Nuovo DPCM Pasqua 2021: quali regioni cambiano colore?

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C’è attesa per i nuovi dati che saranno rivelati domani e che decideranno quali regioni cambieranno colore e quali resteranno invece in zona rossa almeno fino alla settimana dopo Pasqua. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto sapere in merito all’ultimo decreto legge in scadenza il 6 aprile. che “Decisioni su eventuali restrizioni o proroghe non ne sono state ancora prese e comunque le decisioni per fasce di colore resteranno fino a settembre“. Due, a quanto trapela, le possibili date di allungamento dei blocchi dopo Pasqua: l’11 o il 15 aprile.

DPCM Pasqua 2021: le regioni che restano in zona rossa e quelle che cambiano colore

Stando a quanto trapela in queste ultime ore, i dati che saranno analizzati dal Governo confermeranno alcune regioni in zona rossa anche per le prossime settimane, e nel dettaglio: niente cambio di colore per Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Marche Emilia-Romagna, Campania e Puglia. Ppotrebbe tornare arancione invece il Lazio, visto che l’incidenza dei casi è 208 ogni 100 mila abitanti, (ben sotto sotto quota 250) e anche l’indice Rt è di poco superiore a 1. 

Inoltre sono monitorate con particolare attenzione anche Valle d’Aosta, Toscana e Calabria che potrebbero cambiare colore e finire in zona Rossa. Il Sindaco di Firenze Giani ha dichiarato: “I dati ci lasciano pensare che siamo arrivati al culmine dell’effetto espansivo di questa fase di pandemia. Firenze ha dati stabili, non c’è l’effetto che si poteva temere, anche nella terza ondata si è caratterizzata per sostanziale stabilità di dati; si pensa a solo interventi per restrizioni di centri attrattori di persone, riducendo contatti e assembramenti, ma non oltre. Se la Toscana rimane in Zona Arancione, calibreremo le misure: Nardella ha già preso provvedimenti in passato e funzionano”.

Nuovo DPCM Pasqua 2021 Draghi spera in qualche riapertura

Il premier Mario Draghi nella giornata di ieri ha detto: “È bene cominciare e pensare e a pianificare le riaperture. Noi stiamo guardando attentamente i dati sui contagi ma, se la situazione epidemiologica lo permette, cominceremo a riaprire la scuola in primis. E cominceremo a riaprire le primarie e la scuola dell’infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo subito dopo Pasqua”.

Draghi ha poi riservato una dura reprimenda alle Regioni: “Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute. In tempo di pandemia, anche se le decisioni finali spettano al governo, come ha ricordato anche una recente sentenza della Corte Costituzionale, sono pienamente consapevole che solo con una sincera collaborazione tra Stato e Regioni, in nome dell’Unità d’Italia, il successo sarà pieno”.

Risposta che non si fa attendere dal Presidente della regione Veneto Zaia: “Draghi, che sostengo, è persona intelligente e di esperienza. Evidentemente però qualcuno ha omesso di dirgli che le categorie vaccinate non anziane sono quelle che rientrano nel piano nazionale. Che sia colpa delle Regioni proprio no, su questo sono pronto al confronto. Ci è stato detto di vaccinare gli anziani e parallelamente determinate categorie a livello nazionale che conoscete tutti”.

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