Nuovo DPCM Pasqua 2021: Draghi firma DPCM, Zona Rossa e Arancione fino al 30 aprile

Mentre la crescita dei contagi rimane sostanzialmente stabile, il governo ha approvato un nuovo DPCM che entrerà in vigore il prossimo 7 aprile 2021 e che estende la zona arancione su tutta Italia fino alla fine di aprile. Il decreto dispone anche la riapertura delle scuole fino alla prima media anche in zona rossa e impedisce ai presidenti di regioni di richiuderle. Inoltre viene introdotto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e le altre figure che lavorano in ambito medico e ospedaliero e uno “scudo penale” per i vaccinatori, che però non ha del tutto soddisfatto le associazioni di categoria.

Nuovo DPCM Aprile 2021: cosa contiene il provvedimento di Draghi: niente zona gialla

Partiamo dai numeri, ieri sono stati registrati 23.904 nuovi casi di Covid-19, in crescita rispetto ai circa 21mila casi di mercoledì scorso. Anche il tasso di positività dei tamponi è cresciuto, passando dal 5,85 per cento al 6,8 per cento. I decessi sono stati 467. Calano invece i posti in terapia intensiva occupati da malati Covid-19, meno 6, e quelli in area medica, meno 51. La situazione negli ospedali continua ad essere difficile. Dodici regioni hanno superato le soglie di allarme per i ricoveri di malati Covid-19. Nel nuovo DPCM che entrerà in vigore il 7 aprile 2021 continuerà il divieto di zona gialla fino al 30 aprile. Restano vietati gli spostamenti tra le regioni e si torna a scuola in presenza anche in zona rossa sia per elementari che per prima media. Tra le maggiori novità l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. Ovviamente non essendo in zona gialla, niente riaperture per Bar e ristoranti.

DPCM Pasqua 2021: Draghi ha firmato per zone arancioni prolungate

La novità più importante del dpcm di aprile o è il prolungamento fino alla fine di aprile della zona arancione valida per tutta Italia. Fino all’inizio di maggio, anche le regioni con numeri da zona gialle dovranno applicare sul loro territorio le regole della zona arancione (che significa principalmente chiusura di bar e ristoranti). Per lo stesso periodo rimarrà in vigore anche la regola che prevede il passaggio automatico di una regione in zona rossa quando i contagi settimanale raggiungo un’incidenza pari o superiore a 250 per centomila abitanti.

Non è stato invece inserito il meccanismo automatico per le riaperture in caso di riduzione dei contagi chiesto nei giorni scorsi da diverse forze politiche, tra cui la Lega. Nel decreto è però esplicitato che «in ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini» il Consiglio dei ministri può stabilire delle deroghe e consentire quindi ad alcune regioni di passare in zona gialla. La decisione non è piaciuta al leader della Lega Matteo Salvini, che ieri ha commentato: «Si tratta di una scelta politica e non scientifica». Secondo Salvini, la disposizione che prevede regole da zona arancione anche per le zone gialle andrebbe eliminata.

DPCM Aprile 2021: dopo Pasqua riaprono le scuole elementari e medie

Il decreto stabilisce anche la riapertura in presenza di tutte le scuole italiane fino alla prima media, comprese quelle che si trovano in regioni in zona rossa, a partire dal 7 aprile. Questa nuova norma, viene esplicitato nel decreto, non potrà essere derogata dai presidenti di regioni tramite ordinanze.

Nelle zone arancioni e nelle eventuali zone gialle che dovessero essere approvate in seguito a una deroga nei confronti della regola nazionale, le lezioni in presenza sono estese fino alla terza media, mentre le superiore dovranno riaprire con almeno il 50 per cento delle lezioni in presenza e un massimo pari al 75 per cento.

Nuovo DPCM ultime oggi 1 aprile 2021: Obbligo vaccinale per Sanitari

Il dpcm firmato da Draghi introduce anche l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, sociosanitari, chi lavora negli ospedali, negli studi medici e altre figure coinvolte nella campagna vaccinale, come i farmacisti. Nelle bozze del decreto circolate ieri pomeriggio, la vaccinazione viene definita «requisito essenziale» per «esercitare la professione». Chi lo rifiuta può essere sospeso dal suo ordine professionale o spostato anche a mansioni di tipo inferiore che però non implichino il contatto con persone potenzialmente infette. Se non sono possibili altre soluzioni, è prevista la sospensione dal lavoro senza pagamento dello stipendio.

Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri non ha apprezzato questa proposta definendola «farraginosa» e potenzialmente inefficace. La federazione ha comunque sottolineato che i medici non sanitari sono una quota residuale del totale. Viene introdotto anche uno “scudo vaccinale”, una norma che stabilisce l’esclusione della punibilità per chi effettua vaccinazioni in caso di effetti collaterali dovuti alla vaccinazione, sempre che le modalità di somministrazione siano state seguite correttamente.

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