Nuovo DPCM 16 gennaio 2021, Piemonte zona arancione, Lombardia rossa: caos scuola

Alla fine l’attesa stretta arriverà con il nuovo DPCM del 16 gennaio 2021. Vediamo allora nel dettaglio cosa succederà, cosa si potrà fare con il nuovo DPCM e la situazione nelle varie regioni italiane. Il Piemonte, da dove vi stiamo scrivendo, torna in zona arancione. Chiusi di nuovo bar e ristoranti, stop agli impianti da sci fino al 15 febbraio. Le prime regioni a poter diventare rosse a causa dei nuovi criteri di calcolo saranno Lombardia e Sicilia.

DPCM del 16 gennaio 2021: il Piemonte torna arancione, impianti sciistici chiusi, Bar chiusi dopo le 18 e la scuola?

L’annuncio arriverà oggi, quando saranno resi noti da Roma i dati dell’ultimo monitoraggio, ma è ormai quasi certo che il Piemonte dovrà dire addio alla fascia gialla e scendere di nuovo in classifica (anche a causa dei parametri più restrittivi). Nella bozza del dpcm si parla di divieto anche di asporto dopo le 18 soltanto per i bar (e per le macchinette) e non per i ristoranti. «Un inutile accanimento, oltre che un’assurdità non sapere ancora nulla», tuonano dalle associazioni di categoria. Oggi si terrà inoltre in Piemonte la manifestazione «Ioapro1501», la protesta di attività in tutta Italia che terranno aperto oltre l’orario consentito; la Prefettura e il Comune hanno promesso maggiori controlli e sanzioni.

Ma dagli uffici di piazza Castello affermano come non sia ancora chiaro nemmeno quanto accadrà sulla scuola: «Oggi contiamo di riaprire le scuole superiori al 50% da lunedì, come annunciato, ma non sappiamo ancora se dal governo imporranno regole “cuscinetto” tra una fascia e l’altra». Insomma, arancioni sì, ma fino a ieri non era ancora chiaro quali le sfumature per il rientro dei ragazzi o meno in didattica in presenza.

Nuovo DPCM Lombardia: scuola di nuovo chiusa dal 16 gennaio?

In tutta Italia la stretta torna a farsi sentire. Con le modifiche introdotte dal decreto del 16 gennaio 2021, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Tutte le altre rischiano l’arancione, con la Lombardia e la Sicilia molto probabilmente in zona rossa. Da lunedì i ragazzi delle scuole superiori in Lombardia potranno tornare, parzialmente, in classe. Recepita la sentenza del Tar, che ha sospeso l’ordinanza sulla didattica a distanza al 100% fino al 24 gennaio, la Regione si prepara a riaprire le aule, ma ora nasce un altro problema. Il rischio, piuttosto concreto, è che la Lombardia finisca in zona rossa, che di fatto chiuderebbe le scuole prima ancora di riaprirle.

Secondo le disposizioni del Dpcm nelle zone rosse le scuole superiori e la seconda e terza media seguiranno le lezioni a distanza e non in presenza. E lunedì sarà il giorno del ritorno in classe anche per altre 5 Regioni. Si tratta di Lazio, Liguria, Molise, Piemonte e Puglia. Anche in questo caso ogni decisione dovrà però tenere conto del monitoraggio che sarà pubblicato oggi. Le superiori potranno tornare in aula, anche se la presenza degli studenti sarà limitata non più al 75%, come previsto in passato, ma al 50%, come dovrebbe essere indicato nel nuovo provvedimento del premier che entrerà in vigore domani. Per quanto riguarda Campania, Emilia Romagna e Umbria il rientro in classe è previsto per il 25 gennaio.

Dureranno fino all’1 febbraio, invece, le lezioni a distanza in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Veneto, Calabria, Sicilia e Basilicata. In quattro regioni, invece – Valle d’Aosta, Toscana, Abruzzo e Trentino Alto Adige – le superiori sono già tornate in classe. In vista della ripresa, si stanno predisponendo piani ad hoc per il trasporto pubblico, attraverso anche l’utilizzo di bus turistici. Così come ha fatto il Lazio, che ha potenziato i propri servizi affittando mezzi privati in modo da poter incrementare l’offerta delle corse.

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