Nuovo DPCM Natale, ultime oggi: Italia in Zona Rossa per le vacanze?

Si decide oggi 16 dicembre 2020 cosa succederà all’Italia durante le festività natalizie. Dopo l’ultimo DPCM di dicembre molte regioni sono tornate in Zona gialla, ma i numeri non sono confortanti e per evitare nuove ondate il Governo sta pensando di apportare alcune modifiche durante le festività. Si terrà a breve la riunione dell’esecutivo per decidere le regole che segneranno il lockdown natalizio. Due le ipotesi: una zona rossa diffusa in tutto il Paese dal 24 dicembre al 6 gennaio (quindi con negozi, bar e ristoranti chiusi) oppure una zona arancione (con negozi chiusi nei giorni festivi e prefestivi). Oggi si conosceranno i confini del provvedimento.

DPCM Natale, Italia tutta in Zona Rossa dal 24 dicembre al 6 gennaio?

C’è stato un radicale cambio di orientamento del governo, che nei giorni scorsi si era detto pronto ad allentare i provvedimenti previsti per le feste e che, ieri, ha fatto invece sapere che renderà ancora più rigide le misure di contenimento. Il braccio di ferro nell’esecutivo, tra i fautori e i contrari alle riaperture, sembra ora pendere a favore dei secondi. Il comitato tecnico scientifico è al lavoro per una nuova bozza che precederebbe misure più rigide (Zona Arancione o Zona Rossa in tutta Italia) non solo per Natale, Santo Stefano e Capodanno, ma (almeno) anche per la Vigilia di Natale e per San Silvestro.

Il Consiglio regionale toscano intanto ha approvato una mozione che chiede alla giunta una “Un’ interpretazione estensiva del recente Dcpm in merito alla necessità di spostamento” per chi vive in piccoli Comuni Un compromesso che punta a una libera circolazione all’interno delle province. Nel dibattito è intervenuto, a distanza, anche Enrico Rossi. L’ex governatore sui social ha spiegato che “Fa bene il governo a riflettere se imitare la Merkel pensando a nuove restrizioni per il periodo natalizio. Dovrebbe impegnarsi, invece, a fare tutto il possibile per riaprire le scuole a gennaio. Queste decisioni possono portare a perdere momentaneamente dei consensi. Ma ci sono situazioni nelle quali alla politica è chiesto di avere il coraggio di decidere, nell’interesse generale.È normale che allentando le restrizioni le persone sentano il desiderio di muoversi e tornare a fare cose normali — ha aggiunto — Ma è altrettanto doveroso proceder con grande attenzione e, se si teme una terza ondata, tornare indietro per tenere sotto controllo i contagi. In gioco è la vita delle persone”.

Ultime novità DPCM Natale: Zona rossa durante le festività un danno economico grave?

Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino ha inviato una lettera al Sindaco Appendino e al presidente della Regione Cirio spiegando le sue perplessità su un nuovo lockdown: “Ulteriori misure restrittive nel corso delle festività natalizie provocherebbero un danno economico irreparabile. Non si prendano decisioni affrettate. A sole 24 ore dalla riapertura, mi chiedo come si faccia a lanciare nuovamente un allarme. Si intensifichino i controlli, ma non si facciano cadere in fibrillazione le attività artigiane e commerciali che si sono appena riattivate con investimenti. Una nuova stretta potrebbe generare insofferenza e disordini non solo tra gli operatori economici, ma in generale nella popolazione”

Al momento però vedendo i numeri dei contagi pare inevitabile un nuovo intervento del Governo per impedire la terza ondata di Covid. In caso abbia la meglio l’ipotesi di un lockdown generale bar e ristoranti sarebbero costretti ad abbassare nuovamente la saracinesca. “Una scelta inaccettabile — afferma il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri —. I pubblici esercizi hanno ripreso domenica, per di più in modo parziale. Ancora una volta il commercio viene considerato il principale responsabile dell’emergenza sanitaria. Ma nei locali, così come nei negozi, le misure sono rispettate. Operare in sicurezza si può e si deve: ormai ne va della sopravvivenza stessa delle aziende, senza contare i pesantissimi contraccolpi occupazionali”.

“Mi sembra che il governo guardi più all’estetica di un intervento che al suo contenuto. Imputare alla ristorazione tutti i mali è un modo ambiguo di apportarsi alla realtà” afferma Claudio Ferraro, direttore Epat di Ascom Torino. “Dal lunedì al venerdì non si vedono folle. I commercianti avevano già fatto investimenti importanti per i prossimi giorni. Cosa dovrebbero fare con la merce invenduta? Quale azienda può sopravvivere in queste condizioni?”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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