Nuovo DPCM ottobre 2020: verso chiusura anticipata palestre e locali?

Vi é grande attesa per il nuovo Dpcm ottobre che dovrebbe essere approvato tra domani e mercoledì, tra le novità quasi certe, che sanno un pò di ritorno ad un recente passato, l’uso della mascherina obbligatoria anche nei luoghi all’aperto, purtroppo la curva dei contagi ha ripreso a salire, facendo registrare nelle ultime due settimane i dati di aprile quando eravamo in pieno lockdown. Lo scopo del Governo, che in queste ore sta discutendo su eventulai misure restrittive da mettere in campo, é proprio quello di evitare di andare incontro ad un nuovo lockdown. Anche perché inutile negarlo per alcuni settori, una nuova chiusura, rischierebbe di segnare la fine di molte attività, già duramente colpite dal precente stop forzato di pochi mesi fa. Tra le attivià maggiormente a rischio, qualora la curva dei contagi proseguisse nella sua corsa al rialzo, certamente locali, palestre a cui seguirebbero parrucchieri, estetisti, cinema e teatri. Lo spettro del lockdown vissuto tra marzo ed aprile torna prepotentemente e l‘ansia tra i gestori dei locali e delle palestre inizia ad essere palpabile. I dettagli ed i primi rumors su quanto potrebbe già essere inserito, come restrizioni, intendiamo, nel prossimo DPCM, che dovrebbe vedere la luce il 7 ottobre.

Nuovo DPCM ottobre: dal 7 nuove restrizioni in vista e obbligo mascherina all’aperto?

Nel dpcm ottobre saranno ufficializzate le nuove regole anti contagio che verranno attuate dal 7 ottobre in poi, giacché il precedente DPCM vede scadere la sua efficacia da tale data. Vi sarà certamente la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, e tenendo conto delle indicazioni che sono arrivate dal Comitato Tecnico Scientifico verranno introdotte nuove misure restrittive su tutto il territorio, lo scopo quello di evitare, il più possibile, il nuovo lockdown.

Le anticipazioni sui nuovi divieti e obblighi vedrebbero dato per certo la reintroduzione dell’uso obbligatorio della mascherina anche nei luoghi all’aperto in qualsiasi ora del giorno, alcune Regioni hanno già optato, dato l’aumento dei casi, per l’obbligo della stessa, come la Campania, il Lazio e la Basilicata. Sempre più prende piede l’ipotesi di optare nuovamente per la chiusura anticipata dei locali, la chiusura dei pub e dei ristoranti potrebbe essere fissata già dalle 23. Inoltre vi sarebbe allo studio una stretta anche sul numero di partecipanti ad eventi e cerimonie. Tra le limitazioni potrebbe nuovamente presentarsi l’ingresso contingentato nei negozi, e la capienza massima su autobus, metropolitane e treni, per evitare eccessivi assembramenti, potrebbe essere abbassata all’80%. L’inasprimento delle regole, oggi tanto criticato, é certamente frutto delle eccessive libertà che le giovani generazioni si sono concesse quest’estate, e che ora, volente o nolente, sono tornate a pesare sulla curva dei contagi.

Anticipazioni nuovo DPCM : coprifuoco bar, ristoranti e nuovi rischi per palestre?

In grande attesa del DPCM che verrà emanato il 7 ottobre ci sono certamente i gestori dei bar, dei ristoranti e delle palestre, i più a rischio chiusura, a seguire parrucchieri, estetisti, cinema, teatri. E’ormai nell’aria un possibile coprifuoco tra le misure più probabili per contenere la seconda ondata del Covid 19, si vocifera infatti una possibile imminente chiusura anticipata dalle 22 o 23 dei locali sopra menzionati. Alcuni ritengono l’eventuale coprifuoco possa essere l’enensima ‘batosta’ ai danni dei ristoratori e dei gestori dei bar e dei locali notturni, in quanto per molti questa riduzione di lavoro, potrebbe anche determinare la chiusura dell’esercizio già duramente compromesso dal precedente lockdown.

