Nuovo DPCM novembre, ultim’ora: torna l’incubo dell’autocertificazione, i dettagli

Ormai é ufficiale il Nuovo DPCM su cui a lungo si é discusso, sarà in vigore da venerdì 6 novembre al 3 dicembre e purtroppo, torna, esattamente come a marzo, l’incubo dell’autocertificazione, sebbene a lungo, per tranquillizzare i cittadini, si fosse assicurato fino all’ultimo che l’autocertificazione non sarebbe stata necessaria. Ad affermarlo ancora nella giornata di ieri il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, ospite di ‘Tutta la città ne parla’ che su RaiRadio3, aveva asserito rispondendo ad una domanda specifica inerente l’obbligo dell’autocertificazioneAl momento non ci sono indicazioni per le autocertificazioni e anche il premier Conte non voleva andare in questa direzione. Certo, se uno deve sposatrsi in una zona rossa dovrà comunque dimostrare il motivo”. In realtà, leggendo bene il Dpcm e le tre macroaree segnalate: gialla, arancione e rossa, la giustificazione per spostarsi torna necessaria più che mai non solo se ci si sposta tra una regione e l’altra situata in zona a rischio, ma anche trar comuni e purtroppo, nelle zone rosse, anche all’interno dello stesso comune. Vediamo dunque i dettagli di quello che sempre essere tornato, seppur a molti non piaccia il termine, ad essere esattamente un lockdown come a marzo, ed é così che viene percepito dai cittadini, specie da quelli che vivono in Piemonte o in Lombardia, con cui abbiamo avuto modo di confrontarci.

Autocertificazione si o no? Quando serve? Le specifiche del nuovo dpcm

Quando sarà necessario esibire l’autocertificazione in caso di controllo? Partiamo dal far presente che il modulo resta quello indicato nel precedente decreto del 24 ottobre ed é scaricaribile sul sito del Viminale, inoltre é dato in dotazione alle forze dell’ordine che effettueranno i controlli a campione. Chi dovra presentarla e da che ora in poi? Questa é la domanda che sta affiggendo buona parte delle persone in cerca di notizie, giacché il nuovo DPCM ha diviso l’Italia in 3 macroaree, con colori differenti, che indicano la gravità determinata dall’incidenza del Coronavirus. Nelle zone GIALLE, il modulo per gli spostamenti dovrà essere esibito sempre dopo le ore 22 fino a 5 del mattino, orario in cui é stato satabilito il coprifuoco nazionale. Si potrà dunque uscire, compilando l’apposita certificazione, solo per comprovate motivazioni, ossia: lavoro, necessità, salute, urgenza.

Nella zona ARANCIONI invece, che comprende Sicilia e Puglia, non é possibile spostarsi in un’altra regione o lasciare il comune di residenza, se non muniti di autocertificazione che dimostri motivi validi tra cui necessità, urgenza, e salute. Chi si sposta fuori dai luoghi permessi dovrà dunque avere a poratta di mano l’autocertificazione. Ma non sarà necessario compilarla per circolare dalle 5 di mattina alle 22 di sera all’interno del proprio comune.

Nella zona ROSSA, invece, che al momento comprende 4 Regioni, ossia : Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria, esattamente come per il primo lockdown sarà possibile muoversi anche nel corso della giornata solo ed esclusivamente per ragioni di lavoro, necessità, salute e urgenza e l’autocerficazione servità anche per spostarsi all’interno dello stesso comune. L’unica differenza rispetto al precedente lockdown di marzo é che al momento ci si può spostare per portare i bambini a scuola, in presenza fino alla prima media, per andare dal parrucchiere o negli esercizi commerciali aperti.

Quanto dura il dpcm e quanto le restrizioni determinate dalle zone rosse?

Le restrizioni rigide che interessano le zone rosse saranno in vigore per ora solamente per due settimane, e non fino al 3 dicembre, come le indicazioni nazionali. Il Ministro della Salute Speranza, infatti, con frequenza almeno settimanale verificherà il permanere dei presupposti e con un’ordinanza aggiornerà l’elenco, che resta efficace comunque per un periodo minimo di 15 giorni e non può comunque essere protratta oltre la data stessa di efficacia del decreto. Inizialmente si era parlato di zone verdi, in realtà in base al monitoraggio dell’ISS e del ministero della Salute in questo momento l’Italia non ha nessuna zona che possa essere classificata come ‘a basso rischio’, le Regioni che si collocano con un Rt che non supera la soglia di allerta, ossia 1.5, o comunque più bassa della media nazionale fissata ad 1.7, sono state collocate in quelle definite a ‘rischio moderato’. Mentre le altre sono state distinte in zone a rischio medio-alto, arancione, e zone a rischio alto, rosse.

Dpcm Novembre, zona rossa e autocertificazione: dove serve?
Sintesi dei divieti nelle zone rosse, arancioni e gialle

Non resta che sperare che tali misure restrittive permettano alle Regioni in zona rossa, di poter tornare rapidamente ad indici Rt più bassi al fine di poter tornare a circolare liberamente, senza l’incubo dell’autocertificazione, almeno nel proprio comune di residenza. Le persone, e questo é sentore comune, sono davvero stanche a livello psicologico, oltreché certamente impaurite dal virus.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

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