Nuovo DPCM ipotesi dopo il 7 gennaio 2021: nuova zona rossa e gialla

DPCM nuovo quando esce

Il bollettino di inizio anno ci dice che ieri sono stati quasi 15 mila i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia, con il totale dall’inizio dell’emergenza sale a quota 2.155.446 contagiati. Attualmente risultano positivi 576.214 persone: 23.075 ricoverati con sintomi, 2.583 in terapia intensiva. I tamponi eseguiti in 24 ore sono stati 102.974. La Regione con più casi è il Veneto: 3.419 contagi. Alla luce di questi numeri, ancora gravi è in arrivo un provvedimento-ponte per il periodo tra il 7 gennaio e il 15, cioè nell’intertempo tra la fine del decreto e l’ultimo Dpcm. Riunione tra Governo e Regioni per spostamenti (che dovrebbero essere vietati), coprifuoco nei fine settimana con zone arancioni e dilemma scuola che dovrebbe riaprire il 7 con almeno il 50% in presenza. C’è chi chiede di aspettare – temendo una nuova impennata dei contagi – che il piano vaccinale prenda quota. Verrà sentito il Cts.

Nuovo DPCM gennaio 2021: cosa aspettarsi dal 7 al 15: zona arancione e gialla

Stando alle ultime ipotesi questo è il calendario che ci aspetta da dopo l’epifania, con nuove zone arancioni e gialle. Dal 7 al 10 ci si aspetta in zona gialla le regioni con un RT sotto l’1, in zona arancione le regioni che hanno un Rt pari a 1 (attualmente è 1,25) e in rosso quelle che sono a 1,25 (adesso è 1,50). In questo periodo dovrebbe rimanere in vigore la possibilità a due persone di effettuare visite a parenti e amici. La regola sarebbe uguale a quella applicata durante le festività natalizie: solo una visita al giorno, sempre entro i limiti del coprifuoco e con la possibilità di portare con sé i figli minori di 14 anni.

Poi l’idea è quella di poter attuare una novità a partire dal 15 gennaio: l’introduzione di una «zona bianca» che consentirà di far ripartire tutte le attività, palestre, cinema e teatri compresi. È stato il ministro Dario Franceschini a proporre questo cambiamento «per dare una nuova speranza ai cittadini», trovando subito l’appoggio del titolare della Giustizia Alfonso Bonafede, anche lui esponente dell’ala rigorista ma comunque d’accordo sulla necessità di «guardare alle ripartenze almeno dove è possibile». In queste zone i bar e i ristoranti lavorerebbero senza limiti di orario e anche piscine e palestre tornerebbero a funzionare a pieno ritmo, ovviamente mantenendo  mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento.

DPCM Gennaio 2021, nuove ipotesi per scuole e impianti sciistici

Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza con cui si differisce (rispetto a giovedì come previsto nell’ultimo Dpcm) la riapertura degli impianti sciistici a lunedì 18 gennaio 2021. Lo ha reso noto il ministero della Salute. Nei giorni scorsi le Regioni e le Province autonome avevano chiesto, attraverso lettera del presidente della conferenza Stefano Bonaccini, un rinvio della riapertura in vista di un allineamento delle linee guida al parere espresso dal Comitato tecnico-scientifico.

“Il Governo ha finalmente ascoltato le Regioni e le Province autonome: siamo soddisfatti della decisione del ministro Speranza. Oltre all’approvazione del protocollo – per cui aspettiamo la definitiva validazione del Cts – avevamo chiesto una data certa per permettere all’intero mondo della montagna invernale di prepararsi a dovere. Grazie al lavoro di squadra delle Regioni e delle Province autonome iniziato in Commissione Turismo abbiamo finalmente una data di apertura credibile e seria: il 18 gennaio. Ora si può finalmente ripartire in sicurezza”. Così in una nota i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome.

Per quanto riguarda la riapertura delle scuole invece, si sta cercando di andare avanti e ripartire dal 7 gennaio 2021, ma questo potrebbe non esser per tutti. Come spiega OrizzonteScuola si valuta la possibilità di riapertura per le regioni che il 7 gennaio avranno il colore giallo “Di riaprire le loro scuole superiori in presenza al 50 per cento. Le regioni in arancione, no. Le Regioni che resterebbero fuori, sarebbero: Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, l’Emilia Romagna, le Marche e la Calabria. A queste si aggiungono anche Campania e Puglia che hanno già intenzione di posticipare l’apertura emanando un proprio calendario regionale. Mentre l’Emilia Romagna, sebbene regione a rischio, si dice pronta a far ripartire gli studenti in presenza già dal 7″.

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