutamente ragionevoli…speriamo che su questo i sindacati si facciano sentire maggiormente nella parte restante della campagna elettorale, senza dimenticare peraltro di creare la flessibilità per l’uscita dai 62 anni anche a chi non ha 41 anni di contributi, con una penalizzazione accettabile.
      Il ruolo dei sindacati in questa battaglia è fondamentale, a mio avviso i lavoratori vorrebbero sentirli in campo quasi tutti i giorni !
      Invece i loro interventi su stampa e social, come anche su questo sito, non mi sembrano frequentissimi, salvo mie sviste…

      Rispondi
      • ti spiego perchè costerebbe molti più soldi di quelli dello studio fatto dalla cgil; intanto senza un limite d’età o con un limite minimo? qui fa una notevolissima differenza; perchè se è i 41 con 58 anni d’età è una cosa, con i 61 d’età è un’altra; poi c’è il problema dei conti pubblici italiani e il debito più alto d’europa a parte la Grecia; poi ci sono i soldi del pnrr; e l’unione europea ha detto: vuoi i soldi? non toccare la legge fornero; poi speriamo che avvenga ma dubito tanto saluti a ter e ai getori del sito

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