In discussione parebbe esserci anche la revoca dell’autonomia regionale , in buona sostanza non verrebbe più lasciata libertà alle regioni di decidere le misure maggiormente opportune per contrastare l’epidemia, ma i provvedimenti verrebbero dettati unicamente da Roma, con norme generiche ed uguali per tutti e non più relative ai singoli casi Regionali. In discussione, stando alle prime anticipazioni, anche la numerosità degli invitati che potranno prendere parte a cerimonie, che non potranno superare, pare, 200 persone. Sotto controllo anche gli assembramenti che potrebbero essere generati per funerali e feste.

A rischio, qualora la curva dei contagi dovesse salire, sarebbero nuovamente le palestre, che con fatica post lockdown hanno provato a riorganizzare i corsi al fine di evitare assembramenti, certo per molte di loro una nuova chiusura potrebbe essere letale. Nel mirino anche parrucchieri ed estetisti, esattamente come era avvenuto in chiusura totale a marzo/aprile. Altro settore fortemente a rischio la scuola, si teme infatti che l’aumento dei contagi possa essere derivato anche dall’apertura degli istituti scolastici, i genitori e gli stessi allievi confidano che la didattica in presenza non venga nuovamente posta in discussione e che le lezioni possano proseguire in aula il più a lungo possibile, giacché gli studenti, per molti mesi, sono già stati privati delle lezioni face to face.

L’attesa per il nuovo dpcm ottobre é molto alta, in caso di chiusura totale a rischio vi é la tenuta stessa dell’economia, si confida dunque possa prevalere il buon senso affinché venga tutelata la salute non solo delle persone , ma dell’Italia stessa.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

2 pensieri riguardo “Nuovo DPCM ottobre 2020: verso chiusura anticipata palestre e locali?

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    6 Ottobre 2020 in 16:06
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    E c’erano i soliti “illuminati” da 20.000 euro al mese che criticavano la decisione da parte del Governo di protrarre lo stato di emergenza fino al 16 ottobre con Salvini che disquisiva di bambini che non nascono (come se due coniugi o conviventi non potessero procreare durante il Covid…) e Forza Italia che si interessava solo all’immagine “possibile” che gli altri Stati europei avrebbero avuto di un paese ancora in stato d’emergenza (il fatto che focolai fossero presenti laddove, durante il lockdown, il virus non aveva praticamente attecchito sembrava a loro giudizio essere evidentemente irrilevante).
    NON DICO CHE IL GOVERNO ATTUALE ABBIA FATTO TUTTO AL MEGLIO, ANZI (già in febbraio – con i primi casi in Italia: 55 in Lombardia, 19 in Veneto e 1 in Piemonte – si dovevano chiudere le frontiere tra una regione e l’altra essendo coscienti della natura del Covid-19… Cina docet… e tenendo conto che se i casi segnalati erano 75 con i pochi tamponi che allora erano a disposizione allora ce n’erano ovviamente molti di più, SENZA CONTARE GLI ASINTOMATICI! Inoltre va considerata l’unica cosa giusta detta da Renzi da molto tempo a questa parte: “Non si può fare un decreto al giorno”… giustissimo; e da ultimo, MA NON PER QUESTO MENO IMPORTANTE, l’aver dimenticato persone in cassa integrazione o imprese familiari che non hanno visto neppure un euro per mesi…) ma ritengo che con il benemerito Salvini al comando, o il perenne sempiterno presidente (viene tuttora definito così anche se presidente non lo è più da anni) cavalier Silvio le cose si sarebbero mostrate sotto una luce persino peggiore.
    Che poi molti sbagli siano da imputare ai cosiddetti “esperti”, ossia virologi, epidemiologi e immunologi che si contraddicevano a vicenda nei primi mesi del contagio, dovrebbe essere ormai assodato (mesi non settimane… si sono sentite vere e proprie panzane fino a maggio inoltrato e alcuni continuano a dirle… eppure molti programmi “gettonati” trasmessi sia dalla Rai che da Mediaset davano la parola a simili incompetenti quando ormai anche l’uomo del popolo aveva compreso tutto su questo virus).

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